mercoledì 31 agosto 2016

Epigrafe da "IL SEGRETO DI HELENA"



Ho iniziato da poco il romanzo di Lucinda Riley "IL SEGRETO DI HELENA", che ci trasporta su una delle più affascinanti isole del Mediterraneo, regalandoci un'altra storia piena di colpi di scena, segreti, emozioni, per un'estate da non dimenticare.

Ed ecco la breve citazione riportata dall'Autrice.


Segui un’ombra, ecco che ti sfugge;
fingi di sfuggirle, ti seguirà.

Ben Johnson


l significato del termine epigrafe al quale mi rifaccio
è quello dato dalla Treccani.it

"Iscrizione in fronte a un libro o scritto qualsiasi,
per dedica o ricordo; più particolarm.,

citazione di un passo d’autore o di opera illustre che si pone in testa
a uno scritto per confermare con parole autorevoli quanto si sta per dire

ANCHE IL LIBRO CHE STATE LEGGENDO VOI 
HA UNA CITAZIONE INTRODUTTIVA O UNA BELLA DEDICA?

martedì 30 agosto 2016

IL RAGAZZO INVISIBILE di Gabriele Salvatores - NOI SIAMO INFINITO di Stephen Chbosky (recensione film)



In questo mese di agosto che sta per andar via ci sono state a Trieste le riprese del sequel de IL RAGAZZO INVISIBILE di Gabriele Salvatores, che uscirà nei nostri cinema l'anno prossimo.


Nel cast ritroviamo l’ormai sedicenne protagonista Ludovico Girardello (Michele Silenzi), Valeria golino (la poliziotta Giovanna Silenzi, nonchè madre di Michele), Ksenia Rappoport, Noa Zatta, Ivan Franek e la new entry Galatea Bellugi (Natasha).

DATA USCITA: 18 dicembre 2014
GENERE: Fantasy
ANNO: 2014
REGIA: Gabriele Salvatores
Cast: Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Kseniya Rappoport,Noa Zatta, Laura Sampedro, Aleksey Guskov


Il protagonista di questo primo film di "supereroi" è Michele Silenzi, un adolescente che vive una vita "normale" in una tranquilla città sul mare.
Sua madre Giovanna lavora in polizia e una mattina arriva a scuola per sollecitare i ragazzi a farsi avanti se dovessero avere informazioni su un loro compagno di classe che è sparito, mettendo in allarme la famiglia.

Michele non è una cima a scuola ma soprattutto è uno di quei ragazzi che vengono presi facilmente di mira dai compagni più bulli e prepotenti.
Ma lui sembra non prendersela più di tanto, invaghito com'è della compagna Stella, la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare, e che sembra invece non accorgersi di lui.
In occasione di una festa in maschera a tema (mostri, supereroi...), avendo un budget limitato, Michele è costretto a comperare il costume più anonimo che si sia mai visto, cioè quello di un supereroe giapponese sconosciuto e che di certo lo renderà lo zimbello della scuola.

Ma la vita noiosa di Michele sta per cambiare, dopo aver indossato il costume, e una mattina, mentre si guarda allo specchio, accade qualcosa di straordinario: il corpo del ragazzo sparisce e lui si ritrova ad essere.... un ragazzo invisibile!
Superato lo sgomento iniziale, Michele approfitta di questa inaspettata capacità per fare dispetti ai compagni che da sempre gli danno fastidio e per infilarsi negli spogliatoi delle ragazze.

michele
L'unico "inghippo" è che, proprio nei momenti in cui la sua vena goliardica sembra trovare sfogo alla grande, la magia finisce all'improvviso e lui torna nel proprio corpo visibile, con conseguenti momenti di forte imbarazzo.

Ma le avventure di Michele sono appena iniziate, perchè la scoperta di questo potere speciale lo porterà a scoprire altre verità su se stesso, sulla propria famiglia e su ciò che è in grado di fare quando indossa il costume da supereroe.
Ci sarà anche da stare attenti perchè proprio lui è oggetto di interesse da parte di un gruppo di russi male intenzionati che lo stanno cercando da tempo... Come mai, cosa vogliono da lui?

E' un film carino, bravo il giovane attore (che tante scene mi pare le abbia girate leggermete nudo :-D ) nel ruolo di questo adolescente che, da imbranato cronico, preso in giro da tutti, si ritrova a gestire non solo dei super poteri che immaginava esistessero solo nei fumetti, ma anche delle rivelazioni sconcertanti sulla propria famiglia, il che metterà un po' in crisi il rapporto con la mamma Giovanna, che si deve barcamenare tra un lavoro impegnativo (si sta occupando dei rapimenti dei compagni di Michele, perchè al primo si aggiungeranno altre preoccupanti scomparse) e un figlio adolescente; ma la donna affronta tutto con la calma e la comprensione che le appartengono e che ben vengono rese dalla Golino, con la sua pacatezza e il suo sorriso rassicurante.

Mi è piaciuto Bentivoglio, nel ruolo dello psicologo scolastico, suo malgrado invischiato nelle vicende legate alle sparizioni dei ragazzini (le quali a loro volta coinvolgono lo stesso Michele) e che assumerà sembianze inquietanti e comportamenti sospetti nel corso delle vicende.

Il film termina con un finale che lascia presagire un sequel che in effetti c'è ^_-


Un altro film guardato di recente è tratto dall'omonimo romanzo da me letto qualche tempo fa: NOI SIAMO INFINITO. Ragazzo da parete di Stephen Chbosky (RECENSIONE), che è anche il regista della pellicola.


lunedì 29 agosto 2016

Recensione: TUTTI I MOSTRI AMANO LA LUCE di Michela Oliviero



Una piccola raccolta di brevi racconti aventi come protagonisti strani esseri, morti o semplicemente dimenticati, collocati in uno scenario malinconicamente tetro.

TUTTI I MOSTRI AMANO LA LUCE
di Michela Oliviero



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I racconti di Michela Oliviero hanno il sapore di favole e leggende antiche, popolate da personaggi bizzarri, malinconici, tristi o teneri, esseri umani ed animali, che fanno le loro fugaci e teatrali apparizioni in scenari in cui a far da padrone è spesso la morte, e con essa la solitudine e la sensazione irrimediabile che qualcosa è andato perduto per sempre, lasciando dietro di sè strascichi di vite e di storie che fanno ormai parte soltanto dei ricordi di chi li racconta.

E così ascoltiamo le voci stanche di chi non c'è più ed è ormai solo un ammasso di ossa: scheletri di principi, un tempo ricchi, oramai rinchiusi nel triste regno dell'oltretomba, la cui non vita viene inspiegabilmente illuminata dalla presenza di una bimba innocente; scheletri di uomini che ci raccontano la propria dolorosa testimonianza e di come un tempo anch'essi hanno avuto sogni e speranze, che però hanno visto naufragare nel mare; uomini che hanno perduto la propria umanità a causa di esseri mostruosi e furbi che li hanno ingannati, storie di ombre rimaste intrappolate nella mente o nella penna di scrittori che non hanno trovato il tempo o il coraggio di dar loro un corpo...

Opere d'arte e scacchiere che prendono vita, uccellini in gabbia, cani abbandonati, squali malinconici... che mostrano tratti d'umanità, ed esseri umani che invece sembrano perderli per manifestare solo follia ed egoismo.

E i luoghi di queste storie sono caratterizzati dalla stessa atmosfera di desolazione e malinconia che pervade i diversi personaggi: botteghe impolverate, il cui tempo è scandito dal preciso ticchettio di vecchi orologi dimenticati, il mare con le sue misteriose profondità e i suoi segreti, le strade con i suoi cani randagi, l'oltretomba con le sue ossa... "Vecchie, fresche, umide, rotte. Siamo solo ossa adesso, tutte uguali; a volte si mischiano, a volte si perdono, nessuno viene a reclamarle. Perché siamo solo e soltanto ossa.”.

E a conclusione di questo piccolo mondo popolato da creature mostruose e strane, tristi e sole, bisognose di luce e di raccontare la propria storia come a voler ricordare a se stesse che anche in loro c'è stata la vita, l'amore, il sogno..., l'Autrice ci lascia con parole di diverso tenore, dove a far da padrone non è più la tristezza o la morte o la nostalgia, ma l'amore, quello che fa battere il cuore e fa rimanere svegli di notte.

Come dicevo, si tratta di una raccolta di racconti brevi, alcuni riempiono qualche pagina, altri anche soltanto una; alcuni sembrano avere un più definito filo logico, altri si interrompono troppo bruscamente, ed infatti in questi casi mi sembrava, a fine lettura, di non averne afferrato davvero il significato, il senso, così che mi hanno lasciato un'inevitabile sensazione di incompiutezza.

Ho trovato interessante lo stile di scrittura dell'Autrice, perchè immediato pur essendo contrassegnato da quel tocco sibillino ed enigmatico che rende le storie accattivanti, e nonostante queste pagine, con i loro personaggi e contesti, siano attraversate da un che di surreale e di assurdo, riescono a rimandarci tutta l'affascinante gamma di sentimenti umani.

Si tratta di piccole fiabe davvero particolari, per stile e contenuto, e credo che proprio il loro (apparente) nonsense sia il maggior punto di forza e di originalità.

ANTEPRIME NERI POZZA SETTEMBRE 2016



Ricche proposte editoriali di settembre dal parte di Neri Pozza!!


  • Romanzo finalista al Premio Neri Pozza 2015, Palazzokimbo svela il talento di una scrittrice capace di dare nuova linfa al romanzo di formazione e di restituirci con brio e impeccabile scrittura l’atmosfera dell’Italia degli anni Settanta.
  • Scritto dalla mano sapiente di John Meade Falkner, ispirato a grandi classici gotici come Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde, pari per eleganza a capolavori come Giro di vite di Henry James, Lo Stradivari perduto è la storia di una possessione che, nella compita Inghilterra vittoriana, travolge un giovane uomo sino al punto da trascinarlo lontano dagli affetti, dalla fede, dai retti principi morali, tra città gotiche e corrotte, atmosfere pagane e un’Arte così perfetta da sembrare maledetta.
  • Da eroe a brigante, da re amato a despota, tutti i volti di re David emergono in L'armonia segreta, in cui l’autrice di Annus mirabilis ripercorre l’appassionante storia di un uomo che oscilla tra verità e leggenda, creando un magnifico romanzo d’avventura e, insieme, una magistrale epopea sulla fede, il desiderio, l’ambizione, l’amore e il tradimento.
  • Con la sua prosa lieve, Alejandro Palomas regala ai lettori una favola tenera e profonda che riflette sulla distanza emotiva che un dolore improvviso può instaurare tra un padre e Un figlio. Un romanzo pieno di grazia e di speranza che parla al cuore di chi non vuole smettere di credere ai propri sogni.
  • Romanzo dall’atmosfera hitchcockiana, nella quale i contorni noti e i volti amici si trasfigurano alla luce macabra del sospetto, Ingrossare le schiere celesti è un noir d’autore magistrale, paragonato per lo stile, crudo e poetico assieme, alle migliori opere di Georges Simenon.
  • Con una prosa impeccabile, Tatiana de Rosnay ci restituisce il romanzo della vita di una delle più complesse e tormentate figure di donna del Novecento, la scrittrice inglese Daphne du Maurier, autrice di romanzi come Rebecca, la prima moglie, Gli uccelli, Jamaica Inn.


PALAZZOKIMBO
di Piera Ventre


Ed. Neri Pozza
USCITA:
SETTEMBRE 2016
Nella prima metà degli anni Settanta, Stella, detta a scuola stelladamore, abita all'ottavo piano del Palazzokimbo - chiamato così per via dell’enorme insegna pubblicitaria che campeggia sul tetto - a Napoli..
Settanta famiglie di operai, come il papà di Stella, e impiegati ed elettricisti che hanno a che fare con silice, ossidi, nitrati e amianto, e rientrano a casa coi vestiti che sopra i baveri sembra vi sia uno spolvero di talco.
Con Stella e i genitori abitano anche zia Marina, la sorella signorina di papà, i nonni paterni, Stella e sua sorella Angela. C’è pure un gatto, battezzato Otto, per un semplice calcolo d’aggiunta. 
Quattro piani sotto vive la signora Zazzà, che cela un segreto che nessuno conosce.
Stella trascorre il tempo incantato della sua infanzia con Consiglia, l’amica del cuore coi capelli rossi, le guance accese e la lingua velenosa.
Nel ventre di Palazzokimbo penetrano, però, anche i fatti di fuori, gli eventi terribili della fine degli anni Settanta: la deindustrializzazione, il rapimento Moro, la strage di Bologna…

L'autrice.
Piera Ventre è nata a Napoli nel 1967. Laureata in Logopedia presso l’Università degli studi di Pisa, è specializzata come Assistente alla comunicazione. Socia ordinaria e Consigliera dell’Associazione di promozione sociale Comunico, collabora con le scuole di Livorno, città in cui vive dal 1987. Ha pubblicato testi brevi in raccolte antologiche e siti letterari. Nel 2011 la raccolta di racconti Alisei (Edizioni Erasmo) ha avuto una segnalazione della giuria al Premio Renato Fucini.



LO STRADIVARI PERDUTO
di John Meade Falkner

Ed. Neri Pozza
USCITA:
15 SETTEMBRE 2016
La storia della possessione di un rispettabile gentleman vittoriano


Nel 1842, John Maltravers frequenta l’Università di Oxford. 
Nelle ore libere dagli studi coltiva la sua grande passione: la musica. Valente violinista, si esercita spesso nel suo appartamento, accompagnato al pianoforte da William Gaskell, studente al New College ed eccellente pianista. 
Una notte, dopo che Gaskell se n'è andato, sfogliando gli spartiti lasciati sul tavolo dall’amico, John è attratto da una copia manoscritta di alcune suite, redatta a Napoli nel 1744. 
Comincia a suonare e, dopo le battute iniziali di un'aria intitolata Aeropagita, sente dietro di sé un cigolio proveniente da una vecchia poltrona di vimini.
Qualche tempo dopo, sotto l’effetto esaltante dell’incontro serale con la bella Constance Temple, dopo aver suonato l’inizio della suite, attaccando di nuovo quell’aria, John riavverte quel rumore sinistro, seguito stavolta da una sensazione inconsueta e sconvolgente: seduta sulla poltrona di vimini, c'è la sagoma di un uomo…

L'autore.
John Meade Falkner (1858-1932) è stato un romanziere e poeta inglese. Educato a Oxford, è autore di raccolte di poesie, romanzi – oltre a Lo Stradivari perduto (1895), Moonfleet (1898) e The Nebuly Coat (1903) – e di quattro opere di letteratura di viaggio e storia locale
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domenica 28 agosto 2016

Recensione film: EFFIE GRAY. STORIA DI UNO SCANDALO (Richard Laxton)



Qualche giorno fa ho guardato un film tratto dall'omonimo romanzo storico di Suzanne Fagence Cooper e basato su personaggi realmente esistiti e su fatti realmente accaduti.


EFFIE GRAY. STORIA DI UNO SCANDALO



Regia: Richard Laxton
Sceneggiatura: Emma Thompson
Cast: Dakota Fanning, Greg Wise, Emma ThompsonRobbie ColtraneJames FoxJulie Walters,Tom SturridgeDavid SuchetDerek Jacobi ,Claudia CardinaleRussell ToveyLinda BassettRiccardo ScamarcioJoanna Hole

Questo film è dedicato alla figura di Euphemia "Effie" Gray, giovane donna vissuta in epoca vittoriana che, contravvenendo alle etichette morali del suo tempo, trovò il coraggio di porre fine al proprio matrimonio-farsa con un marito - un celebre e stimato critico d'arte - che non osò mai avvicinarsi a lei perché disgustato dal suo corpo....


Effie (D. Fanning) è una ragazza dolce, raffinata ed incantevole che accetta di convolare a nozze con John Ruskin (G. Wise), scrittore, pittore, poeta e critico d'arte britannico, di qualche anno più grande di lei; la ragazza riesce così a sfuggire ai problemi economici accumulati dal padre e a fare un buon matrimonio con un uomo rispettabile e colto, oltre che molto gentile nei suoi confronti sin da quando lei era una bambina.

Lascia la sua famiglia e l'amata Scozia per raggiungere quindi Londra e va a vivere nella dimora dei Ruskin, a Denmark Hill, insieme non soltanto al neo marito ma anche anche ai suoceri.
La suocera Margaret la considera una bambina capricciosa e si augura che la nuora non sia di ostacolo alla carriera dell'unico e amato figlio nel mondo dell'arte.
I rapporti tra le due donne son da subito difficili e Effie soffre all'idea di dover dividere il tetto con una donna che la detesta.
Ma a complicare davvero le cose, immediatamente dopo l'arrivo a Denmark Hill, non è neanche tanto Margaret, quanto John stesso che, la prima notte di nozze, non osa neppure sfiorare con un dito la bella e giovane moglie, anzi va via profondamente disgustato alla vista di lei nuda.

Com'è comprensibile, Effie ci resta malissimo, ma questo sarà solo il primo dei tanti rifiuti di lui a consumare il matrimonio... Fatto sta che, sentendosi sola e disprezzata, la ragazza inizierà a dar segni di disturbi di tipo nervoso.

A dare un po' di luce e consolazione a una moglie giovane e sola in una casa ostile, ci pensa la presenza di una donna affascinante e comprensiva, lady Elizabeth Eastlake (E. Thompson), moglie del presidente della Royal Academy, che presterà i suoi saggi e materni consigli alla neo sposa, soprattutto qualche anno dopo quando sarà arrivato il momento di prendere decisioni importanti.

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Ma altri personaggi si insinueranno nell'unione indecifrabile e problematica (anche se perfetta agli occhi degli estranei) di Effie con John, il quale anzi farà in modo da creare per la mogliettina delle situazioni ambigue, volte a dimostrare al mondo la "corruzione morale" di lei, i suoi atteggiamenti di donna libertina e civettuola nei confronti di altri uomini.

E su Effie circoleranno maldicenze a Venezia, durante un viaggio dei due per motivi di lavoro di lui, in cui la ragazza intreccerà una fraintendibile amicizia con un giovanotto italiano allegro e affascinato dalla innocente bellezza di Effie, Raffaele (interpretato da un gaudente Scamarcio), che in effetti le farà delle avances, ma soprattutto queste voci si infittiranno quando qualche tempo dopo nascerà una sorta di triangolo amoroso con un pittore emergente, Everett Millais, giovane e bello, talentuoso e anche lui attratto da questa sposa infelice...

John Ruskin è un uomo davvero strano e pieno di problemi con l'altro sesso, è evidente: come si faccia a restare disgustati da una moglie giovane e bella non si sa, ma così è e nel corso del film capiamo che problemi ha, ma non per questo ci appare più simpatico, anzi: sempre serioso, impettito, fissato con la sua arte e dedito solo ad essa, influenzato dai genitori ad ogni passo, taciturno e solitario, scorbutico e insensibile verso una moglie che cerca in tutti i modi di screditare, mentre la stessa non capisce cosa c'è di sbagliato in lei

Deliziosa Dakota nei panni di Effie, innocente, irreprensibile e sempre al centro di ingiusti pettegolezzi; eppure, lungi dall'essere solo la ragazza fragile e sola che ci appare tra le mura della grande ma lugubre e triste dimora dei Ruskin, Effie saprà tirar fuori anche la propria voglia di vivere e divertirsi nei momenti di assenza dell'ombroso coniuge, e soprattutto saprà fare appello alla forza di carattere e alla propria determinazione per infischiarsene di ciò che pensa la gente e dell'eventuale scandalo che potrebbe derivare da determinate sue scelte.
Effie imparerà che se non ci pensa lei stessa alla propria felicità, non ci penserà nessun altro, e che ha diritto come tutti ad essere felice accanto a un uomo che l'apprezzi e l'ami, e in questo percorso di consapevolezza avrà un ruolo fondamentale la sincera amicizia con l'intelligente lady Eastlake e l'attrazione per l'aitante Everett.

E' un film in costume fatto bene, a mio avviso, mi sono piaciute le ambientazioni: la dimora di Denmark Hill così tetra e triste come i suoi abitanti, la fascinosa ed elegante Venezia, il paesaggio brullo ed aspro attorno al cottage a Brig o' Turk in Scozia, dove finalmente Effie inizierà a prendere coscienza di ciò che deve fare per il proprio bene.


Ophelia - J.Everett Millais
Molto belli i quadri che ci vengono mostrati, in particolare è incantevole "Ophelia", che ci balza agli occhi più volte; del resto, il mondo dell'arte ha sempre il suo fascino!

Se vi piace il genere, guardatelo, c'è un bel cast (ci sono anche attori di "casa nostra", come la Cardinale e il già citato Scamarcio) e la protagonista ha dato il suo piccolo ma apprezzabile contributo "femminista" nella società e nella cultura anglosassone del periodo vittoriano, decidendo di anteporre la propria felicità ai pregiudizi e alle convenzioni sociali del suo tempo.


sabato 27 agosto 2016

Prossimi arrivi Mondadori (Settembre 2016)



Interessanti e molto variegate le uscite Mondadori previste per settembre!!
Che ne dite? Qualcosa vi stuzzica?


Peter Høeg costruisce un magistrale thriller preapocalittico che guarda con occhio affilato e acuto la nostra società contemporanea sull'orlo del precipizio.


L'EFFETTO SUSAN
di Peter Høeg


Ed. Mondadoritrad. B. Berni
336 pp
9,90 euro
USCITA:
13 SETTEMBRE 2016

Susan Svendsen è una scienziata che si occupa di fisica quantistica, suo marito Laban un compositore affermato, e assieme ai loro due gemelli adolescenti sono la famiglia danese perfetta, ambasciatori culturali dell'Unesco, un simbolo per l'intera nazione.
Durante un viaggio in India, gli Svendsen sono accusati di una serie di reati, vengono divisi, rischiano di finire nella rete corrotta della giustizia indiana.
Miracolosamente un funzionario danese riesce a tirare fuori Susan di prigione e a riportarli tutti in Danimarca.
La donna potrà riavere i propri figli ma dovrà portare avanti una missione: a Copenaghen deve rintracciare i membri della misteriosa Commissione per il Futuro e il verbale della loro ultima riunione.
Perché Susan ha un dono: far dire la verità a chiunque incontri.

In Susan Svendsen ritornano i tratti indimenticabili di Smilla Qaavigaaq Jaspersen. Un'eroina capace da sola, con i propri singolari poteri, di sfidare i poteri più forti della terra in una battaglia contro le disuguaglianze sociali, l'inquinamento e le mutazioni climatiche che rischiano di distruggere l'Occidente.

L'autore.
Peter Høeg (Copenaghen, 1957) esordisce nel 1988 con il romanzo La storia dei sogni danesi, a cui seguono due anni dopo i Racconti notturni. Ma è con Il senso di Smilla per la neve (1994) che raggiunge la consacrazione, il romanzo ottiene un ampio riconoscimento di critica, diventa un bestseller internazionale e poi un film per la regia di Bille August, con Julia Ormond, Gabriel Byrne e Vanessa Redgrave. Successivamente ha pubblicato (in Italia sempre per Mondadori) I quasi adatti, La donna e la scimmia, La bambina silenziosa, I figli dei guardiani di elefanti.



Un romanzo particolare che fa incontrare personaggi letterari che tanti di noi hanno amato. Io lo trovo molto intrigante, e voi? ^_-


venerdì 26 agosto 2016

Recensione: SUMMER 2. Dritto al cuore di Elisa Sabatinelli



Una giovane donna che, giunta ad un momento importante della propria vita, decide di concedersi un'estate senza pensieri e rimpianti, vivendo al massimo emozioni ed esperienze; un viaggio tra alcune belle città europee che costituirà per lei il punto di partenza per scoprire affetti importanti e far chiarezza dentro di sé.



SUMMER 2. Dritto al cuore
di Elisa Sabatinelli


Ed. Rizzoli

254 pp
14,90 euro
USCITA:
14 LUGLIO 2016
Lavinia Ventura ha 26 anni e ha deciso di partire per un viaggio alla ricerca di spensieratezza e divertimento, ma il motivo vero è costituito dalla paura più che dall'euforia della partenza in sè.
La paura di non avere più tempo per vivere quel futuro che ora sembra troppo precario e incerto.

Ha perso da poco sua madre, morta a causa di un tumore, e adesso lei stessa attende di leggere il responso della biopsia fatta in seguito alla scoperta di un nodulo al seno.
Lavinia è spaventata da quella busta giunta da Barcellona, perhè sa che essa potrebbe contenere una brutta notizia sulla sua salute, e così ha deciso che per tre mesi ignorerà i risultati degli esami e andrà in lungo e in largo a godersi la propria giovinezza, prima che... sia troppo tardi!

"Il tempo che verrà non lo possiedo: ha preso le sembianze di un mostro informe che si nutre dei miei giorni. A Barcellona mi aspetta il verdetto sul mio futuro, tra ospedali e visite. Mi limito a sfuggirlo, lo depisto con la lontananza, mettendomi al sicuro da quest’altra parte del mare, sperando che l’inquietudine non sappia nuotare."

Chi ha letto il libro precedente ha già imparato a conoscere Lavinia, le sue paure, i suoi dubbi, le mancanze, il talento nella musica, la passione vissuta con il bel Claudio (breve ma intensa, anzi indelebile).

La incontriamo a Milano, insieme a lui, che le ha regalato uno splendido violino Vuillaume perchè ci sia sempre qualcosa di concreto a legarli; e novamente scatta la passione e i due trascorrono momenti speciali insieme, che fanno sentire entrambi vivi.

Eppure, basta una telefonata e l'incantesimo è rotto: Claudio deve lasciare Milano per impegni improrogabili di cui non parla a Lavinia, che comprende come per lui lei sia stata solo un piacevole passatempo e null'altro.
Ferita e arrabbiata da tanta indifferenza, Lavinia riprende il proprio viaggio, le cui tappe sono guidate dai ricordi della madre scritti nel diario che la donna teneva con sè e nel quale la figlia ha scoperto cose della mamma che non conosceva; soprattutto, comprende quanto grande sia stato l'amore per un certo Giuseppe Trivoli, che Lavinia incontra a Carloforte e che scopre essere suo padre naturale.

Una tempesta di emozioni contrastanti la travolge e così scappa anche da lì e decide di raggiungere l'amico del cuore Pau, a Parigi.
A dire il vero, Pau è un suo ex, e il più importante anche; è il fidanzato ideale, che l'ha sempre compresa, accolta, consolata, incoraggiata, ascoltata... E ora che non stanno più insieme, lui resta comunque un grande punto di riferimento, col quale Lavinia riesce ad aprirsi.
Tra i due riscoppia l'attrazione, fisica, mentale, e comprensiva dell'affetto che da anni li lega; i loro corpi si ritrovano, si fondono, lui conosce e soddisfa ogni suo desiderio nascosto.

Ma Lavinia sa che, nonostante la ragione le suggerisca che Pau - con la sua dolcezza, la sua saggezza, la sua calma rassicurante - potrebbe essere la sua anima gemella..., qualcosa di ben diverso dalla tenerezza brucia dentro di lei ed è un fuoco che soltanto l'affascinante musicista di nome Claudio riesce ad accendere in lei.

Ma lui è così sfuggente, chiuso in se stesso; è scappato senza spiegazioni e questo fa soffrire Lavinia ogni volta che ci ripensa.
E il destino non ha smesso di fare scherzi perchè ripresenta sul suo cammino di nuovo due uomini importanti per lei: suo padre Giuseppe - da cui è scappata spaventata e arrabbiata - e lo stesso Claudio - che era scappato da lei.

I viaggi di Lavinia la condurranno verso mete inaspettate che faranno finalmente abbracciare e riconciliare il passato e il presente, illuminando anche i giorni futuri così da farle realizzare che, anche se ha perso sua madre, lei non è più sola!
Quell'uomo sconosicuto che è suo padre, in realtà ha tante cose importanti in comune con lei: non solo Marta (la mamma di Lavinia), ma anche la musica, perchè Giuseppe è uno stimato e acclamato direttore d'orchestra.

E dopo Parigi ci sarà ancora Berlino e il viaggio estivo di Lavinia ritornerà al punto di partenza, a Barcellona, dove l'attende quella  lettera che contiene una sentenza, di "liberazione" o di "condanna".
E lei prima o poi dovrà affrontarla.
Da sola o con accanto chi ama?

Lavinia è una ragazza forte, che sa cavarsela da sola, che ha pochi ma ottimi amici (tra cui Laia, Xavi e lo stesso Pau), che ha avuto una grande donna come madre dalla quale ha imparato tanto, e proprio la mamma, anche se non c'è più fisicamente, riesce ancora ad essere un potente aiuto per sua figlia, indirizzandola verso posti e persone importanti, che ricordino a Lavinia che non è sola e che nel suo cuore deve far spazio ad altri affetti fino a quel momento sconosciuti.

Ci sono diverse cose che la destabilizzano, come il responso non ancora aperto e Claudio che va e viene; ma qualunque sia il problema, Lavinia deve imparare ad affrontarlo con coraggio, assaporando ogni attimo che la vita le dona e vivendolo al massimo.

Il suo istinto le dice di partire, di lasciare un posto - che la fa star male, la rattrista, la fa sentire sola... - per andare in cerca di qualcosa di diverso che le dia nuova carica...:

"Per me ogni partenza equivale all’abbandono di un dolore, qualcosa con cui non voglio fare i conti, lo lascio indietro per creare una separazione, un divorzio celebrato nell'’anima."

Ma a fine viaggio capirà qualcosa di fondamentale:

"una cosa ho imparato da quest’estate, che il desiderio è più forte della paura. E da qui in avanti le mie scelte saranno così: variabili, fragili, eppure forti, decisive, lapidarie perché mie soltanto..."

Tante cose accadono a Lavinia in poche settimane, e tutte l'aiuteranno a ricomporre puzzle importanti e a restituirle la fiducia necessaria per andare incontro a un ignoto che, forse, potrebbe non fare più la stessa paura di prima se accanto si hanno persone care.

"Summer 2 - Dritto al cuore" è un romanzo davvero bello ed emozionante, scritto molto bene, appassionante; il modo di scrivere dell'Autrice rende le parole magiche, ci sono tanti passaggi molto belli che restituiscono al lettore tutte le emozioni e le sensazioni della protagonista: il dolce e nostalgico ricordo della mamma, la paura per il proprio incerto futuro, la tenerezza e la confusione nei confronti di Pau, l'attrazione forte per Claudio, la scoperta di un padre di cui sente di avere bisogno, la passione per il violino... 
Ci sono alcune scene hot che, pur rimandandoci tutto "il fuoco" e il piacere del momento, non sono mai volgari e hanno il loro "perché".

Le pagine scorrono una dietro l'altra e non ci si stanca di leggere perchè è tutto molto coinvolgente e attraente: da Lavinia - con la sua personalità fragile e determinata al contempo, così ben delineata - ai momenti di amore e passione, alle località europee menzionate, ai passaggi sulla musica, alla bellezza dell'amicizia.
Un romanzo ricco di emozioni che vi consiglio caldamente.

To be read (Agosto 2016)



Due romanzi scoperti di recente, la cui lettura spero di non rimandare a "chissà quando"!

Li conoscete? Le avete letti?


RITORNO NEL SOUTH RIDING
di Winifred Holtby


Elliot Edizioni
trad. L. cocci
516 pp
19.50 euro
Maggio 2015
Figlia di un fabbro dedito all’alcol, Sarah Burton è riuscita a emanciparsi diventando un’insegnante a Londra e nelle scuole per missionarie del Sud Africa.
Quando decide di tornare nella sua contea d’origine, il South Riding, lo fa per candidarsi a guida della scuola superiore femminile.
Tutto il comitato direttivo dell’istituto è a suo favore tranne l’aristocratico Robert Carne, che amministra la scuola per mostrarsi impegnato nel sociale e seguire le proprie aspirazioni politiche, ma è spesso ostacolato da una torbida situazione matrimoniale e da una figlia difficile da educare.
Lottando contro il fascino dell’orgoglioso Robert, le beghe e i sotterfugi amministrativi della Contea e le difficoltà portate dalla depressione economica, Sarah si impegnerà comunque a dare alle proprie allieve una speranza per il futuro.

Pubblicato postumo nel 1936, Ritorno nel South Riding è lo stupendo affresco corale di una comunità sulla via del declino, con i suoi innumerevoli, eccentrici e indimenticabili personaggi. 
Considerato un classico della letteratura inglese, venne trasposto in un film nel 1938 per la regia di Victor Saville, e in una mini serie televisiva della BBC di grande successo diretta nel 2011 da Andrew Davies (Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento, House of Cards).


L'autrice.
Winifred Holtby, nata a Rudston, nel 1898, in una famiglia benestante dello Yorkshire, studiò a Oxford, dopo essere partita come volontaria per la Prima guerra mondiale. Divenne nota grazie alla sua attività di giornalista: fu molto prolifica e scrisse per oltre venti anni tra quotidiani e riviste. I suoi libri includono una biografia di Virginia Woolf (Castelvecchi, 2015) e un volume di racconti, Truth Is Not Sober. Tenne molte conferenze alla Lega delle Nazioni Unite e fu membro del gruppo femminista Six Point. Nel 1931 le venne diagnosticato il morbo di Bright e, nonostante questo, Holtby si dedicò alla stesura del suo libro più celebre, Ritorno nel South Riding. Morì all’età di trentasette anni nel 1935.


RUN RIVER
di Joan Didion

Ed. Il Saggiatore
trad. S.V. Barberis
322 pp
20 euro
2016
Il sole ambrato della California accende il cielo di un’estate torrida e interminabile; il luppolo verde matura avvinghiato ai filari, il fiume scorre a valle, disseta la terra e rinfresca i corpi mentre, sotto la superficie, erode e divora gli argini con la forza inesorabile di una piaga biblica.
Sulle sponde, nei ranch e nelle piscine illuminate delle ville, si trascina una festa sospesa nel tempo, tra balli e bourbon, abiti di seta e champagne, tra morti e addii.
È qui che Lily ed Everett vivono la dissoluzione di un amore lungo una vita. Perché si può amare e mille volte tradire, amare e consumarsi, non conoscersi mai, non avere neppure per un attimo l’illusione di una scelta, e perdere tutti per strada, mentre il fiume corre.

Run River, romanzo d’esordio di Joan Didion, è la saga di una famiglia accecata dal tramonto del sogno americano, il racconto dell’inarrestabile declino dei discendenti di cercatori d’oro e pionieri, privi ormai di una frontiera da inseguire. 
Ad aprire le sue pagine è il fragore di uno sparo che squarcia una notte d’agosto del 1959. 
La traiettoria del proiettile è un viaggio lungo ventun anni, che inizia con due ragazzi che scoprono il sesso in riva a un fiume e si conclude in un deserto emotivo in cui ognuno porta con sé un’inguaribile solitudine: ogni incontro è una collisione dalla quale si esce feriti.
Run River, pubblicato per la prima volta in Italia dal Saggiatore, è animato da uno sguardo intimo e fotografico, capace di cogliere nella verità del più piccolo gesto la tragica singolarità di ogni individuo, e di connetterla allo scorrere del tempo con la potenza narrativa del grande romanzo americano.

L'autrice.
Joan Didion è nata in California nel 1934 e vive a New York. Giornalista, scrittrice e sceneggiatrice, scrive per il New Yorker e la New York Review of Books. Il Saggiatore ha pubblicato L’anno del pensiero magico, Verso Betlemme, Blue Nights, Prendila così e The White Album.

giovedì 25 agosto 2016

Segnalazione Kimerik Edizioni: HO IMPARATO A SOGNARE di Michele Orione - un libro sull'amore per lo sport



Carissimi lettori, eccomi qui a proporvi un libro edito da Kimerik Edizioni e incentrato sullo sport, sui giovani, sui sogni e sui maestri che aiutano a realizzarli.


HO IMPARATO A SOGNARE
di Michele Orione



C.E. Kimerik
80 pp
10 euro
2016


In una sera d’ inizio primavera, l’esuberante, vulcanica e frizzante diciassettenne Nadia “Nanà” Manfredini e l’amica del cuore Alessandra Ferrari, si allenano fra le fredde e rappezzate mura del vecchio palestrone del paese.
La passione per il loro sport, la pallavolo, e la loro innata complicità portano le due giovani a restare in campo, forse senza nemmeno accorgersene, ben oltre l’orario previsto.
Il richiamo con cui il burbero custode dell’impianto, Tonino, al secolo Antonio Zafferri, le invita a raggiungere le compagne nello spogliatoio, riporta Nanà e Alessandra alla realtà, al presente, quasi a risvegliarle da un sogno.
Nadia, però, non ha alcuna intenzione di smettere di sognare e quell’ordine, “muovetevi, a cambiarvi”, diventa il pretesto per coinvolgere l’uomo, suo malgrado, in una scommessa che ha il sapore di una romantica promessa, di un sogno da realizzare troppo grande per non essere condiviso: “quando una di noi arriverà a vestire la maglia della Nazionale, ti regalerò una cravatta rossa, rossa sgargiante come il colore del vecchio portone del palestrone e tu, vecchio burbero, la indosserai per un giorno”.

Ad ascoltare le parole sfacciate quanto affettuose della giovane Manfredini c’è, discreto e quasi nascosto, anche Paolo Strevi, il Presidente della piccola società sportiva; un uomo di poche quanto preziose parole, di quelli che parlano al cuore con i silenzi e alla mente con pochi pacati gesti.
Strevi è intelligente, ironico, autentico; un dirigente che ha sempre saputo essere un maestro, un amico e talvolta anche un padre per molte di quelle giovani atlete.

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E anche quella sera il Presidente resta fedele a se stesso, ai suoi ideali, rivolgendosi alla giovane Nanà con tono pacato, incoraggiante e paterno: "Manfredini, se indossare la maglia della Nazionale è un tuo sogno devi crederci e non smettere mai di farlo; devi lavorare con tenacia, impegno, costanza, determinazione senza mai smarrire la voglia di divertirti. Dovrai perdere e saper trarre dalle sconfitte quegli insegnamenti di sport e di vita che sono essenziali per vincere, per diventare donne, campionesse".

La risposta della giovane è istintiva quanto emozionante, lucida, determinata: "Presidente ho imparato a sognare quando ho varcato quel cigolante portone rosso e spero di aver la forza per non smettere mai, davanti a qualsiasi avversario, davanti a qualsiasi sconfitta".

E la peggiore delle sconfitte pare arrivare per Nanà otto anni dopo, quando le giunge la notizia della morte di Paolo. Quella, però, non è una sconfitta perché come le ricorda Antonio davanti al feretro di Strevi, il Presidente è uscito dal campo della vita a testa alta, lottando fino alla fine, fino all’ultimo istante, coerente con quel che aveva sempre insegnato alle sue ragazze.
Proprio l’ultimo saluto a Paolo Strevi, in una giornata straordinario mix di lacrime, sorrisi, incontri, ricordi ed
emozioni, è per Nadia l’occasione di ritornare con Antonio in quel palestrone ormai dismesso e rinnovare quella promessa che il vecchio custode, lasciando trasparire tutta la sua umanità, ricorda, scandendola, in ogni sua parola.

I contorni della favola si fanno ancora più nitidi in tutta la loro bellezza quando una mattina dell’autunno successivo, un improbabile postino, recapita al vecchio Tonino un biglietto su cui c’è scritto: “Ho realizzato un sogno, il mio sogno. Ci sono riuscita perché ho trovato sulla mia strada chi come te ha creduto in me, chi, come te mi ha insegnato a sognare”.
La calligrafia e la firma sono quelle di Nadia.
Allegato c’è un pacchetto. E’ la cravatta, la cravatta rossa sgargiante che Antonio attende da anni.
Il vecchio custode la indossa emozionato e la accarezza fra le lacrime mentre la diretta televisiva inquadra due grandi occhioni azzurri sotto cui compare, un frame, una didascalia: “Manfredini Nadia, Italia”.

L'autore.
Michele "Miky" Orione nasce a Voghera, città in provincia di Pavia, in una fresca mattina del settembre 1978. Dopo la laurea in Relazioni Pubbliche conseguita presso lo IULM di Milano, Michele trasforma l'amore per i viaggi in un lavoro, prima alle dipendenze di prestigiosi tour operator internazionali, successivamente dedicandosi alla promozione del suo territorio: l'Oltrepò Pavese. Nel frattempo la sua passione immensa per la pallavolo lo porta, quasi per gioco, a raccontare le intense emozioni vissute sia da tifoso che da addetto ai lavori. Collabora con la prestigiosa rivista online "Pallavoliamo.it" e alcuni suoi pezzi trovano spazio su quotidiani nazionali. Nel 2009 un caro amico scrive di lui: Miky è la penna romantica del volley, appellativo che, a oggi, sempre più lettori condividono. Lui si definisce uno “scrivante” che usa come inchiostro le emozioni del racconto più bello: la vita quotidiana. Sognatore, utopistico e appassionato. Il suo claim? Con il cuore, sempre.





Citazioni sui libri (#21)



Un passaggio incantevole per noi che amiamo i libri, la lettura e le librerie (i nostri angoli di paradiso):

"Il tempo qui dentro sembra sommerso, insabbiato, e noi lettori relitti antichi dimenticati dal resto della società, invecchiati dalla polvere degli scaffali. Eppure ci sentiamo eterni, indistruttibili, circondati da un’'aura magica che ci rende invincibili in mezzo a queste parole inchiostrate nelle pagine e destinate a sopravvivere anche ai tempi di guerra, alle ere buie, ai periodi nefasti. Noi qui dentro brilliamo e viviamo mille vite."

("Summer. Dritto al cuore", E. Sabatinelli)




Anteprima ottobre Garzanti IL RITUALE DEL MALE di Jean-Christophe Grangè (scarica gratis i primi due episodi)



Una delle uscite Garzanti previste per ottobre che non solo mi attira molto (come capita sempre con i thriller) ma per la quale c'è anche una corposa anteprima gratuita da leggere e scaricare, è il romanzo di J.C. Grangè, un maestro del thriller europeo che vale la pena conoscere.
Vi avevo già parlato di questa promozione a fine luglio, ma ve la ricordo in prossimità dell'uscita in libreria ^_^

IL RITUALE DEL MALE
di Jean-Christophe Grangè

Ed. Garzanti
trad. P. Lucca
490 pp
18.60 euro
USCITA
20 OTTOBRE 2016


L’aria è malvagia sull’isola di Sirling, al largo della costa bretone, dove il comandante Erwan Morvan deve indagare sull’orribile delitto di un cadetto militare. 
Suo padre è un uomo potente, che ha fatto fortuna in Africa e ora manovra tra le quinte le leve della polizia francese: è quel Grégoire Morvan famoso per aver fermato il killer chiamato l’Uomo Chiodo. 
E adesso, mentre le vittime si moltiplicano e gli indizi si fanno via via più evanescenti, dopo trent’anni il fantasma dell’Uomo Chiodo torna a braccare i Morvan, minacciando il buon nome di una famiglia in apparenza inattaccabile. 
L’indagine costringe Erwan sulle tracce delle più oscure gesta di suo padre, in una corsa sfrenata per salvare chi ama, lontano dalla Francia, fin nel cuore del Congo oscuro e sanguinoso che ha tenuto a battesimo la sua stessa esistenza.

Ed ecco i link per leggere le due strepitose letture-regalo:



clicca per
leggere

EPISODIO 1


Il pranzo domenicale in famiglia è una tradizione cui nessun Morvan può sottrarsi. Mentre la madre serve in tavola nascondendo i lividi sotto le maniche del vestito, Loïc, il figlio cocainomane, si assopisce sulla sedia. Grégoire convoca Erwan nel suo studio per assegnargli il misterioso incarico investigativo in Bretagna, ma gli confida anche che sta facendo pedinare Gaëlle, la figlia minore…




clicca per 
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EPISODIO 2

A Brest, Erwan e il suo vice Kripo acquisiscono informazioni sull’incidente occorso al cadetto della base militare durante le prove d’iniziazione delle matricole. 
Per quanto riguarda il cadavere, o ciò che ne rimane, il medico legale è in grado di dire ben poco, e all’accademia i poliziotti di Parigi vengono accolti con una certa ostilità…




Il rituale del male è in uscita nell'autunno 2016 e per chi legge in ebook, sui negozi online, ogni sabato fino all'uscita del romanzo a ottobre, sarà possibile scaricare un nuovo episodio a 0,99 €. 
I primi due, gratuiti, sono scaricabili subito, come già detto.

Vi lascio anche i link a IBS.itprimo e secondo episodio
Amazonprimo e secondo episodio.


.

L'autore.
Jean-Christophe Grangé è autore di romanzi di grandissimo successo che hanno ampliato i confini del thriller tradizionale: Il volo delle cicogne, I fiumi di porpora, Il concilio di pietra, L'impero dei lupi, La linea nera, Il giuramento, Miserere, L'istinto del sangue. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo e venduti in milioni di copie, sono pubblicati in Italia da Garzanti. Spesso sono stati portati sul grande schermo, e I fiumi di porpora ha vinto il premio Grinzane Cinema 2007 per il miglior libro da cui è stato tratto un film.

mercoledì 24 agosto 2016

Libro in lettura ed epigrafe: LA LUNGA NOTTE di Linda Castillo



Prossimo romanzo da leggere! E' già sul comodino per ricordarmi di non cambiare idea all'ultimo momento :-D

LA LUNGA NOTTE
di Linda Castillo


Ed. TimeCrime
trad. L. Maldera
391 pp
5.90 euro
2014
I Plank sono una delle famiglie della comunità Amish di Painters Mill, Ohio: madre, padre, cinque figli, la cui vita è una litania di giorni tutti uguali, caratterizzata dal lavoro nei campi, i riti che ne sostanziano la fede, le tradizioni della confraternita cui appartengono da sempre.
Poi, nel corso di una notte, il loro piccolo paradiso va in frantumi: qualcuno penetra all’interno della fattoria ed è un massacro, uccisi i genitori, lungamente torturate e uccise le ragazze, Mary e Annie, uccisi i bambini.
Solo il buio chiude il sipario sui passi silenziosi dell’assassino: alle sue spalle, un lago di sangue.

Kate Burkholder, capo della polizia della contea, viene chiamata a dirigere le indagini. Ma non ci sono indiziati, nessuna traccia, nessun movente che indichi una pista: il colpevole sembra venuto dal nulla, come un artiglio invisibile e crudele.
Kate in passato è stata una Amish, sa che non possono esserci ombre nella vita delle vittime: eppure, nella vita di Mary Plank qualcosa di oscuro inizia ad emergere, il peso di un segreto che a poco a poco si tinge di orrore.


L'autrice.
Linda Castillo è originaria dell'Ohio (dove sono ambientate le sue storie) e sin da bambina ha avuto la passione per la scrittura; ha scritto una trentina di libri, ha vinto numerosi premi. Dal suo thriller d'esordio, Costretta al silenzio, è stato di recente tratto un film (An Amish Murder). Sta scrivendo attualmente un altro thriller sempre ambientato nella comunità Amish e con il capo della polizia Kate Burkholder impegnato nelle indagini di omicidio.


"Tre persone possono tenere un segreto,
se due di loro sono morte".

Benjamin Franklin


Il significato del termine epigrafe al quale mi rifaccio è quello dato dalla Treccani.it
"Iscrizione in fronte a un libro o scritto qualsiasi, per dedica o ricordo; più particolarm.,
citazione di un passo d’autore o di opera illustre che si pone in testa
a uno scritto per confermare con parole autorevoli quanto si sta per dire

ANCHE IL LIBRO CHE STATE LEGGENDO VOI 
HA UNA CITAZIONE INTRODUTTIVA O UNA BELLA DEDICA?

Novità Avalon Books: "La leggenda della rosa sul cuore" di Rêve



Buongiorno amici e lettori!

Una segnalazione targata Avalon Books - collana Short Love Tales, curata da Carragh Sheridan: una nuova appassionante storia d'amore, breve ma intensa favola dal sapore eterno.

LA LEGGENDA DELLA ROSA SUL CUORE
di Rêve

AVALON BOOKS
0.99 euro
Agosto 2016


Un amore che non può morire,
il cuore di un uomo,

una rosa e il sapore antico delle fiabe eterne,
come eterno è il vero Amore.

Questi gli ingredienti di questa piccola ma intensa favola senza tempo dove l'amore trionfa su tutto, persino sulla morte. 

Un protagonista senza nome, misterioso e riservato, come riservato è l'amore sublime. 
La sua capacità d'amore assoluta e totale. Che si trasforma in cardine totalizzante di un'esistenza. 
Un luogo altrettanto senza nome, un piccolo borgo che ha il sapore del leggendario e del romantico. 
E tante rose come comprimarie, insieme al nostro misterioso uomo. 
Una toccante, intensa e suggestiva storia. 
E saranno proprio le rose, fiore per antonomasia simbolo dell'amore, a rendere eterno l'amore terreno. Trasformandolo in qualcosa di magico, etereo e perpetuo. 

Un racconto breve ma pervaso di una carica emotiva che trasporta il lettore in una dimensione onirica. Sospesa nel tempo e nello spazio. 
Una vicenda incredibile, il mistero di un borgo incantato e il protagonista sopra ogni cosa: l'amore. 
Quello eterno, quello che supera ogni ostacolo, quello che riesce a trasformare il cuore degli uomini.

martedì 23 agosto 2016

Recensione: "1986" di Giuseppe Ottomano



Due amiconi di vent'anni alla ricerca di belle donne con cui "intrattenersi"; un'eredità improvvisa e decisamente cospicua che stravolge la loro vita; fantasia e realtà che si intrecciano mentre il tempo passa... pur restando loro due apparentemente "sempre gli stessi"!


"1986" 
di Giuseppe Ottomano


Ed. Leucotea
232 pp
16.90 euro
2016
Tommy - detto Orsettoe Andrea sono due giovani milanesi ventenni, simpatici e "caciaroni", che nel 1986, vivono con i propri genitori; son due disoccupati abbastanza felici di esserlo: ogni tanto fanno qualche colloquio ma non è che si impegnino più di tanto per cercare un'occupazione.

Il loro sogno è quello di vivere di rendita e impegnare le giornate cercando di "cuccare", di abbordare ragazze carine e disponibili con cui divertirsi.

E se Tommy Orsetto ha un animo più coscienzioso, è più impacciato, più sensibile e un po' si sente in colpa perchè pesa sulle spalle dei genitori, Andrea è di certo più "menefreghista" e ha meno scrupoli in tal senso.

Un giorno la loro esistenza cambia radicalmente: scoprono di essere gli unici eredi di una grossa fortuna, lasciata loro dal professore di matematica delle superiori, tale prof. Gioia.

Andrea e Tommy non si spiegano il perchè di questo lascito super generoso, ma lo accettano con vero entusiasmo e gratitudine verso il docente defunto.

Consci di essere ricchi sfondati e di non avere più l'obbligo morale di cercarsi un lavoro per vivere - perchè finalmente il sogno di "vivere di rendita" si è realizzato ed è stato insospettabilmente semplice e veloce -, i due non ci pensano due volte a darsi alla bella vita, cercando di mantenere il più stretto riserbo sulla grossa eredità piombata loro addosso all'improvviso ma, allo stesso tempo, ingegnandosi per godersela tutta e subito.

Ed è così che prende avvio il loro viaggio lungo l’Europa per coronare la propria passione: la caccia alle ragazze, possibilmente belle, allegre e... disponibili, ovviamente!
A partire da Nizza, passando per Marbella, Amsterdam e quindi Berlino, seguiamo da vicino le avventure dei nostri due spavaldi amiconi, che ovunque vadano e qualsiasi cosa accada, non smettono di puntare verso la meta ambita: le donne!

E più le cercano con costanza, le inseguono con insistenza, le abbordano con vivacità, iniziando improbabili conversazioni senza nè capo nè coda..., meno riescono ad "andare a segno"!
Gli insuccessi sentimentali sono all'ordine del giorno, eppure Andrea si impegna tantissimo per  dare di sè l'immagine di latin lover sciupafemmine!
Sfodera una parlantina invidiabile (o quasi...), fa il simpaticone, ha la battuta pronta, si finge uomo di mondo esperto e navigato e gioca a far passare Tommy Orsetto come l'amico imbranato che ha bisogno di una spintarella per farsi sotto con le fanciulle.
Ma niente...: lo charme di Andrea, così esuberante e casinista, e il carattere meno "ingombrante" di Tommy sembrano non attirare il gentil sesso.

E tutte queste loro pseudo avventure amorose occupano un intervallo di trent'anni; trent'anni in cui i due amici hanno sempre il volto di due ventenni!
Come mai?

La spiegazione di questo fatto eccezionale non ha a che fare con un inquietante caso di "vendere l'anima al diavolo" in stile Dorian Gray, tranquilli, o con l'aver bevuto un elisir di giovinezza..., ma con un'altra causa che mescola la realtà con la fantasia, col paradossale, su cui non vi dirò chiaramente nulla (anche perchè viene spiegato bene solo alla fine del libro ed io non ho alcuna intenzione di spoilerare ^_^) per non togliervi la curiosità di leggere questo romanzo.

Vi dico solo che, in seguito ad un evento di per sè tragico e drammatico - descritto però con la consueta leggerezza che attraversa tutta la narrazione - i due protagonisti si ritrovano incastrati nel 1986, destinati a restare eternamente giovani, come congelati in un tempo immutabile, in cui il contesto storico di ogni anno si ripete sistematicamente.

Il punto di forza di questo libro è dato senza ombra di dubbio dalla personalità di Andrea e Tommy; quest'ultimo è la voce narrante e si presenta, sin dalle prime righe, come un tipo empatico, sensibile, riflessivo, tranquillo, timido; il suo amico di sempre è il suo esatto contrario - casinista, allegro, ottimista, un nullafacente orgoglioso di esserlo, con la fissa di rimorchiare, esperto in fatto di sport, bugiardo e anche un po' ladruncolo..., insomma un combinaguai matricolato!
Ma forse è proprio la diversità caratteriale a far di loro un'accoppiata vincente e a rendere la loro amicizia inossidabile e, è proprio il caso di dirlo, senza tempo, anzi, che vince i limiti del tempo e dello spazio.

Andrea dà vita a molte situazione comiche e buffe grazie alla sua verve, al suo chiacchierare ai limiti dell'insopportabile (Tommy deve trattenersi dallo strangolarlo, spesso e volentieri), alla sua esuberanza instancabile, che lo spinge ad andare di città in città, di piazza in piazza, di locale in locale pur di raggiungere lo scopo ultimo del loro trentennale girovagare.

Tra ragazze di varie nazionalità, alcune strane altre acidine, tra giovanotti pronti a fare la propria personale rivoluzione per un mondo migliore, tra cambi di scena improvvisi che sembrano frutto di un viaggio nel tempo, il lettore segue i due amici nel loro andirivieni cercando di capire quale sia il mistero che caratterizza questo 1986 che sembra non finire mai pur passando degli anni.

Una cosa è certa: Andrea a Tommy restano sempre gli stessi, così pure la loro mission impossible. E chi li ferma, del resto? Non c'è neanche da provarci perchè sono capaci di scavalcare i muri della Storia e di infischiarsene di qualsivoglia limite spazio-temporale con l'allegria che li caratterizza!

Due "predatori del tempo" simpatici, trascinatori; Tommy ci fa sorridere per il suo carattere più posato e per i vani tentativi di far ragionare l'amico mattacchione, e Andrea è unico nel suo genere, capace di irretire, confondere e far divertire col suo fiume di chiacchiere prive di senso.
Molto spiritose le schermaglie verbali tra i due, che ci regalano momenti spassosi.

Una storia simpatica, originale, scritta con un'ironia e un umorismo che rendono la lettura senz'altro molto piacevole, con due protagonisti ben tratteggiati che sembrano usciti da una commedia all'italiana di qualche anno fa, un ritmo sempre brioso, dovuto anche a questo "accenno distopico" che rende il tutto intrigante e deliziosamente surreale.

Ringrazio l'Autore per la copia omaggio e non mi resta che consigliarvi la lettura di questo libro.

lunedì 22 agosto 2016

Recensione film: UN POSTO SICURO di Francesco Ghiaccio



Un film che ho desiderato vedere sin da quando è uscito e che affronta un tema importante, ancora attuale e delicato, e lo fa con un approccio sensibile e intenso.


UN POSTO SICURO


.
Regia: Francesco Ghiaccio. 
Cast: Giorgio Colangeli, Marco D'Amore, Matilde Gioli.
Anno: 2015

La vicenda si svolge a Casale Monferrato e siamo nel 2011. 
Eduardo e Luca sono padre e figlio, ma da troppo tempo vivono vite separate, lontani l'uno dall'altro; a dividerli c'è il dolore, il risentimento, la rabbia per un rapporto che si è via via raffreddato, fino a sfociare nell'indifferenza reciproca.

Luca (M. D'Amore) vive una vita grigia e priva di obiettivi; ha smesso di studiare come attore, ha il "vizio della bottiglia" e per vivere fa il pagliaccio per divertire le persone alle feste.
Durante una festa, conosce Raffaella (M. Gioli), una bella e dolce ragazza, con cui ha una notte d'amore.
Una notte, Luca riceve una sgradevolissima telefonata: suo padre è gravemente ammalato, ha un cancro incurabile e gli restano pochi mesi da vivere.

Questa dolorosa scoperta rimette padre e figlio drammaticamente l’uno di fronte all’altro, ma questa volta c'è davvero poco tempo da perdere, perchè l'ospite indesiderato - il terribile mesotelioma, questo tumore che colpisce i polmoni e per il quale non c'è attualmente una cura - sta avanzando inesorabile...

La malattia paterna è la diretta conseguenza di anni e anni di esposizione all'amianto; Eduardo, infatti, ha lavorato (e come lui tantissime altre persone del suo paese, e non solo) una vita intera nello stabilimenti dell'Eternit; la diretta e tragica conseguenza dell quotidiano contatto con queste pericolose polveri rilasciate dall'amianto è il cancro ai polmoni (che tra l'altro ha in un'incubazione molto lunga, anche di 30 anni).

La storia di Eduardo e Luca si va ad intrecciare con la battaglia degli operai che si sono ammalati in seguito all'esposizione all'amianto, e delle loro famiglie.

Quello di Luca col padre malato è un rapporto da ricostruire, con la consapevolezza che non hanno tutto il tempo che vorrebbero perchè il mesotelioma si sta prendendo gli ultimi scampoli di vita che restano a Eduardo.

Cos'è che soffoca di più: il carcinoma che sta attaccando i polmoni dell'ex operaio o il senso di impotenza, di ingiustizia, il dolore, la solitudine, la rabbia che stanno consumando lui e Luca?

Il giovane è sfiduciato e sente dentro di sè tanta di quella sofferenza, di quella confusione, da aver paura di non aver posto per altro, di non saper accogliere più nulla di bello in sè; anche i tentativi di Raffaella di stargli accanto sembrano andare a vuoto perchè Luca deve ritrovare la voglia di vivere.

Sostenere la battaglia del padre contro l'Eternit e contro chi per anni e anni ha taciuto sui danni che l'amianto fa alla salute - pur conoscendoli - sembra dare un senso all'esistenza di Luca, che riscopre un padre oramai debole e bisognoso di cure, al quale desidera stare vicino.

I momenti in cui il Luca attore recita per il padre - suo unico spettatore - sono commoventi e molto intensi: ad unirli è un dolore comune, l'attesa sofferta di una morte che sanno che arriverà, ineluttabile, lasciando dietro di sè il vuoto e la sofferenza per la persona cara perduta, che però a maggior ragione devono spingere chi resta a non arrendersi, non solo in memoria di chi non c'è più, ma anche per salvaguardare la salute di tutti oggi, visto che gli effetti della polvere velenosa sono a lungo termine e non smettono di mietere vittime.

Dire ETERNIT vuol dire MORTE, ma anche RESPONSABILITA'.

Responsabilità che qualcuno deve necessariamente prendersi; ma c'è davvero chi se la prende e pagherà per aver fatto finta di niente?

"MORIVA LA GENTE, ETERNIT NEGAVA".


"Un posto sicuro" è un film di denuncia sociale nei confronti di chi sapeva ed aveva il potere e i mezzi per fermare quella che è stata, nel tempo, una vera e propria strage di innocenti, ma che non l'ha fatto.

E' una denuncia che ci viene presentata dal punto di vista "familiare", privato, che è quello del rapporto padre-figlio.

Marco D'Amore interpreta con la bravura e la sensibilità che gli appartengono questo giovane solo, triste, senza voglia e gioia di vivere, che quasi si sforza di sopravvivere ogni giorno, buttando via la propria vita, che è diventata una sorta di brutta recita quotidiana, in cui lui è solo il pagliaccio di se stesso, un comico che forse farà pure sorridere qualcuno ma che in realtà non ha in sè alcuna ragione per essere felice.

Ma se Eduardo non ha potuto scegliere se e come continuare a vivere, perchè altri hanno deciso per lui tacendo verità scomode sul killer silenzioso, Luca è ancora in tempo e può decidere se essere un'ombra di se stesso o l'attore protagonista della propria esistenza.

Un bel film, che si sofferma su questo rapporto familiare da recuperare proprio quando il tempo sta finendo, perchè l'amianto ha ormai fatto il suo sporco lavoro; è un film che ci ricorda una realtà triste del nostro Paese, e che cioè non sempre chi ha subito ingiustizie si vede riconosciuto il danno subito e viene risarcito, ma nonostante tutto si continua a combattere perchè la Giustizia non sia un'illusione ma qualcosa di concreto, che si tramuti anche in sentenze e condanne.
E soprattutto affinchè la terra in cui nasciamo e desideriamo vivere sia un posto sicuro per noi e per chi verrà dopo.

Un film da vedere.


Per chi vuol approfondire: sito dell'AFeVA
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