martedì 29 novembre 2016

In libreria: LO SCRITTORE NON HA FAME di Maria Letizia Putti



Cari lettori, in questi momenti desidero presentarvi un libro particolare, il  nuovo coinvolgente romanzo di Maria Letizia Putti.


LO SCRITTORE NON HA FAME
di Maria Letizia Putti


Graphofeel Edizioni
pagg. 187
13 euro
Ma la notorietà, il successo, sono davvero la chiave per sentirsi realizzati o non sono altro che la prigione ideologica di un’illusione?

Dopo il successo della biografia romanzata de ‘La signora dei baci. Luisa Spagnoli’, Maria Letizia Putti torna con un nuovo romanzo dal titolo curioso ed insolito: ‘Lo scrittore non ha fame’, edito da Graphofeel Edizioni. 

Una prova di scrittura che conferma lo stile personale di un’autrice che continua a sperimentare un linguaggio proprio, intimo e quotidiano, mantenendo la spontaneità che la contraddistingue. 

La trama si sviluppa con una sequenzialità piacevole, fino ad una evoluzione avvolgente, che suscita in chi legge una costante curiosità. I quotidiani viaggi in treno sono per il protagonista lo spunto creativo per iniziare a scrivere e raccontare storie comuni, che appartengono a chiunque. 
Nasce così, dall’osservazione delle vite degli altri, un romanzo che il nostro protagonista scrive senza eccessive ambizioni, più per piacere personale che per essere pubblicato.
Accade però l’imprevedibile, e il neonato scrittore prima è costretto a confrontarsi con qualcosa che va oltre se stesso: la fama. 
Un viaggio vero e proprio nelle ambizioni, nelle passioni e nelle fragilità umane.

Andrea, bibliotecario pendolare, ha due grandi passioni: la scrittura e il jazz. La vita del protagonista è scandita da momenti in famiglia, appuntamenti con gli amici, viaggi in treno per lavoro da Orvieto a Roma e viceversa, che diventano tempi di svago e osservazione costante dell’umanità. 
E’ proprio dagli atteggiamenti della gente, dalle loro espressioni che Andrea inizia a dare forma a pensieri scritti, riflessioni e a racconti più concreti, fino ad arrivare alla stesura di un libro. 
Irrompe un sogno che cambierà per sempre il corso degli eventi, fino a scoprire il fascino ambiguo della fama. La storia di un uomo qualunque che muta tra aspirazioni e desiderio di cambiamento, a riprova che non sempre il successo significa felicità.

L’autrice
Maria Letizia Putti è romana, “emigrata” nella Tuscia meridionale. Laureata in Archeologia e topografia medioevale, ha insegnato storia dell'arte e collaborato con la Rai come scrittrice di testi radiofonici. Da anni si occupa di conservazione del materiale librario antico e moderno presso una biblioteca scientifica statale. Autrice di articoli tecnici e appassionata cultrice di musica, ha esordito nella narrativa con Il passato remoto (2014, riedito nel 2016 come e-book). Per la Graphofeel ha scritto la biografia romanzata La signora dei Baci. Luisa Spagnoli (2016). 

Recensione:CACCIATORI DI DIAMANTI di Wilbur Smith


Un romanzo d'avventura, dove al centro non vi è soltanto la ricerca spasmodica di diamanti (e quindi di ricchezza) ma soprattutto a muovere i protagonisti sono ora il desiderio di dimostrare il proprio valore, ora la vendetta e l'invidia.


CACCIATORI DI DIAMANTI
di Wilbur Smith

,
Johnny Lance è un giovane uomo che ormai da anni lavora nella società di famiglia, che si occupa di cercare diamanti ed estrarli dal sottosuolo: la Van Der Bly Diamonds Company, di proprietà di Jacob, chiamato poco affettuosamente dai figli il Vecchio.

Johnny è stato cresciuto ed adottato dal Vecchio, ricevendo però da lui sempre atteggiamenti e parole cariche di sdegno, di sufficienza, anche di disprezzo e ostilità, fino a venire allontanato per anni (durante l’adolescenza) a causa di un increscioso equivoco: viene infatti trovato a letto con la figlia del Vecchio, Tracey.

In realtà i due ragazzini non commettono alcun “atto impuro” ma il solo fatto di averli trovati in “atteggiamenti equivocabili” in camera da letto – in seguito alla maligna “soffiata” del fratello di Tracey, Benedict – spinge l’iracondo e poco misericordioso Vecchio a prendere provvedimenti e a mandare Johnny in collegio.

Johnny è una mente brillante, eccelle in tutto ciò che fa, che sia lo studio o lo sport, e non manca di comunicare i propri piccoli successi al “padre”, che però ignora volutamente le lettere dal collegio del figliastro, anzi, esse non fanno che convincerlo che Johnny è una minaccia per Benedict e per Tracey.

Per il figlio maschio perché questi è palesemente uno sciocco, superficiale e privo di talenti di sorta, compresi gli affari di famiglia, e per il Vecchio padre la presenza dell’intelligente e scaltro Johnny sarebbe di scoraggiamento per il povero Benedict, che non riuscirebbe mai ad emergere, paragonandosi al fratellastro, al quale è decisamente inferiore.

Per quanto riguarda Tracey, il Vecchio s’è accorto dell’amicizia che i due hanno instaurato da bambini e non potrebbe mai accettare che sua figlia si metta col fratellastro, tra l’altro figlio di poveracci.

Insomma, Johnny cresce solo e allontanato dalla sua famiglia adottiva ma questo, per quanto lo faccia soffrire, non gli impedisce di farsi strada e di cominciare a lavorare, con successo, anche per il Vecchio.

Ma proprio quando crede di avere almeno la sua stima e fiducia, se non il suo affetto, il Vecchio lo convoca e riesce a costringerlo a firmare, nella divisione dell’eredità tra tutti e tre i ragazzi,  una clausola in base alla quale se le società Van Der Bly dovessero fallire, l’unico a sobbarcarsi dei debiti sarebbe Johnny, che quindi andrebbe incontro a fallimento certo.

Insomma, il testamento è tutto a vantaggio di Benedict, e anche per la stessa Tracey – per la quale il padre non nutre grande slancio affettivo – non c’è chissà quale grande garanzia.

Dopo l’improvvisa morte del Vecchio, i tre fratellastri dovranno vedersela da soli e tireranno fuori il proprio carattere: Benedict vomiterà tutta la sua stupida cattiveria verso Johnny, la sua invidia verso la scaltrezza e il fiuto negli affari – e nella ricerca di diamanti in particolare – del presunto rivale, e farà di tutto per rubargli il poco che ha, per umiliarlo, per ridurlo sul lastrico.

Tracey, dopo un periodo di sbandamento, realizzerà di amare Johnny, che però è sposato con Ruby, un’arpia arrivista con la quale l’amore è finito (se mai c’è stato) da tempo; e Johnny, dal canto suo, cercherà di condurre i propri affari nel modo più avveduto e saggio possibile.

Peccato che chi lo odia stia architettando un diabolico piano per rovinarlo, e Johnny dovrà tenere davvero gli occhi aperti per riconoscere di chi può fidarsi e di chi no, parando i colpi malevoli e pericolosi del fratellastro la cui gelosia nei sui confronti lo sta letteralmente accecando e divorando.

“Cacciatori di diamanti” è un romanzo ambientato nei selvaggi e affascinanti scenari del Sudafrica, in quelle zone ricchissime di giacimenti naturali di diamanti, e quella tra Johnny Lance e Benedict Van Der Bly è una lotta anzitutto personale, privata, che viene sporcata dalla sete di avidità e vendetta del secondo verso il primo, che nonostante abbia il diritto di covare odio e risentimento verso chi vuol rovinargli la vita, dimostrerà saggezza e maturità anche nei momenti più tesi.

È un romanzo d’avventura in cui incontriamo uomini senza scrupoli, assetati di potere e danaro, che per raggiungere i propri loschi obiettivi sono disposti a macchiarsi di orrendi delitti; donne superficiali e arriviste o, al contrario, innamorate e disposte a seguire il proprio uomo sempre, anche nelle difficoltà.

Non è propriamente il mio genere e i passaggi riguardanti l’estrazione dei diamanti non mi ha molto coinvolta, però sicuramente Wilbur Smith è un grande narratore, capace di farti entrare nella storia, grazie a uno stile scorrevolissimo, ai personaggi ben tratteggiati, alle particolareggiate descrizioni dell’ambiente naturale e ai diversi momenti molto dinamici e di tensione, in cui i personaggi rischiano la vita nel mare in tempesta o tra le dune sabbiose, sotto gli sguardi famelici delle iene.

Ideale per chi ama l’avventura!

Obiettivo n. 27.Un libro di un autore africano

Recensione: I SOTTERRANEI DELLA CATTEDRALE di Marcello Simoni



Una mappa che rivela l'esistenza di qualcosa di sconvolgente; una serie di inspiegabili morti solo apparentemente accidentali; un giovane studente ambizioso e molto intelligente che si metterà alla  ricerca della verità.



I SOTTERRANEI DELLA CATTEDRALE 
di Marcello Simoni


Ed. Newton Compton
128 pp
0,99 euro
1789. Nel prologo un uomo dall'identità sconosciuta si introduce nella Biblioteca Vaticana per cercare un antico ed importante documento...

Due mesi dopo, ad Urbino, il professor Lamberti, docente di filosofia all’università, viene ritrovato morto all’interno della cattedrale. 
L’ipotesi è che sia precipitato dalle impalcature erette per la ricostruzione della cupola, distrutta da un terremoto.
Ma Vitale Federici, il suo allievo più brillante, intuisce subito che dietro quella morte si nasconde qualcosa di poco chiaro. 
Inizia così la sua personale indagine per scovare l'eventuale assassino del Lamberti, e indagando - insieme ai due amici Bonaventura e Gaspare - viene a conoscenza di un fatto sconcertante: l’uomo era sulle tracce di un antico tempio dedicato alle Ninfe, nascosto nel sottosuolo della città. 
Ma evidentemente chi ha fatto del male a Lamberti non ha intenzione di fermarsi, pur di tenere lontano Vitale da questa verità, fatta passare per leggenda.
Altre morti si susseguono, così come complotti e intrighi orditi da uomini religiosi che di pio hanno veramente poco; Vitale capisce che c'è qualcuno di influente che ha tutti gli interessi per tenere nascosta la verità circa la mappa che conduce all'antico tempio...

Chi è e cosa è disposto a fare pur di attenersi ai propri scopi? Vitale riuscirà a sfidare tutti gli ostacoli che si frapporranno tra lui e la ricerca della verità?
Tanti sono i sospettati, e tutti sembrano bene intenzionati a tenere celato un segreto che non deve essere rivelato…

"I sotterranei della Cattedrale" è un racconto molto intrigante, il cui sfondo storico affascina, l'elemento thriller appassiona e l'espediente narrativo di un'antica pergamena contenente sorprendenti rivelazioni funziona sempre.
Un centinaio di pagine che si leggono tutte d'un fiato e non solo per il numero in sè, quanto per il ritmo via via più incalzante, l'atmosfera misteriosa e leggendaria e l'abilità narrativa, unita all'accuratezza dei riferimenti storici, dell'Autore.
Ideale per chi ama il genere storico thriller.

lunedì 28 novembre 2016

Recensione film: LA CENA DI NATALE di Marco Ponti



E sembra stia avendo ottimi riscontri al botteghino il sequel di IO CHE AMO SOLO TE, LA CENA DI NATALE, il film di Marco Ponti tratto dal romanzo di Luca Bianchini.


LA CENA DI NATALE


dal 24 novembre al cinema
Anno 2016
Regia: Marco Ponti
Cast: Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Mariapia Calzone, Michele Placido, Eugenio Franceschini, Antonio GerardiVeronica PivettiEva RiccobonoDario AitaGiulia Elettra Gorietti,Uccio De SantisCrescenza Guarnieri
Ivana Lotito.


Dopo un anno siamo di nuovo qui: nella splendida Polignano, questa volta romanticamente spruzzata di neve e in attesa del Natale.

Il Natale, si sa, è la festa della famiglia, si respira aria di gioia, pace e serenità…, ma con gli Scagliusi c’è poco da stare tranquilli, perché le sorprese e i guai paiono sempre accampati dietro la porta!

Ritroviamo la nostra coppia di sposini, Damiano (R. Scamarcio) e Chiara (L.Chiatti), che stanno per diventare genitori: Chiara, infatti, ha un bel pancione ed è all’ottavo mese di gravidanza (Laura Chiatti lo era davvero, in attesa del secondogenito), e non solo è in crisi a causa degli ormoni impazziti ma anche perché il maritino sembra prendere questa imminente nascita, con tutte le responsabilità che ne seguono, con una certa superficialità.


E del resto, superficiale e bambinone Damiano lo è sempre stato! Ma adesso non ha più scuse: il padre gli sta affidando l’azienda e sta per diventare genitore; non sarà arrivato il momento di crescere, una buona volta?
Damiano non si sente nè in grado nè pronto ad affrontare il carico di aspettative che gli altri nutrono per lui, e a complicare le cose ci si mette sempre lei, l’ex-fidanzata, Debora, alla quale il giovane Scagliusi non sa dire di no.

Ma stavolta la scappatella potrebbe avere conseguenze impreviste e metterlo seriamente nei guai…

Damiano affronterà le conseguenze delle proprie azioni stupide e incoscienti, o come sempre cercherà di nascondere le proprie malefatte, sperando che nè Chiara né la famiglia si accorgano dei guai in cui si è cacciato?

Come se non bastasse, a rendere l’aria bella elettrizzata ci pensa Matilde Scagliusi, la snob moglie di don Mimì, che s’è messa in testa di fare come a Bari e di organizzare in casa la cena della Vigilia (a Polignano non si usa), con un pranzo degno di tutti i reality di cucina presenti in tv, mettendo in mostra lo sfarzo della propria dimora.

Ovviamente, a questa cena dovranno esserci tutti, ma proprio tutti, anche perché Matilde ha appena ricevuto un inaspettato (e sospettoso?) regalo dal marito: un anello di smeraldo, grosso e vistoso, che giustamente lei vuol mostrare agli ospiti, in primis all'eterna rivale Ninella.

Eh già, Ninella! Non l’abbiamo ancora nominata!
Lei e don Mimì continuano a pensarsi e ad amarsi da lontano, ad ammiccarsi e a sorridersi con complicità e tenerezza, ma Ninella sa che questo loro amore è impossibile.

Eppure lui sta ritornando alla carica, convinto che adesso è il momento giusto, che adesso possono pensare di realizzare finalmente il loro sogno d’amore.

Ma accadrà davvero? Don Mimì riuscirà a lasciare Matilde – dopo averle regalato un bello smeraldo?

Ma non dimentichiamo gli altri personaggi, che ci regalano momenti ora intensi, ora divertenti, come la cara zia Pina, sorella di Ninella - interpretata dalla sempre frizzante Veronica Pivetti - , con cui non parla da qualche anno; vive al nord ed è tornata dopo diverso tempo a Polignano per vedere la nipote quasi-mamma, Chiara; è un tipo un po’ snob e tanto scassa*****, ma in fondo ha un cuore tenero!

E poi c’è Nancy, sempre col pallino di perdere la verginità, impegnata a far pratica con un attrezzo che metterà in imbarazzo lei e farà ridere noi spettatori.

E cosa ne è di Orlando, ormai gay dichiarato ma sempre preso dai suoi problemi sentimentali?

Orlando è un personaggio che dà momenti ricchi di emozione ed Eugenio Franceschini è bravissimo nel comunicarci tutta la fragilità e l’intensità di un uomo giovane e bisognoso di trovare il vero amore.

Per tutti i presenti alla cena della Vigilia, riuniti alla stessa tavola in casa Scagliusi, la notte di Natale succederà davvero di tutto, tra dichiarazioni inaspettate, ascensori che si bloccano, anelli che spariscono e qualche litigio...

“La cena di Natale”, come già “Io che amo solo te”, è una commedia che sa far sorridere (e ridere) tanto, ricca (forse anche un po’ più del precedente film) di momenti e gag divertenti, resi tali non solo dai vari episodi, che già di per sé sono belli dinamici grazie ad equivoci, incomprensioni e piccole sorprese, ma anche dal simpatico accento pugliese nonché per la forza comunicativa degli attori, completamente a loro agio nei panni dei personaggi che interpretano, cui sanno dare espressività e credibilità, restituendocene pregi e difetti: l’ansia e le preoccupazioni (legittime) di Chiara (acuite umoristicamente dal decalogo della cara amica Mariangela circa il “marito traditore”), l’impaccio di Damiano, marito fedifrago che però sembra scivolare quasi senza volerlo (e forse ci piace proprio per questa sorta di ingenuità che lo caratterizza), e poi quando si accorge dell’errore, vorrebbe rimediare “all’uso suo”; straordinariamente simpatica (oltre che brava) Eva Riccobono, una ragazza estremamente schietta, che ci fa ridere con la sua spontaneità (e i suoi rutti!); e poi la tenerezza di quest’amore tra Mimì e Ninella, desiderosi di regalarsi “quel che resta della loro gioventù”. 

Guardare una commedia briosa e brillante, ben recitata, ambientata tra le bellissime Polignano e Monopoli, come “La cena di Natale”, a me mette il buon umore, perché soddisfa sia la mia (non troppo smielata) vena romantica, sia la mia voglia di intrattenermi in compagnia di un film molto piacevole e spensierato.

Da lettrice, è inevitabile (quasi fisiologico, direi, voi che dite? ^_-) fare paragoni con l’omonimo romanzo (anche nel sequel l'Autore appare brevemente, ma senza uniforme) da cui è tratto il film, ma nonostante qualche differenza (piccola o grande, a un certo punto è soggettivo) io credo che Marco Ponti e il cast rendano giustizia allo spirito della storia e al carattere dei personaggi, che dalla carta prendono vita davanti a noi e, per quel che mi riguarda, io finisco sempre per “affezionarmici”. Fosse per me, vorrei sequel infiniti di “Io che amo solo te”.

Insomma, avrete capito che mi è piaciuto, perché mi ha fatta sorridere, mi ha divertita con la sua fresca ventata d’ottimismo.


“Dicono che noi siamo fragili cose,
ma nell'attesa di un sorriso
abbiamo visto evaporare il sole.
Ma quando le canzoni finiranno, 
che cosa ne faremo di tutto quanto il nostro amore?"



domenica 27 novembre 2016

Prossimi arrivi in libreria: IL SEGRETO DI GOTHAM di Lyndsay Faye // IL SOLO MODO PER COPRIRSI DI FOGLIE di Laura M. Leoni // IL CACCIATORE SILENZIOSO di Lars Kepler



Qualche anteprima che mi ha attirata, web-vagando ^_^

Storie di razzismo e corruzione, storie di uomini e donne con i loro segreti e traumi personali, killer spietati da catturare...:

IL SEGRETO DI GOTHAM
di  Lyndsay Faye



Ed. Einaudi
trad. N. Gobetti 
500 pp
21 euro
USCITA:
29 NOVEMBRE 2016
New York, 1846. In una città feroce e alla mercé di spregiudicati criminali, Timothy Wilde, il miglior detective del corpo di polizia appena nato, indaga su un terribile rapimento e su una vicenda che lo porterà nei vicoli bui della Storia. 
Lucy Adams, bellissima donna nera, si trascina terrorizzata nell'ufficio di Timothy Wilde per denunciare un furto. 
Quando lui le chiede che cosa le sia stato rubato, lei risponde: "La mia famiglia".
Così, l'agente più recalcitrante dell'NYPD si scontra con l'intreccio di crimini e bugie gestito dai "black-birders", trafficanti di uomini che rapiscono cittadini di colore, li fanno passare per schiavi e li vendono alle piantagioni del Sud. 
Le ricerche per trovare la sorella di Lucy e suo figlio spingono ancora una volta Timothy e il fratello Valentine nei bassifondi della New York dell'Ottocento, dove corruzione, violenza e razzismo prosperano all'ombra della grande politica






IL SOLO MODO PER COPRIRSI DI FOGLIE
di Laura M. Leoni


Ed. De Agostini
256 pp
14.90 euro
USCITA:
20 DICEMBRE 2016
Tra le pagine di questo libro incontrerete Daniel, un riservato ragazzo italo-inglese in Italia per l’Erasmus, che cerca l’occasione di camminare da solo e si ritrova travolto da una passione fortissima; Claudia, la sua insegnante d’arte, una donna insoddisfatta e succube di una certa idea di moglie e di madre; e Anita, studentessa con il talento della musica, una voce prodigiosa e un triste segreto celato dietro il sottile paravento di due labbra imbronciate.
È il desiderio la forza che manda all’aria questi destini, costringendo i protagonisti a uscire allo scoperto una volta per tutte. Per capire che non esiste difesa dal mondo, dalla luce e dal dolore che a ogni respiro ci trafiggono con la stessa vertiginosa ferocia.

Con uno stile semplice e profondo, l’autrice scava nei pensieri, nelle azioni, negli umori e nei traumi nascosti dei suoi piccoli eroi quotidiani, dando voce alla loro voglia di combattere, di non arrendersi, di essere semplicemente se stessi. 
Perché, parafrasando la magnifica poesia che dà il titolo a questa storia, vivere è il solo modo per coprirsi di foglie.



IL CACCIATORE SILENZIOSO
di Lars Kepler


Ed. Longanesi
trad. A. Berardini
USCITA
7 DICEMBRE 2016
È da poco calata la notte quando Sofia entra nella grande villa fuori Stoccolma dove l’aspetta il suo cliente.
Un cliente molto facoltoso, ma per lei nuovo. Forse è per questo che Sofia avanza circospetta come un animale selvatico. Mentre percorre lentamente l’ampio salone buio, cercando di registrare ogni dettaglio, Sofia non immagina chi sia veramente l’uomo che l’ha scelta per quella notte.
E nemmeno immagina che di lì a poco si troverà faccia a faccia con il terrore.
Perché un killer spietato e meticoloso, che non lascia tracce né indizi, e si muove con apparente infallibilità, è entrato in azione ed è pronto a colpire ancora.
Restringere la cerchia delle potenziali prossime vittime è un autentico incubo per le forze dell’ordine, perché nel mirino del killer potrebbero esserci personalità molto in vista nel Paese. Ma agire allo scoperto potrebbe avere conseguenze terribili.
Per risolvere l’enigma, alla polizia non resta che richiamare Joona Linna, l’ex commissario che da due anni si trova rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Kumla per un vecchio conto in sospeso.
Joona Linna e l’agente speciale Saga Bauer sono costretti a collaborare in segreto per fermare il «cacciatore silenzioso» prima che sia troppo tardi.
Prima di finire loro stessi tra gli obiettivi di una morte annunciata. 
Prima che il cacciatore riduca anche loro a un silenzio senza fine…

sabato 26 novembre 2016

Prossime letture: TROPPI PSICOLOGI IN FAMIGLIA di Daniela Lovati // COME UN'ISOLA di Monika M.




Cari lettori, vi presento due mie prossime letture:


TROPPI PSICOLOGI IN FAMIGLIA
di Daniela Lovati



“Non capisco come sia potuto succedere ma, dopo che per molti anni sono stato l’unico, oggi, nella mia famiglia, gli psicologi sono proliferati. Tutto ebbe inizio quando…”

Le parole appassionate del quasi ottantenne Walter Latelli, stravagante e ironico psicoanalista, ci trasportano all’interno della vita del nipote Flavio, psicologo, e di Lorena, sua moglie, anche lei psicologa. 
Ecco allora che vediamo Flavio e Lorena, nella loro frenetica quotidianità, alle prese con i caratteri profondamente diversi delle loro tre figlie femmine. 
Li guardiamo districarsi a fatica tra parenti, amici e tanti altri personaggi che popolano la loro “complicata” esistenza.
Li seguiamo, curiosi, nei loro studi, dove incontrano ogni giorno una variegata umanità: uomini all’apparenza forti come macigni che si sgretolano dopo poche domande; madri perse in una “terra di mezzo” tra figli non ancora grandi e genitori non più giovani; donne traditrici che vengono inesorabilmente tradite; famiglie turbate dalle crisi di bambini e adolescenti incomprensibili…
E mentre assistiamo ai loro tentativi di aiutarli, ci accorgiamo, pagina dopo pagina, di acquisire conoscenze nuove e originali spunti di riflessione. Anche perché nella storia dei due protagonisti, e in quelle dei loro pazienti, non possiamo che riconoscere “pezzi” della nostra vita…

Una “storia con dentro tante storie” che riesce, in momenti diversi, ad emozionare e a far riflettere, a divertire e a commuovere.
Un libro per chi vuole capire, per chi non teme di sentire, per chi crede che la vita debba essere vissuta tutta, anche quando non piace, fino in fondo, con la consapevolezza negli occhi e il sorriso nel cuore.

L'autrice.
Daniela Lovati lavora come psicoterapeuta a Torino e ad Aosta presso il Centro di Psicologia Clinica e Formazione Professionale “Pharus” (www.pharuscentropsicologia.com) di cui è co – responsabile. Nel 2014 ha pubblicato insieme al Dr Paolo Calvarese: “Alzheimer camminare con la demenza. Manuale teorico – pratico per professionisti e famigliari” (Ed. Minerva Medica). Vive a Torino ed è sposata con uno psicologo da cui ha avuto tre figlie femmine. “Troppi psicologi in famiglia” è il suo romanzo d’esordio.


COME UN'ISOLA
di Monika M.



Lettere Animate


Come un’isola è forse scritto unicamente per noi donne, noi donne che ci amiamo così tanto da saper amare in modo unico, senza però tradirci mai.

E’ una storia d’amore non convenzionale, complessa, forse malata, tenace, che rivela la fragilità e la forza stessa della protagonista. 
E’ un invito a darci una possibilità anche quando tutti i segnali indicano pericolo, vivere un amore sapendo che si verrà feriti non per ingenuità ma per coraggio, vincendo la paura del dolore che sappiamo arriverà ma che sarà nulla confrontato ad una assenza di rimpianto. 
E’ consapevolezza di sé, è controllo, è scelta . Lucrezia , la protagonista, allineerà la sua vita a quella di Victor convinta di poter, come sempre nella sua vita, controllare tutto. 
Nulla sarà più diverso da ciò che lei aveva pianificato fino a conoscere la travolgente ribellione, fiera del suo orgoglio ingaggerà una guerra con il suo stesso cuore per non concedersi ad un amore non corrisposto . 
Si tufferà volontariamente in due occhi crudeli e belli sapendo che vi troverà la morte per annegamento, consapevole che quel che dopo l'aspetterà non sarà più vita , ma sopravvivenza scandita da una inguaribile mancanza, dettata però dalla libertà della scelta fatta .
Siamo spesso schiavi dei nostri limiti , ma quanto di noi siamo disposti a tradire per oltrepassarli ? 

"Non bisogna mai partire da un risultato , se lo facessimo tutto sarebbe falsato , ogni gesto e pensiero mutato dal desiderio di giungere dove si è stabilito e non dove veramente siamo attesi... sei enigma e mistero che vivrò per sempre o forse mai più... "

venerdì 25 novembre 2016

Novità e anteprime CentoAutori Edizioni




Desiderosi di essere indirizzati verso qualche prossima uscita noir/poliziesca che vi tenga incollati alle pagine?

Ebbene, ecco una carrellata di prossime uscite targate CentoAutori:


LADRI DI RICORDI
di Lorenzo Nicotra



160 pp
10 euro
NOVEMBRE 2016

Sulla diciassettenne Lidia viene scagliato un tremendo maleficio che potrebbe portarla alla pazzia. Sarà il padre a salvarla, in un’avventura ai confini della realtà…

A Collegrifo, antico borgo annidato su un picco sporgente sulla Valle del Cervaro, è alle porte il fatidico 31 di ottobre, ovvero la festa di Halloween. 
A casa Foschini, la giovane Lidia aiuta la madre Miriam e la zia Anna a creare gli addobbi per la festività. 
Con i suoi diciassette anni, Lidia è una ragazza palesemente sensibile, ma nutre anche una certa sfiducia nei confronti di suo padre. 
Ciò è dovuto a un incidente di quattro anni prima e da allora il rapporto tra loro si è inesorabilmente incrinato. 
Una misteriosa lavanderia, due vecchine che sembrano delle streghe e una fattura scagliata su Lidia – che si manifesta come una sorta di febbre ipnotica che le annulla la volontà e la rende schiava di un letale richiamo soprannaturale – saranno gli eventi che porteranno Lidia e suo padre ad affrontare una misteriosa avventura e ad un progressivo riavvicinamento.


L'autore.
Lorenzo Nicotra è scrittore e musicista, vive a Napoli e da sempre è appassionato cultore di narrativa Fantastica. In ambito editoriale ha lavorato come editor e direttore di collana, nonché come editore stesso. Ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari, tra cui un primo e un secondo posto al prestigioso premio Emily Dickinson (il primo dei quali con la raccolta “Il lago”, pubblicato da Guida Editore e presentato ed accolto più che positivamente al Salone del libro di Torino). Ha ricevuto varie segnalazioni di merito agli storici premi letterari Alien, Lovecraft e Courmayeur ed ha vinto il Premio Letterario Inchiostro Bizzarro, bandito dalla rivista Inchiostro. Ha pubblicato le antologie Il Regalo nel Sogno, Zona D’Ombra e Nephthys, quest’ultima con Pina Varriale
.





TI LASCIO UNA CANZONE
di Peppe Lanzetta


Ed. CentoAutori
coll. L'Arcobaleno
188 pp
13 euro
NOVEMBRE 2016
Dall’autore del commissario Ricciardi e della saga de I Bastardi di Pizzofalcone, una nuova entusiasmante antologia di racconti. Un piccolo scrigno di tesori, grazie al quale il lettore si commuoverà, si emozionerà e, perché no, si divertirà.

Storie incisive, misteriose, nere ma anche piene di humour, dove la trama e la maestria nella creazione di personaggi unici si mescola a temi forti di strettissima attualità. 

Si va dalla riflessione sul potere di Un mestiere come un altro al tema dell’immigrazione in Fastidio; da storie di amore e dolore come Tu, e il nuovo anno e Ti voglio bene passando per racconti più squisitamente legati a Napoli come Respirando in discesa e La Saponata ai Quartieri Spagnoli, fino a vicende decisamente divertenti e umoristiche come Robin Food e Le beffe della cena
Non mancano storie noir e misteriose che sono il marchio di fabbrica dello scrittore napoletano quali Il purificatore e La piazza nascosta
Due racconti sono però i gioielli preziosi di quest’antologia: Dieci centesimi, con protagonista un giovanissimo commissario Ricciardi, e Tutta quell’acqua, omaggio allo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano e alla magia del racconto.

L'autore.
Peppe Lanzetta (Napoli, 1956) è scrittore, attore e drammaturgo. Debutta sulla scena teatrale nel 1983 con Napoletano pentito. Tra gli altri suoi spettacoli ricordiamo: Bombatomica e Roipnol (entrambi del 1984), Il vangelo secondo Lanzetta (1986), Lenny (1988), Il peggio di Lanzetta (1993), Tropico di Napoli (1998), e L’Opera di periferia (2006). Ha vinto con Malaluna il premio Olimpici del Teatro 2004.
Ha collaborato come autore di testi con vari musicisti tra cui: Edoardo Bennato, Tullio de Piscopo, James Senese, Enzo Avitabile, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Franco Ricciardi, Massimo Severino e Franco Battiato. Attore e autore anche per cinema e televisione, ha lavorato con registi come Sorrentino, Piscicelli, Tornatore, Cavani, De Crescenzo, Loy, Martone, Asia Argento, Scimeca e Abel Ferrara. La sua ultima apparizione è nel film Spectre, il 24esimo della saga di James Bond.
Ha pubblicato Figli di un Bronx minore (Universale economica Feltrinelli 1993), Un Messico Napoletano (Universale economica Feltrinelli 1994), Incendiami la vita (Baldini & Castoldi 1996, poi Universale economica Feltrinelli 2007), Un amore a termine (Baldini & Castoldi 1998), Tropico di Napoli (Feltrinelli 2000), Ridateci i sogni. Ballate (Universale economica Feltrinelli 2002), Giugno Picasso (Feltrinelli 2006, premio Domenico Rea), InferNapoli (Garzanti 2011 Premio Frignano). Per Edizioni Cento Autori sono uscitiSognando l’Avana (2013), Figli di un Bronx minore (2014), L’isola delle femmine. 22 racconti sul femminicidio (2015). La serie di gialli del commissario Peppenella è formata dai romanzi: Il cavallo di ritorno. La prima indagine del commissario Peppenella (2014) e La luce sia con voi. Non c’è pace per il commissario Peppenella (2015
).


IL TESTIMONE. Di Palma investigazioni
di Gaetano Amato


Ed. CentoAutori
coll. L'Arcobaleno
208 pp
12 euro
NOVEMBRE 2016

Squattrinato, ironico, persuasivo, astuto, intelligente, amante del buon cibo: ecco Gennaro Di Palma. Lui è un ex. Ex tutto. 
La sua vita è scandita dalla solita routine giornaliera: sveglia alle sette, caffè, sigarette, doccia, uscita e infine il rientro nella sua casa/ufficio, dove svolge il suo lavoro con l’aiuto della portiera Lisa, segretaria e tutto fare.
Segue casi di poca importanza, che puntualmente non riescono a garantirgli entrate sufficienti a coprire le numerose uscite.
 Ma quando bussa alla porta un professionista che gli offre un compenso degno di un re per smascherare l’infedeltà della moglie, Di Palma s’imbatte in un vero e proprio omicidio che diventa un rompicapo, apparentemente senza soluzione.


L'autore.
Gaetano Amato (Castellammare di Stabia, 1957) è uno scrittore e attore italiano, noto al grande pubblico soprattutto per le innumerevoli partecipazioni da protagonista a film e serie televisive di grande successo. Ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Charlot per il cabaret, la Grolla d’oro per la miniserie Il Grande Torino, il Premio qualità televisiva per la serie televisiva La squadra e il Mirto d’oro come Attore dell’anno.
È stato finalista al Premio Bancarella 2009 con il romanzo Il Testimone, ora ripubblicato per Edizioni Cento Autori. Tra i suoi libri ricordiamo i romanzi Il paradiso può attendere. A volte (Testepiene, 2010) e Gioco segreto (Testepiene, 2011). Per Edizioni Cento Autori ha pubblicato Il mistero della I lunga. Di Palma Investigazioni (2016
).


E infine una riedizione:


NESSUN CI RIDURRÀ AL SILENZIO
di Maurizio de Giovanni, 
Massimo Carlotto e altri


coll. I tascabili
303 pp
9 euro
DICEMBRE 2016
La Polvere entra nei polmoni e sconvolge la vita di donne e uomini. Poco importa se è quella che brucia per le esalazioni degli incendi della Terra dei Fuochi o quella che proviene dalla lavorazione dell’amianto nelle fabbriche.
Si insinua nelle viscere del tuo corpo per distruggerlo, con calma, senza fretta. Ma prima o poi si deve fare i conti con la Polvere che proviene da tanti anni vissuti in una fabbrica, semplicemente per lavorare e per portare i soldi di uno stipendio a casa.

 Sono storie di vita e dolore quelle che gli scrittori di quest’antologia ci raccontano.
I protagonisti sono uomini edonne semplici, lavoratori, casalinghe, bambini che hanno avuto la sfortuna di frequentare un luogo maledetto, una fabbrica di amianto o una campagna usata dalla criminalità organizzata per sversare rifiuti tossici.
Ma a distanza di tanti anni c’è chi non dimentica e chi decide di non tacere…


L'autore.
Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) ha pubblicato con crescente successo la saga del commissario Ricciardi, ambientata nella Napoli del fascismo e composta dai romanzi Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi(2007), La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi(2008), Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi (2009), Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi (2010), Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi (2011), Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi (2012), In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi (2014) e Anime di vetro. Falene per il commissario Ricciardi (2015), tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero. Nel 2012 è uscito per Mondadori il romanzo Il metodo del coccodrillo, a cui hanno fatto seguito i romanzi I Bastardi di Pizzofalcone, Buio per i Bastardi di Pizzofalcone, Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone e Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone, tutti editi da Einaudi Stile Libero. Nel 2015 è uscito il romanzo Il resto della settimana, edito da Rizzoli, dedicato alla vera passione dello scrittore: il tifo per il Napoli.
Per Edizioni Cento Autori sono uscite le antologie L’omicidio Carosino. Le prime indagini del commissario Ricciardi (2012), Le mani insanguinate (2014) – entrambe ripubblicate da Rizzoli -, Una lunga notte (2015), con Alessandra D’Antonio, Le solitudini dell’anima (2015) e Nove volte per amore (2016).

Novità Butterfly Edizioni: UN NATALE INASPETTATO di Irene Pistolato



Carissimi, la festa più amata dell'anno si avvicina e con essi anche i romanzi ambientati nella allegra atmosfera natalizia!

Eccone uno, che è già disponibile su Amazon:


UN NATALE INASPETTATO
di Irene Pistolato


Butterfly Edizioni
Pagine: 160
Prezzo: 2,99 € 
Data di uscita: 
22 novembre 2016
Disponibile solo in ebook
 su Amazon e Kindle Unlimited


Quello di Alberto potrebbe essere l’ultimo Natale, così, incredulo e sotto shock dopo la telefonata del suo medico, decide di trascorrere le feste con la sua famiglia.
Non è stato un figlio e un fratello perfetto, si è allontanato da casa a soli vent’anni, desideroso di libertà e di lasciarsi il passato alle spalle.
Ha visto andarsene il padre quando era ancora un adolescente, senza una spiegazione, sconvolgendo la loro vita.
Alberto ora vuole rimediare alla sua assenza, desidera lasciare un bel ricordo di sé alle sue donne.
L’incontro casuale con Viola, vicina di casa di sua madre da sempre, scombussola tutti i suoi piani.
In un impeto di rabbia le chiede di cercare informazioni su suo padre, essendo lei una poliziotta e avendo i mezzi giusti a disposizione.
Alberto è deciso a sistemare ogni cosa prima di andarsene e vuole a ogni costo ritrovare l’uomo per chiedergli il motivo del suo abbandono.
Viola parte con lui per questo viaggio non programmato in giro per mezza Italia dove Alberto riscoprirà se stesso, la voglia di vivere e il desiderio di amare.

giovedì 24 novembre 2016

"La storia di Willie Ellin" ed "Emma", due opere incompiute di Charlotte Brontë finalmente disponibili per "Five Yards"




Lettori cari amanti delle sorelle Bronte, è nata la collana Five Yards (la collana che ospita testi classici della letteratura inglese e americana in traduzione italiana) all'interno delle edizioni Flower-Ed,  con La storia di Willie Ellin ed Emma, due opere incompiute di Charlotte Brontë tradotte ora per la prima volta in italiano. 


flower-ed
coll. Five Yards
15 euro
2016

Siamo nel 1853. Charlotte Brontë ha trentasette anni e guarda al futuro con grande incertezza. 
Le sue sorelle non ci sono più, le è rimasto solo il padre a cui badare. Il pensiero di morire da sola nella ventosa brughiera la opprime. Charlotte decide allora di sposare il reverendo Arthur Bell Nicholls, ricoprendo finalmente il ruolo di moglie.

In quel momento nei cassetti della sua stanza giace un manoscritto incompiuto, scritto a matita: La storia di Willie Ellin

In questo libro possiamo scorgere e apprezzare il prezioso momento della prima stesura del pensiero della scrittrice salita agli onori letterari grazie Jane Eyre e Villette: errori, ripensamenti, abbreviazioni, fugaci paesaggi e personaggi che ci sembra di aver già conosciuto, da sempre vivi e vividi nell’immaginario dell’autrice fin dall’infanzia.



n

EMMA


Matilda Fitzgibbon è una ricca ereditiera. 
Ammessa al Fuchsia Lodge, la scuola privata delle sorelle Wilcox, è subito trattata con tutti i riguardi dovuti al suo rango. All’arrivo delle vacanze di Natale, la direttrice Wilcox invia un messaggio al padre dell’allieva, ma scopre, con l’aiuto dell’amico William Ellin, che si è verificato un terribile malinteso. 
Un alone di mistero circonda la famiglia Fitzgibbon e le sue ricchezze. Pubblicato dopo la morte di Charlotte Brontë, Emma è l’ultimo romanzo incompiuto dell’autrice. 

Questa rappresenta la prima traduzione in italiano dell’opera e comprende l’appassionata prefazione che lo scrittore William M. Thackeray le dedicò sul Cornhill Magazine nel 1860.


Quelle che vedete sono le copertine delle prime traduzioni in italiano dei due manoscritti, la cui importanza deriva proprio dalla forma embrionale in cui sono stati trovati. 
Sembra quasi di essere lì con Charlotte Brontë, sentire la sua veste frusciante mentre siede per scrivere e la matita che imprime la prima stesura di un’idea, con tanto di ripensamenti, abbreviazioni. 
I paesaggi e i personaggi sono solo tratteggiati, ma erano vivi nell’immaginario dell’autrice fin dall’infanzia e ci sembra di conoscerli da sempre.

Questi due libri sono disponibili in ebook e in cartaceo, grazie ad Alessandranna D’Auria che con grande passione e competenza ne ha curato la traduzione e l’ampio commento critico.
Una nuova traduzione, infatti, è già in lavorazione: si tratta di Ashworth, uno scritto di Charlotte Brontë lasciato anch’esso incompiuto, che prestissimo farà parte ancora della collana Five Yards.

Che ne pensate?
Vi piacerebbe leggere questi manoscritti di Charlotte?

Recensione film: MIRACOLI DAL CIELO di Patricia Riggen



Accettare le prove e la sofferenza è qualcosa di estremamente difficile e anche quando la fede ha sempre accompagnato la tua vita e le tue giornate, in "quei" momenti non sempre è automatico aggrapparsi ad essa, proprio perchè il dolore può scoraggiarci e portarci a vedere tutto nero e irrisolvibile...
Ma a volte succede un miracolo, proprio per quella situazione che sembrava ormai senza via d'uscita...


MIRACOLI DAL CIELO
(Miracles from Heaven)



"Viene definito miracolo qualcosa che non può essere spiegato dalle leggi della natura o dalla scienza. Ma allora come può essere spiegato? Come avviene? Chi o cosa c'è dietro?"

Genere Drammatico
Anno di uscita 2016
Regia: Patricia Riggen
Cast: Brighton Sharbino, Jennifer Garner, Kylie Rogers, Martin Henderson


I Beam sono una famiglia felice e serena, molto credente e dai sani principi. 
Christy e Kevin hanno una bella vita e una bella famiglia, insieme alle loro tre figlie, frequentano una chiesa e hanno tanti bei progetti da realizzare.

All'improvviso però qualcosa di tragico viene a oscurare questa felicità: la secondogenita, Annabel, di dieci anni, è affetta da una rara malattia dell'apparato digerente, incurabile oltre che molto dolorosa.

Le prime diagnosi da parte dei dottori sono un po' superficiali e non mettono in risalto patologie gravi, ma i genitori non smettono di essere preoccupati, benchè ancora inconsapevoli di quale sia l'origine dei disturbi che fanno piangere di dolore la piccola Anna.

Quando si rende conto che i medici ai quali si è rivolta non hanno le giuste competenze per aiutare la figlia, Christy Beam fa di tutto perchè si trovi una terapia in grado di aiutarla a star meglio e, magari, a guarire.

La donna si rivolge così al celebre dott. Nurko, che esercita la professione medica a Boston; mamma e figlia lasciano il Texas e volano fino all'ospedale pediatrico per incontrare Nurko, che conferma la presenza di questa malattia rara per la quale non si conoscono ancora cure; l'unica cosa possibile per adesso è imbottire la bimba di morfina e antidolorifici in modo che soffra il meno possibile.

Dov'è Dio? - si chiedono Christy ed Anna. La fede della donna vacilla di fronte alla prova e al dolore della propria bambina; se Dio è amore, perchè permette questo?

Eppure, Dio non smette di rivelarsi e tanti piccoli miracoli accadono nel corso di questa brutta esperienza, che faranno comprendere alla mamma scoraggiata che lei e la sua piccola non sono sole ma che Qualcuno continua a vegliare su di loro.

Ma il vero miracolo deve ancora accadere!
Un giorno che Anna, tornata a casa dall'ospedale, si sente un pochino meglio, si convince a giocare con la sorella maggiore e insieme si arrampicano sul grosso albero che da sempre è davanti casa loro e che le ha viste arrampicarsi innumerevoli volte in passato: a causa di un ramo che minaccia di spezzarsi, per evitare di cadere  Anna finisce per precipitare comunque, ma all'interno del tronco vuoto dell'albero stesso, da un'altezza di tre piani..

In quelle terribili e angoscianti ore, sola e al buio all'interno dell'albero secolare, Anna vive un vero e proprio miracolo che lascia disorientati i medici specialisti, riunisce la sua famiglia e diffonde speranza nella comunità..


E' un film che vuol raccontare con semplicità una storia di fede e benedizioni, di quelle che, quando le ascoltiamo, forse ci vien voglia di dire: "Ma sarà vero? Questa storia ha dell'incredibile...!".

Ed è vero, la storia di Annabel Beam è incredibile ma... è vera, stando alla testimonianza diretta di chi ha vissuto tutto questo: quando la piccola viene recuperata da dentro l'albero, non solo non ha riportato contusioni e ossa rotte (solo un lieve trauma cranico), ma la sua malattia è sparita!

Come spiegare questa remissione, che la medicina definisce "spontanea" e che accetta stupita e senza aggiungere altro?

I Beam, e chi come loro ci vede la mano di Dio, parla di miracolo, e chi legge/ascolta la loro testimonianza di vita e di fede è ovviamente libero di darsi la propria ipotesi per spiegare la guarigione della bambina, magari anche di arrivare a non credere che sia mai stata malata..., o che ci siano spiegazioni scientifiche non ancora note, chissà...

Ma forse a volte basterebbe esercitare un po' di fede - nei Vangeli Gesù dice che basta una fede piccola (o sarebbe meglio dire "grande") quanto un granello di senape per spostare le montagne - per accorgersi che i miracoli non sono solo quelli evidenti ed eclatanti come una guarigione improvvisa e inspiegabile, ma anzitutto quelli che ci succedono giorno per giorno, persone o situazioni speciali che ci regalano un pizzico di gioia, fiducia, serenità, quelle "piccole cose" che quando siamo felici e soddisfatti non vediamo - presi come siamo da noi stessi, dalla nostra vita con i suoi impegni e il suo trantran - ma che diventano importanti e cariche di significato nei periodi di sconforto e disperazione.

Estremamente positiva la figura di Samule Nurko, che svolge il suo lavoro tra i bambini ammalati con slancio, passione e tanta umanità.

E' un film che consiglio a "credenti" e non; ai primi, perchè di certo si sentono vicini all'esperienza di fede dei Beam ed entrare in empatia con loro immagino venga spontaneo, come il vedere la mano di Dio nella guarigione miracolosa di Anna; ai secondi perchè magari, accanto alla reazione di scetticismo e perplessità, che storie incredibili come queste possono inevitabilmente suscitare, unite a commenti del tipo "film banale, melenso, di propaganda cristiana" ecc..., potrebbero affacciarsi altre considerazioni, meno legate a ciò che si "vede", "si tocca" e più vicine alla sfera spirituale e a quella dimensione che non si vede con gli occhi fisici ma con quelli del cuore e della fede, ma che non per questo è meno reale, anzi.


Sul sito aperto da Christy in merito al libro da cui è tratto il film, potete vedere tante foto di Anna e della sua famiglia: http://www.christybeam.com/

Recensione: "MI INNAMORAVO DI TUTTO. Storia di un dissidente" di Stefano Zorba


Cari lettori ed amici, ieri sera ho avuto attimi di terrore e smarrimento.
Finora ho sempre gestito il blog (e Internet in generale) collegandomi col mio netbook che, ok, è lentissimo e si impalla alla velocità della luce, ma quanto meno mi ha sempre permesso di fare le attività basilari, tra cui accedere a blogspot e pubblicare post.

Ebbene, ho scoperto che blogspot ha fatto delle modifiche, allargando la barra laterale; purtroppo il mio mini-pc non accetta i cambiamenti e non mi fa visualizzare un'emerita pippa, cosa che mi aveva provocato un coccolone perchè il primo pensiero è stato che il blog fosse morto, sparito e io avessi perso TUTTO...!
Fortunatamente non era così, è "solo" un problemino del mio pc-cino, quindi per pubblicare qualcosa, da questo momento, dovrò prendere in prestito il notebook di mio marito,il che però significherà che non potrò scrivere quanto e quando mi va... -_-'
Me tapina...!

In attesa che i tempi diventino migliori e io possa acquistare un pc adatto al genere umano e soprattutto ai suoi progressi scientifico-tecnologici, vi dono oggi un paio di recensioni, che tra l'altro sono pronte da qualche giorno.

Il primo parere è su un libro dai toni biografici che, sull'onda delle note e delle parole della significativa canzone di De Andrè - "Coda di Lupo" - ripercorre gli anni della contestazione e delle lotte giovanili che hanno caratterizzato il nostro Paese, le lotte di chi si ribellava ai falsi dèi che si sono imposti dal secondo dopoguerra in poi:  il dio degli inglesi, il dio goloso, il dio della Scala, il dio a lieto fine..., dèi ai quali non devi credere mai, portatori, come sono, di false illusioni; al centro vi è un uomo che ha indossato i non comodi panni del dissidente per opporsi proprio a questi falsi dèi..., ma con quali risultati?


MI INNAMORAVO DI TUTTO. Storia di un dissidente
di Stefano Zorba



Edizioni Alternative
10 euro
La storia narrata in questo libro prende spunto, come dicevo, da una canzone di Fabrizio de Andrè, “Coda di Lupo”, che parla del Movimento politico nato in Italia nel 1977  volto a combattere contro uno Stato che ha le “mani” sporche di sangue, del sangue di coloro che hanno combattuto e combattono per difendere i diritti umani e civili; ebbene, gli intensi e attuali versi di questa canzone fanno da guida a questo romanzo e alle vicende che caratterizzano la vita del suo protagonista, che si fa chiamare proprio Coda di Lupo.

Coda di Lupo da piccolo era un romanticone, un cuore semplice che si incantava davanti alle piccole cose, ma che poi ha fatto spazio all’odio, a quell’ “odio bulimico che si nutriva di se stesso e rigurgitava altro sangue nero nei recessi delle mie vene e delle mie arterie fino a mangiarmi l’anima.”.

La narrazione inizia e procede seguendo due diversi momenti temporali; il primo è quello di Coda di Lupo giovanissimo, che spera di sfondare nel calcio, in quanto ha del talento che gli viene riconosciuto da chi lo vede giocare. Purtroppo spesso i sogni vanno a sbattere contro la realtà e le sue sgradite sorprese, e presto altri interessi si fanno spazio nella sua vita.

Coda di Lupo si butta a capofitto nella lotta politica e civile, e lo ritroviamo durante una manifestazione in cui tanti giovani vengono presi poco gentilmente a manganellate da poliziotti arrabbiati; eppure, nonostante la confusione e il casino, in quel corteo Coda di Lupo trova non solo il proprio nome di battaglia (ascoltando in sottofondo proprio la canzone di De Andrè), ma anche l’amore:

“Quel giorno me ne sono andato dal corteo stringendo per mano l’amore. L’amore per quella ragazza appena conosciuta. L’amore per la lotta e per la convinzione di essere dalla parte del giusto. L’amore per quella voce roca e profonda che sapeva di sigarette e cantava di un indiano che non era un indiano vero ma un militante del Movimento del ‘77. L’amore per la speranza che un giorno avremmo cambiato davvero le cose. L’amore per una vittoria che sembrava lì dietro l’angolo.”

Il secondo filone temporale è quello presente, in cui un Coda di Lupo ormai adulto è nelle mani di uomini al servizio dello Stato che cercano di estorcergli informazioni circa la sua attività, che essi giudicano terroristica.

Coda di Lupo sa a cosa va incontro se non parla, a che tipo di torture e sevizie psicologiche e fisiche gli faranno i suoi carnefici se non dà loro le informazioni che vogliono; ma come può un uomo che ha dedicato la propria vita a certi ideali, tradirli e snocciolare i nomi dei propri compagni per salvarsi la pelle, ammesso poi che esca comunque vivo da quella prigione spoglia e sporca in cui sta marcendo?

Coda di Lupo cerca di restare lucido e presente a se stesso nonostante le torture inflittegli, perché nutre un profondo disprezzo per questi uomini venduti a uno Stato che non pensa ai propri cittadini bensì ai propri interessi capitalistici ed è pronto a calpestare i diritti delle persone e a schiacciare quanti lo contestano.

“Lottare è inevitabile e nobilitante. Nonostante non ci sia speranza. Lottare senza la speranza è l’unica cosa che ci è rimasta. I Don Chisciotte continueranno a farlo perché lottare li fa sentire vivi e liberi; e quando abbatteranno i mulini a vento i Sancho Panza di questo mondo se ne prenderanno il merito e saranno tiranni al loro posto.”

Non sarebbe in fondo più semplice per Coda di Lupo levarsi i panni del militante che combatte (forse inutilmente...?) lo Stato sanguinario e vestire quelli più comodi e sicuri del borghese, con una famiglia e un lavoro normalissimo da portare avanti, chiuso nel recinto di un’esistenza tranquilla ma in realtà priva di quello slancio e di quel fervore che gli appartengono?

“Io sono diventato un ribelle perché quando sei senza speranza e senza più nulla o ci si spara un colpo in testa o si alza il dito medio e si combatte.”

Ma uno come lui non è fatto per rinchiudersi in uno smoking, Coda di Lupo non vuol smettere di credere che sia ancora possibile cambiare le cose e sperare in un futuro migliore.

Questo romanzo, nella sua immediatezza e schiettezza di linguaggio, ci parla degli ideali e dei sogni di un ragazzo, poi diventato uomo, capace di sacrificare se stesso per ciò in cui crede, e delle sofferenze cui va incontro, in un imprecisato scenario di prigionia, in un sotterraneo desolato e squallido, circondato da aguzzini sadici e assetati di sangue e morte, e seguendo i ricordi del protagonista ripercorriamo anche alcuni avvenimenti della storia recente molto noti, come il G8 di Genova e la morte di Carlo Giuliani, le proteste dei NoTav… , il tutto sulle note della canzone del cantautore genovese


Un libro molto interessante, dalla tematica attuale, attraversato da una vena malinconica, una sorta di  “romanticismo ideologico” che purtroppo va a cozzare contro la presa di coscienza di una realtà spesso contrassegnata da soprusi, violenze alle quali è difficile opporsi in modo definitivo e risolutivo.

Cosa ci resta tra le mani, se non un "dio a lieto fine" cui non bisogna credere?

Consigliandovi questa lettura, che con passione e senza girarci intorno fa appello alle nostre coscienze civili, e che per storia e stile vi prenderà dalla prima all'ultima pagina, vi lascio in compagnia della voce e delle suggestive parole di De Andrè, che arricchiscono di pathos e di significato la storia narrata dall'Autore:






E forse avevo diciott'anni e non puzzavo più di serpente,
possedevo una spranga un cappello e una fionda
e una notte di gala con un sasso a punta
uccisi uno smoking e glielo rubai.
E al dio della Scala non credere mai.


martedì 22 novembre 2016

Recensione: SPLENDORE di Margaret Mazzantini



C’è qualcosa che, più dell’amore, che possa donarci calore, felicità, voglia di vivere? Eppure, come è in grado di farci toccare il cielo con un dito, così l’amore può anche farci sprofondare negli abissi della disperazione e della solitudine, soprattutto quando non si riesce a trovare il coraggio di combattere per esso contro tutto e tutti, mostrando al mondo, senza paura, tutto lo splendore di un sentimento che chiede di essere vissuto.


SPLENDORE
di Margaret Mazzantini


Ed. Mondadori
279 pp
2013
“Tutte le relazioni d’amore nascono da una mancanza, ci immoliamo a qualcuno che semplicemente sa accomodarsi in questo spazio aperto e dolorante per farne quello che vuole: farci del bene oppure distruggerci”.

“Splendore” è la storia di Guido e Costantino, del loro legame profondo e indissolubile, che li accompagnerà per tutta la vita, donando loro però più dolore che gioia.
Eppure, per quanto radi, di quegli attimi di gioia e felicità si ha terribilmente bisogno per sentirsi vivi.

Conosciamo il protagonista (e voce narrante), Guido, quando è un bambino, e capiamo subito che è un bimbo essenzialmente solo, con un padre buono ma assente ed una madre tanto bella e affascinante quanto “distratta”; Georgette è la madre chiamata quasi sempre per nome da Guido, come a mettere un muro tra sé e lei, questa sorta di dea scesa in terra, venerata dai due uomini di casa, desiderata e amata con tenerezza e struggimento, nonostante ella sia così sfuggente e lontana.

Guido cresce quindi in compagnia di domestiche efficienti ma distanti, in “una famiglia di adulti rigidi e stravaganti e di infiniti vecchi. Solitario bambino, ero guardato con timore come una sorta di insetto kafkiano che avrebbe potuto, ingigantendosi, divorarli”.

Il primo vero incontro con colui che diventerà l’amore della sua vita avviene un giorno in cui Guido lancia dalla finestra un regalo poco gradito, che viene raccolto dal figlio del portiere, Costantino.

I due ragazzini si ritrovano in classe insieme ma ostentano una forzata indifferenza, soprattutto Guido, che sente verso il suo coetaneo una attrazione mista a repulsione, sentimenti che perdurano per un po’ di tempo, fino a quando i due non si ritrovano insieme in gita (in Grecia), alle superiori, e lì vivranno giorni di euforia e libertà, che li avvicineranno.

Costantino è un ragazzone bello, taciturno, forte, e Guido non riesce a guardarlo con indifferenza; anzi, quando tra loro avviene un avvicinamento di tipo fisico, Guido si sforza di guardare l’amico con disprezzo, provando per lui addirittura odio, chiarendogli con durezza e un pizzico di cattiveria i propri gusti sessuali e precisando che lui non è omosessuale, come molto probabilmente lo è Costantino.

E nonostante il pensiero di Guido torni spesso a quel momento di intimità segreta avuta con il compagno di scuola, entrambi si attivano per cercare storie con ragazze della loro età, come per dimostrare qualcosa a loro stessi e agli altri, ma per quanto tempo potranno tenere a bada la propria natura?

La realtà è che non solo l’attrazione fisica ma soprattutto l’amore comincia a farsi strada pian piano dentro di loro e un giorno accade ciò che ambedue desiderano ma che non avevano il coraggio di dirsi e chiedersi:

“E davvero accadde, e fu contro natura, e davvero vorrei sapere cos’è la natura, quell’insieme di alberi e stelle, di sussulti terrestri, di limpide acque, quel genio che ti abita, che ti porta a fronteggiare a mani nude le tue stesse mani e tutte le forze del mondo. Allora fu natura, la nostra natura che esplose e trovò l’espressione più dolce e benevola. Ci trovammo. Come il vento che organizza il mondo, lo rade al suolo e lo riedifica lentamente.”.

In quel momento per loro magico e irripetibile, Guido e Costantino sono ciascuno se stesso, senza maschere, vergogna, paura.

Ma è difficile per due uomini sentirsi liberi di amarsi alla luce del sole; la società attorno a loro non è pronta ad accettare questo amore, giudicato da tutti pervertito, distorto, sporco, una cosa di cui vergognarsi, e se i due innamorati non sono sufficientemente forti e pronti ad affrontare pregiudizi, insulti, stigmatizzazione sociale…, è facile che a questo amore si rinunci.

Ed è ciò che accade a loro due; soprattutto Costantino si dimostra pieno di sensi di colpa, in virtù dell’educazione morale e religiosa ricevuta: sente che quella passione per una persona del proprio sesso è profondamente sbagliata e va repressa, così i due si allontanano e per anni vivono le proprie vite l’uno distante dall’altro.

Costantino resta a Roma e si sposa con Rossana, avendo due figli con lei (tra cui Giovanni, nato con gravi deficit mentali e di cui il padre si prenderà sempre amorevolmente cura), mentre Guido si trasferisce a Londra.

Il suo pensiero va sempre ed ossessivamente a quell’amore negato e nulla e nessuno sembra appagarlo, eppure anche Guido – che tra i due è quello più convinto a vivere la propria omosessualità senza troppi sensi di colpa – si concede storie con donne che gli offrono calore e protezione, finendo anch’egli per sposarsi con la bella e placida Izumi, di origini giapponesi, che ha già una figlioletta, Leni, con la quale Guido instaurerà un rapporto bellissimo.
Il loro matrimonio, pur fondato su basi non totalmente sincere perché Guido non è etero, è per l’uomo fonte di sicurezza, un rifugio dal dolore e dalla nostalgia per quell’unico amore che porta nel cuore e che non lo abbandona mai.

Ed infatti arriva il giorno in cui questo amore si ripresenta nella sua esistenza, più vivo e forte che mai:

…amore, amore mio infinito. Amore mio oltre le tempeste e i sogni, amore mio oltre gli orchi e la vergogna, amore dolce, amore violento, amore violato. Amore.”

La passione e il sentimento scoppiano nuovamente, riscoprendoli più maturi e affamati di emozioni:

“…ci piegammo come uomini sulle messi e raccogliemmo il nostro grano in quell’immenso splendore”.

Ormai adulti e forse più consapevoli, Guido e Costantino si ritrovano, cambiati nel corpo ma identici negli sguardi e nei gesti che si rivolgono: sapranno vivere il loro sentimento alla luce del sole, dichiarando al mondo, alle mogli, ai figli e a chi è loro intorno, che vogliono poter essere loro stessi, amarsi come sentono di avere il diritto di fare, andando contro e oltre pregiudizi, ingiurie, scherni, parole e occhiate cariche di disprezzo…?

Sicuramente non è una scelta scontata e semplice, perchè entrambi sono sposati e vivere in modo manifesto il loro amore significa anche far del male alle proprie famiglie.

Ma forse ciò che blocca questa relazione è qualcosa di meno concreto e tangibile eppure altrettanto forte: gli eterni dubbi e sensi di colpa che da sempre corrodono il cuore e la mente di Costantino. Continueranno a riaffacciarsi prepotentemente nella sua testa, frapponendosi tra lui e la sua felicità con Guido?

Certo, l’alternativa alla rinuncia definitiva è vivere un amore clandestino, preso e divorato a morsi, all’interno di stanze d’hotel squallide, ore rubate ad una quotidianità apparentemente serena, normale, socialmente accettabile, ma che a lungo andare inevitabilmente diventa un’enorme gabbia soffocante e ipocrita.

“Splendore” racconta di questo amore tra due uomini combattuti tra la voglia di stare insieme e l’obbedienza alle “convenzioni sociali”, contro cui non sanno andare definitivamente; vero è che Guido ci appare più determinato e coraggioso, al contrario di Costantino che sembra accontentarsi di vedere il proprio amante quando può e di nascosto, terrorizzato all’idea che “gli altri” scoprano la sua “vera natura”.

Ma quanto può andare avanti una relazione di questo tipo, senza logorarsi, senza logorarli dentro e fuori?

Quello dell’omosessualità è della sua accettazione sociale e civile è un tema sempre attuale, e se ai giorni nostri ancora permangono atteggiamenti di discriminazione e disprezzo verso i gay, tanto più essi erano radicati venti-trent’anni fa (periodo in cui ha inizio la nostra storia).

Guido e Costantino hanno bisogno di trovare il coraggio di esprimere il loro modo di essere ma è più semplice dirlo che attuarlo, e capita che proprio quando si decidono a farlo, qualcosa di tragico strappa loro dalle mani quel pezzo di splendore, di amore, che avrebbero voluto vivere appieno e liberamente.

Chi conosce già la Mazzantini, ritrova anche tra queste pagine il suo linguaggio così diretto (pure sboccato, soprattutto quando i due sono ragazzi, come del resto di solito lo è il modo parlare degli adolescenti quando sono tra loro e parlano di sesso), capace di smembrare sentimenti, parole, pensieri, sensazioni, dubbi, rimpianti e nostalgie, felicità e dolori dei suoi personaggi, che ci vengono presentati senza veli, senza indulgenza eppure con tenerezza insieme, nei loro momenti di buio e di smarrimento come in quelli (rari…?) di gioia.

Ci sono tanti passaggi che ci restituiscono tutta la tenerezza e lo struggimento di questo amore che vorrebbe trovare il proprio spazio nel mondo e che sembra destinato invece a consumarsi in una “terribile nostalgia…, la nostalgia di noi stessi, della nostra anima profonda”.

Quella narrata in “Splendore” è una storia d’amore, un amore difficile, dal retrogusto malinconico e amaro, come lo è lo stesso finale, che però nonostante tutto ci ricorda che nessuno di noi dovrebbe mai vergognarsi di sé e del proprio viaggio, perché la vita merita di essere vissuta e cavalcata nel suo “incessante splendore”.

Ho apprezzato come sempre la capacità di quest’Autrice di farsi portavoce dei pensieri e delle emozioni di un uomo combattuto, troppo spesso solo e infelice, e di svelarcene l’anima con la sua sconcertante onestà, con quello “sfacciato candore” che la caratterizza sempre, per quel che mi riguarda, nei suoi romanzi.

Consigliato in particolare a chi ama la narrativa contemporanea, le storie realistiche, drammatiche, in cui l’amore – in tutte le sue accezioni - e la vita – con tutto il suo carico di “sorprese”, negative e non - sono forse i veri e indiscussi protagonisti.
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