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mercoledì 23 dicembre 2015

Recensione: LA CASA BUIA (Gone, Baby, gone) di Dennis Lehane



Un bel romanzo, ricco di colpi di scena e azione, di pathos e capace di porre interrogativi etico-morali su ciò che è giusto e ciò che non lo è e su quanto spesso la giustizia "ufficiale" (quella decisa dalle leggi) non corrisponda tanto automaticamente a quella personale.



LA CASA BUIA
(Gone, Baby, gone)
di Dennis Lehane


Ed. Piemme
Siamo a Dorchester, uno dei quartieri più difficili di Boston, un luogo dove non c'è posto per i deboli e per gli innocenti e dove la pace di tutti è condizionata dalle ostilità tra le varie bande di criminali piccoli e grandi.
Sono strade sporcate da miseria, indifferenza, droga, alcool, e da quelle strade scompare una notte una bimba di 4 anni, Amanda McCready.
Amanda è figlia di Helene, una giovane donna squinternata, senza arte nè parte, con in mano un'eterna bottiglia di birra, sempre con la testa strapiena di alcool, coca, fumo.
Nella sua vita c'è la sua figlioletta ma in realtà non è che se ne curi più di tanto; sarà anche un po' colpa della sua disattenzione di madre incosciente, e tossicodipendente, se Amanda, lasciata sola in una notte qualunque, non viene più trovata nel suo lettino la mattina dopo?

Ad essere convinta che Helene non sia una buona madre è sua cognata Beatrice, moglie di Lionel (fratello di Helene): la zia è a momenti più disperata della madre di Amanda al pensiero di chi possa aver rapito la piccola nipotina ed è per questo che chiama i due investigatori privati Patrick Kenzie e Angela Gennaro per dare il proprio professionale contributo al lavoro della polizia.

Pat ed Angie sono una coppia sul lavoro come nella vita privata; vivono insieme e svolgono il proprio lavoro investigativo con efficienza, in perfetta sintonia, portando avanti le loro ricerche con un grande intuito e intelligenza.
Sono i migliori in circolazione, insomma, e da subito - fatta eccezione per qualche iniziale reticenza - cominciano a far domande e a costruire ipotesi su cosa potrebbe essere accaduto la notte della sparizione.
Ad affiancarli, due poliziotti della DCM (il dipartimento che si occupa della scomparsa del minori), Poole e Broussard, simpatici, alla mano, che prendono molto sul serio tutti i casi di scomparsa, e quindi anche quello di Amanda.

Grazie all'aiuto di Bubba, trafficante d'armi e amico da sempre di Pat e Angie, i due scoprono che la madre di Amanda, che ogni tanto fa da corriere della droga a qualche criminale, è una che i guai se li va a cercare.
E la gentaccia con cui entra in affari non è di quella che si fa scrupoli a vendicarsi su una bimba se capiscono di essere stati fregati da una tossica poco intelligente.

E mentre i giorni passano e di Amanda non c'è nessuna traccia, i due detective si ritrovano inizialmente a brancolare nel buio, non comprendendo il bandolo della matassa, ma ragionando, parlando tra loro, facendo le domande giuste, si ritrovano a fare i conti con un'indagine molto complessa, che vede coinvolti diversi pezzi grossi della malavita, di cui è difficile scoprire le carte, soprattutto se, andando avanti, ci si rende conto che troppe cose non tornano, e che certa gente forse riceve coperture da soggetti insospettabili ed è in combutta con loro...

Certo, anche Pat e Angie non sempre utilizzano mezzi ortodossi per avere le informazioni che desiderano, ma la vicenda di Amanda li porterà dentro un buco profondo e marcio, che li metterà davanti a tali brutture da uscirne scioccati.

Da chi è stata portata via Amanda? Da una banda di pedofili - sulle cui tracce la polizia è già da tempo - o da grossi spacciatori con cui si è immischiata quella scellerata di Helene - che non sarà la madre migliore del mondo ma è pur sempre una mamma che soffre per la sorte sconosciuta della sua figlioletta -?

Entrambe le ipotesi sono tremende e fanno presagire un destino tristissimo per la piccola: se è caduta in mano ai pedofili...., beh, c'è poco da sperare che ne esca indenne; se anche fosse ritrovata prima di essere uccisa, la sua mente e il suo corpo terribilmente violati resteranno traumatizzati per sempre.

Ma anche nel caso fosse stata rapita per una questione di danaro e di affari sporchi - a causa di un'azione sciagurata e poco furba di Helene, capace di scatenare una vendetta da parte di chi si sente "fregato" -, quanti possibilità ci sono che quei delinquenti crudeli la lascino viva? E' più probabile che si liberino di lei piuttosto che tenersi l'ingombro tale costituito da una bambina.

E se ad Amanda fosse accaduto qualcosa di profondamente diverso dalle due ipotesi investigative finora considerate?
E' vero, ci sono piste che fanno pensare che sia probabile la prima ipotesi, ed altre che fanno optare per la seconda...
Ma Pat, più ci ragiona, e più sente che qualcosa non quadra.
Potrebbe esserci una spiegazione diversa?
Forse sì, ma per ipotizzare qualcosa di diverso dal rapimento per vendetta/estorsione, è necessario infilare dentro la storia altre persone, che la ragione e il cuore rifiutano di coinvolgere.

Persone con cui hai lavorato a questo caso fianco a fianco, che pensi di conoscere.
O forse proprio loro nascondono segreti da custodire a tutti i costi, anche se questo significa andare contro ogni principio morale, contro la giustizia, contro ogni forma di amicizia e lealtà?

Pat sa che la ricerca di Amanda e della verità è il suo scopo, la sua missione, ed è pronto ad andare a fondo anche mettendo a rischio la propria vita, anche se questo comporta scoprire verità spiacevoli, che mai avrebbe voluto sapere.

E una volta giunti al fondo di questa storia, sarà davvero così semplice e automatico fare la scelta giusta per tutte le persone coinvolte?

La casa buia ci mette davanti a degli interrogativi di carattere etico, ad es.: cosa è giusto fare quando una determinata scelta, pur essendo aderente e conforme alla Legge, non sembra recare alcun beneficio alla persona che si pretende di aiutare?

Attraverso Pat ed Angie il lettore viene messo davanti a una tale cattiveria umana da far paura, tale da far pensare: ma è giusto mettere al mondo dei figli in questo mondo schifoso?

E' un thriller complesso, con una trama ben costruita, intrecciata, con diversi personaggi coinvolti e che man mano riserva diversi colpi di scena, soprattutto verso la fine.

Bello, lo consiglio!!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz