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domenica 15 gennaio 2017

Recensione: "NONNO LUIGI. Poesia e prosa di un pregiato sanseverese" di Attilio de Renzis (a cura di)



Cari amici e lettori, oggi desidero presentarvi una raccolta di poesie, preghiere e pensieri appartenenti ad un uomo che ho conosciuto; questa persona si chiamava Luigi e l'ho conosciuta negli ultimi anni della sua vita. Di lui ho un bel ricordo, il ricordo di un signore pieno di fede e di riconoscenza verso Dio.

Le parole di Luigi sono state raccolte da suo nipote (e mio amico) Attilio, che ha curato la raccolta del materiale e la sua pubblicazione.

NONNO LUIGI. Poesia e prosa di un pregiato sanseverese
 di Attilio de Renzis (a cura di)


144 pp
2016

Raccolta di componimenti, in poesia e prosa, del mio caro nonno Luigi. Classe 1921, uomo audace e nobile di cuore, amante della terra, della famiglia, della letteratura, ma soprattutto di quel Dio fatto carne, che realizzò essere l'unica Persona degna di essere amata e per la quale davvero vale la pena vivere: Gesù di Nazareth. Quest'Uomo trasformò tutta la sua esistenza in una sorprendente scoperta di realtà invisibili e celestiali, armonie miracolose, relazioni di parola, dapprima rotte, poi risorte dalle ceneri del silenzio... Non è l'esaltazione di mio nonno, seppur valente, ma il riconoscimento di un intervento divino che ha invaso la mia famiglia d'origine, fin dalle sue radici, estirpando eredità tossiche e stabilendo fondamenti eterni. (quarta di copertina)



“Mi ferve in cuore una parola soave; io dico: «L’opera mia è per il re; la mia lingua sarà come la penna di un abile scrittore»” (Salmo 45:1).

L’amore tenero e forte per la propria compagna di vita; l’affetto dolce e nostalgico per i figli - da tempo ormai lontani dal nido familiare; la consapevolezza di aver vissuto un’esistenza ricca di gioie ma anche di sacrifici, di difficoltà, che perdurano nell’età avanzata, soprattutto a motivo del sopraggiungere di diverse malattie; il valore immensurabile della fede preziosa riposta nel Signore, il privilegio della condivisione di questa fede con chi teme Dio; l’apprezzamento per la sublime arte poetica posseduta dai grandi letterati del passato; l’amore per la Patria (per la quale ha combattuto nel secondo conflitto mondiale): sono i temi affrontati da Luigi Pistillo in questa raccolta, curata dal nipote Attilio.

Leggendo i pensieri, messi per iscritto, di Luigi, ne percepiamo tutta la sensibilità e la ricchezza d’animo, che lo spingevano a riversare su carta sentimenti, speranze, ricordi, emozioni, e ad ispirarlo potevano essere le persone di famiglia (fratelli, moglie, figli, nipoti…) come pure “estranei” incontrati lungo il cammino della propria vita e di cui aveva serbato un caro ricordo: il personale medico che s’è preso cura di lui in diverse occasioni, gli stimati fratelli e sorelle con cui condivideva la fede in Dio e, al di sopra di tutti, proprio Lui, il Signore, il Destinatario speciale di tante preghiere e sospiri dell’animo di Luigi.
A caratterizzare questi pensieri, espressi in versi e in prosa, accanto alla loro spontaneità e sensibilità, vi è anche la solennità, che emerge tanto nei componimenti scritti con un linguaggio semplice, quanto in quelli in cui riscontriamo un linguaggio aulico e una costruzione delle frasi ricercata, in omaggio a quei grandi esponenti della Letteratura Italiana - Leopardi, Torquato Tasso, Petrarca… - che hanno fatto nascere in lui l’amore per la scrittura e la lettura.

Attraverso le sue parole, custodite in fogli sparsi (a volte anche su tovaglioli di carta), raccolti dai famigliari dopo la sua morte, Gigno – così chiamato affettuosamente  da quanti  lo hanno conosciuto – ci apre un pezzo del  suo cuore e non possiamo non apprezzarne la gentilezza d’animo, la dolcezza verso i propri cari – tenere e piene d’amore sono le dediche alla cara moglie Rosaria – e l’entusiasmo derivante dall’aver sperimentato il miracolo più grande che può vivere un essere umano:  nascere di nuovo, spiritualmente, grazie alla fede nel sacrificio perfetto del Signore Gesù.
Sono molte, infatti,  le preghiere (talune in versi, altre in prosa) che Luigi ha scritto rivolgendosi al Signore, nel quale aveva creduto tra il 1998 e il 1999.
In esse emerge il forte amore che Luigi nutriva per Colui che aveva salvato la sua anima, perdonandogli i peccati e donandogli la vita eterna per mezzo di Gesù, al quale esprime una gratitudine infinita e profonda.

Seppur per pochi anni, ho conosciuto personalmente Luigi, anzi, il fratello Luigi, perché ci accomuna la medesima fede nel Signore Gesù Cristo; ho avuto la gioia di essere presente ai vari radunamenti della Chiesa Evangelica da lui (e da me) a quel tempo frequentata, e  di ascoltare la sua viva e poderosa voce quando pregava e mentre cantava inni a Dio.
E se c’è una cosa che ricordo con molto affetto del caro fratello era il suo fervore, spontaneo e trascinante, col quale elevava la propria voce a Dio, e non di rado, calde lacrime di commozione gli bagnavano il viso al pensiero delle tante benedizioni di cui il Signore l’aveva circondato, e una tra queste era il poter godere della comunione fraterna con quanti, come lui, avevano creduto in Cristo Gesù, divenendo figli di Dio.
La fede ha costituito per Gigino, negli ultimi anni della sua vita, uno scudo che gli ha donato forza nei momenti di sofferenza, in cui i malanni dovuti all’età facevano sentire il proprio peso.


Ma Luigi lo sapeva, il suo cuore non aveva dubbi: “Io ritengo, infatti, che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev'essere manifestata” (Lettera ai Romani, cap. 8, versetto 18) a beneficio di quanti hanno fatto di Gesù il proprio Signore e Salvatore ed è questa  meravigliosa e rassicurante certezza che ha consolato il cuore di Luigi nelle prove e nei momenti più difficili, e che ricorda a tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato (e a quanti leggeranno questo libro) che bell’esempio è riuscito ad essere, nell’attaccamento alla famiglia, nella dedizione al lavoro, nei valori saldi e onesti che hanno guidato la sua vita e nell’incrollabile fiducia nel suo amato Signore.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz