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mercoledì 4 aprile 2012

RECENSIONE: NARCISO E BOCCADORO di Hermann Hesse



Uno degli ultimi libri terminati è NARCISO E BOCCADORO, un classico di Hermann Hesse, davvero delicato, profondo e sempre attuale.

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TRAMA

Nel Medioevo leggendario del cattolicesimo monastico si snoda la storia dell'amicizia fra il dotto e ascetico Narciso, destinato a una brillante carriera religiosa al riparo dalle insidie del mondo e della storia, e Boccadoro, l'artista geniale e vagabondo, tentato dall'infinita ricchezza della vita e segretamente innamorato anche della sua caducità.
Hermann Hesse torna a riflettere sul tema, centrale nella sua poetica, del contrasto fra natura e spirito, fra eros e logos, fra arte e ascesi, alla ricerca di una loro possibile integrazione.

“Noi due siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. 
La nostra meta non è di trasformarci l’uno nell’altro, 
ma d’imparare a vedere ed a rispettare nell’altro ciò ch’egli è:  il nostro opposto ed il nostro complemento“. 



Al centro di questo libro vi è un forte ed intenso legame d'amicizia (o forse è più corretto parlare di amore!) che lega questi due uomini, profondamente diversi l'un dall'altro; legame che resterà immutato e forte nel corso del tempo.
Le loro strade si divideranno abbastanza presto: quando Boccadoro si rende conto di non poter vivere in un monastero, che la vita di preghiera e privazioni non è fatta per lui, va via, e Narciso lo lascia andare, conscio del fatto che il suo giovane amico è come un "uccellino" che agita le ali nella gabbia e che altro non aspetta che uscire e godere della propria libertà.
E il bel Boccadoro afferra questa libertà e incomincia la sua avventura, facendo il vagabondo, dormendo tra i boschi, mangiando quel che riesce a trovare e a farsi offrire, seducendo donne libere e sposate, senza promettere mai amore eterno a nessuna di loro.
Eh no, Boccadoro non è fatto per l'amore unico e fedele verso una sola donna: la zingarella, Giulia e Lidia, Lena... sono solo alcune delle donne che incontrerà, amerà... ma dalle quali comunque andrà via, sempre alla ricerca di qualcosa che lo renda vivo, che appaghi una sete che in effetti arderà sempre dentro di lui.
Boccadoro è un vagabondo per professione, un nomade per scelta di vita; in nulla trova soddisfazione e appagamento veri, solo nell'arte, nella scultura a un certo punto riesce a trovare il modo per esprimersi e per dare forma ai propri sentimenti e pensieri.
Una delle forme da lui scolpite sarà proprio quella dell'amato amico Narciso, cui Boccadoro pensa spesso durante la propria vita nomade.


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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz