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mercoledì 17 ottobre 2012

Il maestro di Ballantrae, nuova edizione con illustrazioni della prima edizione



La Casa Editrice Nutrimenti ha ripubblicato un libro di Robert Louis Stevenson; questa edizione ripropone le illustrazioni di William Brassey Hole pubblicate nella prima edizione in volume dell'opera del 1889.

IL MAESTRO DI BALLANTRAE

Il Master di Ballantrae, di Robert Louis Stevenson
Ed. Nutrimenti
Tusitala
Trad. di S. Barillai
320 pp
18 euro
Settembre 2012
Sinossi

"Era inverno; la notte era molto buia; l'aria straordinariamente limpida e pungente, addolcita del profumo delle foreste. In lontananza si poteva sentire il fiume che si contendeva il passaggio con il ghiaccio e le rocce: si intravedevano poche luci, irregolarmente sparse nell'oscurità, ma così distanti da non intaccare la sensazione di solitudine assoluta. Le condizioni perfette per dare vita a una storia… 'Vieni', dissi al mio motore interiore, 'inventiamo un racconto, una storia che attraversi molti anni e paesi, che parli di mare e di terra, luoghi selvaggi e civilizzati…'.".

Così Robert Louis Stevenson racconta la genesi del Master of Ballantrae. 
È la descrizione di una magica illuminazione affabulatoria che lo coglie una sera d'inverno nella sua casa sul lago Saranac, nello stato di New York. 
Lì, nel dicembre del 1887, inizia a scrivere il romanzo che finirà due anni dopo, a bordo dello yacht Casco, nei mari della Polinesia. 
Dunque, effettivamente, Ballantrae attraversa mari e terre, luoghi selvaggi e civilizzati. E passato e presente, perché la vicenda ha inizio in Scozia (con un ricordo delle storie di quelle terre) e termina nella wilderness americana (con i paesaggi del presente dello scrittore). 
E attraversa, impregnandosene, anche l'incubo ricorrente di Stevenson: l'ansia del doppio, dell'antagonista interno, dell'alter ego del quale non ci si può liberare.
In questo caso il dissidio è tra due fratelli e riguarda un titolo ereditario e la mano di una graziosa fanciulla. L'uno e l'altra da sempre promessi al primo e, per una serie di circostanze, finiti nelle mani del secondo. James, il fratello maggiore, è quanto di più diabolico, a detta dello stesso Stevenson, sia mai uscito dalla sua penna (the Master is all I know of the devil). 
Henry per contro è il ritratto del mite gregario, del dimesso, e che tuttavia accaparra vantaggi e privilegi, e nel corso del racconto subisce una trasformazione spaventosa, corroso anche lui dal male e dal livore. 
Lo scontro comincia nel 1745, in coincidenza con lo sbarco del pretendente Charles Stuart al trono di Scozia e con la sua sconfitta nella battaglia di Culloden nella quale James viene ritenuto morto. Proseguirà poi per anni, prima tra le mura del castello avito – con una prima resurrezione del Master – e poi, in un vero incubo dell'ostinazione distruttiva, nelle terre desolate che lambiscono la regione dei Grandi Laghi americani.
Stevenson era piuttosto perplesso riguardo a quest'ultima parte. Confidò all'amico Henry James che riteneva il finale inverosimile. Gli sembrava d’aver calcato troppo la mano. 
E tuttavia il lettore che seguirà sino in fondo le vicende dei due fratelli rimarrà contagiato anch'egli da quel dissidio e al senso dell'inverosimile temuto da Stevenson sostituirà quello dell'inevitabile, così come appare essere la conclusione, terribile e inaspettata, del più amaro e disilluso romanzo dello scrittore scozzese.
L'autore
Robert Louis Stevenson (Edimburgo 1850 – Vailima 1894) è tra gli scrittori più importanti di ogni tempo, autore di classici come L’isola del tesoro e Lo strano caso del Dr Jekyll e di Mr Hyde.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz