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venerdì 4 gennaio 2013

IL GABINETTO DEL DOTTOR KAFKA: dal 16 gennaio


in uscita.... 

IL GABINETTO DEL DOTTOR KAFKA
di Francesco Permunian


Francesco Permunian
Ed. Nutrimenti
Collana Greenwich
192 pp
15 euro
Uscita: 16 Gennaio 2013
Sinossi

“Leggere Permunian significa fare esperienza, ogni volta, della necessaria doppiezza della letteratura. Chi scrive quel che si ostina a scrivere Permunian è Hannibal the Cannibal”. Andrea Cortellessa

Seguendo il filo di una memoria insonne e frammentaria, Francesco Permunian raccoglie in questo suo nuovo libro cose, fatti e persone – reali e immaginari – che da tempo fanno parte del suo circo mentale e visionario, di quella grottesca e feroce rappresentazione della società, del mondo, ma anche delle consorterie intellettuali, che Permunian traccia dai tempi di Cronaca di un servo felice, e che lo colloca tra i grandi autori maledetti e appartati degli ultimi decenni.
Ne risulta uno stralunato e violento romanzo-pamphlet intessuto di storie deliranti e paradossali, che s'intrecciano al ritmo di una sarabanda: bellissime fanciulle che si accoppiano con il diavolo, padri bigotti e incestuosi, cene trimalcioniche, morti che ridono… Il tutto raccontato con una lingua spiccia e impassibile, degna di quell'autentico cannibale letterario qual è considerato l'autore di questo libro impietoso e controcorrente.

Con un contributo critico di Daniele Giglioli

L'autore.
Francesco Permunian (Cavarzere, 1951) ha esordito nel 1999 con Cronaca di un servo felice (Meridiano Zero), a cui sono seguiti Camminando nell'aria della sera (Rizzoli, 2001), Nel paese delle ceneri (Rizzoli, 2003), Il principio della malinconia (Quodlibet, 2005) e Dalla stiva di una nave blasfema(Diabasis, 2009). Sulle sue opere hanno scritto i più illustri critici, scrittori e giornalisti, da Maria Corti a Giulio Ferroni, Franco Cordelli, Giovanni Pacchiano, Giulio Mozzi, Salvatore Silvano Nigro, Luca Doninelli e Fulvio Panzeri. Nel 2012 Andrea Cortellessa lo ha inserito nell’antologia Narratori degli Anni Zero.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz