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mercoledì 19 marzo 2014

Recensione: LA CITTA' DI SABBIA di Laini Taylor



Il libro su cui questa mattina vi dirò il mio parere mi permette di segnare un passo in più nell'ambito dei miei obiettivi librosi per il 2014, relativamente al proseguire le saghe iniziate.
Infatti, proprio pochi minuti fa ho terminato

LA CITTA' DI SABBIA
di Laini Taylor

Fazi Ed.
trad. D. Rizzati
472 pp
15.9 euro
2013
Oltre i confini della Terra, in un luogo effimero e invisibile, due giovani creature, 
un guerriero serafino e una chimera si sono incontrati e tra di loro è nato un amore impossibile. 
Le loro due razze infatti, nemiche da secoli, sono in guerra, 
e tentano di distruggersi a vicenda in una spirale di vendette e sacrifici. 
I due ragazzi però hanno un sogno, portare la pace e la serenità tra i loro due popoli e vivere il loro amore senza l’ombra del pericolo e della segretezza. 
Ma il destino non sarà misericordioso per questi due amanti sfortunati. Quando Karou scoprirà tutto sul suo passato sarà anche il momento di ritrovare Akiva e continuare ciò che avevano iniziato insieme. 
Riusciranno a costruire un dialogo di pace tra i due nemici e scongiurare un conflitto che potrebbe distruggere le loro vite e il loro mondo?







il mio pensiero

Stavo rileggendo velocemente la mia recensione su LA CHIMERA DI PRAGA, e anch'essa, notavo, l'ho scritta "a caldo", cioè immediatamente dopo aver chiuso il libro, fatto che implica, di solito, che inevitabilmente sarò più "coinvolta" che mai, in bene o in male, nell'esporre il mio parere.

******Cercherò di nascondere gli spoiler, ma saranno inevitabili in quanto questo è un prosieguo. *****

Nel primo libro abbiamo conosciuto la bella ragazza dai capelli blu, Karou, che vive nell'affascinante città europea Praga, ha un'amica del cuore, la vivace e dolce Zuzana, ed è bravissima a disegnare mostri, o meglio chimere.
Le chimere, si sa, sono creature in parte animali, in parte umane, alcune dall'aspetto più mite, altre più feroce e Karou fa parte di questo mondo, non solo per via del fatto che è stata cresciuta dal saggio Sulphurus e dalle chimere Sybilis, Yasri, Twiga..., ma anche per un'altra ragione che, chi ha letto il primo romanzo della trilogia, conosce: Karou non è semplicemente una 18enne che vive nel mondo degli umani e contemporaneamente in un altro "magico", che va e viene in varie parti della terra attraverso misteriosi portali sparsi in alcune zone della terra.... No, a questa già singolare situazione si aggiunge un passato che lei aveva in un certo senso accantonato in un angolino dimenticato della propria mente: in un'altra vita Karou è stata la chimera Kirin di nome Madrigal, bella, dolce, coraggiosa e ... innamorata!
Innamorata dell'individuo sbagliato, cioè dell'angelo Akiva, che sappiamo essere anche l'amore impossibile di Karou.
Ma l'amore tra i due non era finito bene, a causa della crudeltà di Thiago, un essere "chimerico" cinico, spietato, dall'orgoglio ferito in quanto Madrigal aveva preferito un abominevole angelo a lui.
Karou e Akiva. Chimera e angelo serafino.
Un amore impossibile, "maledetto"; un sentimento forte, che ha le sue radici in un'altra vita, che è stato già vissuto, che ha già fatto sperare, sognare, ma anche soffrire e... morire.


Il sogno di un mondo senza più odio e guerre sanguinarie tra angeli e chimere è possibile?
E' da sciocchi sognatori desiderarlo?

In questo secondo appuntamento rivediamo la nostra Karou, separata però dai suoi amici Zuzana e Mik e separata anche dal suo amore, Akiva.
Dopo aver dolorosamente scoperto che quest'ultimo - con i suoi "fratelli" - è stato il responsabile della morte di Sulphurus, Sybilis e di tante altre chimere, la ragazza ha dovuto sforzarsi come non mai per soffocare i propri sentimenti e mettersi al lavoro per resuscitare le chimere morte, in modo da formare un esercito per il cattivo e spregevole Thiago - succeduto al padre, il Signore della Guerra - e intenzionato a continuare, con maggiore crudeltà, la guerra contro gli Angeli, sia colpendo i soldati che i civili.
Sull'altra "sponda" serafina, le intenzioni non sono certo migliori o più benevoli: come in ogni triste e sbagliata guerra, i due opposti schieramenti fanno di tutto per prendere il nemico di sorpresa, colpendo "al cuore", lì dove è più debole, senza pietà, senza rimorso alcuno, ma soltanto con lo scopo di annientare l'altro e di confermare la propria forza.


Con che spirito Karou partecipa e dà il proprio contributo a questa carneficina senza posa? 
E Akiva, che insieme a lei aveva sognato e progettato una rivoluzione, che portasse a un mondo senza guerre e sangue, un mondo in cui vivere in pace, in armonia?


Un mondo alternativo in cui potesse essere coltivata la SPERANZA.

Karou significa speranza e su di lei graverà un oneroso compito, che la porterà a farsi carico della responsabilità  di salvare delle vite in pericolo e di impedire che altre innocenti vengano distrutte; a correre rischi  non saranno soltanto le due contrapposte fazioni ultraterrene, ma lo stesso genere umano.

Ma da soli non è possibile ottemperare a una missione del genere; è necessario avere degli alleati, che accettino e condividano il suo stesso sogno di pace.

Lo stesso Akiva si impegnerà in questo senso, per dare il suo contributo nel fermare secoli e secoli di guerriglie e morte, stanco di essere la "Sventura delle Bestie", l'Angelo distruttore di chimere, e desideroso di dimostrare a Karou che lui è lo stesso Akiva che ha amato Madrigal e che con lei ha spezzato"l'ossicino" della speranza, l'ossicino della "possibilità di scegliere un'altra strada".

Perché ognuno ha il diritto di poter scegliere tra il bene e il male, tra l'odio e l'amore, tra la vita e la morte, tra la disperazione, la rassegnazione e la speranza.

Riusciranno Karou e Akiva, separati e lontani, ciascuno con i propri pesi sul cuore, con i propri timori di non poter ottenere l'amore e il perdono dell'altro, ciascuno timoroso di scoprire che mai ci sarà posto per il loro folle sogno comune...., a combattere la loro personale battaglia?

Come in ogni favola che si rispetti, anche in questa moderna della Taylor, ci saranno ostacoli e prove da superare e antagonisti da contrastare, ma tranquilli, i nostri due eroi non sono nè vili nè sprovvisti dei loro personalissimi "strumenti" per combattere, senza considerare che non saranno soli a portare avanti la loro mission impossible.

In un affascinante Marocco, tra castelli di sabbia popolati da mostri, amici umani e "chimerici" sempre pronti ad aiutarti, con la loro dolcezza, la loro fedeltà e la loro vivacità schietta e travolgente, tra momenti di tenerezza e dolore ed altri movimentati e d'azione, l'Autrice riconferma, per quel che mi riguarda, la sua bravura nel ripresentarci questo mondo fantastico, popolato da personaggi altrettanto fantastici, che amano, odiano, sperano, complottano, piangono e ridono come noi; ne ho nuovamente apprezzato il ritmo dinamico, veloce nei momenti d'azione e di dialogo, e più lento e riflessivo nei momenti in cui si dava spazio ai ricordi, ai sentimenti, ai pensieri dei protagonisti.
Akiva è un bel personaggio, coraggioso, determinato, ma anche tenero nell'espressione dei propri sentimenti; l'ambientazione è tanto affascinante quanto quella precedente, seppure molto diversa.
Il finale è inevitabilmente aperto ma non getta il lettore nello sconforto, bensì gli dona la giusta dose di speranza.
Non c'è niente che cambierei di questa serie, e per ora il risultato di questa lettura è che ho voglia di leggere il resto e scoprire.... "come finisce"!
Attendendo il terzo volume, non mi resta che consigliarvene la lettura.

2 commenti:

  1. Mi è piaciuto molto, anche se ho preferito "La Chimera di Praga" :)

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    1. eh ti capisco, sarà l'effetto "secondo libro"....? o forse è una questione di aspettative, proprio in virtù del fatto ke il primo ci è piaciuto :=D

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz