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mercoledì 26 marzo 2014

Recensione:LA STORIA DELL'AMORE di Nicole Krauss



Altro libro terminato...:


LA STORIA DELL'AMORE
di Nicole Krauss


Ed. Guanda
Trad. V. Raimondi
304 pp
15 euro
2005
Trama

La storia dell’amore inizia a New York, dove l’ottantenne Leopold Gursky vive in solitudine sin da quando, sfuggito all’Olocausto, sbarcò in America.
O forse inizia sessant’anni prima, in un altro mondo e sotto un altro cielo, nel villaggio polacco in cui Leopold ragazzino scoprì per la prima volta che era facile dimenticare la paura della morte guardando gli occhi incantevoli e imperiosi di Alma.
Per Alma, Leopold scrisse un libro sull’unica cosa che conoscesse bene, intitolato La storia dell’amore.
Poi la tragedia dell’Europa cancellò i suoi sogni e adesso, da vecchio, è spaventato all’idea di morire senza lasciare traccia di sé.
Ma non sa che il manoscritto della sua gioventù non è andato perduto per sempre.
Come lui, ha cambiato pelle e parla un’altra lingua, non più l’yiddish delle origini ma lo spagnolo dell’America Latina: il libro ha seguito il destino dell’amico di un tempo Zvi Litvinoff, esule in Cile, e laggiù è stato pubblicato per poi cambiare il corso di molte vite.
Vite come quella di un’altra Alma, un’adolescente newyorkese che deve il proprio nome alla protagonista femminile della Storia dell’amore e che un giorno si metterà sulle tracce della donna che lo ha ispirato.





il mio pensiero

Il romanzo si apre presentandoci uno dei protagonisti, Leopold Gursky, ebreo polacco, ormai avanti negli anni, che vive in solitudine, se si fa eccezione per "l'amico Bruno".
Leopold è un uomo bizzarro, che ha le sue abitudini di persona sola, che ha passato la vita perdendo del continuo qualcosa o qualcuno di importante per poi cercare di recuperare ciò che aveva perduto, a causa di eventi più grandi di lui e non facilmente controllabili.

Ha perso l'amore della sua vita, Alma Mereminski, l'unica donna mai amata, da cui credeva di essere stato amato, ma che ha perso a causa della guerra e del nazismo.
Una donna nella quale lui però, senza esserne a conoscenza, ha lasciato un "segno": il figlio Isaac.
Isaac Moritz è l'unico figlio di Leopold e questi, nel tempo, lo rintraccerà e cercherà di essere presente, seppur in modo invisibile, senza farsi notare, nella sua vita, seguendolo passo passo, leggendo i suoi libri (Isaac è uno scrittore), "spiandolo", quasi per compensare il suo non essere stato fisicamente presente nella vita del figlio.

Ha perduto l'amico Zvi Litvinoff, che è emigrato in Cile e s'è sposato con una certa Rosa.

Ha perso, infine, il proprio romanzo "La storia dell'amore", un manoscritto che aveva dedicato all'amore della propria vita, Alma, convinto che esso non valesse un granchè (se non a livello personale) e che aveva "affidato" all'amico Zvi affinchè la guerra non lo disperdesse.

Un romanzo nel romanzo, "La storia dell'amore", in cui il lettore segue parallelamente la storia di un'altra Alma - Alma Singer -, molto più giovane d'età, che vive anche lei a New York e che, apparentemente e fino a un certo punto, non avrà niente a che fare con Gursky, Isaac e Alma Mereminski.

Eppure, il romanzo di Lepold la legherà al suo autore: il padre di Alma, infatti, acquisterà una copia del libro e da esso trarrà spunto per dar nome alla sua primogenita; non solo, ma sua madre ne farà una sorta di "oggetto di culto familiare" e, su richiesta di uno strano e misterioso signore, si ritroverà a tradurlo in un'altra lingua..., cosa che intreccerà varie esistenze, dando poi modo ad Alma Singer di capire chi è l'Alma cui è dedicato il romanzo e chi è il signore che ha chiesto alla sua mamma la traduzione del libro stesso.

Ma come mai il libro è stato pubblicato?
Leopold non l'ha mai portato da un editore, eppure La storia dell'amore è "in giro per il mondo", e non solo esso ma anche un altro libro di Gursky, anch'esso inspiegabilmente reso noto...

Il mistero sarà svelato nel corso della narrazione e svelerà al contempo anche la viltà di alcune persone che, pur non essendo per natura cattive, si faranno prendere la mano dal desiderio di "essere qualcun"o, rubando però le idee ad altri....

L'Autrice ci fa passare, con vivacità ma senza creare confusione, dall'esistenza grigia e sola di uno stanco Leopold, a quella fresca e giovane di Alma Singer, impegnata a ravvivare costantemente il ricordo dell'amato padre (perso prematuramente), a cercare di capire il bizzarro fratellino, chiamato Bird perchè ha il "vezzo" pericoloso di gettarsi dalle finestre, a flirtare con un amichetto russo e a indagare nell'animo imperscrutabile della mamma, per la quale lei vorrebbe semplicemente una vita felice.

I personaggi principali sono sufficientemente tratteggiati, così da provare tenerezza per l'anziano e sfortunato Leopold e simpatia per la vivace adolescente Alma, curiosa e intelligente.
La narrazione è attraversata da una diffusa vena malinconica, anche perchè i suoi personaggi sembrano continuamente alla ricerca di qualcosa, che si riassume in particolare con la ricerca dell'amore; l'amore come condivisione di sè rispetto agli altri, affinchè il proprio passaggio su questa vita non passi inosservato ed incolore, ma abbia un senso, uno scopo, e lasci un segno, che forse sfuggirà a qualcuno ma conterà per altri.

Una storia originale, raccontata con un certo sprint, con espressioni proprie del linguaggio parlato e quindi informale, con la presenza di simpatici intercalari (propri di Leopold: "e però", "E comunque"), una narrazione sempre in prima persona, che dona una doppia prospettiva narrativa, così da vedere la storia dell'amore da due punti di vista decisamente diversi, offrendo così slancio e ritmo alla narrazione stessa.

Un romanzo che si lascia apprezzare, con diversi passaggi belli e che fanno riflettere sulla natura umana, la sua ricerca incessante di bellezza e sensibilità.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz