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martedì 11 marzo 2014

Ricordando Frankenstein



L'11 marzo 1818 vide la sua primissima pubblicazione un romanzo horror che avrebbe dato vita ad uno dei personaggi fantastici e mostruosi più famosi di sempre: Frankenstein, o il moderno Prometeo (Frankenstein; or the modern Prometheus)romanzo scritto dall'inglese Mary Shelley, fra il 1816 e il 1817, all'età di 19 anni.

Tutto ha inizio .... in una notte buia e tempestosa?
Eh beh, praticamente sì!
mary
La sorellastra di Mary Shelley, Claire Clairmont, amante di lord Byron, convince i coniugi Shelley a seguirla a Ginevra. Il tempo piovoso costringe spesso tutti a star chiusi in albergo e quale modo migliore che impiegare il tempo libero leggendo storie di fantasmi ?
In particolare, Byron propone di comporre loro stessi una storia di fantasmi: tutti cominciano a scrivere, ma Mary non ebbe subito l'ispirazione.

Intanto le lunghe conversazioni degli uomini vertono sulla natura dei princìpi della vita, su Darwin, sul galvanismo, sulla possibilità di assemblare una creatura e infondere in essa la vita.
E qui trova terreno fertile l'immaginazione di Mary, ma anche il suo "incubo":

"Vedevo -a occhi chiusi ma con una percezione mentale acuta- il pallido studioso di arti profane inginocchiato accanto alla "cosa" che aveva messo insieme. Vedevo l'orrenda sagoma di un uomo sdraiato, e poi, all'entrata in funzione di qualche potente macchinario, lo vedevo mostrare segni di vita e muoversi di un movimento impacciato, quasi vitale. Una cosa terrificante, perché terrificante sarebbe stato il risultato di un qualsiasi tentativo umano di imitare lo stupendo meccanismo del Creatore del mondo."

Così Mary inizia il racconto, decisa a ricreare quel terrore che essa stessa ha provato nell'incubo: il successo dello scienziato nell'animare la creatura l'avrebbe terrorizzato ed egli sarebbe scappato dal suo lavoro, sperando che, abbandonato a se stesso, l'essere sarebbe morto; ma la creatura rimane sconcertata dalla sua solitudine e pretende una spiegazione....

In questo contesto nasce l'idea del mostro fabbricato in laboratorio e, giunti in Inghilterra, Mary e il marito, Percy Bysshe Shelley, proseguono nell'articolare meglio la storia.
Il romanzo gotico verrà pubblicato inizialmente in forma anonima

Il sottotitolo del romanzo, Il Prometeo moderno (The modern Prometheus), allude all'aspirazione degli scienziati di poter fare tecnicamente qualsiasi cosa. Vi sono due versioni della storia di Prometeo che Mary Shelley cerca di unificare:
  • il Prometeo della mitologia greca, un titano ribelle che ruba il fuoco dall'Olimpo per salvare l'umanità, da cui viene tratto il tema della ribellione contro il destino.
  • la rielaborazione romana della leggenda di Ovidio (dalle Metamorfosi), in cui Prometeo plasma gli esseri umani dalla creta.
Per quanto riguarda la figura dello scienziato creatore, Viktor Frankenstein, la Shelley si è ispirata a un tale Konrad Dippel, vissuto tra il 1673 e il 1734; di lui la scrittrice venne a conoscenza durante un viaggio del 1814 in Germania, assieme a Percy, visitando un castello vicino a Mannheim, noto come "Castello Frankenstein", dove Dippel era nato e dove furono loro narrate delle sulle storie riguardanti il misterioso Dippel. 
Pietista, osteggiò il cristianesimo in tutte le sue forme, soprattutto il luteranesimo, sostenendo invece la misticità spirituale. Fu inoltre chimico e scoprì l'olio di Dippel; ebbe una certa fama per le sue ricerche su come carpire il segreto dell'eternità e produrre oro partendo da materiali vili. 

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Sinossi

Al polo Nord, dall’equipaggio di una nave che è in procinto di circumnavigare il globo, su un lastrone di ghiaccio, viene ritrovato semi-assiderato il dottor Victor Frankenstein. 
L’uomo prima di morire racconta al suo capitano la sua tragica storia. 
Egli narra della sua infanzia felice e della sua macabra "opera" creatrice a partire dall'assemblaggio di parti di cadaveri, al fine di creare un essere superiore all'essere umano stesso. 
Purtroppo il suo esperimento riesce ma l’essere da lui creato è talmente ripugnante da incutere terrore nel suo stesso creatore, che lo scaccia dal suo laboratorio e dalla sua vita. 
Alla ricerca di un amore e di un rispetto che mai arriveranno, la creatura si ritrova sola e disprezzata e decide di vendicarsi del proprio inventore gettandolo nella sua stessa solitudine....
 

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz