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lunedì 27 ottobre 2014

Recensione: 'NESSUNO SI SALVA DA SOLO' di Margaret Mazzantini



Buona sera!!
Recensione "della buonanotte"!  :=)

NESSUNO SI SALVA DA SOLO
di Margaret Mazzantini


Ed. Mondadori

Trama

Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo.
Si ritrovano a cena, in un ristorante all'aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. 
Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. 
Sono ancora giovani – più di trenta, meno di quaranta, un'età in cui si può ricominciare. 
La loro carne è ancora calda e inquieta. 
Sognano la pace ma sono tentati dall'altro e dall'altrove. Dove hanno sbagliato? Non lo sanno. 
Cresciuti in un'epoca in cui tutto sembra già essere stato detto, si scambiano parole che non riescono a dare voce alle loro solitudini, alle loro urgenze, perché nate nelle acque confuse di un analfabetismo affettivo. 
Eppure parole capaci di bagliori improvvisi, che sanno toccare il nucleo ustionante dei ricordi, mettere in scena sul palcoscenico quieto di una sera d'estate il dramma senza tempo dell'amore e del disamore.


recensioni


Quanto può essere difficile mettere la parola fine a un matrimonio?
E se il matrimonio è già finito da un pezzo..., quanto può essere difficile dirselo?

Delia e Gaetano non stanno più insieme, ma sono "costretti" a vedersi per via dei figli, Cosmo e Nico, per cercare di far sentire loro, il meno possibile, gli effetti disastrosi che ogni separazione, all'interno di una famiglia, porta con sè.
Delia e Gaetano non si sopportano più e anche stare poco tempo a cena risulta una fatica immane, col risultato che ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo rischiano di diventare strumenti per farsi del male, per rinfacciarsi i torti che si son fatti reciprocamente, le incomprensioni, le debolezze, il non essere riusciti (o il non aver voluto?) a salvare il proprio matrimonio.
A salvare loro stessi dall'odio, dalla rabbia, dai risentimenti.

Mentre sono seduti l'uno di fronte all'altra, in un ristorantino di poche pretese, circondati da sconosciuti, a cercare di parlare ancora di loro, affiorano inevitabili i ricordi ed è tra un flashback e l'altro che conosciamo Delia e Gaetano, la loro storia d'amore, il matrimonio, ma anche il loro passato in famiglia, i rapporti non sempre equilibrati con i propri genitori.

Delia è attualmente una nutrizionista e ha un passato da anoressica, con tutto ciò che questa malattia comporta non solo sul fisico ma ancor più sulla psiche di una persona.
Una donna dome lei, con le sue fragilità, con un rapporto complesso col proprio corpo, è riuscita, nonostante tutto, a sviluppare un carattere forte, un'intelligenza acuta, una certa profondità nell'analizzare persone, sentimenti, situazioni; ciò non toglie che senta anche lei il bisogno di un uomo che le dia certezze, che sappia prendersi cura di lei, che la faccia sentire amata, protetta, che l'apprezzi, nonostante e anche per i suoi "difetti" fisici...
E Gaetano  (chiamato familiarmente Gae per tutto il libro) sembra quel tipo di uomo e la venerazione che ha per lei, quando la conosce, è sincera, come lo è il loro amore e la passione che li unisce.

Ma forse Gae non è quello che Delia si aspettava e desiderava per sè (e viceversa...) e le piccole e grandi difficoltà quotidiane metteranno a dura prova il loro rapporto, le loro certezze di coppia.

Sai qual è il problema? È che nessuno ha più il coraggio di fare la cosa più semplice, mettere a fuoco la propria vita. Quello che gli uomini hanno fatto da sempre come unica via possibile, lottando, rischiando tutto, a noi sembra una fatica inutile.

Quando, come, dove...  Delia e Gaetano hanno incominciato ad allontanarsi? A non sopportarsi più?

Tra i due, quella che sembra essere più critica è Delia, che, da un certo momento in poi (ma poi qual è questo momento? Ce n'è davvero uno solo, uno riconducibile ad un determinato giorno, ad una data situazione?)  guarda il marito con un certo disprezzo, come se non trovasse più in lui nulla di buono, nulla che possa essere degno di considerazione e rispetto.

Effettivamente, Gaetano è un uomo con le proprie immaturità, a volte poco attento e sensibile verso la moglie e i figli, non privo di atteggiamenti superficiali, concentrato sul proprio lavoro..
Un lavoro (scrive sceneggiature) che però non sempre gli dà le giuste soddisfazioni, col risultato che si accumulano inevitabili frustrazioni e nervosismo.

Gaetano sembra avvertire di essere lui l'anello debole, "l'imperfetto", quello che è sempre mancante, distratto...

Delia era una donna, potevi sentire la sostanza della sua persona profonda, potevi sentire quel rumore come del mare nelle grotte. Una che ti guarda e non ti lascia. Ti viene a salvare nel fondo dove ti sei impigliato. Ha un coltello in bocca, ti sgancia i pesi, taglia i lacci delle bombole. O muore lì sotto con te o tornate in superficie insieme.

Saltando dal presente (la cena) al passato, attraverso sprazzi di ricordi, entriamo nella vita e nell'intimità di questa coppia, ne vediamo le difficoltà nel comunicare, i silenzi sofferti, le parole rabbiose vomitate per ferirsi, i tentativi di "rattoppare" il loro rapporto per amore dei figli e la consapevolezza (che rende impotenti e infelici) di non poter comunque, e del tutto, evitare loro le conseguenze dei conflitti tra i genitori, le mancanze personali e come coppia, che creano un abisso sempre più profondo, difficile da colmare...

Le bastava che lui posasse storto un bicchiere per disprezzarlo.
Minuscole negligenze che avrebbe sopportato da chiunque senza nemmeno farci caso. Ma da lui no. Cosa pretendeva da lui?  Tutto. Semplicemente tutto. E questo era stato il vero sbaglio. Chiudersi in un solo amore e chiedergli tutto. Semplicemente perché di tutto hai bisogno.

Delia e Gaetano hanno, in fondo, un gran bisogno d'amore ma non sanno più darsene; il filo che li univa s'è spezzato per sempre e non c'è verso di riannodarlo?


Stasera lo sa. Le persone dovrebbero lasciarsi prima di arrivare a quel punto. Dove sono arrivati loro. Perché poi ti resta addosso troppo male. Invece non succede: si arriva fino in fondo (...) non bisognerebbe arrivare dove sono arrivati loro.
Ai primi sintomi bisogna andarsene, lasciare il campo. Tanto non va meglio, va peggio e peggio.
Invece la gente non lo sa. La gente spera e continua a stare male.
Ma nessuno sa quanto, solo chi l’ha vissuto sa quanto si sta male.

Con una scrittura lucida, onesta, essenziale eppure capace di far emergere stati d'animo, pensieri, tormenti, fragilità, e di farlo senza mezzi termini, quasi con spietatezza, la Mazzantini punta i riflettori sul microcosmo che è la coppia, con i suoi conflitti interni (uniti, spesso, a quelli personali, legati al proprio passato, che ci si porta dietro inevitabilmente), con le sue difficoltà a risolverli, la voglia di provarci e non buttare all'aria quello che c'è stato e, allo nelstesso tempo, la paura che non sia più possibile incollare i cocci rotti.
Che non ci sia più niente e nessuno da salvare.

Il romanzo si legge davvero con molta scorrevolezza, sia per la storia in sè (le vicende famigliari, bene o male, ci toccano tutti da vicino, seppure in modi diversi; è difficile che lascino indifferenti), sia per i personaggi (pochi, ma delineati in modo netto, con i quali ci si può immedesimare, perchè sufficientemente realistici), che per il ritmo molto veloce, dato dai tanti e vividi frammenti di ricordi e flashback presenti (e conseguenti cambi di scena).
Forse il finale non mi ha del tutto soddisfatta, nel senso che mi ha lasciata... un po' "incerta", con la sensazione che qualcosa sia rimasto "sospeso", quasi irrisolto, però nel complesso - e a parte questo - mi è piaciuto.

Curiosa di vedere il film, quando uscirà ^_-

E' stato il mio primo approccio a quest'Autrice contemporanea e certo non sarà l'ultimo, anzi, mi aspetta "Venuto al mondo"!

E voi, avete letto questo romanzo?


2 commenti:

  1. Questo non l'ho ancora letto.Ho letto "Non ti muovere"e "Venuto al mondo".La Mazzantini scrive benissimo,riesce a toccare tutte le corde dell'umano sentire con estrema naturalezza ed efficacia.Sono storie dure,restano impresse anche se il secondo ,per il tema trattato,mi ha lacerato l'anima.

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    1. io ho visto soltanto il film di non ti muovere, ma mi sono ripromessa di leggerlo!
      Venuto al mondo me l'hanno regalato qualche tempo fa e conto di leggerlo presto!
      condivido quanto dici sullo stile dell'autrice!
      ciao!! ;)))

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz