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venerdì 24 ottobre 2014

Un libro dal mio passato: 'ALICE I GIORNI DELLA DROGA'


Non so su di voi, ma su me i brani d'antologia studiati alle Scuole Medie hanno avuto un impatto importantissimo nell'alimentare l'amore per la lettura.
Ecco, uno dei libri che, sin da ragazzina, mi ero ripromessa di leggere (perchè v'era un brano su Antologia che mi aveva molto colpito) era "Alice i giorni della droga" (Go ask Alice).
Alice: i giorni della droga
su Feltrinelli

Alice (nome fittizio scelto dagli editori...) comincia a scrivere un diario e con uno stile sensibile e dettagliato, registra i suoi pensieri e le preoccupazioni circa la scuola, la dieta, la sessualità, l'accettazione sociale e la difficoltà di comunicazione coi suoi genitori.
Inizialmente è una ragazza tranquilla e i suoi problemi più "grandi" riguardano soprattutto il peso e un ragazzo che le piace da quando era piccola.

Successivamente suo padre, un professore universitario, accetta una cattedra in un’altra università che si trova in un’altra città, così tutta la famiglia si trasferisce in una nuova casa. 
La protagonista inizia così a frequentare una nuova scuola dove inizialmente si sente emarginata, ma fortunatamente trova un’amica di nome Beth. 
Arrivata l’estate, la ragazzina torna nella sua città natale andando in vacanza dai nonni e qui rincontra una vecchia compagna di scuola, Jill, la quale l’invita ad una festa.
La protagonista è molto contenta dell’invito perché Jill era una ragazza molto popolare nella sua vecchia scuola. A questa festa però la ragazza proverà, involontariamente e per la prima volta, l’LSD, che le verrà sciolto in una bibita durante un gioco in cui anche altri ragazzi prenderanno l’acido. La festa risulterà molto divertente e per la scrittrice sarà un “viaggio” piacevole.

Questo è solo l'inizio di tutta una serie di esperienze negative "al limite" che la ragazza vivrà e che la vedranno distruggersi a causa delle droghe cui si accosterà, tentando spesse volte di disintossicarsi e di "tornare a casa", provando così a riprendersi la propria vita.

Ce la farà Alice ad uscire dal brutto giro in cui è caduta, a causa delle cattive compagnie e di una certa dose di spericolatezza ed incoscienza?

La storia di Alice non può non infondere una gran tristezza e pietà, perchè sono davvero tanti i ragazzini che per gioco iniziano a fare l'esperienza della droga... trovandosi in un giro molto, troppo più grande di loro, dal quale uscire è davvero un'impresa difficilissima!!!

E' un libro-documento che, un po' per stile e di certo per tematica, ricorda "Noi, ragazzi dello zoo di Berlino", anche se circa "Alice" purtroppo non possiamo esser certi che si tratti di una persona vera, realmente esistita...

Vi basterà fare qualche ricerca in Internet per rendervene conto.
In teoria, il diario è una raccolta delle confessioni che un'adolescente anonima ha scritto in due suoi diari, poi riportati da una certa Beatrice Sparks, terapista mormone, che ha sempre dichiarato (ma mai suffragando le proprie dichiarazioni con delle prove) che Alice è realmente esistita e lei l'ha conosciuta...

Ma varie caratteristiche proprie della narrazione, del linguaggio, del personaggio stesso di Alice hanno fatto pensare a molti, col tempo, che si tratti in realtà di un libro scritto con il "semplice" intento di scoraggiare i giovanissimi ad avvicinarsi al mondo della droga.

Un falso, quindi? Una finzione con finalità educative?
Ma allora perchè non scrivere un manuale pedagogico?

La risposta forse non la sapremo mai, certo è che Alice col suo diario è stata l'artefice della mia decisione, illo tempore, di scrivere un diario personale, quindi una parte di me le sarà sempre "affezionata".

Questo libro l'ho letto molto tempo fa quindi questo post non si presenta come una recensione, ma come un modo per condividere il presente libro con voi lettori, chiedendovi se anche voi l'avete letto e cosa ne pensate.

2 commenti:

  1. Ho già letto altri libri sulle droghe in passato, ma questo mi ha colpita perché é scritto in modo molto personale, facendo sì che il lettore si immedesimi nella protagonista. Personalmente non penso che abbia più di tanta importanza se il diario é autentico o no, perché le situazioni descritte avvengono davvero nella realtà di chi vive esperienze simili. Purtroppo sono gli effetti della droga. Bisogna solo trarne un qualche insegnamento.

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  2. si son d'accordo.
    sarà sempre necessario parlare della droga e di ciò che comporta, e il fatto che questo diario possa essere un "falso" (che poi è solo un'ipotesi=) non sminuisce l'argomento trattato.
    e per me resterà una di quelle letture "del cuore"

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz