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mercoledì 3 dicembre 2014

Recensione "Oceano mare" di Alessandro Baricco



Il mio primo approccio ad Alessandro Baricco.


OCEANO MARE
di Alessandro Baricco


(foto dal cell)
Ed. Feltrinelli
224 pp
7.50 euro
2013


Presso la solitaria locanda Almayer, che si affaccia sul mare, alloggiano degli strani ospiti: uomini colti, riflessivi e dalle passioni bislacche, una donna bella e con una "strana malattia" da cui guarire, una ragazza dolce con la voce di velluto, bambini vivaci e curiosi, un prete che scrive poesie dai titoli lunghissimi...
E poi c'è lui, l'uomo del mistero che alloggia nella settima stanza. Chi sarà mai?

Davvero un posto strano, insomma, ma con la sua attrattiva inspiegabile.

O forse la spiegazione c'è e risiede nel vero e indiscusso protagonista della nostra storia: il mare.

Attorno al mare - con la sua maestosità, il suo non avere limiti, il suo essere tanto calmo e rassicurante quanto burrascoso e assassino, il suo carattere misterioso, affascinante, suggestivo... - ruotano i personaggi di Baricco, che dinanzi alla distesa infinita dell'oceano mare sentono di essere piccoli, inutili, fragili.

E se ci si sente così davanti al mare, quanto indifesi e piccoli ci si può sentire ritrovandosi sballottati nel suo ventre...?

"Il mare. Sembrava uno spettatore, perfino silenzioso, perfino complice. Sembrava cornice, scenario, fondale. Ora lo guardo e capisco: il mare era tutto. E' stato, fin dal primo momento, tutto. Lo vedo ballare intorno a me, sontuoso in una luce di ghiaccio, meraviglioso mostro infinito. C'era lui nelle mani che uccidevano, nei morti che morivano, c'era lui, la pazzia, lui era l'odio e la disperazione, era la pietà e la rinuncia, lui è questo sangue e questa carne, lui è questo orrore e questo splendore. Non c'è zattera, non ci sono uomini, non ci sono parole, sentimenti, gesti, niente. Non ci sono colpevoli  e innocenti, condannati e salvati. C'è solo il mare. Ogni cosa è diventata mare."

Lo sanno bene i 147 uomini  di una fregata della marina francese che naufragò molto tempo fa, in un oceano freddo e cupo.
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Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera e, tra essi, faremo la conoscenza in particolare di due personaggi: il dottor Savigny e il marinaio Thomas.
Due vite che si intrecceranno in modo indissolubile; l'uno cercherà di sfuggire all'altro, che invece lo seguirà ovunque, ossessivamente, perchè i due hanno un conto, molto salato e doloroso, in sospeso.

E' sul mare che si incontrano le vicende di questi bizzarri personaggi. 
Ci fa sorridere con simpatia il paziente e calmo professore Bartleboom, che cerca di stabilire dove finisce il mare e ogni altro fenomeno naturale, mentre aspetta di riconoscere la donna della sua vita; il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, la cara e dolce Elisewin e la bella Ann Deverià, che devono guarire dalle loro personali malattie...
Tutti individui soli, in cerca di se stessi, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare.

Un libro diviso in tre parti, attraversato da un'atmosfera surreale, a volte onirica, con uno stile che il più delle volte ti rapisce, ti incanta, ti arriva dentro, come una musica che non puoi fare a meno di ascoltare e dalla quale desideri essere avvolto; altre volte la scrittura di Baricco mi ha irritata, lo ammetto...
Ecco, le prime 20/30 pagine (e pure qualcosina di più) per me sono state incomprensibili: parole su parole, ripetizioni, proposizioni troppo lunghe, il salto da un personaggio all'altro... Fortunatamente non mi arrendo facilmente e sono andata avanti nella lettura...!
Però è uno stile particolare che mi ha mandato inizialmente un po' in confusione, anche se poi siamo entrati in confidenza e la lettura è stata più scorrevole.

Lo consiglio comunque, Baricco ha un modo di scrivere, di giocare con le parole e di creare mondi e personaggi che è particolare e affascinante. 

4 commenti:

  1. Ho letto questo libro anni fa e ricordo che mi era piaciuto molto... :) lo stile di Baricco è particolare, bisogna farci l'abitudine! :)

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    1. vero, sì, diciamo che l'ho apprezzato strada facendo, il primo impatto non è stato dei migliori.
      ma è un autore bravissimo!! ;))

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  2. Come hai potuto leggere dalla mia recensione questo libro mi è piaciuto molto, hai ragione sul fatto che il suo stile sia particolare ma, per me, questo aspetto è stato un punto a suo vantaggio.. avevo proprio bisogno di qualcosa di originale! ;)

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    1. si, anche a me è piaciuto, ma solo dopo aver superato l'ostacolo delle prime pagine :-P a volte capita che certi incipit non ti prendano molto, ma quando poi hai letto tutto il libro, sei contenta di averlo fatto
      ciao sara!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz