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venerdì 3 aprile 2015

Recensione: L'ASSASSINIO DI ROGER ACKROYD di Agatha Christie



Un giallo DOC terminato ieri, direttamente dalla penna della "signora del giallo"...

L'ASSASSINIO DI ROGER ACKROYD
di Agatha Christie


Ed. Mondadori

Qual è il luogo più indicato per un omicidio proprio perchè il meno probabile?
Sicuramente uno di quei paesini tranquilli, in cui non accade nulla di straordinario e dove la cosa più eccitante è spettegolare... Ma su che, poi?
Eppure, a King's Abbot, tipico paesino della campagna inglese dove la vita procede placida e senza scossoni, un giorno qualcosa succede. 

L'uomo più ricco del paese viene inspiegabilmente assassinato proprio quando stava per leggere una lettera che avrebbe fatto luce su un misterioso suicidio, avvenuto pochissimo tempo prima, cioè quello la signora Ferrars. 
Perché mai la bella signora Ferrarsi si è uccisa?
Tutti pensano che l'abbia fatto senza lasciare neanche un biglietto d'addio che spieghi i motivi del suo gesto, ma evidentemente non è così.
Roger Ackroyd, infatti, ha tra le mani una struggente lettera in cui la donna spiega perchè ha deciso di togliersi di mezzo, confessando il nome della persona responsabile di questo....

Ma proprio quando il mistero della confessione epistolare potrebbe essere svelato, ecco che qualcuno pugnala Roger in casa sua, sulla sua poltrona.
Un omicidio domestico, avvenuto in una sera pacifica come tante altre, prima delle 22, mentre in casa il resto dei suoi abitanti gironzola indisturbata, non immaginando che ci sia stato un assassinio nei paraggi.

Il delitto getta nello sgomento parenti e amici della vittima, e tutti coloro che erano in casa quella sera - domestici compresi - diventano probabili assassini.

Di chi è la mano che ha pugnalato il povero Roger? Chi aveva validi motivi per ucciderlo?

Forse la cognata, la signora Ackroyd, desiderosa di scoprire cosa riservasse per lei il testamento?
O la figlia di lei, Flora, mossa similmente da motivi economici?
Magari Ralph, il figliastro di Roger, che forse aveva qualche debito da coprire?
E poi ci sono gli amici, Raymond e il maggiore Blunt; ma cosa potevano avere contro il defunto?
E vogliamo parlare dei domestici?
Il maggiordomo, Parker, che ha sempre quell'aria da finto imperturbabile ma in realtà sembra fin troppo nervoso quando gli si fa una domanda; e le varie cameriere, anche loro fin troppo strane...

A raccontarci e condividere con noi dubbi e ipotesi è il dottore del paese che, un po' come il parroco o il barbiere, sa tutto di tutti: il dottor Sheppard, uomo tranquillo, razionale, le cui celluline grigie lavorano e macinano deduzioni e ragionamenti per risolvere il mistero della morte del suo amico Roger, che lui ha visto poco prima di morire.

Insieme a Sheppard seguiamo lo svolgersi delle indagini, portate avanti non solo dalla polizia ma anche (e soprattutto..., e menomale!) dall'immancabile fiuto dell'investigatore belga più curioso e intelligente dei romanzi gialli: Hercule Poirot, che pare sempre lì lì per abbandonare il proprio amato mestiere, salvo poi buttarsi a capofitto nell'indagine del momento.

Poirot si servirà di Sheppard - fedele segugio - per risolvere il caso e il lettore inevitabilmente si ritroverà davanti alla verità che "l'assassino non è sempre il maggiordomo!".

Non che non potesse avere anch'egli i suoi motivi, ma spesso la realtà è ben diversa da quella che appare a tutti ed anche le persone più insospettabili hanno qualcosa da nascondere.

Poirot, grande conoscitore dell'animo umano, lo sa molto bene e attraverso i suoi interrogatori e i suoi silenzi sempre pensati e opportuni, riuscirà a districare il groviglio di sospetti, ricostruendo moventi, azioni, tentativi di depistaggio.

Poirot è un gran personaggio, davvero ben costruito ed efficace: sa essere delicato e discreto nelle sue ricerche quanto duro e iracondo se capisce che il suo interlocutore si ostina stupidamente a mentirgli; non è mai impulsivo, ma ama fermarsi a riflettere, a meditare, a ipotizzare, a ricostruire la scena del delitto anche mettendo su un teatrino con i diretti interessati.
La Christie utilizza sempre lo stesso espediente, presente nella maggior parte dei suoi gialli (o forse tutti, non so, non ne ho letti moltissimi): raccoglie i presunti colpevoli in un luogo chiuso, circoscritto, così che il cerchio dei sospettati sia abbastanza ristretto; allo stesso tempo, man mano che le pagine scorrono, l'Autrice - attraverso il suo investigatore belga, acuto e paziente, oltre buffo e simpatico - è capace di farci scartare via via ogni singolo personaggio, così da arrivare a chiederci: E quindi..., se non è lui/lei, allora chi è l'assassino di Roger Ackroyd? 
Eh sì, perchè arriva un momento della storia in cui apparentemente tutti paiono avere l'alibi giusto e nessun movente idoneo..., ma di certo non può essere così.
In casa loro c'erano..., tra essi di certo si nasconde il colpevole,  anche se quella finestra del luogo del delitto misteriosamente aperta fa pensare...

Nulla è come sembra e come si prospetta inizialmente, e Sheppard proverà ad aiutare Poirot nella risoluzione del caso come meglio può.
Certo, il nostro placido dottore non sembra possedere le medesime capacità intuitive del caro Hercule, nè tantomeno l'irrefrenabile curiosità della propria pettegola sorella Caroline (che vive in casa con lui e che è sempre ben informata su tutto e tutti...), ma anche lui avrà la sua piccola parte in questa misteriosa storia...

La Christie è sempre molto piacevole da leggere, ti sembra di stare sul set di un film di qualche anno fa e insieme ai personaggi desideri arrivare alla soluzione del fattaccio...; magari qualche dubbio sul colpevole viene, anche se poi l'Autrice cerca di convincerti che ti stai sbagliando, fino ad arrivare a un epilogo che è un perfetto colpo di scena.

Sicuramente consigliato agli amanti del genere.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz