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sabato 29 agosto 2015

Recensione: I SEGRETI DI CAVENDON HALL di Barbara Taylor Bradford



Una lettura romantica che ruota attorno alle vicende di due famiglie strettamente intrecciate tra loro.

I SEGRETI DI CAVENDON HALL
di Barbara Taylor Bradford


Ed. Sperling&Kupfer
408 pp
18,90 euro
trad. S. Mohamed
2015
Siamo nel 1913, nelle meravigliose valli dello Yorkshire, e l'Autrice non perde tempo ma ci fa conoscere subito quelli che sono i protagonisti delle vicende che andremo a leggere: l'aristocratica famiglia degli Ingham, che possiede da generazioni un'imponente e maestosa dimora, Cavendon Hall.

Nella residenza del sesto conte di Mowbray, Charley Ingham, e della contessa, sua moglie Felicity, oltre ai sei figli, vivono gli Swann, da secoli loro fedeli servitori.
Gli Ingham figli sono Guy e Miles, che studiano fuori, e le quattro sorelle - chiamate affettuosamente dalla servitù "le quattro Dee" - Diedre (la maggiore, un po' snob e sempre scontenta), Daphne (l'angelo della famiglia, bellissima, gentile, buona), DeLacy (una 13enne che ogni tanto combina qualche pasticcio) e la piccola di casa, Dulcie, tanto affettuosa quanto capricciosa ed imprevedibile.

Gli Ingham hanno al loro servizio i Swann ormai da generazioni e questi ultimi sono fedelissimi ai loro padroni; sin dalle prime pagine, l'Autrice non ci lascia alcun dubbio sulla natura di questo rapporto che è sì di dipendenza, ma è pure contrassegnato da assoluta fiducia reciproca, stima, rispettosa amicizia e affetto incondizionato.
Se c'è un problema, gli Ingham non hanno nessun dubbio su chi rivolgersi per cercare conforto e aiuto: gli Swann, nella fattispecie, in particolare, la matriarca Charlotte -che è stata anche assistente del quinto conte di Mowbray - e tutta la folta schiera dei suoi parenti, gran lavoratori, tra cui spiccano Walter ed Alice, che hanno due figli, Harry e Cecily.

Cecily è grande amica di DeLacy, ma in generale tutti hanno un buon rapporto con tutti, se non si dessero del lei quasi non ti accorgi che sono servi e padroni.

Giorno dopo giorno la vita trascorre tra grandi feste e balli, e Lady Daphne Ingham, la più bella delle quattro figlie del conte, si sta preparando per essere presentata a Corte e trovare marito nell'alta società.
La sicura speranza dei genitori è quella di maritarla ad un duca, e meravigliosa (e nel corpo e nell'animo) com'è non sarà difficile che un giovanotto aristocratico e fine si innamori di lei.
Ma l'innocenza della pura e buona Daphne viene violata da un bruto... e questo fatto (non privo di problematiche conseguenze) rischia di mettere in serio pericolo il futuro roseo della bella 17enne, oltre che buttare una macchia infamante sul buon nome degli Ingham.
La fanciulla, disperata, sa a chi deve affidare le proprie pene, prima ancora che ai genitori: alle donne Swann, ovviamente, che sapranno consigliarla, supportarla e aiutarla a dire il suo segreto ai comprensivi genitori, cercando insieme a loro una soluzione che eviti pettegolezzi e scandali.

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Ma il destino di Daphe evidentemente non è così buio come si profila e all'orizzonte sta per arrivare un uomo tanto affascinante quanto buono, che potrebbe costituire la chiave per risolvere ogni problema...

Molta parte del romanzo gira attorno a Daphne, al suo segreto e agli eventi a lei favorevoli perchè tutto possa prendere una piega giusta.

Ma anche gli altri personaggi non sono meno importanti: c'è la bella e talentuosa Cecily che ha le mani d'oro e con ago e filo compie miracoli; il pensiero dei suoi familiari è che sfrutti al meglio questa virtù e non resti per sempre a Cavendon Hall, che ok, sarà pure un angolo di paradiso, ma... quando una donna Swann è troppo vicina ad un maschio Ingham (come lo è lei al giovanissimo Miles).. e beh, qualche incendio rischia di scoppiare...!

E poi ricordiamo che sono gli anni in cui si cominciano a udire i "rumori della guerra", ed infatti approdiamo nel 1917 in pieno conflitto mondiale, il che non può non obnubilare la felicità degli abitanti della imponente villa.

E' un romanzo che punta tutto su queste due famiglie, sul patto che lega per l'eternità i Swann ai loro  amati Ingham, ai quali devono lealtà assoluta; non per nulla, il loro motto è "La lealtà mi vincola", e finchè c'è anche un solo Swann nei paraggi, ogni singolo Ingham sa bene che da lui riceverà sempre aiuto e protezione, perchè ai suoi devoti servi non manca la saggezza per cercare la soluzione ad  ogni piccolo grande inconveniente che la vita pone davanti.

Prima che venga la guerra con i suoi nuvoloni drammatici ad oscurare la vita a Cavendon, l'argomento principale delle donne ruota unicamente attorno ai vestiti da mettere per i balli, per le  cene danzanti e gli incontri a corte.
Questo rende il mondo disegnato dall'Autrice eccessivamente patinato, come chiuso in una campana di vetro, avulso dalla realtà, in cui la gente è tutta e totalmente gentile, piena di buone maniere, amorevole, fedele; non si grida a Cavendon, non si risponde male ai servi, alla moglie, al marito, ai figli, ai genitori; non c'è ombra di cattiveria tra quelle mura e se vi arriva è perchè si è introdotta da fuori.



La beltà di Daphne è elogiata e osannata così spesso e così tanto da avere difficoltà a immaginare che si tratti di una  bellezza terrena (non sarà forse di un altro mondo??).

Di certo, questo romanzo è l'inizio di una saga familiare interessante, si procede nella lettura a un ritmo molto spedito, perchè lo stile è scorrevole, essenziale pur non essendo avaro di dettagli su luoghi e persone; e come  in ogni famiglia che si rispetti anche qui non mancano i segreti, gli intrighi..., ma evidentemente in questo libro non è che ce ne siano tantissimi e di intriganti, forse perchè è il primo di una serie, e lo stesso finale è "sospeso", lasciando la voglia di sapere altro sulle vicende di queste due famiglia legate tra loro da un filo di sentimenti che tanto spesso esulano dai normali rapporti di lavoro per intrecciarsi in modi ben più profondi.

Nel complesso, è un romance molto gradevole, scritto (e tradotto) bene, costruito attorno a personaggi che però mancano un po' di realismo, in quanto troppo perfetti, collocati nel loro piccolo mondo dorato in cui si aspettano sempre e solo di essere felici.
Magari avremo modo di vederli evolvere meglio nei successivi libri, chissà!
Per adesso, consiglio I segreti di Cavendon Hall in particolare a chi ricerca le saghe familiari, ambientate nei primi del Novecento con risvolti decisamente romantici.

2 commenti:

  1. Lo iniziai a leggere ma l'inizio non mi ha preso e lo accantonai magari lo riprovo successivamente magari in cartaceo :)

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    1. si, diciamo che è carino ma non coinvolgentisismo ^_-

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz