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giovedì 24 settembre 2015

Recensione: L'UOMO CHE SCAMBIO' SUA MOGLIE PER UN CAPPELLO di Oliver Sacks



Una lettura interessante, forse più impegnativa del solito, ma di certo molto molto istruttiva ed affascinante.


L'UOMO CHE SCAMBIO' SUA MOGLIE PER UN CAPPELLO
di Oliver Sacks


Ed. Adelphi
2001
Il dottor Sacks è stato un neurologo molto famoso, morto di recente, e in questo libro - pubblicato per la prima volta nel 1985 - egli ci illustra molto casi particolari con cui ha avuto a che fare.

Il primo caso presentato, che dà il nome al libro è quello del dottor P., affetto da agnosia visiva...:

 "un uomo che ha completamente perduto (anche se solo nella sfera visiva) l’emozionale, il concreto, il personale, il «reale»... ed è stato ridotto, per così dire, all’astratto e al categoriale, con conseguenze particolarmente assurde."

La storia di P. è la prova evidente che

"i processi mentali, che costituiscono il nostro essere e la nostra vita, non sono soltanto astratti e meccanici, sono anche personali; e in quanto tali implicano non solo la classificazione e l’ordinamento in categorie, ma anche una continua attività di giudizio e di sentimento. Se ciò va perduto, finiamo, come il dottor P., per assomigliare a degli elaboratori. Allo stesso modo, se cancelliamo il giudizio e il sentimento, l’elemento personale, dalle scienze cognitiviste, le riduciamo a qualcosa di carente, come il dottor P., e insieme riduciamo il nostro apprendimento del concreto e del reale." 

E poi c'è il paziente Jimmy, con un problema di memoria, o meglio una perdita della memoria recente, per cui dimenticava qualunque cosa gli venisse detta, mostrata o fatta.
Praticamente è un uomo senza passato (e senza futuro), bloccato in un attimo sempre diverso e privo di senso.

O ancora Christina, che aveva perso ogni propriocezione (capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio); non aveva controllo e consapevolezza dei propri muscoli, dei tendini, delle articolazioni, della temperatura; aveva perso il senso della posizione ed è come se il suo corpo fosse cieco; riusciva a muoversi solo guardando le parti del proprio corpo, come per riappropriarsene.

E poi ci vengono illustrati altri casi di pazienti che, ad es., non sentono come proprie certe parti del corpo, altri che percepiscono l'arto pur non avendolo più (arti fantasmi), o che non percepiscono più ciò che c'è a destra o a sinistra del proprio corpo.

Nella seconda parte del libro Sack ci espone casi di allucinazioni o sogni epilettici  non frutto di fantasie, bensì riconducibili a ricordi precisi e vividi, accompagnati dalle stesse emozioni che avevano accompagnato l’esperienza originaria.
Ancora, viene narrata l'esperienza di Sack con pazienti "ritardati", o i semplici, come li chiama lui, e che - a dispetto degli scarsi risultati nei test d'intelligenza e neurologici - nascondo anch'essi delle potenzialità, in particolare di tipo narrativo, simbolico, emozionale, e relazionarsi con loro ha arricchito il dottore soprattutto dal punto di vista umano, oltre che a livello di conoscenza..

La descrizione dei casi, per quanto precisa e non priva di termini tecnici, risulta comunque facilmente leggibile e molto accessibile, così che il lettore non ha l'impressione di trovarsi dinanzi ad un semplice manuale di neurologia.

Tra le considerazioni che ho potuto trarne, ce ne sono alcune che voglio condividere con voi:

  • La memoria del proprio passato, di ciò che si è stati e si è vissuto, è fondamentale per dare significato al presente e una direzione al futuro. Cos'è l'uomo senza la memoria?
  • Ogni uomo, anche quello affetto da deficit-handicap gravi (fisici, neurologici...), è in grado - se supportato adeguatamente - di compensare determinate mancanze, mettendo in moto risorse psicofisiche incredibili; è il caso, ad es., di molti soggetti autistici, che nonostante evidenti e gravi ritardi, mostrano incredibili "isole di abilità" in cui eccellono (ad es. nella musica, nel disegno).
  • Sacks ha dedicato tempo e sforzi alla ricerca ma soprattutto alle persone affette da queste malattie particolari, di cui la letteratura scientifica non diceva nulla a quel tempo, mostrando loro compassione, empatia, solidarietà, desiderando andare oltre la fisicità della malattia, della semplice e nuda "categorizzazione" da manuale, per darle una connotazione umana, meno scientifica e più "romantica".

E' un libro che consiglio e può piacere in particolare a quanti sono appassionati da tutto ciò che ha a che fare col cervello, con le le patologia che legano in modo inscindibile il corpo e la psiche.

2 commenti:

  1. Non conoscevo questo libro, l'argomento mi affascina molto quindi mi appunto il titolo. Grazie per averlo segnalato!

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    1. direi che l'argomento è davvero affascinante, sì!! :)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz