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giovedì 15 ottobre 2015

Il libri che hanno ispirato il film "Everest", con Jake Gyllenhall e Josh Brolin



Buongiorno, cari lettori e amici!

Vi piace andare al cinema?
Io non ci vado molto spesso (non quanto vorrei!), ma quando vado è perchè ho le idee abbastanza chiare su cosa voglio guardare (tipo, settimana prossima non si scappa con Io che amo solo te).
E uno dei "criteri" che mi guidano nella scelta del film, è sicuramente il fatto che siano tratti o ispirati a dei libri.

Se vi piacciono, non solo i libri, ma anche i film avventurosi, approfittatene, perché al cinema credo sia ancora in programmazione (DOVE) un film basato su fatti realmente accaduti:

EVEREST

TRAILER


Film d'apertura del Festival di Venezia 2015, presentato Fuori Concorso.

REGIA: Baltasar Kormákur
SCENEGGIATURA: Mark Medoff, Simon Beaufoy
ATTORI: Jake Gyllenhaal, Josh Brolin, John Hawkes, Jason Clarke, Robin Wright, Michael Kelly, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson

Ispirato da una serie di incredibili eventi accaduti durante una pericolosa spedizione volta a raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo, EVEREST documenta le avversità del viaggio di due diverse spedizioni sfidate oltre i loro limiti da una delle più feroci tempeste di neve mai affrontate dall'uomo. Il loro coraggio sarà messo a dura prova dal più crudele dei quattro elementi, gli scalatori dovranno fronteggiare ostacoli al limite dell'impossibile come l'ossessione di una vita intera che si trasforma in una lotta mozzafiato per la sopravvivenza.

La pellicola narra la disastrosa spedizione sull'Everest avvenuta nel 1996, raccontata nel saggio Aria sottile (Into Thin Air), scritto nel 1997 da Jon Krakauer; si ispira anche a "A un soffio dalla fine" di Beck Weather.



A UN SOFFIO DALLA FINE
di Beck Weather, 
S.G. Michaud


Ed. Corbaccio
252 pp
18 euro

Nel maggio 1996 Beck Weathers si trova con altri alpinisti sotto la vetta dell’Everest, quando sulla montagna si scatena una terribile tormenta di neve. 
Nove sono le vittime di questa immane tragedia raccontata da Jon Krakauer in Aria sottile, ma a una di esse, Beck Weathers, viene data una seconda chance. 
Arrivato in condizioni disperate al campo base, cieco, ricoperto interamente di ghiaccio, viene abbandonato dai suoi compagni che a loro volta tentano di mettersi in salvo. 
Solo la moglie non si arrende a quello che appare un destino segnato, e organizza una rischiosissima missione di salvataggio… 
A un soffio dalla fine, ripubblicato con una nuova prefazione dell’autore a quindici anni dalla prima edizione, non è solo la storia incredibile di una spedizione drammatica, in cui morirono otto uomini, ma è anche la testimonianza emozionante e commovente di un sopravvissuto che ha saputo vedere la realtà che lo circonda, la famiglia, gli amici, la vita di tutti i giorni, con occhi nuovi.




ARIA SOTTILE
di Jon Krauser


Ed. Corbaccio
tra. L. Perria
352 pp
19.90 euro
Dall'autore di «Nelle terre estreme» un bestseller che è un classico indiscusso della letteratura di montagna.

Quando nel maggio del 1996 Krakauer fu inviato dalla prestigiosa rivista Outside a partecipare a una spedizione sull’Everest per scrivere un articolo sulla proliferazione delle scalate a pagamento condotte da guide professioniste, sembrò il logico coronamento di una carriera che era riuscita a combinare le sue due passioni: l’alpinismo e la scrittura. 
Il 10 maggio, però, una tempesta colse di sorpresa le quattro spedizioni che si trovavano sulla cima. 
Alla fine della giornata nove alpinisti erano morti, incluse due delle migliori guide. 
Krakauer è tra i fortunati che sono riusciti a ridiscendere «la Montagna». 
Aria sottile è molto più che la cronaca di quella tragedia; oltre ad offrire un punto di vista privilegiato – quello della prima persona – su una vicenda che a distanza di quasi vent’anni fa ancora discutere, offre soprattutto un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota e una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare.
Krakauer descrive in modo indimenticabile la fatica di esistere e ancor più di muoversi a 8000 metri. 
È un acuto esaminatore dell’ascetismo masochistico che spinge gli alpinisti; sa che per voler salire sull’Everest bisogna avere una buona dose di follia. 
La sua storia contiene quella che deve essere l’essenza dell’inferno: l’infinita capacità delle cose di divenire peggiori di quello che temi. Grazie alla sua straordinaria capacità narrativa che rende vivido il racconto di ogni passo sulla montagna e alla feroce critica delle decisioni prese lassù quel 10 maggio, Krakauer ha scritto un bestseller che è diventato ormai il classico indiscusso della letteratura di montagna.

L'autore.
Jon Krakauer è nato nel 1954 ed è cresciuto nell’Oregon, dove suo padre e i suoi amici, tutti famosi alpinisti, fecero sorgere in lui la passione per la montagna. Poco più che ventenne ha compiuto imprese degne di nota nell’ambito dell’alpinismo nordamericano e ha scalato la parete est del Cerro Torre sulle Ande della Patagonia. Dal 1983 si dedica alla scrittura a tempo pieno. Oltre ad «Aria sottile», bestseller internazionale tradotto in moltissime lingue, Corbaccio ha pubblicato «Il silenzio del vento», «In nome del cielo», «Dove gli uomini diventano eroi» (anche in edizione TEA) e «Nelle terre estreme» da cui è stato tratto il film Into the Wild scritto e diretto da Sean Penn.

2 commenti:

  1. Non ho ancora visto "Everest" ma lo farò a breve, adoro le interpretazioni di Jake Gyllenhaal quindi anche se non è proprio tra i generi che preferisco lo guarderò ugualmente!!

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    1. ecco, infatti, non è neppure il mio genere, però ha un cast molto interessante!!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz