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mercoledì 21 ottobre 2015

Recensione film: SUBURRA di Stefano Sollima



Serata da cinema ieri sera con Suburra.

SUBURRA


TRAILER
Regia: Stefano Sollima
Sceneggiatura: Sandro PetragliaStefano Rulli

Cast: Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Giulia Elettra Gorietti, Greta Scarano.

Adattamento cinematografico dell'omonimo libro di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo. Un film su Roma e il Potere. Roma vive di tre poteri - politico, religioso, criminale - che coinvolgono e stritolano persone innocenti con risultati stupefacenti. Il film racconta sette giorni che precedono il crollo di un'era della Repubblica, alla vigilia di una legge da far approvare, ed è essenziale la figura del personaggio di Samurai, l'ultimo della banda della Magliana.

Le losche vicende narrate in Suburra coprono un arco di pochi giorni, dal 5 al 12 novembre, il giorno dell'Apocalisse (caduta del Governo).
Sono anche i giorni in cui il papa Ratzinger sta per dare le dimissioni.
Insomma, è un momento difficile per il Vaticano, ma lo è anche per il mondo politico e finanziario della Caput Mundi.
Un mondo governato da fili invisibili eppure fin troppo spessi, in grado di muovere a proprio piacimento la politica e tutto ciò che vi è annesso.
E così si incrociano diverse vite e storie: l'onorevole parlamentare Malgradi (P. Favino), che ha le mani in pasta dove non dovrebbe, il che fa di lui una persona "che conta" ma anche un soggetto facilmente ricattabile dai criminali con cui si mette in affari.

Certo, in qualche modo ha la protezione del boss per eccellenza, il Samurai (C. Amendola), ma quando ci si infila in certi brutti giri è davvero difficile uscirne totalmente illesi.
Tra i tanti, Malgradi ha un brutto vizio (del resto, non è il solo nel suo ambiente): gli piace trascorrere le serate con le escort, a suon di festini, sesso e droga.
Tutto va bene, la discrezione fa da padrone, la sua escort preferita - Sabrina (G.E. Gorietti) - lo soddisfa come vuole, finchè una notte non ci scappa il morto, anzi la morta: una minorenne, che muore proprio durante una di queste serate.

E poi c'è Sebastiano (E. Germano), nella cui villa avvengono feste notturne cui partecipano uomini importanti, e che si ritrova suo malgrado coinvolto in una brutta faccenda di debiti.
Debiti che devono essere pagati ai creditori - degli zingari, capeggiati dal criminale Manfredi (ben integrato a Roma e nei suoi "biechi ingranaggi"....), spietato e feroce, che non fa sconti a nessuno.

Storie che si intrecciano quindi, e che vedono protagonisti politici corrotti, i cui voti è facile comprare con promesse di un certo tipo; escort che si ritrovano in fattacci più grandi di loro; ambigui religiosi invischiati pur'essi in questioni davvero poco nobili e sante; giovanotti sciagurati ma neanche tanto cattivi che mai avrebbero creduto di essere coinvolti in crimini terribili; capi di clan malavitosi impegnati a mantenere alti gli affari e a metter pace, lì dove nascono baruffe serie e pericolose a causa dei colpi di testa di qualche delinquentello di quartiere che vuol fare il capo a tutti i costi...

Insomma, quella di Sollima in Suburra è una brutta e triste realtà, che però è la stessa che purtroppo... c'è davvero.
Fa una gran tristezza pensare che il quadro di una certa fetta di politici è fin troppo realistico; fa tristezza pensare che la ricerca senza regole e freni di guadagni facili e fama richieda un prezzo davvero tanto alto - in termini di moralità, di rispetto per se stessi, di libertà.... - e che alla fine renda più schiavi di quanto renda ricchi e potenti.

Lasciatemi la riflessione banale e forse patetica: che schiavitù essere delinquenti. C'è sempre da guardarsi le spalle perchè può succedere che a fot**** è proprio l'ultima persona da cui te lo saresti mai aspettato; del resto, in questo film tutti tradiscono tutti e con una buona minaccia viene fuori "il nome" del tizio di turno cui fare un bel "servizio".


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Recitato praticamente tutto in dialetto romano da attori romani Doc, veraci e "nella parte", Suburra ci dà un quadro realistico, crudo, drammatico, forte, senza peli sulla lingua e senza retorica, senza addolcire nulla... di quella che è una certa parte della Roma ricca ma anche "sporca", popolata da personaggi in giacca e cravatta, le cui mani sono apparentemente pulite perchè tanto a fare il lavoro disonesto è la criminalità organizzata.
Quella criminalità che fa "piccoli" favori per poi richiederti in cambio dieci volte tanto.

Omicidi efferati, ricatti, tradimenti, paura di essere fregati da un momento all'altro, la necessità di fare le scarpe al nemico prima che sia troppo tardi: il mondo di Suburra ti fagocita a colpi di pistola, urla, botte e non ti dà neanche l'ombra di un'àncora di salvezza, a differenza di Romanzo Criminale (in cui c'è l'ispettore che dà la caccia al cattivo) e più similmente a Gomorra, con cui ha in comune proprio l'assenza assoluta di una qualche forma di "bene", di giustizia, in più in Suburra a dominare è la corruzione in ambito istituzionale, lì dove ci aspetteremmo (?!?) di trovare i servitori dello Stato ed invece ci ritroviamo gente che, arrivata a certe vette, ormai si crede intoccabile e onnipotente.

Se vi piace il genere, ve lo consiglio, Sollima secondo me è sempre efficace e bravissimo a presentarci certe facce della nostra realtà contemporanea in modo nudo e crudo.



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2 commenti:

  1. Ho in programma di vederlo questo fine settimana, salvo imprevisti :P

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz