PAGINE

venerdì 11 marzo 2016

Recensione: GUERRA, DOLORE, AMORE di Assunta Facchini



Buon pomeriggio, cari lettori!
In questi momenti desidero condividere con voi il mio parere su un libro che racchiude in sè elementi di filosofia, religione, storia, che rendono profondo lo sfondo delle vicende narrate, molte delle quali fanno riferimento a persone realmente esisitite e a fatti realmente accaduti.


GUERRA, DOLORE, AMORE
di Assunta Facchini


Editrice Malatesta
Il protagonista di questo romanzo è Andrea, un giovanotto che si trova a vivere la propria giovinezza nei difficili anni della Seconda Guerra Mondiale.
E ' il 1940 e Andrea è prossimo alla maturità; a scuola i suoi insegnanti non fanno che inoculare nella mente dei ragazzi le ideologie fasciste, che inneggiano alla purezza del popolo italiano e a un insano patriottismo, alla guerra, a Mussolini.

Andrea, come tanti coetanei, aderisce con ingenuo entusiasmo all'esaltante dottrina e alla propaganda fascista, e questa "fede" diventa per lui qualcosa di totalizzante, che non solo porta il giovane ad essere particolarmente euforico ma anche a non dare importanza alle cose tipiche della sua età, come l’amore.
Pur provando attrazione per la bella amica Silvia, non riesce infatti a creare alcun vero legame con lei, anche perché ben presto decide di partire come volontario in guerra, contro il volere dei genitori.

Viene gravemente ferito durante una battaglia e soccorso da brava gente che si prende cura di lui e delle sue ferite; conosce padre Venanzio, che amorevolmente lo conduce con sé presso il Monastero di San Matteo, sul Gargano, e lì Andrea trascorre ben nove mesi, durante i quali avrà modo di recuperare le forze fisiche ma soprattutto di riflettere sulla propria vita.

Le lunghe ed edificanti conversazioni con i frati francescani (in particolare, padre Venanzio e padre Anselmo), il contatto con le dolorose esperienze di altre persone, come lui, vittime di questo terribile conflitto, lo stare in mezzo alla natura e il tempo per meditare e pensare al passato, immaginando il futuro, fanno sì che in Andrea si inneschi la scintilla di una crisi esistenziale, molto profonda, che lo porterà a un lungo periodo di confusione spirituale.

Crisi e confusione che cresceranno quando, tornando nel proprio paese natio, lo troverà ormai coperto di macerie, devastato dai bombardamenti, e ritroverà la famiglia e parte degli amici ormai in condizioni di grave disagio.

Guardarsi attorno e non vedere altro che miseria, fame, morte, disperazione, solitudine… è qualcosa di inaccettabile per lo spirito sensibile ma profondamente turbato e provato di Andrea.

Il giovane cerca di tornare a vivere, di soffocare i sensi di colpa per aver un tempo aderito a quelle ideologie che hanno portato allo sfacelo di un Paese, di sforzarsi si guardare al futuro con fiducia, col desiderio di ricostruire, di essere di aiuto e consolazione per i genitori, per gli amici rimasti, per chiunque incontri.

Ma non è facile, perché purtroppo la vita non smette di lanciare i suoi dardi infuocati, di colpire al cuore il povero Andrea, che proprio quando sentirà che uno spiraglio di luce si è aperto per lui, per donargli speranza e amore nella persona della dolce e giovane Elena, ecco che ancora il dolore si abbatte sul suo cammino.

Il senso di impotenza dinanzi alle sofferenze, alle ingiustizie di un’esistenza che non fa sconti a nessuno e che mette alla prova ogni uomo, lo abbatte, lo fa sentire prostrato e depresso, tanto da arrivare a covare dentro di sé odio, vendetta, rancore verso tutto ciò che può essere ritenuto responsabile di tanto strazio a danno di vittime innocenti.

Arriva a prendersela anche con Dio, anzi, forse soprattutto con Lui, e più riflette sulla bontà di Dio e più si sente smarrito al cospetto della crudeltà che si annida nel cuore degli uomini, fatti a Sua immagine e somiglianza.

I dubbi e i tormenti di Andrea sono quelli di milioni di uomini nel corso della storia: se Dio esiste ed è Amore, Bontà, Perdono…, come possono coesistere le guerre, la morte, le ingiustizie, la malvagità? Perchè Dio non interviene per spazzare via il Male e per far trionfare il Bene?

Le difficili prove cui la vita lo sottopone nell’arco di poco tempo saranno la spinta per interrogarsi, per scavare dentro se stesso e cercare di tirar fuori il buono che c’è in lui, la voglia di far pace con Dio, di affidarsi a Lui, di lasciarsi inondare dal Suo Amore e dalla sua grazia, le sole “armi” necessarie per affrontare la vita, con tutto il suo carico di dolore e amarezza.

Come dicevo, è un romanzo che a tratti è storico e in altri passaggi è denso di riflessioni filosofiche, esistenzialiste e spirituali (cristiane), in particolare il tema fondamentale è la copresenza del Bene e del Male nel mondo; sono tante le riflessioni su Dio e su come Egli intervenga nell’esistenza umana, sulla fede quale àncora di salvezza in un mondo costellato di dolori e miserie.

Viene citato Padre Pio, che il protagonista incontra e che resterà una figura miliare nella sua “rinascita” spirituale; Andrea trascorrerà diverso tempo in zone a me familiari, quali il convento di San Matteo e il Gargano in generale.

Una lettura interessante, piena di buoni sentimenti, dalle vicende drammatiche, dove la religione e la fede cristiana hanno un loro grande peso.

Nessun commento:

Posta un commento

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz