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mercoledì 22 giugno 2016

Anteprima Sonzogno: LA VALLE DELLE BAMBOLE di Jacqueline Susann (dal 30 giugno)



Buongiorno cari lettori!
Iniziamo la giornata con un'anteprima che spero catturi il vostro interesse, come ha fatto con me: si tratta della ripubblicazione di un classico della cultura pop, che la Sonzogno, nella collana Bittersweet, ripropone a distanza di cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione.

LA VALLE DELLE BAMBOLE
di Jacqueline Susann


Sonzogno Editori
Collana Bittersweet
Trad. Mariapaola Dèttore
Postfazione di Irene Bignardi
ISBN 978-88-454-2622-3
pp. 528
€ 19.00
In libreria 
dal 30 giugno 2016
«Il libro scandalo che cinquant’anni fa scosse l’America, ebbe un colossale successo, e aprì la strada a Sex and the City e Mad Men»  (Irene Bignardi)

«Gli anni Sessanta verranno ricordati per Andy Warhol, i Beatles e me» (Jacqueline Susann)

«Magnetico. Uno di quei libri che non riesci a mettere giù» (Nora Ephron)

«Jackie intuì che i suoi lettori erano maturi per assaporare il lato più crudo dell’amore…» (Michael Korda, The New Yorker)


Trama

Finita la Seconda guerra mondiale, per chi è giovane e intraprendente come Anne, Neely e Jennifer, New York rappresenta il Grande Sogno.
Ed è così che le tre ragazze lasciano il paese di provincia e approdano a Manhattan per cercare fortuna. 
E, a loro modo, la trovano: una recita nei musical di Broadway, un’altra lavora nella pubblicità, la terza riesce a sposare un attore-cantante famoso.
Poco per volta, però, la buona sorte le abbandona. 
E allora, per tirare avanti, l’unica consolazione restano le “bambole” ovvero, nel gergo di quegli anni, le pasticche che servono a trovare un po’ di pace o di eccitazione. 
Finché anche quelle non si trasformano in uno strumento di autodistruzione… 

Pubblicato nel 1966, La valle delle bambole di Jacqueline Susann fu uno dei più clamorosi casi editoriali della letteratura americana, arrivando a vendere nel mondo oltre 30 milioni di copie (come Via col vento). 
Al grande successo contribuiva l’aura scandalosa di una prosa che metteva in scena, con linguaggio schietto, storie d’amore e di sesso, ma che, soprattutto, intercettava i cambiamenti nei costumi di massa. 
L’autrice era un’esordiente non più giovanissima, eppure incantava poiché riusciva a toccare, con voce autentica e senza autocensure, i temi brucianti della vita delle donne: il piacere, il lavoro, l’amore, il matrimonio. Non è dunque strano che oggi figure influenti come Gloria Steinem e Lena Dunham abbiano incoronato il libro di Jacqueline Susann come un classico della cultura pop. Un classico che oggi, a cinquant’anni di distanza, ha ancora molto da dire.

L'autrice.Jacqueline Susann (1918-1974) era originaria di Philadelphia. A diciott’anni si trasferì a New York, dove lavorò come attrice e, per ben quattro volte, fu premiata come la “Donna più elegante della televisione”. Ma fu il successo dei suoi tre romanzi, tutti bestseller mondiali - La valle delle bambole (1966), La macchina dell’amore (1969) e Una volta non basta (1973) -, a trasformarla nella leggenda che ancora oggi si ricorda. Sposò il produttore Irving Mansfield. Da La valle delle bambole, il suo libro più famoso, ristampato diverse volte anche in Italia, sono stati tratti un film e una serie televisiva.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz