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venerdì 5 agosto 2016

Recensione: LA LEGGE DEL BACCALA' di Nicoletta Retteghieri



A distanza di qualche giorno dall'aver terminato "Omicidio in piazza Sant'Elena" mi sono ritrovata nuovamente nei pressi di "Genova e dintorni" con un'altra indagine da risolvere, anche se dai toni decisamente più scanzonati e simpatici.
Come simpatica (va beh, pure un tantino impicciona, ma cosa volete che sia?) è l'anziana protagonista di questo delizioso noir, la Berta (già presente nel ruolo di investigatrice improvvisata nel precedente romanzo "L'importanza delle acciughe"), impegnata nella ricerca dell'assassino che sta turbando la tranquilla cittadina di Loano (in provincia di Savona).


LA LEGGE DEL BACCALA'
di Nicoletta Retteghieri


Frilli Editori
250 pp
coll. I Tascabili Noir 
€11,90
Siamo a Loano, località ligure turistica posta sul mare e ricca di bellezze paesaggistiche, dove la vita procede da sempre fin troppo tranquilla.
Finché un giorno - siamo agli inizi di settembre - non viene trovata morta - assassinata! - una certa Gabriella Valdesi, proprietaria di un negozio di animali; il suo cadavere viene rinvenuto su un balcone di Palazzo Doria (sede del Comune di Loano) in una posizione alquanto... teatrale!

Scattano immediatamente le indagini, a capo delle quali c'è il maresciallo Marmotta, che ha il non facile compito di mettere i tasselli di questo complicato puzzle uno vicino all'altro, individuando assassino e movente. 
Ma Marmotta non sarà solo a sbrogliare i nodi del caso - su cui è difficile fare ipotesi perchè l'assassino pare non aver fatto errori e lasciato indizi: accanto a lui, che lo voglia o meno, ci si mette un collega strambo e pasticcione venuto dal Trentino, dalla parlata italiana maccheronica condita con accento tedesco e, soprattutto, la nostra cara signora Berta, insieme a suo figlio e a un giornalista obeso e timido.

La determinata settantenne Berta Riccardi vive sola in casa col suo gerbillo (per i meno informati: è praticamente un topo) vivace e arguto, che se non lo tieni d'occhio ti molla e se ne va "sgattaiolando" (ok, verbo meno adatto non c'è, ve lo concedo) magari combinando guai, ma resta sempre una mamma attenta e apprensiva per l'unico figlio che la vita le ha donato: il fascinoso ma sfigato figlio Davide Traverso.
Davide fa l'agente immobiliare, ha 40 anni ma nell'animo è un Peter Pan: crescere e diventare un uomo maturo e responsabile, pronto a mettere su famiglia, è un obiettivo assente nella sua vita, visto che per lui le relazioni con l'altro sesso non hanno nulla di sentimentale ma soltanto di "ludico-ricreativo", in balia quindi dei piaceri della carne.
Ma il destino, o chi per lui, sta per fargli un bello scherzetto: una delle tante ragazze con cui in passato ha avuto una breve storia (Britte l'olandesina) l'ha ricontattato e si è proposta per venire in Italia a trovarlo... 
Come mai? Il sex-appeal di Davide ha effetti a lungo termine e la bella olandese non è riuscita dimenticare il nostro latin lover? 
Davide si renderà prestissimo conto di cosa vuole la bella Britte da lui, e non sarà proprio qualcosa di piacevole...

A dar noia a Davide ci si mette anche un estroverso, strano e superscroccone cugino giunto di punto in bianco a Loano e desideroso di ospitalità: il metallaro Eugenio, chiamato ora Coso, ora "il cugino Itt"(pregasi rammentare la Famiglia Addams), che però si rivelerà insospettabilmente utile nelle personalissime indagini di Davide circa l'assassinio della Valdesi (che purtroppo non sarà l'unico).

Il rapporto tra Berta (Mammà) e Davide - che oscilla tra baci frettolosi e bisticci, sguardi severi da parte di lei e occhi al cielo da parte di lui - fa sorridere molto perchè i due sono caratterialmente all'opposto, ma nonostante tutto non possono fare a meno l'una dell'altro: lei sempre dietro a quel figlio scapestrato che però è la luce dei suoi occhi, lui che s'imbarazza per l'intraprendenza materna ma che non saprebbe come cavarsela dai guai se non ci fosse lei a risolverglieli.

Come dicevo qualche rigo più su, ad aiutare la Berta e il figlio nelle indagini c'è anche un giornalista, Marco Castello, la cui principale caratteristica è.. la panza!, la mole con molte X prima della L; un uomo dall'aspetto decisamente tondeggiante ma molto tenace e determinato quando si tratta di indagare e raccogliere informazioni.

I tre amici daranno il loro folle ma utile contributo alle forze di polizia per scovare l'assassino prima che continui a mietere vittime...

Gli svariati personaggi presenti in questo romanzo sono davvero particolari e ci colpiscono per la loro simpatia, perchè ognuno di essi ha almeno un tratto peculiare sottolineato dall'Autrice con ironia e in modo spassoso, per cui i sorrisi (per non dire qualche risata) sono all'ordine del giorno.

Del resto,  Nicoletta lo anticipa nella breve prefazione: se io per prima non mi diverto con quello che scrivo, come faccio a far divertire chi mi legge? 
E vi assicuro che ci riesce, con una storia che ha il suo punto di forza non tanto nella risoluzione in sé dei delitti, quanto nell'atmosfera divertente che attraversa la storia, nel ritmo bello pimpante, nei dialoghi ricchi di verve e brio, nei personaggi che, come dicevo, divertono il lettore per le loro estrose caratteristiche e per le vicende spassose e comiche che li vedono coinvolti.
E non ultimo, ciò che ancora conquista è l'ambientazione: questo paese della riviera ligure bello e piccolo, in cui ci sentiamo a casa, respirando un'aria famigliare, un'aria che sa di pettegole pronte a origliare i fatti tuoi (e quelle ci stanno sempre, a qualsiasi latitudine), di odori culinari tipici del luogo (dal baccalà fritto alla torta di zucca), di modi di dire regionali..., insomma ci si sente a proprio agio e in famiglia pur non avendo (come nel mio caso) mai visitato la zona.

Il mio parere su questo romanzo noir, che un tono spigliato, intelligente e bonariamente canzonatorio, unito a una serie di vicende umoristiche, rendono spiritoso e allegro come una godibile "commedia all'italiana", è assolutamente positivo!
Ringrazio la C.E. Frilli Editori per la copia omaggio e ve lo consiglio: una lettura ideale per svagarsi e sorridere.


Permettetemi una nota personale: questa lettura è forse arrivata nel momento giusto perchè mi ha regalato dei momenti di svago e leggerezza mentre aspettavo che terminasse l'intervento al cuore di mio padre - che, a proposito, è andato bene ^_^
Si sa, certe attese non sono mai piacevoli o semplici, e non è leggendo che di certo passa tutta l'ansia, ma sicuramente le ore son trascorse più velocemente e con un pizzico di frustrazione in meno.

4 commenti:

  1. Ciao Angela, mi fa piacere che l'intervento sia andato bene! Bel romanzo, veramente un'ottima lettura per tenerci compagnia sia nei momenti lieti sia in quelli più difficili!

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    1. grazie cara!
      assolutamente, una lettura molto piacevole!!

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  2. Nicoletta Retteghieri5 agosto 2016 alle ore 21:29

    WOW, la cosa più bella è proprio far sorridere e far affrontare con meno tensione i momenti difficili. Grazie per la recensione e ancor più per la nota personale.

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    1. grazie a te, Nicoletta, per l'ottima compagnia che mi hanno fatto Berta & co. ^_-

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz