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domenica 19 marzo 2017

Imparare leggendo... "L'incantesimo delle civette"



Carissimi, torno sul blog insieme a voi per arricchire la rubrica "Imparare leggendo".

Nel corso di una recentissima lettura, più precisamente ne "L'incantesimo delle civette", il narratore cita un personaggio, associandolo allo scrittore Leonardo Sciascia: Diego La Matina.

Diego La Matina (Racalmuto, 1622 – Palermo, 17 marzo 1658) è stato un frate agostiniano, condannato a morte dall'inquizione di Sicilia.
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A 22 anni fu arrestato con l'accusa di banditismo nel 1644 e quindi condannato alle galere, da cui entrò ed uscì per ben 5 volte, con capi di imputazione sempre più gravi: blasfemia, ingiuria, disprezzo delle sacre immagini e dei sacramenti, eresia.

Riuscì tuttavia a fuggire durante la rivolta di Giuseppe d'Alessi del 1647, ma poco dopo fu nuovamente catturato e ancora incarcerato nelle segrete dell'Inquisizione di Palermo. 

Esasperato dalla lunga prigionia e dalle torture, il 24 luglio 1657, durante un "colloquio privato" colpì violentemente alla testa con un ferro da tortura l'inquisitore Juan López de Cisneros, causandone la morte dopo alcuni giorni di agonia.

Fu quindi condannato a morte e giustiziato durante l'autodafé celebrato a Palermo il 17 marzo 1658.

Della sua vicenda ne parla Leonardo Sciascia in "Morte di un Inquisitore": Diego è per lo scrittore siciliano un eroe rivoluzionario, l'unico tra le migliaia di detenuti delle carceri dell'inquisizione di tutto il mondo a riuscire a uccidere il suo inquisitore.

Attorno al suo caso fiorirono anche diverse leggende popolari, riprese in un romanzo di Luigi Natoli, pubblicato con introduzione dello stesso Sciascia.


Fonti consultate per preparare l'articolo:

http://www.ereticopedia.org/
wikipedia
http://www.chieracostui.com/costui/docs/search/schedaoltre.asp?ID=16932
Immagine presa da Amici di Sciascia

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz