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martedì 5 dicembre 2017

Recensione: L'ARTE DI CORRERE SOTTO LA PIOGGIA di Stein Garth



Un cane intelligente e sensibile, "quasi umano" quanto a pensieri e sentimenti e una missione da portare a termine: la felicità del proprio padrone, costi quel che costi.



L'ARTE DI CORRERE SOTTO LA PIOGGIA
di Stein Garth



Ed. Piemme
288 pp
9,90 euro
"Un concetto così semplice, eppure così vero: ciò che manifestiamo è davanti a noi; siamo noi gli artefici del nostro destino. Intenzionalmente o meno, siamo soltanto noi i responsabili dei nostri successi e dei nostri fallimenti."

Enzo è un cane, a dispetto del nome molto "umano".
Beh, a dire il vero, Enzo è un cane così speciale da sembrarci una persona: ama guardare la TV, soprattutto i documentari del National Geographic, è ossessionato dai pollici opponibili (se solo li avesse..., quante cose gli sarebbe consentito fare!!): il suo nome non è stato dato certo a caso, ma si ispira allo stesso del grande Ferrari, e come lui... adora le macchine. Sa tutto: i modelli, le scuderie, i piloti, le stagioni…
Glielo ha insegnato Denny Swift, il suo amatissimo padrone.
Denny lavora in un’autofficina, ma in realtà è un pilota automobilistico davvero in gamba, un potenziale campione, che però non può dedicarsi anima e corpo alla passione delle corse perchè ha delle responsabilità: deve prendersi cura della sua famiglia (oltre che di Enzo), e chissà se un giorno potrà dedicarsi interamente alle gare...?

Enzo e Denny passano ore a guardarsi vecchie gare automobilistiche, in particolare stravedono per il compianto Ayrton Senna; Denny parla col suo cane come ad un suo simile, e lo ha edotto circa le caratteristiche di un buon pilota, su come deve comportarsi per poter vincere, soprattutto quando tutto sembra contro di lui.
Denny ed Enzo ne hanno passate tante insieme e il racconto simpatico e commovente di questo cagnolino non può non coinvolgersi sin dalle prime battute.

Enzo c'è sempre stato per Denny, condividendo con lui i suoi momenti più importanti: c'era quando Denny ha conosciuto la bella Eve, che è diventata sua moglie; nei primi tempi, Enzo ne era un po' geloso, perchè tutte le attenzioni del proprio padrone erano per quest'intrusa, ma pian pian ha cominciato ad affezionarsi a questa donna per il quale il suo Denny moriva d'amore.
Quando poi è nata la dolce e allegra Zoe, Enzo non ha fatto che divertirsi ed essere la propria padroncina un ottimo compagno di giochi!
Erano una famiglia felice... finchè la malattia non è entrata in casa di Denny, facendo ammalare sempre più gravemente la povera Eve di un male terribile e inesorabile.
Questo triste evento mette in circolo una serie di avvenimenti drammatici e dolorosi per tutti, che vedranno la forte e razionale Eve diventare piccola e fragile a causa del brutto male che l'aggredirà, Denny sempre più impotente al cospetto di una moglie che gli scivola via settimana dopo settimana..., il pensiero di una bimba piccola - ma che capisce tutto quello che sta accadendo e ne risente - che da un giorno all'altro potrebbe ritrovarsi senza mamma...

E poi loro: i Gemelli Cattivi, i genitori di Eve, che vogliono mettere becco nella vita del genero, condizionandolo e decidendo cosa è meglio per Eve e Zoe, dando per scontato che Denny non sia nè un buon marito nè tanto meno un buon padre.
Lui, che è fissato con la storia delle corse e che spesso e volentieri se ne va per giorni pur di fare gare a destra e sinistra; lui, che non ha chissà quale stipendio per dare a moglie e figlia le comodità che invece avrebbero se vivessero con i genitori di lei, che sono ricchi, colti e preparati a gestire tutto.
E quando la morte bussa a casa di Denny, iniziano i guai, guai seri, ed Enzo se ne accorge da subito.

Perchè lui ha un fiuto che non sbaglia un colpo: lui intuisce subito se di una persona ci si può fidare o meno, perche è attento a gesti, sguardi, toni di voce... e vede ciò che forse neppure gli umani vedono nei loro simili.

E quei dannati genitori di Eve (Maxwelle e Trish) daranno a Denny del filo da torcere, perchè si infileranno nelle sue decisioni di marito e padre, cercheranno in tutti i modi di rovinarlo, di fargli abbassare la testa, di lasciarlo nella disperazione più nera affinchè accetti le loro condizioni..., ma non hanno preso in considerazione due particolari non indifferenti: Denny ha accanto a sè l'amico degli amici, Enzo, che non resta accanto al suo padrone sempre, cercando a modo suo di incoraggiarlo (ahilui, non con le parole ma abbaiando e con i comportamenti); e secondo, Denny è un campione, un pilota che ha capito come correre anche sotto la pioggia.

"Il vero eroe è imperfetto. La vera prova per un campione non è riuscire a trionfare, ma piuttosto riuscire a superare gli ostacoli – meglio se creati da lui stesso – che gli impediscono di trionfare. Un eroe senza imperfezioni non interessa né al pubblico né all’universo, che, dopo tutto, si fonda su conflitto e opposizione, la forza irresistibile che incontra l’oggetto inamovibile."

Tre anni difficili, fatti di lacrime, solitudine, bugie, accuse infanganti da cui è davvero difficile uscire puliti...: ma Denny è un lottatore, uno che non molla, ed Enzo lo ammira per questo e sa che il suo compito è restargli accanto fino alla fine della battaglia che il suo dolce e caro padrone deve affrontare per riavere la propria vita, la propria famiglia.

«Una gara non si vince mai alla prima curva» disse Denny. «Ma alla prima curva capita spesso di perderla.»

...perchè spesso tanti imprevisti s'insinuano e ci fanno perdere il controllo della nostra vita; la pioggia è, ad es., un imprevisto gigantesco per il pilota e se questi non la sa affrontare, finisce per commettere un sacco di errori; ma il vero pilota si vede lì, da come affronta le gare importantissime davanti alle quali non può proprio tirarsi indietro:

«Perdere una corsa non è un disonore» (...) «Il solo disonore è non correrla per paura di perderla.»

"L'arte di correre sotto la pioggia" è un romanzo delizioso; la narrazione è in prima persona ed è proprio il simpaticissimo ed arguto Enzo a narrarci tutte le traversie di Denny; le sue osservazioni acute, ironiche e piene di empatia danno alla narrazione ora un tono umoristico e buffo, ora uno commovente, dolcissimo.
Sono diversi i momenti che fanno scappare qualche lacrima, perchè Enzo, così esilarante e tenero insieme, sa prestarci i suoi sensibili occhi canini per riflettere su quanto la vita umana (e gli esseri umani, ovviamente) sia tanto meravigliosa quanto spesso assurda.
Sorridiamo leggendo della sua profonda convinzione nella legge del karma e nel fatto che di sicuro nella vita successiva sarà un uomo; ma non uno qualsiasi, bensì un brav'uomo:

"Ecco perché sarò una brava persona. Perché ascolto. Non so parlare, perciò ascolto molto attentamente. Non interrompo mai, non tento mai di deviare il corso della conversazione con un commento personale."

E' una lettura che coinvolge le emozioni del lettore e sul finale, se siete anche minimamente sensibili, vi conviene preparare i fazzolettini, per sicurezza ^_-

Molto carino, lo consiglio!!

2 commenti:

  1. Ciao Angela, mi sembra di aver già visto il romanzo in libreria, ma non ne conoscevo la trama. Dalle tue parole sembra una storia davvero originale, soprattutto per il punto di vista, ma un po' troppo triste per i miei gusti...

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    1. Diciamo che un velo di tristezza c'è per certi eventi che accadono,ma sono narrati con una vena dolce e ironica ;)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz