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sabato 8 dicembre 2018

Recensione: GATTA CI COVA. Mistero di Natale all'ombra delle Terme di Maurizio Castellani



Ritrovare Marco Vincenti e la sua piccola ma vivacissima squadra di amiconi, alle prese con un nuovo caso da risolvere, è sempre un divertimento, e ancora una volta l'autore toscano Maurizio Castellani sa come regalare pagine ricche di allegra ironia.



GATTA CI COVA.
Mistero di Natale all'ombra delle Terme
di Maurizio Castellani



153 pp
13 euro
Torniamo a Casciana Terme, più precisamente nell'hotel "Da zia Maria" di cui è proprietario e gestore Marco Vincenti, ex-geometra che ha deciso di darsi alla ristorazione.
Siamo nei giorni che precedono il Natale e Marco è in attesa che le camere si riempiano man mano dei clienti che hanno prenotato; ad aiutarlo con le pulizie è la Grazia, che da semplice dipendente è diventata anche la sua fidanzata.
I due sono gelosi l'uno dell'altro ma senza eccessi, vivendo il rapporto con un discreto margine di libertà; del resto, Marco non si sente ancora pronto (pur non essendo più un giovincello!) a legarsi seriamente e definitivamente ad una donna, preferendo di gran lunga vedersi con i tre amici - Andrea, Piero e ora il commissario Bevacqua - e scambiare con loro quattro chiacchiere, tra un aperitivo e qualche simpatico sfottò.

Un giorno proprio Grazia gli dice che una certa signora Maria, una donna avanti negli anni e conosciuta in paese, non si fa viva da un po' di giorni, il che è proprio strano per una come lei, che è molto precisa e abitudinaria.

Di per sè la notizia non è eclatante, in fondo ci possono essere diverse ragioni per cui la signora non si vede più da qualche giorno: da quella più rosea (è partita per un viaggio?) ad altre più pessimiste (le è accaduto qualcosa? si è sentita male a adesso è in casa, aspettando che qualcuno la soccorra?)

Chi è Maria, quali sono le sue abitudini, le persone che la frequentavano, cosa di lei dicono i vicini e chi la conosce...? 

Il mistero della sua assenza comincia a far arrovellare la mente di Vincenti, che sente puzza di bruciato: il suo infallibile sesto senso gli fa ipotizzare che la povera Maria, lungi dall'essere in casa propria, è stata probabilmente vittima di qualche malintenzionato...
Attraverso vari piccoli, buffi e fortuiti sotterfugi, egli e i due amici di sempre riescono ad entrare nell'abitazione di Maria e a farsi un'idea delle circostanze in cui la donna, di cui si sono effettivamente perse le tracce, ha potuto trascorrere le ultime ore tra le mura di casa.

Da alcuni dettagli importanti, ci si accorge che qualcosa non va a casa di Maria e che, se le prime ipotesi degli intuitivi amici detective sono esatte, forse la sua scomparsa è da attribuire non alla propria volontà ma a quella di qualcuno che aveva specifiche ragioni per farle del male.
Sì ma perché? Chi poteva aver motivo di entrarle in casa e... rapirla? ammazzarla e occultarne il cadavere?

Intanto, come in ogni indagine che si rispetti, il trio di amici, coadiuvati dall'unico "esperto del settore" (Bevacqua, appunto, che accetta di buon grado l'aiuto non professionale, ma appassionato e discreto, dei tre), incomincia a far domande, a coinvolgere parenti e conoscenti, cercando di capire chi ha eventualmente interesse a "far fuori" Maria, anche se chiaramente ci si augura che sia viva...
Il nocciolo del mistero ruota attorno ai soldi e il lettore viene sommerso dalle acute elucubrazioni mentali di Marco circa le condizioni finanziarie della scomparsa, convinto di trovare in esse le causa di tutto... e come ogni giallo classico che si rispetti, la soluzione arriva, e ad accendere la lampadina ci pensa la gatta Coccolina di Maria.

L'atmosfera del libro è come sempre gioviale, ricca di momenti buffi e simpatici, grazie ai battibecchi goliardici dei tre amici "peter pan", eterni ragazzi che amano bonariamente prendersi in giro, scherzare ciascuno sui difetti dell'altro, ridere alle battute che si scambiano e che sono il risultato di un rapporto d'affetto molto forte, leale, quel tipo di amicizia che tutti vorremmo, perchè resiste al tempo e sembra rafforzarsi ogni giorno di più.

Ritroviamo quindi le capacità investigative del protagonista, che non si risparmia e dedica non poco tempo al caso per risolverlo ed essere utile alla signora Maria; Marco è buontempone, un "toscanaccio" sempre con la battuta pronta, amante delle belle donne e della buona cucina, immancabilmente accompagnata da dell'ottimo vino toscano, che stimola le papille gustative del lettore.
Bevacqua vigila attento e professionale sui suoi amici che già da un po' hanno preso l'abitudine di sentirsi come Sherlock Holmes ed appassionarsi ad alcuni casi misteriosi.
Il bello è che, in un modo o nell'altro, riescono a dare il loro prezioso contributo alle indagini, anche se su tutti spicca Vincenti, che vanta un intuito formidabile.

Leggere i gialli di Maurizio Castellani è sempre molto piacevole, mettono allegria, stuzzicano la curiosità del lettore, gli fanno sentire il calore di un'amicizia della quale ormai egli, giunto alla terza indagine, sente quasi di farne parte per diritto; una lettura che mette il buon umore e tra l'altro azzeccatissima in questo periodo.


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2 commenti:

  1. Una lettura decisamente piacevole. Grazie, Angela e buona festa.
    sinforosa

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz