PAGINE

domenica 17 febbraio 2019

Recensione: APPUNTAMENTO IN OBITORIO di Mauro Valente (RC2019)



Un giallo appassionante, un inspiegabile omicidio che nasconde fitti collegamenti con il mondo militare e i suoi segreti; ma nessuna verità può restare sepolta per sempre.



APPUNTAMENTO IN OBITORIO
di Mauro Valente



Esseditrice
328 pp
13 euro
2017
"... la vita corre, e il tempo dei rimpianti arriva inesorabile. Sta solo a noi decidere se alzare lo sguardo e cominciare a sorridere."

E' la notte del 7 dicembre quando, alle tre di notte, l'avvocato Marco Valle viene svegliato da una telefonata da parte dei Carabinieri, apprendendo di essere stato nominato avvocato difensore di un ragazzo, tale Luca Ambrosio, che si è dichiarato reo confesso di un omicidio.
Luca, infatti, parlando con il suo avvocato, dichiara di aver ucciso Michele Ambrosio, suo padre, che poi non è davvero il padre, essendo Luca frutto di una relazione adulterina della madre.
La versione che fornisce però ha delle incongruenze, non convince Marco, nonostante il presunto omicida non solo affermi con forza di aver sparato alla vittima ma di meritare la galera in quanto colpevole.
Quella stessa notte, un'altra persona muore, anche se in ben diverse circostanze: il giovane militare Stefano Cozzolino perde la vita in un incidente.
Cos'hanno in comune i due fatti?
Apparentemente nulla, se non fosse per un particolare: la presenza di un tatuaggio assolutamente identico e che entrambi hanno sulla stessa parte del corpo; un tatuaggio col motto dannunziano "Memento audere semper".
E' solo un caso o c'è davvero un filo che lega i due ragazzi?

Marco Valle si ritrova a indagare - per diverso tempo, anche ufficiosamente - sul caso di Luca insieme all'amico di sempre, il medico legale Willy Conza, e il maggiore Vito Schirinzi; tra i tre uomini si instaura di giorno in giorno un rapporto di collaborazione, di fiducia e stima; la loro tenacia e la ricerca della verità li indurranno a cercare sempre più a fondo in vicende e personaggi solo apparentemente scollegati tra loro, ma che a ben vedere si riveleranno interconnessi; ad unirli c'è un altro militare (Rodolfo Cognetti), ucciso anni prima in un attentato in Africa mentre era in missione con l'Esercito Italiano.
Una morte archiviata con molta, troppa facilità e velocità, come a voler nascondere qualcosa di grave, che qualcuno molto in alto ha tutti gli interessi a non lasciar emergere; dietro, infatti, si celano fatti gravi che toccano la sfera della politica internazionale e delle missioni militari all'estero.

Ad aiutare i tre amici in questa indagine molto complessa c'è un giovane hacker, intelligentissimo e che sa fare il proprio "lavoro" come nessun altro, e grazie al suo contributo tanti interrogativi verranno risolti.

"Appuntamento in obitorio" non è solo un giallo con un caso difficile da risolvere; tra le sue pagine troviamo anche la ricchezza propria dell'essere umano (nel bene e nel male) e dell'amore: amore per la giustizia e la verità; amore per il proprio lavoro; l'amore di una madre per i figli; l'amore disposto a sacrificarsi per chi si ama.

La narrazione del presente (dicembre 2017) relativa alle indagini si alterna alle pagine del diario di una mamma che scrive rivolgendosi al figlio, Luca (proprio lui, il reo confesso), raccontandogli della propria malattia incurabile, della sofferenza fisica, psicologica ed emotiva ad essa correlata, dell'amore per i suoi figli (Luca ha un fratello minore, Daniele, che ha una disabilità intellettiva grave), del marito assente e di come questo la facesse star male; le pagine intime e private di questo diario possono sembrare semplicemente l'accorato e intenso sfogo di una povera madre affetta da un male incurabile, ma in realtà anch'esse hanno il suo peso nell'intricata faccenda che collega l'omicidio di Michele Ambrosio con il suo ipotetico assassino e con le vicende dei due militari.

L'impianto narrativo creato dall'Autore Mauro Valente (che di professione fa l'avvocato, proprio come Marco Valle) è articolato, complesso e convincente; il lettore segue passo passo le indagini e le sue tappe con interesse e curiosità, e in un'atmosfera quasi di familiarità, grazie ai tre amici, che nella loro ricerca della verità e della giustizia sono mossi dalle migliori intenzioni, sfoderando non solo la loro professionalità ma anche tutta la loro umanità, e questo è senza dubbio uno degli aspetti che ho molto apprezzato.
Marco, Willy, Vito Schirinzi, ciascuno con la propria personalità, i propri modi di fare, la propria vita, credono sinceramente in ciò che fanno, sono caparbi e per nulla disposti ad arrendersi alle prime difficoltà pur di arrivare a sciogliere tutti gli intricati nodi che formano quest'ordito cui è difficile venire a capo; ma soprattutto, mostrano un interesse umano verso Luca e il suo caso, e il tutto prenderà via proprio dal fatto di non poter permettere che egli finisca in galera con l'accusa di omicidio se prima non si chiarisce la dinamica dei fatti.

L'Autore ci permette di entrare in sintonia con i tre protagonisti, tanto con Marco quanto con il maggiore Schirinzi, entrambi due professionisti coscienziosi, che credono nel proprio lavoro, quanto con Willy Conza, che tra i tre ci appare inizialmente il più burbero ma che in realtà ha alle spalle qualche rimpianto e una grossa vera mancanza (affettiva) che non gli danno la giusta serenità.

Come dicevo, la trama è fitta e densa di tanti piccoli eventi e scoperte che travolgono il lettore in un ritmo narrativo che resta sempre serrato; la presenza generosa di dialoghi contribuisce a dare dinamicità e spontaneità alla narrazione; la lettura risulta sempre molto scorrevole e assolutamente godibile.
Alla fine del libro, il lettore potrà dirsi soddisfatto perchè ogni domanda avrà trovato la sua risposta e ogni cerchio sarà chiuso.
Se vi state chiedendo la ragione del titolo, ebbene sappiate che esso deriva dal luogo (un po' inquietante, lo ammetto) in cui i tre amici e "investigatori" si incontrano sistematicamente per fare il punto circa lo sviluppo delle indagini.

Sono davvero contenta di aver letto questo romanzo scritto da un mio concittadino e ambientato oltretutto nella mia città (San Severo); un romanzo in grado di appassionare il lettore dalla prima all'ultima pagina e che mi auguro abbia modo di trovare una più ampia vetrina per essere apprezzato da tanti altri lettori come me.

2 commenti:

  1. Un libro decisamente ricco di spunti di riflessione. Grazie Angela, sei davvero molto brava a recensire i libri. Buona serata.
    sinforosa

    RispondiElimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz