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domenica 31 marzo 2019

Recensione: VOLO DI PAGLIA di Laura Fusconi



Sullo sfondo di una campagna nei pressi di Piacenza, tra balle di fieno e vecchi casolari dalle molte stanze, tra boschi fitti e scuri che mettono paura, Laura Fusconi ci racconta una storia di dolore che vede coinvolti in prima linea bambini innocenti che, a causa delle scelleratezze di certi adulti, devono dire addio troppo presto alla propria infanzia.



VOLO DI PAGLIA
di Laura Fusconi



Fazi Editore
240 pp
15.50 euro
Le vicende narrate in questo romanzo si svolgono lungo due linee temporali distanti tra loro più di cinquant'anni, collocate in un'unica ambientazione, e tra esse intimamente collegate.

Negli anni 1942-'44, in pieno conflitto mondiale, Tommaso, Camillo e Lia sono tre bambini di dieci anni che amano giocare all'aria aperta, nella campagna piacentina, al limitare del bosco, anzi dei boschi, visto che i bambini sono soliti parlare di Bosco delle Fate e Bosco delle Streghe, consapevoli di dover stare attenti ad attraversarli, soprattutto quando cala la sera, perchè se le Fate o le Streghe si svegliano... sono guai!

Ad essere precisi, Tommaso è amico soltanto di Camillo, i due stanno sempre insieme, giocano e si divertono, e al primo non sta bene che l'altro, invece, voglia sempre coinvolgere nelle loro avventure  quella rompiscatole di Lia Draghi.
Tommaso l'ha capito che l'amico è innamorato di quella ragazzina con la treccia, che conosce a menadito tutti gli animali e sa fare disegni bellissimi sul suo quadernetto rosso; ma lui Lia non la può soffrire, perchè la bambina è figlia di quel mostro malvagio di Gerardo Draghi.
L'uomo non è benvisto da tutti ad Agazzano, molti lo temono e in cuor loro lo disprezzano, perchè è un gerarca fascista che, a capo della sua squadriglia di camicie nere, spadroneggia nella zona ed esercita il suo fare prepotente anche tra le mura della Valle, la casa padronale della famiglia Draghi.

Draghi è un uomo rude, cinico, arrogante, freddo, incapace di manifestare affetto, tanto alla moglie - la povera Ada, maestra gentile, madre affettuosa e... moglie rassegnata e infelice - quanto ai figli, in particolare nei confronti di Lia, che soffre per gli atteggiamenti di indifferenza del padre, che non la degna di uno sguardo o di una carezza.

Per fortuna c'è il suo Camillo, con cui trascorre le giornate tuffandosi tra le balle di fieno, giocando a "volo di paglia" e rincorrendosi per i campi.

Ma questi giorni felici stanno per terminare e nella maniera più brutale, portando con sè tanto dolore, lacrime, solitudine, disperazione.

Dall'agosto '42 fino al giugno '44 si susseguono una serie di fatti drammatici: il figlio di un antifascista scompare misteriosamente dopo essersi perso nel bosco; il prete del paese, il buon don Antonio, viene minacciato, con metodi tutt'altro che pacifici, perchè non appoggia il fascismo.

Questi luoghi tranquilli, soleggiati, dalle tinte delicate e dai contorni arcaici, nascondono un'ambivalenza: ora sono rallegrati dalle risate e dai giochi dei bambini, ora diventano teatro di violenze, soprusi, trascinandosi dietro conseguenze nefaste, che dopo cinquant’anni non hanno smesso di abitare, come intrusi indesiderati, testardi e insistenti, tra le mura della Valle, nei giochi dei bambini tra le balle di fieno.

Sì, perchè dopo tanti anni, altri due bambini, Luca e Lidia, giocheranno tra le stanze ormai in rovina, confrontandosi con i mostri della loro fantasia e che in qualche modo verranno alimentati proprio da quei fantasmi che aleggiano in questi posti che nascondono misteri e verità dolorose, di cui la gente della zona ancora è restia a parlare, divisa tra il rispetto per chi è morto e un indefinito timore a riportare a galla fatti che hanno seminato sofferenze e morte.

Luca e Lidia hanno la stessa età di Lia, Tommaso e Camillo e vivono nel 1998; Luca vive lì con la famiglia, mentre Lidia ci va in vacanza in estate con la propria; i due - proprio come Camillo e Lia - si piacciono, giocano sempre insieme e sono gelosi l'uno dell'altra, non volendo che altri si intrufolino nella loro amicizia.

Eppure, proprio dal passato, un "fantasma" riuscirà a frapporsi tra loro, come a pretendere di non essere dimenticato.
Non prima che tutto torni al suo posto, che il cerchio si chiuda e ciò che era motivo di tormento trovi finalmente requie.
Sempre nel 1998 conosciamo anche un'altra persona: Mara, una giovane donna che torna in questa campagna perchè è lì che ha lasciato il suo cuore e anch'ella è stata ferita da un fatto drammatico; adesso che si trova ad un bivio e costretta a prendere decisioni importanti, sente di dover fare pace proprio con quel passato pesante, che le grava sul cuore e non le permette di vivere pienamente il presente nè di immaginare il proprio futuro.

Paesaggi solo apparentemente bucolici che in realtà celano le oscure ombre con cui gli adulti, con i loro segreti e le loro scelleratezze, li hanno "sporcati", coinvolgendo malauguratamente dei bambini; l'autrice mostra padronanza dello strumento scrittura, ha collocato gli avvenimenti in uno scenario campestre ben descritto, ora con toni lirici, poetici, ora giocosi - come quando i bambini protagonisti giocano immersi nella paglia -, ora drammatici, cupi, come quando lo sguardo si sofferma sui boschi che, innocui alla luce del sole, si trasformano in spettri minacciosi nel buio della notte, o ancora sulle stanze segrete e abbandonate del casolare dei Draghi.

E la narrazione è così precisa, realistica e intensa da far sì che il lettore provi di volta in volta la tensione, il desiderio di scavare in quei fatti tragici seppelliti sotto i cumuli del tempo trascorso, e le varie sensazioni che scaturiscono dal racconto delle vicende, delle azioni - buone o cattive - dei personaggi, dalla descrizione dei luoghi e, non ultimo, dal mondo dell'infanzia e del suo ricco immaginario.

Davvero un esordio convincente e scritto abilmente, carico di suggestione e sensibilità, che sa catturare il lettore dalla prima all'ultima pagina. 



6 commenti:

  1. Purtroppo non gli avevo prestato la giusta attenzione. Esordio da rimediare. :)

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  2. Un libro da leggere, la tua recensione mi ha davvero incuriosita. Buona giornata e buon inizio di settimana e di mese.
    sinforosa

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  3. Ciao Angela, non conoscevo il romanzo ma la trama mi incuriosisce parecchio!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz