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giovedì 30 maggio 2019

Il kobold - creatura mitologica tedesca



Uno degli ultimi libri recensiti è stato LISSY, il thriller di Luca D'Andrea ambientato tra i monti dell'Alto Adige; nel romanzo è menzionata più di una volta una figura leggendaria appartenente alla cultura tedesca: il Kobold, o Coboldo.

Di che si tratta?

Secondo lo scrittore tedesco Otto Schrader, Kobold è una parola tedesca che può derivare dal tedesco arcaico “kuba-walda” e significare “colui che governa la casa”, o dall’anglosassone “cofgodas” (“dio della stanza”); ad ogni modo, nella mitologia germanica, esso è lo spirito o genio della categoria degli elfi, che abita presso il focolare domestico, prendendosi cura e della casa e dei suoi abitanti.
Jakob Grimm era del parere che questo termine potesse derivare dal greco “kobalos” che vuol dire “furfante, mascalzone”, alludendo al carattere dispettoso del coboldo.

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Il folletto è immortale, ha poteri sovrannaturali (può volare, trasformarsi...), ed essendo pur sempre un folletto, si diverte a fare dispetti agli esseri umani.

Ovviamente ci sono diversi miti e leggende su questo personaggio, e secondo alcune il coboldo non vive in casa ma nelle miniere, dove è dedito all’estrazione e lavorazione di metalli e pietre preziose; pare che la sua malignità lo induca a causare frane, crolli o a disturbare in qualche maniera il lavoro dei minatori.
Se ci fate caso, la parola coboldo rimanda a quella più nota  cobalto, il bellissimo metallo dal colore blu scuro che può risultare molto nocivo per l'essere umano; il suo nome deriverebbe quindi dal coboldo che lascerebbe una lunga scia blu scuro dietro di sè al suo passaggio; un'altra versione riporta che un giorno un gruppo di minatori in cerca di argento trovarono al suo posto proprio il cobalto, attribuendo questa scoperta erronea alle burle di un folletto.

Per quanto riguarda l'aspetto fisico, i folletti non sono propriamente famosi per la loro avvenenza, e questo stereotipo vale anche per il kobold, in particolare per quello che lavora nelle miniere, spesso raffigurato con un aspetto orribile, bestiale, simile ai draghi e ai rettili, con le orecchie a punta.

Discorso un po' diverso per i coboldi domestici, dall'aspetto meno spaventoso e con un'indole più benevola, sempre molto astuti ma capaci di dare preziosi aiuti ai mortali che chiedono loro soccorso.
Questa categoria di coboldo sceglie una famiglia da servire e lì resta, a meno che non venga insultato, affronto per il quale si vendica.
Si dice che metta alla prova il padrone di casa aggiungendo sporcizia nelle brocche di latte della famiglia e impolverando con la segatura alloggi altrimenti puliti; se il capo famiglia beve il latte e
lascia la segatura là dov'è, il coboldo capisce di essere stato accettato e che verrà trattato con rispetto, ricevendo anche una parte della cena. Da quel momento in poi, l'essere mitologico servirà la famiglia del padrone fino a quando l'ultimo della sua stirpe morirà.

Ma v'è una terza categoria di kobold, meno nota: quelli del mare, che offrono protezione e servizi al capitano e all'equipaggio di una nave mercantile o pirata, ad esempio prevenendo l'affondamento dell'imbarcazione; nondimeno, se la tragedia accade, la creatura lascia i marinai al loro triste destino e si preoccupa solo di salvare se stesso. Per questa ragione, l'avvistamento di un coboldo è sempre stato visto come un cattivo auspicio.


 
Fonti consultate per l'articolo:  fonte 1  fonte 2  fonte 3

2 commenti:

  1. Molto interessante questo post su una creatura che prima conoscevo appena... grazie Angela! <3 :)

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    1. Grazie erielle. Lieta che possa esserti piaciuto :)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz