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venerdì 6 settembre 2019

Recensione: VERSO UN FORSE di Stefano Di Ubaldo



"Verso un forse" è una raccolta di poesie che, pur essendo in versi, in realtà sono più simili a delle piccole narrazioni, le quali, nel trattare vari temi, confluiscono tutte verso la ricerca di una meta in questo viaggio che chiamiamo vita.


VERSO UN FORSE
di Stefano Di Ubaldo



Casa Editrice: Antipodes
Anno: 2018
Pagine: 82
"Se possiamo raccontare,
siamo sogni da nutrire." 

Questa raccolta comprende componimenti attraverso i quali l'Autore - e, con lui, il lettore - volge l'attenzione su ciò che lo/ci circonda quotidianamente.
A cominciare dai tipi di persone che incontriamo, ed emblematiche, in questo senso, sono le tre poesie sui "posti riservati", in cui emergono in modo simpatico e arguto tante tipologie di personalità e per ciascuna è previsto uno spazio ad hoc e proprio in base alle loro caratteristiche.

E ancora ci si concentra sull'amore che riempie le nostre vite ma davanti al quale spesso ci sentiamo impreparati, costringendoci al silenzio; sulla difficoltà di relazionarsi l'uno all'altro, a causa della mancanza di comprensione, dello spettro dell'abitudinarietà nei rapporti.

Ne viene fuori il variegato ritratto di un'umanità che popola il nostro mondo e che ogni giorno deve fare i conti con la propria solitudine e fragilità, con la consapevolezza di se stessi e la fatica del cambiamento.

"provo a inventarequello spazio di incontrotra un’idea e le avversarie,tra il già detto e l’ascolto,tra l’ascolto e un’ideadi quell’altro in me stesso."

È un viaggio dentro se stessi, costellato di riflessioni su passato, presente e futuro, di un certo disincanto nei confronti della realtà, che è altro non è che "un mare d'inganni", ma nel quale comunque ricerchiamo ciascuno il proprio posto e scopo, senza mai, forse, trovarlo definitivamente. Del resto, è l'esistenza stessa ad essere imprevedibile, spesso burlona e acquisire certezze non è poi così automatico e semplice.

"Il mio posto è verso un forse."

Non è possibile intraprendere questo percorso senza una buona dose di ironia e tra questi versi ce n'è tanta, insieme a situazioni buffe e surrealistiche, come nella poesia in cui l'Autore immagina l'interrogatorio di un povero uovo, con la sua scorza fragile e il suo albume di ricordi.

Il linguaggio è ovviamente ricco di metafore e similitudini; per la maggior parte si tratta di versi liberi, che non di rado hanno un ritmo tipico delle filastrocche; ciò che rende accattivante la lettura di questa raccolta, insieme alla presenza di giochi di parole, allitterazioni, riferimenti a opere letterarie e a film celebri (come Pulp fiction e Funny games), è la vivacità, la prontezza di spirito dell'Autore nel guardare dentro e fuori l'essere umano, sorridendo delle nostre tante incertezze, della complessità e unicità di cui ognuno di noi è portatore.

Consigliato a chi ha voglia di leggere poesie diverse dal solito, appassionate, spontanee e attraversate da un piacevole umorismo e da uno sguardo intelligente e attento sulla realtà circostante.

2 commenti:

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz