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lunedì 4 novembre 2019

Recensione: TUTTO E' SCRITTO di Simone Ruggerini



In “Tutto è scritto” la vita, le paure e gli amori di un gruppo di ragazzi di Parma si incrociano con una serie di delitti, si intrecciano insieme a nuovi personaggi alla ricerca di risposte su quanto accaduto durante il periodo degli omicidi, in un crescendo di avvenimenti drammatici e paranormali, fino ad arrivare a un movimentato e inaspettato epilogo.


TUTTO E' SCRITTO
di Simone Ruggerini




Viola Editrice
22 euro
“Siamo nel nulla e andiamo verso ciò che è scritto. Siamo nulla, ed esistiamo perché così è scritto".

Francesco, Valentina e Matteo sono tre normalissimi ragazzi che studiano a Parma; si incontrano per la prima volta a una lezione universitaria e tra loro si instaura immediatamente una bella amicizia.

Valentina è una ragazza sensibile, allegra e con una gran voglia di vivere, anche se nel suo passato custodisce il segreto di una bruttissima e dolorosa esperienza: ha subito una violenza sessuale, e questo la rende un po' restia a lasciarsi andare coi ragazzi, anche se verso Matteo - attraente, socievole e simpatico -prova un'attrazione inaspettata e via via più forte...

Del terzetto, Francesco è il più timido ed impacciato (soprattutto col gentil sesso), e quando si rende conto di sentire per Valentina un sentimento che va ben oltre l'amicizia, inizia a isolarsi un po' (conscio di non poter competere con l'amico e "rivale in amore"), tanto più che a casa vive una situazione famigliare difficile: la sua cara mamma sta vivendo un periodo emotivamente instabile, frutto - credono lui e il padre - di una crisi nervosa che la sta spegnendo e intristendo.

In realtà, nel corso della lettura capiremo che la donna è tormentata da percezioni e sensazioni terribili che hanno a che fare con fatti sanguinosi e tragici.
Fatti che, quando incominciano a verificarsi, scuotono tutta la città di Parma.

Un feroce serial killer si sta divertendo ad ammazzare, con barbaro sadismo, alcune povere ragazze, tra cui una amica e coinquilina della stessa Valentina.
L'atmosfera in città si surriscalda: la gente, giustamente, ha paura e alcune persone un po' troppo esagitate, davanti ai fallimenti della polizia, cominciano a formare dei gruppi di "ronde" vòlte ed acciuffare l'assassino, in una sorta di "giustizia fai da te"; a guidarli c'è un losco ed esaltato personaggio, di nome Gianni Cantadori, un soggetto che rivelerà tutta la propria follia e pericolosità e che commetterà azioni orribili spinto dalla assurda convinzione di essere una specie di "messia", di giustiziere divino che deve giudicare questo mondo impazzito e peccatore...

Gli eventi si susseguono concitati, in un ritmo frenetico e molto movimentato e, a un certo momento, sembra di giungere - seppure attraverso avvenimenti carichi di esplosioni di violenza inaudita e di fenomeni che travalicano la realtà e sfociano nel paranormale - a una soluzione del caso, in quanto il serial killer viene individuato e fermato...

Ma quello che potrebbe sembrare un successo è in realtà soltanto l'inizio di un vero e proprio incubo, che vede i tre amici personalmente coinvolti, essendo essi testimoni di fatti inspiegabili e spaventosi, che li turberanno profondamente; in particolare, a risentirne in modo preoccupante è Francesco, che si emargina da tutti fino a maturare dentro di sè pensieri e sentimenti negativi, cattivi, deleteri, anche verso Matteo e Valentina, i quali sono molto preoccupati per lui e desiderano "recuperarlo".

A questo si aggiunge un particolare importante: Francesco e famiglia si trasferiscono in una casa distante dal centro parmense, e l'ingresso in questa dimora, solo apparentemente tranquilla e "normale", darà il via ad un'altra serie di eventi extrasensoriali, che fanno sentire tutto il loro pericolosissimo peso anche su Paolo e Laura, i genitori di Francesco, che sono sempre state due persone mansuete e amorevoli.
È come se tra quelle mura ci fosse qualcosa - una presenza oscura indefinibile, immateriale ma potente - che entra nella mente di chiunque abiti in quella casa, influenzandola in maniera negativa e inducendola a commettere azioni riprovevoli, incidendo sulla personalità e rendendola "impazzita", incline a fare il male, cattiva nei confronti di tutto e tutti.

In quella dimora c'è qualcosa di malefico e oscuro realmente capace di suggestionare le persone che vi si trovano? Di cosa si tratta? Questa maledetta impellenza e urgenza di seminare la morte può essere fermata?

Tutto quindi prende a ruotare attorno a quest'abitazione e ai suoi segreti (essa è in qualche modo legata alla serie di delitti di cui abbiamo parlato prima), agli orrori che essa sembra attirare o forse contenere al suo interno, in uno spazio che non è visibile, ma che appartiene ad un'altra dimensione, chiaramente ultraterrena, occulta.

Altre persone innocenti vengono travolte dalle oscure vicende che si svolgono capitolo dopo capitolo, in special modo il capitano Dotti (un poliziotto ligio al dovere, un uomo buono e onesto), la giornalista Natalia, il suo ragazzo e collaboratore Samuele, e Caterina, la giovane sorella del serial killer.

Nessuno di essi rimane indifferente all’impenetrabile e cupa atmosfera che si respira attorno alla casa di Francesco, il seme della follia si espande e colpisce senza che lo si possa fermare, dando il via ancora una volta a una nuova tragedia.

Valentina, Matteo, Dotti, Caterina, Natalia e Samuele diventano protagonisti di un viaggio all'inferno, si scontreranno con fenomeni ed eventi misteriosi e spaventosi, che neanche nei loro peggiori incubi avrebbero potuto immaginare, fino ad arrivare alla verità, e sarà una verità terrificante, che li metterà in contatto con presenze e forze maligne, che non appartengono a questo mondo e che vogliono far loro del male, staccarli dalla realtà da essi conosciuta per scaraventarli in una dimensione a loro ignota, dove tutto è scritto, dove ogni fatto, persona, parola, emozione, paura, successo... è stato già tragicamente deciso da qualcun altro.

“Non ve ne rendete conto? Non lo sentite? Qualunque sia il finale di questa storia, noi dovremo esserci. Da qualche parte, credo sia scritto così”.

"Tutto è scritto" è un romanzo che parte come un thriller (c'è il serial killer che semina morte e terrore in città) per poi man mano approdare al paranormale, strizzando l'occhio all'horror; è, infatti, ricco di elementi surreali, extrasensoriali, occulti, in cui il Male si fa sentire non solo attraverso rumori sinistri e criptici, voci maligne che sussurrano all'orecchio di menti già di per sé fragili e suggestionabili, ma anche attraverso circostanze, fatti e indefinibili presenze che aggrediscono i vari personaggi coinvolti, fanno loro del male, mettendoli in serio pericolo e scaraventandoli in realtà che di umano e razionale non hanno nulla, popolate da esseri mostruosi, viscidi, suoni assordanti e raccapriccianti, esseri umani che impazziscono e diventano marionette senza anima nelle mani di questa essenza malvagia che sta causando un tale putiferio nella pacifica Parma e nelle esistenze di un gruppo di persone innocenti.

Ogni confine - tra razionale e irrazionale, tra incubo e realtà, tra vita e morte, tra follia e lucidità - viene puntualmente cancellato, e il lettore si ritrova anch'egli in balia di eventi sovrannaturali che si susseguono velocemente, senza che si capisca cosa ci sia dietro a una tale scarica di malvagità che si è espansa di punto in bianco causando dolore, sangue, morte, pazzia.
Fino a quando, verso la fine del romanzo, c'è il colpo di scena col quale l'Autore ci chiarisce, appunto, "l'origine del male": e se tutto quello che sta succedendo fosse provocato da un burattinaio perfido che muove i fili delle proprie ignare creature, decidendo il loro destino? E chi potrebbe essere questo infido manipolatore?
L'Autore mescola realtà e irrealtà, la finzione (nella finzione) con il vero, e il lettore inevitabilmente arriva all'ultima pagina con la curiosità di capire quale sorte - tragica? lieta?- toccherà ai poveri protagonisti della storia.

Pur essendo abbastanza corposo, il ritmo scattante e l'abbondanza di dialoghi facilitano lo scorrere della lettura, anche se forse la stessa potrebbe risentire dei tanti e repentini cambi di scena, che a mio avviso (e gusto personale) possono disorientare un po', e soprattutto verso la fine accadono davvero molte cose tutte insieme; personalmente ho trovato a volte eccessivo l'uso d certi elementi tipici del genere horror ("cose" raccapriccianti, viscide, insetti orribili, creature mostruose, pareti che si richiudono su se stesse, oggetti dai poteri funesti...); nel complesso, però, il romanzo risulta gradevole e credo che possa piacere in particolare a quanti amano quel genere di storie in cui il lettore viene fagocitato, insieme ai personaggi, in un grande incubo dove le paure più ancestrali vengono fuori.



6 commenti:

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz