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mercoledì 4 dicembre 2019

Recensione: LASCIA CHE LE COSE ACCADANO di Ksenija Stojic



Quali parole e quali giusti consigli potremmo rivolgere ad una persona che ha da poco perso un proprio caro e che soffre per questa perdita?
Il presente libro nasce dall'esigenza dell'autrice - psicologa e psicoterapeuta - di andare incontro alla richiesta di una paziente che, avendo perso la madre, le chiese di consigliarle qualche testo che potesse aiutarla ad affrontare il profondo dolore.




Lascia che le cose accadano 
di Ksenija Stojic

Europa Ed.
177 pp
14.90 euro


"...gradatamente, in lei si rinforzava la sensazione di essersi rigenerata, la consapevolezza di essere cambiata nel profondo. Un tempo non accettava i cambiamenti; li frenava, perché si sentiva impotente di fronte a loro, si sentiva sconfitta. Assunse la consapevolezza di aver finalmente imparato a lasciare che le cose accadano."

L'amicizia, quella vera, è un rapporto in grado di cambiarti la vita, di darle un senso quando sembra si sia perso, di sollevarti quando ti senti abbattuto, di aiutarti a vedere le cose dalla giusta prospettiva, evitando di chiuderti in te stesso ma, al contrario, aprendoti al mondo che ti circonda.
Nonostante il dolore che ti trafigge e che ti annienta.
Nonostante la solitudine che ti fa paura ma alla quale, giorno per giorno, ti abitui (e non sempre è un bene...).

Mare è una giovane donna che ha perso tragicamente prima entrambi i genitori e poi la cara nonna, che aveva cominciato a prendersi cura di lei quando la nipote era rimasta orfana.

Perdere tutte e tre le persone più importanti della propria vita è un colpo davvero duro da sopportare e la ragazza tenta un gesto estremo, spinta dalla disperazione, dal senso di profonda solitudine, convinta che non ci possa essere per lei alcuna felicità futura.
Ma grazie al tempestivo intervento di un ragazzo - che, con pazienza, aspetta di far breccia nel suo cuore, convinto di conquistarla, presto o tardi - riesce a salvarsi e di lei si prende cura una lontana parente, suor Giulia.
La donna è anziana e Mare sa che i rapporti con lei non sono mai stati stretti, eppure la zia l'accoglie in casa con un amore smisurato, dandole tutto il tempo per riprendersi fisicamente ed emotivamente.

Certo, non è semplice: Mare è sfiduciata, triste, arrabbiata con la vita che le ha tolto le persone amate...; è laureata in archeologia (come i genitori) ma per ora non sembra avere sogni e ambizioni relativi alla carriera.
Che fare? Pur essendo così giovane, Mare è spenta, demotivata, s'è chiusa in un bozzolo di dolore e pare non avere la forza né la voglia di uscirne.

E il pericolo più grande, per lei, che è ancora tanto giovane, è quello di arenarsi e rinchiudersi in se stessa, allontanando il mondo da sé, non trovando in esso alcuno stimolo.

Così, la saggia zia suora contatta un amico di vecchia data, religioso come lei: don Pietro, un sacerdote buono, comprensivo, amorevole, sempre pronto a offrire il proprio aiuto a chi è in difficoltà.
L'uomo prende Mare sotto la propria ala protettiva e comprende che la ragazza, dopo i lutti subiti e il suicidio mancato, ha bisogno di ritrovare se stessa, di vivere un periodo di assoluta tranquillità e rilassatezza, senza sentirsi addosso pesi, domande, aspettative di alcun tipo.

All'inizio Mare va a stare per qualche tempo dalla sorella di don Pietro, la buona e simpatica Agata; fratello e sorella rispettano i silenzi della loro giovane ospite, la lasciano libera di trascorrere serenamente e come meglio preferisce le proprie giornate, e pian piano per la ragazza cominciano ad aprirsi spiragli positivi di "rinascita".

La vicinanza a Pietro e ad Agata, due persone che - seppur per ragioni e scopi differenti - hanno fatto rinunce e sacrifici per qualcuno/qualcosa più importante di se stessi, colpisce Mare, che è sempre stato un tipo colto, molto sveglio, dall'intelligenza acuta, dalla sensibilità spiccata, e di fronte ai due anziani non può esimersi dal porsi domande importanti.

"Che cosa trovavano di buono, se mai qualche cosa di buono c’era, nel rinunciare ai propri sogni per il bene altrui?"

Quale e quanto amore è in grado di contenere il cuore di una persona per indurla a sacrificare se stessa per il prossimo?
Mare si rende conto di non averci mai pensato e di aver dato sempre per scontato l'amore e le premure ricevute in passato dai propri cari.

Ma don Pietro non ha finito con lei: avendo notato che la ragazza ha iniziato a mostrare una maggiore serenità ed apertura alla vita, le presenta una signora, anch'ella avanti con gli anni, Giovanna.

La storia di Mare si incrocia con quella di Giovanna, una donna con un vissuto particolare, doloroso, costellato da addii, rinunce, delusioni, amarezze, eppure tutto questo non ha tolto a Giovanna la capacità di guardare il mondo con curiosità, la voglia di scoprire ancora il bello che l'attende, la necessità di vivere ogni giorno in modo ricco, intenso, perchè la vita è una ed è preziosa, non va sprecata, anzi, dobbiamo sforzarci di continuare a ricercare ciò che la rende meravigliosa e degna di essere vissuta appieno.
E nel suo passato c'è stata una persona per lei importantissima che, più di tutti, le ha insegnato questa verità.

Giovanna non è credente, non nel senso comune del termine; non è cattolica, pur essendo molto amica di don Pietro e trascorrendo con lui ore a dialogare su questioni e interrogativi di natura religiosa, esistenziale, etica..., e i due, pur trovandosi spesso in disaccordo, traggono giovamento dai loro vivacissimi e stimolanti scambi dialettici, che avvengono sempre nel più assoluto rispetto e all'interno di una relazione amicale sostenuta da un sincero affetto.

L'Autrice intervalla il racconto del presente - in cui vediamo Mare interagire con le tre persone che le stanno amorevolmente vicino e che, benché siano di un'altra generazione, si stanno rivelando un'ottima compagnia, che tanto sta insegnando alla ragazza - con il passato, in cui la protagonista principale è Giovanna, che da ragazzina era molto amica di Agata, e con Pietro stava nascendo un sentimento che sarebbe potuto sbocciare in qualcosa di diverso e di bello se... le cose non fossero andate come sono andate.
Nel bene e nel male.

Ci si appassiona alle vicende di Giovanna, perché vediamo in lei un carattere forte, che ha fatto delle sofferenze vissute dei punti di partenza per crescere, maturando empatia, sensibilità, amore, accettazione di tutto quello che, di brutto e di bello, il vivere quotidiano porta con sè, e che non sempre possiamo cambiare.

Mare è come l'elemento della natura di cui porta il nome: vive momenti (periodi) di tempesta, scossa da onde troppo alte e pericolose, ma le acque non possono restare agitate per sempre: a un certo punto arriva la quiete, la proverbiale e tanto agognata "calma dopo la tempesta", cui segue la pace dei pensieri, dei tumulti interiori, dei tormenti dell'anima.
E a supportarla in questo cammino per superare la sua personale crisi esistenziale ci pensano tre persone anziane: la dialettica tra la vecchiaia e la gioventù, tra chi la vita l’ha vissuta e chi ha paura di viverla, tra chi deve ancora imparare cosa sia l'amore, il sacrificio e chi invece l'ha sperimentato sulla propria pelle, tra chi non ha paura della morte e chi la teme da sempre, comporta uno scambio di riflessioni e di pensieri che incidono profondamente sulle personalità dei protagonisti.

Tutti e quattro, infatti, per quanto in misure e per motivi diversi, hanno da comprendere qualcosa di sè e degli altri, affinando le proprie risorse emotive e psicologiche, utili per sviluppare un approccio alla vita che sia ricco, stimolante, positivo, che veda ciascuno quale attore protagonista della propria esistenza, fino all'ultimo giorno su questa terra.

"per raggiungere il senso della propria esistenza, ciascuno di noi dovrebbe sviluppare in pieno le proprie risorse, cioè le doti e qualità possedute."

Ascoltare le esperienze di chi è più grande, ragionare con ciascuno a mente lucida, sgombra da preconcetti e timori, aiuterà Mare a sviluppare la consapevolezza che la sofferenza, come la felicità e il piacere, fa parte della vita; non potrà mai evitare che il dolore bussi alla sua porta, ma potrà imparare a reagire ad esso in modo da non crogiolarsi più nelle ferite, ma guardando avanti nonostante la sofferenza, coltivando sogni, progetti, relazioni, dando spazio a tutto quello che può regalarle emozioni e una rinnovata energia.

"Vedere la bellezza richiede una grande concentrazione e un cuore libero dagli schemi della quotidianità."

È una sfida notevole, per Mara, forse la più importante della sua vita, per vincere la quale dovrà lavorare molto sulla propria interiorità, aprendosi gradualmente agli altri, alle tante esperienze che l'aspettano e dietro le quali può celarsi la vera felicità.

Un romanzo molto introspettivo, che scava mirabilmente nel cuore e nella psiche dei personaggi, le cui connessioni e conversazioni sono ricche di domande, spunti di riflessione, valori spirituali fondamentali, che colpiscono il lettore e lo coinvolgono, come se fosse anch'egli in compagnia di Mare e Giovanna, a disputare su questioni che hanno a che fare con la vita e con ciò che la rende il miracolo e il dono meraviglioso che è.
Una scrittura che va in profondità, e lo fa con fermezza e delicatezza insieme, e, pur avendo un carattere "meditativo", non assume mai toni didascalici perchè ogni riflessione e considerazione spirituale ed esistenziale giunge a noi attraverso dialoghi vivaci e piacevoli da leggere e attraverso la narrazione di storie di persone "normali", comuni, ma proprio per questo straordinarie e degne di interesse.

Molto bello, lo consiglio a quanti desiderano e ricercano una lettura che non sia mero intrattenimento ma offra input importanti su cui riflettere e posizioni/opinioni con cui confrontarsi.



6 commenti:

  1. Libro particolare che tocca tematiche importanti e complesse.

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  2. Io bisogna che smetta di leggere recensioni di libri, perché il tempo che posso dedicare ad essi è infinitamente inferiore a quello che vorrei dedicargli, i quindi scatta la frustrazione. Comunque, questo me lo segno, vedi mai... :-)
    Ciao.

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    1. Ciao Andrea, comprendo benissimo questa frustrazione perché la provo anch'io :-D
      Grazie per essere passato a lasciare un tuo commento :-)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz