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martedì 11 febbraio 2020

Seconda tappa del blogtour "Il Barbaro di Roma": Roma 40 d.C DESTINO D'AMORE di Adele Vieri Castellano


Buongiorno cari amici!!
Eccomi qui col parlarvi di uno dei libri appartenenti alla serie romance ROMA CAPUT MUNDI della bravissima Adele Vieri Castellano.

Vi ricordo che questa recensione rappresenta anche la seconda tappa del blogtour in corso Iniziato ieri e dedicato all'ultimo libro della serie - Il Barbaro di Roma -, per presentare il quale vengono riproposti i libri precedenti, accompagnati da altri contenuti speciali e interessanti.





Mi raccomando, fate un salto su tutti i blog per conoscere ciascuno dei meravigliosi capitoli che compongono la serie e per poter partecipare il 15 febbraio, a fine tour, al giveaway!
A fine post troverete i semplici passaggi per concorrere alla estrazione ☺

Ma intanto dedichiamoci al secondo volume: Roma 40 d.C DESTINO D'AMORE che ho letto alcuni anni fa e di cui conservo un ricordo entusiastico.

Come suggerisce il titolo, siamo nel 40 d.C., nella Città Eterna.

Marco Quinto Rufo è l’uomo più potente di Roma, secondo solo all’imperatore Caligola, un uomo temprato dalla foresta germanica, bello e forte che non conosce paura né limiti.
Lei è un’aristocratica raffinata e altezzosa che rapisce il cuore di Rufo, che la porta via con sé senza immaginare neanche lontanamente le conseguenze del suo gesto.

E anche se Caligola in persona decidesse di concedergliela, riuscirà il guerriero a possedere il cuore di questa fanciulla tanto bella quanto determinata a non cadere ai piedi di un uomo rude e spietato come Marco Rufo?

Prima di essere immersi nelle vicende, al lettore si presenta un episodio sgradevole: una ragazzina giace nuda davanti casa, legata ed esposta al pubblico ludibrio.
Cos'ha fatto quella ragazzina per subire una punizione del genere?
Lei è innocente, ma sta pagando la colpa di sua madre, che ha tradito il proprio marito; la ragazza è frutto di quell'adulterio.
Sette anni dopo, quella ragazza, che si chiama Livia Urgulanilla, è ormai una giovane donna di diciannove anni, poco ricercata da uomini rispettabili ai fini di un matrimonio, pur essendo elegante e bellissima, con la sua pelle come porcellana e gli occhi verdi come la giada.

Nonostante questa macchia indelebile, sua madre è riuscita ad ottenere per lei un "matrimonio di convenienza" con un figlio di mercanti, non proprio nobile ma "di buona famiglia": Settimio Aulo Flacco, un ragazzo avvenente e dall'aspetto perbene.
Livia pare davvero entusiasta all'idea di sposarlo e, inesperta com'è su tutto ciò che concerne l'amore, fantastica e vede il suo promesso sposo come un principe azzurro.

Mai avrebbe immaginato che qualcuno potesse sconvolgerla e confonderla nei suoi sentimenti e pensieri più intimi, eppure è così: quando i suoi occhi puri e limpidi incrociano quelli bui e profondi di Marco Quinto Rufo tra loro nasce qualcosa di inspiegabile e forte: i due cercano di negare l'attrazione che li unisce ma più vogliono ignorarla, più essa si rafforza.


Ma vediamo più da vicino Marco Quinto Valerio Rufo.

Nato a Roma durante la secunda vigilia nella fredda notte del 20 novembre del 12 d.C., quarto di tre fratelli tutti morti in tenera età, sempre protetto da bambino da una madre apprensiva, fin da piccolo è sempre stato taciturno e misterioso, riflessivo e affascinante. Proprio perché protetto, ama il rischio, non teme gli avvenimenti drammatici e, per alcuni versi, li va a cercare. Però non cerca mai il pericolo per dimostrare di essere il più coraggioso: semplicemente, si sente completo solo in situazioni pericolose.

È astuto, conosce la natura umana, è discreto, fedele e al contempo capace di infrangere le regole. Quando incontra il piccolo Lucio Arrunzio Stella trascorre con lui ogni giorno per le strade di Roma, è il fratello che non ha mai avuto e, quando il padre lo porta con sé in Germania Superiore, l’unico motivo di sofferenza per Marco sarà dover abbandonare il grande amico.

Eppure questa sua sofferenza resta ai più invisibile, perché Marco rivela raramente ciò che gli passa per la mente, ha un carattere volitivo, difficile da interpretare e, come tutto ciò che è sfuggente, crea intorno a sé un fascino irresistibile.

Non sopporta la stupidità, la vigliaccheria, è ascendente leone, quindi forte, positivo, magnetico, spesso inquieto. Ha un approccio aperto e diretto, passionale e generoso e detesta le persone bugiarde, tortuose, così come i compromessi.

Fin da quando il padre è stato trucidato atrocemente dai barbari, la sua esistenza è diventata una continua battaglia per ottenere vendetta e raggiungere obiettivi che non sono mai di piccola portata, sia a livello materiale sia morale. Per vendicare il padre ha dimenticato la pietà, ha strappato la pelle al suo omicida senza indugio, senza dare tregua né a sé stesso, né ai suoi nemici.

Aquilato, il batavo che lo ha raccolto in fin di vita dopo le torture dei bructeri, è diventato un amico fedele e in un certo senso Rufo ha potuto pagare il prezzo della sua salvezza salvando i bambini del villaggio da un attacco di lupi. Per questo si è conquistato la lealtà dei batavi che insieme a lui diventeranno le guardie del corpo addirittura dell’imperatore Caligola.

Idee, ideali e sentimenti sono sempre in primo piano per lui, li segue con costanza e caparbietà il suo unico difetto è quando si lascia sopraffare dalla sua natura molto emotiva. È leale e franco, ma la stessa lealtà e la stessa franchezza la pretende anche dagli altri, spesso queste qualità sfociano in un’eroica dedizione a una causa, che sia quella imperiale o della famiglia o dei suoi legionari.

È intelligente, aperto e perspicace, il suo coraggio non è mai in discussione, ha grandi qualità strategiche e la capacità di capire immediatamente le debolezze altrui. Ha sempre posseduto una buona eloquenza, ha il dono d’osservazione, le facoltà d’analisi e di sintesi, una naturale imponenza fisica e il magnetismo che lo ha reso popolarissimo come legato tra i suoi legionari.

Quando Livia irrompe nella sua esistenza, lui capisce che deve essere sua e poco importa che sia la promessa sposa di un altro!
Incoraggiato da Caligola stesso, Marco rapisce la giovane, che si ribella all'uomo rude, prepotente e animalesco che vuol possederla a tutti i costi, e giura a se stessa che farà di tutto per mantenersi pura per il suo fidanzato e mai si concederà a Rufo...!

E così tra i due inizia una vivace battaglia fatta di risposte piccate, insulti, baci rubati, corpi che fremono per consumare un legittimo desiderio fisico che reclama di essere soddisfatto - e tra sguardi truci e sorrisi sornioni, chi l'avrà vinta?
Marco non è un uomo dal cuore tenero eppure sotto quella scorza dura, dentro quel petto largo e forte, egli nasconde un cuore capace di innamorarsi.

Rufo è un uomo sensuale e passionale, capace di amare profondamente la sua donna, Livia, che fin da subito lo ha colpito con i suoi occhi e la sua bellezza quasi esotica. Ormai uomo maturo ha capito che ogni sua energia va investita nel bene della famiglia e Livia e Valeria Rufilla diventano il solo bene che deve difendere contro tutto e contro tutti.

Nella società descritta per noi dalla brava scrittrice in questo capitolo della serie, veniamo totalmente immersi nell'ambientazione dell'antica Roma, con i suoi costumi, i modi di vestirsi, i luoghi, i cibi...; le descrizioni vivide favoriscono l'immaginazione, tanto che ci sembra di essere lì, di camminare per quelle strade polverose, di assaggiare i cibi alla mensa del folle imperatore, di sentire la sua voce mentre ordina le cose più bizzarre e capricciose, di vedere negli atteggiamenti e negli sguardi degli uomini gretti come delle donne "dai facili costumi", la loro sete di lussuria, le gelosie, i tradimenti...

Ed è in un questo genere di contesto così ben disegnato, che si stagliano con altrettanta accuratezza i personaggi che ci faranno vivere tante emozioni, a cominciare dai protagonisti, Marco e Livia.
Un uomo e una donna che più diversi non potrebbero essere: il primo che ha vissuto di tutto, "un uomo di mondo" per dirla in chiave moderna, dallo sguardo impassibile, gli occhi che sembrano due pozzi scuri senza fondo e senza ombra di sentimenti; un sorriso spesso duro, uno sguardo arrogante, di chi è sicuro di sé, una cicatrice poco rassicurante che gli attraversa il braccio...

Lei: una raffinata, sofisticata ragazza patrizia, con una brutta esperienza alle spalle, dagli atteggiamenti apparentemente altezzosi e snob, che però celano un cuore sensibile, desideroso di vivere una favola d'amore con un uomo dai modi gentili che l'ami teneramente, che faccia sospirare le sue labbra di desiderio.

Per chi ama il romance storico ROMA 40 d.C. - DESTINO D'AMORE è la lettura ideale, di quelle che non potete lasciarvi scappare, in cui storia, sentimento e passione sono miscelati con maestria, in uno stile che riesce ad essere scorrevole pur restando preciso e accurato, con personaggi accattivanti assolutamente ben delineati, nel fisico come nel carattere (questo vale sia per i protagonisti che per i personaggi secondari).

Lasciati conquistare da Marco Rufo, un uomo che quando ama, lo fa con tutta l'energia possibile e la cui possessività e gelosia scaturiscono dal sentimento che gli infiamma il cuore.

Spero davvero di avervi instillato la voglia di tuffarvi in questo mondo antico e accattivante: una storia d'amore travolgente e sensuale vi aspetta per farvi battere il cuore!

Continuate questo tour nella Caput Mundi
 leggendo le recensioni degli altri romanzi della serie nei blog!
PROSSIMA TAPPA:
12 febbraio   Roma 42 DC - Cuore nemico 
Blog: Sognando tra le righe - Lettrici impertinenti 

REGOLE DEL GIVEAWAY

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10 commenti:

  1. Mi piace particolarmente questa tua iniziativa, complimenti.

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  2. Il libro con cui è iniziato tutto...<3

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  3. Ciao Angela :) Che nostalgia, il caro Rufetto! <3 Avevo iniziato questa serie anni fa, poi l'ho persa di vista. Sono contenta che l'autrice continui a scriverla, la recupererò appena possibile perché apprezzo la scrittura di grande potenza evocativa che la caratterizza.

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    1. Rufo conquistò anche me! Recuperala perché è bella!!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz