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giovedì 26 marzo 2020

il 26 marzo 1827 moriva Ludwig Van Beethoven.



Sono trascorsi 193 anni da quel 26 marzo 1827 in cui moriva, a soli cinquantasette anni, il grande compositore Ludwig Van Beethoven.

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  • Nacque nel dicembre 1770 a Bonn, in Germania, da una famiglia di musicisti e cantanti; proprio suo padre Johann lo costrinse ad esercitarsi giorno e notte per diventare sempre più bravo. I vicini di Beethoven ben ricordavano questo ragazzino in piedi su una panchina per raggiungere i tasti del pianoforte mentre piangeva e suo padre incombeva su di lui.

  • Per poter contribuire economicamente in famiglia, il piccolo Ludwig dovette lasciare presto la scuola (attorno agli undici anni), il che lo rese scarsino in alcune discipline, come la matematica.

  • Quando aveva diciassette anni ebbe modo di suonare in presenza di Mozart, a Vienna. Colui che a quel tempo era considerato a ragione il più grande compositore di Vienna, difficilmente si impressionava nell'ascoltare altri musicisti, essendo lui molto più avanti rispetto ai suoi coetanei per talento e risultati. Eppure si vocifera che, dopo aver udito suonare Ludwig, abbia lasciato la stanza dicendo di tenerlo d'occhio perché "un giorno darà al mondo qualcosa di cui parlare".

  • Uno dei contemporanei di Beethoven, il compositore Johann Baptist Cramer, disse ai propri studenti che se non avevano mai sentito improvvisare Beethoven, voleva dire che non avevano idea di cosa fosse un'improvvisazione.

  • Beethoven è stato un pioniere circa le composizioni per pianoforte, uno strumento per il quale nessuno aveva ancora scritto un lavoro completo; infatti, i suoi predecessori avevano composto più che altro per clavicembalo.

  • Pare che le donne avessero di lui pareri contrastanti: c'erano quelle che lo ritenevano addirittura ripugnante, mezzo pazzo e brutto. Insomma, è probabile non avesse un fanclub a suo nome, ecco..

  • E se sull'aspetto fisico possiamo chiamare in causa la soggettività, circa il suo stato di salute è la medicina a parlare: oltre alla sordità, il musicista soffriva anche di colite, reumatismi, febbre reumatica, tifo, disturbi della pelle, ascessi, una varietà di infezioni, oftalmia, degenerazione infiammatoria delle arterie, ittero, epatite cronica e cirrosi epatica. Un nosocomio vivente....

  • Per quanto riguarda la sordità, probabilmente essa insorse in seguito ad altre malattie avute nell'infanzia, come effetto di tifo o vaiolo. Fu verso i ventuno anni che cominciò a sentire un ronzio costante alle orecchie.

  • La Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore Op. 55, detta Eroica, fu composta da Ludwig van Beethoven fra il 1802 e 1804 e inizialmente dedicata a Napoleone Bonaparte, da lui ammirato in quanto simbolo di rivoluzione e di una nuova era in Europa (salvo poi restarne deluso quando il generale si fece incoronare imperatore).

  • Ha composto opere anche per donne da lui amate, come la Moonlight Sonata, dedicata alla sua allieva la Contessa Giulietta Guicciardi; per inciso, Ludwig odiava dare lezioni di piano, tranne che ad allieve giovani ed attraenti...

  • Ad ispirare l'Inno alla gioia fu una poesia del filosofo Schiller (An die Freude) del 1786; Beethoven adattò i versi componendo la sua Sinfonia n. 9 in re minore, eseguita per la prima volta nel 1824.

Gioia, bella scintilla divina,
figlia degli Elisei,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
La tua magia ricongiunge
ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove la tua ala soave freme.
L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse di essere amico di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, - chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito, lasci
piangente e furtivo questa compagnia!
Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
tutti i buoni, tutti i malvagi
seguono la sua traccia di rose!
Baci ci ha dato e uva ,
un amico, provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.
Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio (vada) al mondo intero
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.
Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!

  • Nel 1827 Beethoven morì per una serie di possibili infezioni e malattie, tra cui cirrosi, sifilide, avvelenamento da piombo.


LIBRI SU LUDWIG VAN BEETHOVEN


ROMANZI


IL DIO SORDO. Mia immortale amata di A. Scotto di Carlo


LINK AMAZON (gratis su Kindle Unlimited)

L'anima di un giovane del XXI secolo viene risucchiata indietro nel Tempo dall'irresistibile potere della Musica, finendo nel corpo di un coetaneo della Vienna del 1808. 
Qui il protagonista assiste al leggendario concerto in cui Beethoven presenta la sua Quinta, entrando poi nelle sue grazie fino a diventare il suo servitore. 
Attraverso di lui, sullo sfondo storico fine-epoca-napoleonica/Restaurazione, viviamo le vicende di Beethoven: l'amore segreto, una donna che ha rapito il suo cuore ma che è ella stessa prigioniera di convenzioni e legami familiari; la passione per la Musica, dall’ispirazione che egli trova nella sua cara Natura, allo scrittoio dove forgia melodie e orchestrazioni, ai teatri dove a volte viene acclamato e altre deve fronteggiare la perplessità di un pubblico disorientato da una musica troppo precorritrice; l'inesorabile decorso della malattia, con improvvise speranze di guarigione e puntuali delusioni, fino alla struggente rassegnazione; i travagliati rapporti con la famiglia, tra gli attriti coi fratelli, l’odio “immotivato” per la cognata e l’amore incondizionato per il nipote, passando attraverso faide private e legali; e infine le sue paure di uomo, l’impotenza di fronte al Destino, la voglia di combatterlo e la speranza di vincerlo.

15 illustrazioni originali completano l’opera raffigurando Beethoven e gli altri protagonisti in alcuni frangenti della storia.


LA SINFONIA DELLE COSE MUTE di B. Pedretti

(267 pp, Mondadori)


Vienna, 1827. Un'immensa folla riempie le strade, riunita per l'estremo saluto a Beethoven. Tra gli altri anche il giovane Gerhard von Breuning, che ha capito che Beethoven è colui che più di ogni altro ha saputo attingere dagli abissi primordiali dell'umanità il mistero del suono con cui la vita si dichiara. 
Tokyo, 1872. Mori Noboru rientra in Giappone dopo cinque anni in Europa. Ha studiato la cultura "barbarica" ed è uno dei più convinti fautori del nuovo. La filosofia e le tecniche più moderne dovranno ispirare l'era inaugurata dall'imperatore Meiji, insieme alla musica per pianoforte e alle sinfonie di Beethoven. Ma l'ostilità all'apertura verso l'Occidente cresce intorno a lui sino alla violenza. 
Berlino, 1947. Il famoso direttore d'orchestra Wilhelm Furtwängler - reduce dall'umiliante "processo di denazificazione" per aver diretto i Berliner Philharmoniker negli anni hitleriani - giunge nella città colma di macerie, percorsa da figure della follia e del dolore e sente che le ombre della storia continuano a soverchiarlo. L'incontro con una pianista sopravvissuta agli orrori della guerra e con un enigmatico giapponese innamorato di Beethoven gli ricorderanno quanto la missione della musica vada sempre protetta dalla sua impotenza politica. 
Una città del Sudamerica, primi anni Duemila. Ormai disincantato, "il migliore direttore d'orchestra del suo tempo", Jonas Weger, si sente all'epilogo della carriera e non desidera che il silenzio, l'oblio. Ma la tragica morte di due ragazzi la notte di Natale lo spingerà a dirigere il suo ultimo concerto insieme ai ragazzi sordi di Silencio Musical.





LA SINFONIA PROIBITA di A. Mattioli
(172 pp, Editore Bookroad)

Andrè Vallè, uomo pieno di talento musicale ma facile agli eccessi, viene a sapere dell’esistenza di una leggendaria decima sinfonia che sarebbe stata scritta da Ludwig van Beethoven. 
Alla ricerca del misterioso manoscritto, Andrè comincia un viaggio che lo porterà a scoprire sconvolgenti segreti sulle vite dei più importanti compositori della storia, – da Brahms a Schumann, passando per Shubert – e a trovarsi in mezzo a pericolosissimi giochi di potere. 
Più entrerà nei misteri di questa partitura, più gli intrighi lo avvolgeranno, rivelandogli che dietro a una composizione tanto elevata si nascondono scandali, giochi di potere clericale e massonico, trame internazionali.




AUTOBIOGRAFIA


AUTOBIOGRAFIA DI UN GENIO, a cura di M. Porzio

(Piano B Edizioni)

In questa raccolta originale di lettere e pensieri di Ludwig van Beethoven, sono presentati al lettore le ansie, i dolori provocati dalla sordità, i rivolgimenti rabbiosi, gli slanci geniali e i rapporti affettivi e di amicizia di uno dei massimi artisti di tutti i tempi. 
Troppo spesso tradito dal luogo comune del burbero misantropo, l’uomo Beethoven si rivela invece attraverso questa selezione di scritti come una personalità dotata di un potente misticismo, capace di slanci lirici e devoti, ma anche in grado di affrontare le situazioni più avverse e varie dell’esistenza umana in un’alternanza prodiga di tenerezza, amore, pungente ironia ed entusiasmo per la vita.




SAGGIO


IL GENIO DI BEETHOVEN di G. Pestelli

(221 pagine, Editore: Donzelli)

Le nove Sinfonie di Beethoven sono forse il patrimonio musicale più conosciuto al mondo; ovunque esista una vita musicale, ovunque si faccia musica, le Sinfonie sono la colonna portante del repertorio sinfonico e da circa due secoli sono presenti nella mente e nel cuore degli ascoltatori. 
Tutte e nove possono essere considerate un unico corpo creativo, in cui si delinea un percorso evolutivo e anche il racconto di una storia. Prese insieme, infatti, possono far pensare a un romanzo di formazione: un giovane parte per il vasto mondo, si scontra con ostacoli che riesce a superare grazie a un'eroica volontà d'azione finché, uscendo dalla sfera degli interessi personali, allarga lo sguardo a una dimensione sociale, celebrando ideali di portata universale. 







Fonti consultate per articoli:

8 commenti:

  1. Un grande e immortale della musica che ascoltavo incessantemente quando avevo diciassette anni. Ciao Angela, brava per aver ricordato questo straordinario autore nel giorno della sua morte.
    sinforosa

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    1. Si può non essere appassionati di musica classica ma è impossibile non restare estasiati nell'ascoltare un genio assoluto come lui!
      Un abbraccio

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  2. Ciao Angela! Io faccio danza modern jazz, ma spesso collaboriamo con il classico, ed una volta mi sono sostituita ad una di loro che aveva rinunciato al saggio all'ultimo minuto e mi sono dilettata in un balletto a tre sulla Quinta di Beethoven. Col senno del poi, è stata una delle cose più impegnative che ho fatto in materia "ballerina", ma ne è valsa la pena!

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    1. Immagino sia stato impegnativo ma ricco di soddisfazione :o)

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  3. Ammazza scoppiava di salute! NOn sapevo che fosse mezzo sordo, un genio!

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    1. Ah ah povero, aveva un sacco di problemi di salute...
      E sì, era un genio ;-)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz