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sabato 30 gennaio 2021

Recensione: IL MAESTRO E MARGHERITA di Michail Bulgakov


Nella Mosca degli anni '30 arriva Satana in persona e, sotto le spoglie di un esperto di magia nera, accende una girandola di eventi tragicomici.



IL MAESTRO E MARGHERITA
di Michail Bulgakov


Ed. Einaudi
404 pp
Tutto ha inizio in una calda serata di primavera, presso gli stagni Patriarsie di Mosca:  due uomini passeggiano parlando di Gesù Cristo, la cui esistenza è messa fervidamente in dubbio da uno di essi.
Si avvicina un uomo - un professore, esperto di magia nera - che, a tal proposito, chiede ai due: "se dio non esiste, chi dirige la vita umano e tutto l’ordine della Terra?”; la risposta dai due amici arriva pronta: "È l’uomo", ma lo straniero obietta e ricorda che dopotutto l’uomo non è in grado di dirigere neanche la propria vita. 

Inizia poi a raccontare un episodio al quale, dice, ha personalmente assistito: la condanna a morte di Gesù (Jeshua Hanozri) ad opera di Ponzio Pilato, troppo debole per opporsi alla volontà dei capi dei sacerdoti che volevano il Nazareno morto.

Lo straniero - Woland, che è il maligno in persona -, tra le altre cose, con la sua irritante sicurezza, prevede la morte di uno dei due e la schizofrenia all'altro... ed entrambe queste cose accadono.

Uno di questi disgraziati, Ivan, incontra nella clinica in cui è ricoverato, un uomo che gli racconta di aver scritto un romanzo su Pilato; è un "maestro" ed ha amato (ricambiato) una donna, Margherita.
La donna diventa protagonista di una serie di vicende incredibili e a muoverla è il desiderio di liberare il suo amato dal manicomio. e per ricongiungersi al suo Maestro è disposta a tutto, anche a fare le cose più assurde, vivendo esperienze sovrannaturali.

Tanti bizzarri personaggi intervengono in questa commedia surreale in cui uomini inconsapevoli sono alle prese con il diavolo che, accompagnato dai suoi aiutanti e da un gatto, si fa beffe di loro, della loro incapacità di comprendere e rispondere alle magie di Woland, che li raggira con crudeltà.

La trama è bella complicata, i diversi avvenimenti, luoghi e personaggi si susseguono in modo vivace; non nego di aver fatto fatica ogni tanto a seguire "il filo dei discorso", ma in generale è un libro che ho apprezzato per l'originalità, mi sono piaciuti gli sbalzi temporali per raccontare il supplizio di Cristo, l'angoscia di Levi Matteo, i tormenti di Pilato.
Tra le pagine di questa sorprendente satira c'è qualcosa di poetico nonostante le vite degli uomini siano disturbate dalla presenza del Male, di romantico se pensiamo a Margherita e al suo amore per il suo Maestro, di mistico, di tragico e ironico insieme.

Benchè io non abbia mai avuto un grande feeling con gli scrittori russi, non posso non riconoscere che il Maestro e Margherita senza dubbio faccia parte di quei libri che meritano di essere letti.

2 commenti:

  1. Quando lessi la prima volta il romanzo ci capii poco e nulla. Ho dovuto rileggerlo per la seconda volta per capirlo meglio ed una terza per arrivare a definirlo un vero e proprio capolavoro. Tanto da inserirlo nella lista dei miei 10 romanzi preferiti. Hai perfettamente ragione: è un libro da leggere assolutamente. Ma magari un paio di volte;)

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    1. È vero, ci sono libri che meritano una rilettura ;-)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz