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domenica 28 marzo 2021

Recensione: RENDI LA MIA SPERANZA ETERNA. Poesie 2015-1019 di Viviana Rizzo




Attraverso queste poesie - scritte in un arco di tempo che va dal 2015 al 2019 -, la giovane autrice accompagna il lettore in un viaggio nelle parole, introducendolo nel proprio mondo interiore e condividendo con lui pensieri, riflessioni, speranze, su tanti temi, quali la vita, l'amore, l'umanità nel suo essere così complessa e sfaccettata, la natura, il potere creativo ed evocativo della scrittura.
 

RENDI LA MIA SPERANZA ETERNA. Poesie 2015-1019 
di Viviana Rizzo



258 pp
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Sono tanti e diversi i concetti espressi in queste poesie: c'è l'amore per la scrittura, divenuta per Viviana la "ragione prima per cui vivere", per la lettura, che apre la mente ad infiniti mondi.

Trova posto il potere dell'immaginazione, condizione indispensabile per chi scrive, il quale - nel momento in cui intinge il calamaio nell'inchiostro della propria immaginazione - sente di avere la realtà in mano e di poterne parlare attraverso un linguaggio fatto di simbolismi, di associazioni cariche di suggestione, che inevitabilmente stimolano la mente di chi legge.
 
Ci sono riflessioni sull'uomo, la cui unicità e singolarità non possono prescindere dalla massa: 

"la storia è condotta dall'individuo
ma racconta la massa. 
L'azione del singolo 
compone il destino storico della massa".


Le parole, come fotografie, immortalano scatti di vita, che siano persone - la ruvidezza di un pescatore, l'energia degli adolescenti - o la natura stessa (definita "amica sincera"), tra cui ad es. il mare con la sua forza trascinante, o anche soltanto l'attesa dell'alba e la speranza che essa infonde in quanto preludio di un nuovo giorno:

"i fiori continueranno ad esserci 
su questi prati 
e ogni giorno 
il sole saprà ancora risplendere questa aspra terra".


L'arte, in tutte le sue espressioni e forme, parla a chi ad essa si rivolge, donando spesso una sensazione di pace, di serenità, quella che personalmente ho provato io leggendo i versi di Viviana.

E se la poesia è un canale per guardare al mondo e alla vita e rifletterci su, la scrittrice non può non porsi degli interrogativi, che ogni persona prima o poi si pone, e tanto più, a mio avviso, i giovani, assetati di risposte e certezze: domande su cosa fa sì che esista ancora la Bellezza, sul futuro, sul legame tra ragione e passione, su cosa sia la vita stessa, che come un fiume scorre perpetua, donando amarezza e bellezza.

"Che cosa è la vita se non una lunga illusione? 
Che cosa è la vita se non un vittoria mancata?
Vita sinonimo di battaglia, forza e libertà 
e io non ne ho mai abbastanza…"

Sono sempre stata convinta che, tra le varie forme di scrittura, la poesia fosse una di quelle più "intime", con la quale il poeta alza un velo sulla propria interiorità, lasciandoci scorgere - seppure attraverso un linguaggio fatto di metafore, immagini, allegorie - frammenti importanti di sé, del proprio vissuto, dei propri valori, sentimenti, attese, speranze, domande, e se c'è una cosa che emerge, tra le altre, è la vivace sensibilità di una giovanissima donna che alza il proprio sguardo su ciò che la circonda e su ciò che è dentro di sé, e prova a spiegare quel che vede, a condividerlo, a dargli corpo, riuscendoci alla perfezione.

Scrivere poesie è come porsi all'ascolto di una voce interiore, che a volte grida, altre volte sussurra, ma che sempre apre nuovi squarci di orizzonti, e che spesso trova la propria linfa vitale nei preziosi e necessari momenti di silenzio e solitudine.

Una solitudine che non può essere madre dell'isolamento e dell'inazione, di una quiete compagna  dell'apatia e della rassegnazione, ma dalla quale deve generarsi una sana irrequietezza, uno spirito indomito, un'anima che, quasi con disperazione, non smette di sperare e di vivere "feroce e appassionata"

I componimenti di Viviana si susseguono sotto i nostri occhi dando vita ad immagini eteree, profondamente delicate, che assumono ora contorni volutamente più vaghi ed onirici, ora più definiti, come quando ci si sofferma sulle azioni, sulle vittorie e sugli errori dell'umanità, e a parole che sanno essere tanto  delicate e sensibili, quanto energiche, ricche di forza e voglia di gridare al mondo che lei esiste, c'è, e ad attestarlo non è soltanto il suo respiro ma ancor più l'intelletto e la passione che, alimentate dal bene, dall'amore, dalla libertà, muovono all'azione.

"Rendi la mia speranza eterna" comprende liriche davvero belle, che si lasciano leggere una di seguito all'altra senza distrazioni; le ho apprezzate molto sotto tutti i punti di vista: nel linguaggio - che sa essere tanto immediato e semplice quanto elegante e più ricercato (come nella sezione "Le canzoni del vento") - come nelle tematiche affrontate con sincerità e passione.

Ringrazio Viviana Rizzo per avermi fatto dono della copia del suo secondo scritto; se già nel primo (Hey mondo, esisto anche io!) avevo avuto modo di apprezzare la sua sensibilità e curiosità verso la vita, il mondo, la società, e la capacità di trarne interessanti riflessioni e pensieri, in questo libro le sue doti di scrittrice sono sicuramente maturate, nella forma come nei contenuti.

Vi suggerisco di dare un'occhiata al suo interessantissimo blog >> Vivi pensando


Se la realtà fosse fiore
 che appassisce, 
che vive, 
che fiorisce 
e fiorisce ancora, 
allora vorrei esserne 
l’acqua che le nutre
 i petali,
 le foglie,
 le contraddizioni, 
le bellezze. 

Desidero 
che mi appartenga 
l’arte nelle mani
 e nello spirito
 per saper descriverla 
e abbellirla.

Se la realtà fosse fiore,
 allora vorrei che le lacrime
 e le pagine – da cui io dietro mi nascondo siano l’acqua 
che la nutrono.

4 commenti:

  1. Non la conoscevo. Sai quanto sia sensibile alla poesia e ti ringrazio per avermi fatto scoprire Viviana Rizzo.

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    1. Lo so e mi fa piacere che tu possa nutrire interesse per questa giovane poetessa :)

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  2. "la storia è condotta dall'individuo
    ma racconta la massa.
    L'azione del singolo
    compone il destino storico della massa".

    Incontra molto di più il mio gusto personale questa poetessa. Andrò a vedere il suo blog con curiosità.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz