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venerdì 30 giugno 2023

♣ RECENSIONE ♣ PERFECT DAY di Romy Hausmann



Nove bambine sono scomparse in poco più di un decennio; di loro si sono trovati solo i cadaveri, abbandonati nei boschi e "segnalati" da dei nastri rossi legati agli alberi.
Ma finalmente pare abbiano trovato il killer: è lui, un antropologo e filosofo famoso e stimato, ribattezzato "Professor Morte".
È davvero l'assassino?
La sua unica figlia conosce l'amato padre che l'ha cresciuta al meglio delle proprie possibilità, non facendole mai mancare il proprio sostegno nemmeno nei momenti più difficili, e sa che mai egli sarebbe capace di macchiarsi degli atroci delitti dei quali è accusato.
Ed è disposta a tutto per dimostrarne l'innocenza.


PERFECT DAY 
di Romy Hausmann



Ed. Giunti
trad. A. Daniele
384 pp


Ann Lesniak ha ventiquattro anni quando la sua vita viene sconvolta da un evento tanto improvviso quanto tragico: in una sera come le altre, mentre si apprestano a cenare, la polizia irrompe dentro casa - dove lei abita col padre, Walter - e arresta quest'ultimo, per poi perquisire a fondo l'abitazione.
Il motivo dell'arresto è assurdo, oltre che drammatico e grave: il professore Walter Lesniak, filosofo di fama mondiale, è accusato di essere nientemeno che il "serial killer dei nastri rossi", vale a dire il feroce assassino che da anni sta angosciando Berlino con i suoi crimini: a partire dal 2004 fino al 2017, dieci bambine sono state prima rapite e poi trovate morte nei boschi attorno alla capitale - in vecchie rimesse, in cantieri abbandonati... -, senza che si fosse mai riusciti ad arrivare a individuare la mano assassina.

Fino a quel momento: è lui, il “Professor Morte” - docente universitario berlinese e noto antropologo, il papà della scioccata Ann - il criminale.
Jana, Kati, Olivia, Laetitia, Hayet, Jenny, Saskia, Alina e Sophie: è lui che ha ammazzato queste povere bambine (tra i sei e i dieci anni), lasciandole morire dissanguate e appendendo una serie di fiocchi rossi ai rami degli alberi come "guida" fino al luogo in cui giacevano i cadaveri.
Alle nove piccole vittime si aggiunge il sospetto di una decima, presumibilmente la prima di tutte, Larissa, scomparsa (e ritrovata morta) nel 2003.
 
Finalmente, dopo quattordici lunghi anni dal primo omicidio, la polizia stringe il cerchio intorno al presunto colpevole: Walter Lesniak, il quale, però, né smentisce le accuse né si dichiara colpevole.

Il suo amico e avvocato, Ludwig, non sa che pesci prendere e chiede aiuto addirittura ad Ann, affinché convinca il padre a parlare e a provare a scagionarsi, se è innocente.

Perché è innocente, vero?
Ann ne è straconvinta: suo padre, un uomo colto, gentile, studioso, appassionato di temi esistenziali e psicologici, una persona sensibile e comprensiva, un padre sempre presente... come fa ad essere un killer e per di più di bambine? Ma è assurdo, è fuori da ogni logica e Ludwig non può davvero credere alle accuse, perché anch'egli sa chi e com'è Walter!

E proprio perché nessuno le crede, decide di cominciare a indagare per conto proprio per dimostrare l'innocenza del padre; là fuori c'è il vero colpevole e va consegnato alla giustizia, affinché smetta di far del male e per dare un po' di sollievo alle famiglie cui sono state brutalmente strappate delle figlie.

Ad aiutarla nelle sue personalissime ricerche si succedono due amici di Ann: la prima è un'amica di vecchia data (nonché vicina di casa), Eva, la quale si presta ad aiutare Ann nella sua folle impresa, ma purtroppo il suo contributo avrà vita breve a causa di un tragico imprevisto; il secondo collaboratore sarà Jacob, un amico simpatico e disponibile che però si rivela essere anch'egli interessato al caso del "serial killer dei nastri rossi" per ragioni personali, ed infatti la sua amicizia con Ann ha sempre avuto un fine ben preciso, per lui.

Il primo tassello da posizionare le viene offerto da una collega di lavoro, Michelle, una donna dolce e materna che, Ann scopre, è la mamma proprio della piccola Larissa, la prima vittima del killer!

A partire da questo indizio Ann - prima con Eva e poi con Jacob - comincerà a seguire qualsiasi traccia possa condurre a un possibile indiziato, ed in effetti un nome sospetto sbuca dal passato della povera Larissa e su di lui Ann convergerà ogni pensiero e risorsa.

La sua ossessione per la verità la porta a Schergel, nella Foresta Bavarese, perché pare che lì ci sia un nuovo caso di scomparsa, il che - ovviamente! - accende le speranze di Ann: se suo padre è in prigione e il killer dei nastri rossi è ancora attivo e colpisce, ciò significa solo una cosa: il professor Lesniak è innocente, in carcere c'è l'uomo sbagliato!!

Finalmente si sta avvicinando l'occasione che Ann cercava: far vedere a tutti chi è l'uomo che l'ha tirata su egregiamente e senza la figura materna (la mamma di Ann è morta quando lei era piccola), mostrarlo per ciò che è - un'anima affabile, serena, istruita - e togliergli l'onta terribile che gli è stata gettata addosso.
Che ne sanno le persone di com'è stato il professor Lesniak nel suo privato? Nessuna di esse sa quanto lui sia sempre stato vicino alla sua complicata figliola, che soprattutto da adolescente ha avuto un temperamento molto ribelle; Ann ricorda alla perfezione le conversazioni a tema filosofico con il padre, i loro discorsi profondi infarciti di citazioni di illustri pensatori (Kant, Cartesio, Pascal...), la disponibilità del genitore di trascorrere del tempo con lei senza mai trascurarla ma mettendo la "sua Coccinella" sempre al centro della propria vita.

Ann è una giovane donna che - dal giorno dell'arresto - ha sentito che qualcosa dentro le si è spezzato per sempre e il marchio infamante sulla reputazione del padre ha colpito anche lei, come un pugno in pieno viso, facendola barcollare.
E, soprattutto, facendola sentire terribilmente sola.
Senza Walter, Ann è sola al mondo.
Un tempo c'è stata la sua Zoe e il loro amore, ma poi lei se n'è andata.
Pure l'amica del cuore, Eva, l'ha lasciata, anche se adesso è ritornata.

Non le resta che combattere perché la verità trionfi.
Certo, per quanto il suo cuore rifiuti di contemplare anche soltanto la minima possibilità che il padre possa essere il vero colpevole, la ragione le dice di stare all'erta.

"Chi vorrei – cosa rimarrebbe di me – se tutto quello che sono stata finora si rivelasse una menzogna?"

"Comprendere è doloroso, Ann. Forse la cosa più dolorosa in assoluto."

Seguiamo Ann mentre cerca, frenetica e determinata, di scagionare suo padre; il suo è un viaggio complicato, che non è solo costellato di piste da seguire, dettagli cui far caso, sospettati da tener d'occhio, ma è ancor prima un viaggio psicologico, che conduce Ann dentro sé stessa e anche dentro la mente di altre persone, in qualche modo coinvolte.

È un percorso difficile, da affrontare con coraggio, consapevolezza, che imbocca le strade buie del dubbio e degli interrogativi scomodi e dolorosi, ed Ann deve stare attenta perché rischia di prendere troppi abbagli e di perdersi tra cumuli di false verità che, in fondo, lei stessa si sta costruendo:


"mi ero composta il mio puzzle, avevo distorto i pezzi e incastrato a forza gli angoli che non combaciavano. Avevo creato collegamenti dove non ce n'erano, trasformate le coincidenze in prove, semplicemente riscritto la storia."


"Perfect day" è un thriller psicologico ben costruito, coinvolgente, che dà al lettore il modo di addentrarsi in quell'intricato dedalo che è la mente umana, con i suoi lati oscuri, le sue ossessioni, le paure, le fragilità, i meccanismi di difesa, i traumi che mandano il cervello "in tilt", gli impulsi non sempre controllabili; la narrazione è, in larga parte, affidata ad Ann, ma alla sua prospettiva si alternano le registrazioni delle conversazioni tra il colpevole e il suo interlocutore - psicologo? poliziotto? giornalista? (entrambe le identità vengono, ovviamente, rivelate verso la fine) - e il racconto di un "noi" in cui una "voce" racconta del rapporto con una bambina, chiamata principessa, e che va amata e protetta.

Mi è piaciuta l'attenzione posta alla parte psicologica ed emotiva, e anzi le emozioni sono fondamentali in questa storia e la stessa Ann è stata educata ad essere introspettiva, a guardarsi dentro, individuando le proprie emozioni e cercando di spiegarle e comprenderle al meglio.
Il finale ci sta e lo trovo coerente con tutto.

Consigliato, dategli una possibilità, è un buon libro; è il secondo che leggo di quest'autrice tedesca e la sto apprezzando.

Vi lascio con la canzone preferita di Ann e che dà il titolo al romanzo.


(Lou Reed)

Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was someone else
someone good

Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
you just keep me hanging on

You’re going to reap just what you sow



CITAZIONI

«Comunque è importante avere una speranza, anche solo per combattere la paura. Qualcosa a cui aggrapparsi finché non arriva l'oscurità del nulla.»
«I ricordi sono belli solo se c'è speranza» continua. «Altrimenti ti distruggono.»

"tutto può diventare un incentivo per agire, anche l'odio."

"La vita va avanti per la sua strada. Si insinua nelle crepe più piccole per sbucare di nuovo in superficie, persino nelle condizioni più sfavorevoli, come una piantina in mezzo all'asfalto. Una risata che all'inizio quasi pizzica, perché da tempo non muovi più i muscoli necessari, che suona lieve e trattenuta e forse anche po' artefatta. E poi un bel giorno ridi di nuovo, a voce alta e scrosciante e così forte che ti fa male lo stomaco. Allora la felicità si impone, senza chiedersi cosa sia giusto o sbagliato. La felicità è cieca e sorda, e va bene così."

"L'amore non ci lascia scegliere. Non siamo noi a deciderlo – è lui a cercarci e a trovarci. Si annida nel profondo del nostro animo diventando il nucleo del nostro essere. Tutto ciò che proviamo germoglia dall'amore. Speranza e fede, fiducia e determinazione. Ma anche odio e paura e rabbia e tutte le emozioni negative che ci rendono creature viventi. In fondo derivano anch'esse dall'amore deluso e ferito. L'amore è la cosa più fragile ma anche la più forte in noi esseri umani. Ed è sempre presente. A volte è grande e variopinto e chiassoso e splendente come i colori dell'estate. Altre appena percettibile, solo un alito o un sussurro. Solo una lucina rossa, che però è visibile anche nella notte più nera e profonda. E anche quando non rimane più nulla di noi, l'amore è la nostra ultima preghiera. Il nostro ultimo respiro.
"

4 commenti:

  1. Thriller appassionante alla scoperta dei lati più oscuri dell'animo umano, un viaggio tra esperienze terribili stando comodamente seduti sul divano :)

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  2. Complimenti per la recensione. Il libro sembra molto interessante

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz