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lunedì 12 gennaio 2026

Recensione: UNA DI FAMIGLIA di Freida McFadden

 


Millie è una giovane ex-detenuta che desidera ripartire da zero lasciandosi alle spalle i tanti sbagli commessi. Ma per farlo ha bisogno di un lavoro e quando la ricca signora Winchester sembra intenzionata ad assumerla come aiuto tuttofare, l'occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.
Ma entrare in quella sfarzosa dimora potrebbe rivelarsi il più grande errore della sua vita...




UNA DI FAMIGLIA
di Freida McFadden



Newton Compton
trad. E.Motta
320 pp
Millie Calloway ha trascorso gli ultimi dieci anni della propria vita in carcere.
Adesso ne è fuori e sa di dover rigare dritto.
Per prima cosa, ha bisogno di un lavoro e, possibilmente, anche di una casa, perché vivere notte e giorno nella propria Nissan non è il massimo.

Consapevole di non poter offrire alcuna referenza, quando riesce ad ottenere un colloquio con la signora Nina Winchester, Millie vorrebbe quasi gridare al miracolo per la felicità.
Ma si limita a dare un'immagine di sé posata, affidabile, professionale e, mentre risponde alle domande della donna che potrebbe diventare la sua datrice di lavoro, Millie non può fare a meno di guardarsi intorno e provare un pizzico di invidia per la giovane signora seduta davanti a lei.

La lussuosa villa dei Winchester è lo scenario adatto per accogliere una famiglia felice: Andrew (Andy) Winchester è un affascinante e attraente uomo d'affari, sposato con la bionda ed elegante Nina, ed hanno una figlia di nove anni, Cecelia. 

Poter lavorare in una casa come quella, a servizio di certa gente raffinata, piena di soldi e appagata, sarebbe un sogno... che infatti diventa realtà in quanto, contro ogni previsione, Millie viene assunta come governante dei Winchester.

Quello che si era immaginata come il lavoro dei sogni si rivela da subito un impiego faticoso: polvere e cattivo odore invadono le stanze, e la padrona di casa è una donna annoiata e instabile, che sembra godere nel vederla faticare dalla mattina alla sera. 
Il suo umore è pericolosamente altalenante, è vittima di veri e propri attacchi isterici (che la spingono a gettare oggetti per aria, creando macelli che poi ovviamente è Millie a sistemare) e soprattutto è una gran bugiarda, che inventa frottole per incolpare la nuova governante di errori che in realtà non ha commesso.

A peggiorare la situazione ci si mette anche Cecilia: la bambina - che viene vestita come una bambolina, tutta pizzi e merletti - ha un profondo astio verso Millie, la tratta con sufficienza ed è fastidiosamente capricciosa.

Gli unici esseri umani che si salvano in questa gabbia di matti sono gli uomini: Andy, che è un padrone di casa gentile e simpatico, e il giardiniere Enzo.
Enzo è di origini italiane, non parla fluentemente l'inglese, è molto schivo e a tratti inquietante, ma è anche sexy da morire. 
Certo, sin dal primo momento in cui si è imbattuta in lui, l'uomo ha avuto con Millie un atteggiamento strano e inspiegabile, come se volesse metterla in guardia da qualche indefinito pericoloso riguardante i Winchester. Ma se non le spiega di che si tratta, Millie non sa che farsene dei suoi oscuri avvertimenti!

E poi, lei preferisce credere che sia tutto ok: è un impiego come un altro e, in fondo, nonostante le preoccupazioni e le paranoie imprevedibili di Nina, Millie in questa casa può fingere di essere un'altra persona e sentirsi al sicuro dalle ombre del passato che la tormentano. 

Eppure, col passare delle settimane, la sensazione di turbamento che ha sempre provato, dal primo momento in cui ha messo piede nella villa, si fa sempre più concreta, tanto più perché è costretta a convivere con l'assurda situazione concernente la camera in cui è stata confinata.
La sua camera, infatti, è su in soffitta, in uno stanzino dalle dimensioni ridotte, dall'aria soffocante, con un mobilio decisamente essenziale, un frigorifero con dentro tre bottigliette d'acqua e una finestrella bloccata, che non si può neppure aprire per far entrare un po' d'aria da fuori.
Ma cosa ancora più bislacca (e sinistra!) è che la serratura della porta si trova solo all'esterno, per cui...

"Se a qualcuno venisse la malaugurata idea di chiudermi qua dentro, potrebbe farlo tranquillamente. E c’è solo quella finestra minuscola che si affaccia sul retro della casa. Questa stanza potrebbe diventare una trappola mortale. Ma perché mai qualcuno dovrebbe rinchiudermi?"

Insomma, più di qualcosa non quadra in casa Winchester: non c'è giorno in cui Millie non percepisca che in quella famiglia sono tutti troppo bizzarri e la coppia è tutto fuorché felice come lei aveva creduto nei primi giorni.

Se Andy è il marito (e il datore di lavoro) ideale - disponibile, affettuoso, paziente... -, Nina è completamente fuori di testa e a confermarlo ci sono i pettegolezzi delle mamme delle compagne di Cecilia, che bisbigliano cose preoccupanti in merito alla salute mentale di Nina Winchester.

In che guaio si è cacciata? 
Nonostante i presagi siano sempre più cupi, Millie deve resistere, non ha altra scelta: questo lavoro, ad oggi, è la sua unica salvezza per avere una vita come tutti e dimostrare che può farcela. 

Fortunatamente, c'è Andy, presenza rassicurante che, man mano che il tempo passa, si dimostra sempre più gentile con lei, forse troppo...
E Millie - che non ha una relazione da prima che entrasse in prigione - ha una gran voglia di avere un uomo, di essere corteggiata e desiderata.
Ovviamente sa che è pericoloso nutrire sentimenti inopportuni per il proprio datore di lavoro, soprattutto perché ha avuto modo di appurare come Nina sia gelosissima e che noti con diffidenza anche il più piccolo gesto confidenziale tra il marito e la cameriera.

Eppure, a un certo punto, accade quello che Millie aveva, suo malgrado, cominciato a desiderare: Andy è insofferente nei confronti della moglie e quest'ultima sembra sempre più fuori controllo.

E se il loro matrimonio fosse ormai giunto al capolinea?
Per Millie potrebbero aprirsi magari delle eccitanti e inaspettate strade verso una vita finalmente diversa e più bella?


La narrazione è affidata a Millie per metà romanzo.
L'altra metà è il racconto che Nina Winchester fa della propria vita, a partire dal primo incontro con Andy, passando per il matrimonio e poi per il suo rapporto con lui.

Il lettore segue con curiosità crescente le vicende di Millie fino al punto in cui la ragazza si ritrova in una situazione che fa presagire come il pericolo sia dietro l'angolo, per poi passare a Nina e ritrovarsi in un incubo peggiore.

Non aggiungo altro, se non che è un domestic thriller che sa appassionare il lettore offrendogli due punti di vista di una storia che sembrava averne uno soltanto; i colpi di scena si susseguono numerosi, creando dinamiche e sorprese nella narrazione, tenendo col fiato sospeso il lettore, il quale viene messo dinanzi alla triste realtà che spesso dietro le belle facciate si nascondano le cose più torbide e paurose.

In quella casa e in quella maledetta soffitta si nascondono molti segreti e, se quelle mura potessero parlare, racconterebbero una brutta storia di malvagità e sadismo, umiliazioni e violenza fisica e psicologica.

È un romanzo dal taglio decisamente cinematografico e non per nulla è al cinema in questo periodo; mi sento di consigliarlo, io l'ho letto tutti d'un fiato perché l'autrice ha creato, di capitolo in capitolo, molte aspettative, interrogativi, voglia di vederci chiaro e di capire chi sia il vero mostro, il vero pericolo, in casa Winchester.

Consigliato.
Sarei curiosa di vedere il film.


1 commento:

  1. Scrittura così così per me, ma quanto è divertente. Idem il film!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz