Un'avventura che parte dall'Honduras, passa per Barcellona per poi approdare nel Mali, nel deserto del Sahara, in Messico... alla ricerca di un antico tesoro che potrebbe essere appartenuto ai Templari.
L'ULTIMA CRIPTA di Fernando Gamboa
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| 463 pp trad. E.MArcangeli, F.R. Tana |
Per togliersi il dubbio, una volta giunto a Barcellona, a casa, decide di contattare un caro e vecchio amico di suo padre (deceduto), il professore Eduardo Castillo, esperto di Storia Medievale.
Analizzando la scoperta e parlandone insieme, i due giungono ad una straordinaria conclusione: davanti a loro non c'è una campana qualunque, bensì un reperto risalente al XIV secolo, di origine templare, sepolto nel fondale da più di un secolo prima della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.
Ulises e il prof quasi non credono possibile un colpo di fortuna del genere, ma sembra proprio che quella scritta presente sulla campana - MILITES TEMPLI - rimandi proprio al leggendario Ordine dei Poveri Soldati di Cristo, meglio conosciuti col nome di Templari, appunto.
"...l’Ordine del Tempio venne creato nel 1118 (...) accumulò tanta ricchezza e potere che Filippo IV di Francia e Papa Clemente V, mossi dall’avidità, ordirono un complotto per impadronirsi di tutti gli averi dei Templari, nascondendosi dietro assurde accuse di eresia, e come conseguenza di ciò, tutti i membri vennero perseguitati e arrestati, o perfino assassinati, nel settembre del 1307 – disse sottolineando la data -, mettendo così fine in modo rapido e brutale all’Ordine del Tempio."
Nasce così un'idea tanto incredibile quanto allettante: capire se quella campana abbandonata nel fondo del mare possa portarli dritti dritti al fantomatico tesoro dei Templari, ma non potendo tuffarsi solo loro due alla ricerca di una tale antica fortuna, sono costretti a rivolgersi a un professionista (con cui Vidal ha lavorato in passato): John Hutch, un ambizioso cacciatore di tesori, un tipo senza scrupoli che dispone di imbarcazioni, uomini e attrezzature all'avanguardia, adatte per effettuare questo tipo di scavo.
Entusiasta ed intrigato dall'idea di imbarcarsi (letteralmente e non solo) in una avventura unica nel suo genere, Ulises convince uno scettico prof a fidarsi ed affidarsi alle capacità e competenze professionali di questo Hutch, che però non brilla proprio per gentilezza e simpatia.
I due entrano a far parte dell'equipaggio della Midas capitanata dall'arrogante Hutch, e nella traversata conoscono Cassandra, una giovane archeologa subacquea di origine messicana, tanto bella quanto travolgente e piena di fervore per il proprio eccitante lavoro.
Tra i due giovani nasce quasi immediatamente una bella affinità, che inizialmente è un'amicizia sincera, un rapporto di stima e fiducia che si diverrà rilevante soprattutto quando il viaggio non darà i risultati raggiunti e fare squadra potrebbe rivelarsi un'ottima idea.
Giunti, infatti, nel punto in cui Ulises aveva trovato fortuitamente il reperto, pare non ci sia nient'altro da portar su... Niente che faccia pensare che in quei luoghi sia avvenuto il naufragio di almeno una nave che portasse un carico di gioielli, pietre preziose e reliquie religiose.
Corrucciato e deluso, Hutch mette fine alla spedizione.
Eppure, Castillo, Ulises e anche Cassie non si rassegnano alla sconfitta e riprendono le ricerche sulle orme dei Templari e, tra consultazione di libri e mappe, ed appassionati confronti con altri esperti di storia, per i tre ha inizio un vero e proprio viaggio che definire avventuroso è quasi eufemistico: dalla Spagna fino agli abissi dei Caraibi, dal deserto del Sahara alla foresta messicana, questi tre antieroi non si risparmiano, divenendo protagonisti di una serie di straordinarie esperienze che li condurranno alla scoperta di un enigma storico celato per millenni e che potrebbe cambiare radicalmente una delle convinzioni più radicate ed importanti della storia dell'umanità...
I tre affronteranno tantissimi ostacoli, vivranno situazioni al limite, la loro vita sarà in pericolo non poche volte, anche perché verranno intercettati da una vecchia conoscenza che farà di tutto per prendersi i meriti di quella che sembra essere una scoperta storico-archeologica sorprendente.
Questo romanzo è un mix di avventura, suspense e thriller storico ed archeologico, con un ritmo incalzante, uno sviluppo narrativo sempre ricco di colpi di scena e sorprese, dove i pericoli mortali sono in agguato dietro ogni angolo.
I protagonisti sono coraggiosi, incoscienti, determinati, ottimisti, instancabili, arguti, e ciascuno porta il proprio imprescindibile contributo alla ricerca del tesoro e dei misteri legati ai Templari: Ulises ci mette positività, impegno, entusiasmo, convinzione, agilità fisica e mentale, capacità di risolvere i problemi e di uscir fuori dai guai con trovate geniali e un tantino avventate; Castillo, acuto e colto, è un esperto e grande conoscitore del Medioevo e, pur di affiancare gli amici in quest'avventura, metterà alla prova molte volte il proprio fisico di uomo (anagraficamente) maturo; e poi c'è Cassandra, che si ritrova a seguire questi due matti in giro per il mondo, coinvolta anch'ella dal medesimo spirito di scoperta, e la donna si rivelerà fondamentale grazie alle proprie competenze di archeologa e a una grande capacità intuitiva.
Mi è piaciuta molto la penna di Gamboa: trascinante, vivace, fresca, carica di umorismo, ricca di dettagli storici, capace di stuzzicare l'interesse del lettore verso il mistero, l’azione e l'esplorazione dell’ignoto.
Ho incominciato a leggere questo romanzo per quella curiosità che da sempre nutro per la Storia, il Medioevo e i Templari; se devo trovare un neo è nell'enigma finale in cui convergono tutti gli sforzi e le ricerche dei protagonisti: l'ho trovata una scelta narrativa "alla Dan Brown", un po' sensazionalistica e che non mi ha convinta del tutto, però è un gusto assolutamente personale.
Il finale è sospeso nel senso che nell'ultima pagina c'è un gradito colpo di coda dell'autore, che mette voglia di proseguire con i prossimi volumi della trilogia, L’Ultima Città Perduta e L’Ultima Rivelazione.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz