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martedì 17 gennaio 2017

Recensione: LA TELA RUSSA di Sonia Perin



La tela russa è un romanzo poliziesco/di spionaggio ad alta tensione, avvincente, ambientato nei nostri giorni e molto attuale, ed è il primo capitolo di una serie che vedrà come protagonisti  l'ex-agente della Cia Asia Colmar e il ricercatissimo terrorista Simon Fjòdor. 


LA TELA RUSSA
di Sonia Perin



Ed. Lettere Animate
188 pp
14 euro


La narrazione inzia presentandoci l'arabo Hammed mentre sta contrattando con dei russi circa un attentato di portata elevata da attuare il prima possibile in Italia e per il quale ci sarà bisogno di organizzare tutto nei minimi dettagli, affidando le missioni più delicate e rischiose a persone fidate e competenti.

Un anno dopo, gli stessi russi stanno agendo in gran segreto per avvicinare i tempi dell'attentato a Venezia, ma ciò capiamo subito è che ovunque ci sono spie e delatori.

Ci sono tra le file dei terroristi russi, impegnati a ordire la propria tela diabolica insieme a un gruppo di estremisti musulmani, ma purtroppo ci sono anche tra le file dei servizi segreti.

Conosciamo quindi la protagonista famminile, Asia Colmar, alias Antonia Verga: è un’ex agente, della Cia prima e della Dis dopo, che vive in condizione protetta e sotto falso nome in seguito a un attentato organizzato per uccidere lei, ma che in realtà è costato la vita a suo marito, anch’egli agente segreto.
A causa di questa tragedia personale, Asia è stata giudicata dai superiori non idonea e affetta da stress post traumatico, così si è vista costretta ad andare in congedo obbligato.
Ma Asia è ancora nel mirino dei terroristi che hanno, per sbaglio, ucciso il marito, in quanto la donna è stata testimone di un “passaggio di mano” tra uno dei terroristi autori della strage e un individuo che pareva far parte della Dis.
Attualmente, lei lavora come semplice impiegata in un’agenzia di viaggio veneziana che viene rilevata dai già citati terroristi russi.

La vita di Asia è in pericolo, ma accade qualcosa di imprevisto: Simon Fjòdor, terrorista ucraino dei più spietati, sulla cui coscienza gravano moltissime morti, comincia ad essere stanco di questa vita e in lui si sta insinuando il pensiero di darci un taglio, dopo quest'ultimo "lavoretto" in Italia.
Ma prima deve eliminare la testimone scomoda, la "piccola signora" Asia, che però sta per stravolgere la sua vita, il suo modo di pensare e rafforzerà la convinzione di lasciare questo brutto mondo della criminalità organizzata.

Il Simon ravveduto dovrà non solo proteggere la donna per la quale comincia a provare dei sentimenti, ma anche decidere se vuol davvero voltare la faccia alle persone con le quali finora ha "lavorato" per collaborare con i servizi segreti (inglesi e italiani, in primis) e tentare di ridurre al massimo le disastrose conseguenze del diabolico piano contro la splendida città lagunare, che rischia di diventare teatro di sangue e distruzione.

Asia e Simon si ritrovano invischiati in questa tela soffocante, in cui bisogna guardarsi costantemente le spalle perchè fidarsi di qualcuno diventa sempre più complicato... 

Come dicevo all'inizio, "La tela russa" è una spy-story appassionante, che da una parte ci presenta le oscure e sordide trame architettate da feroci terroristi senza scrupoli in combutta con i folli ideali dell’estremismo islamico, dall'altra il difficilissimo lavoro degli agenti segreti per individuare queste pericolose cellule terroristiche; difficoltà che aumentano in virtù del fatto che tra di loro ci sono dei traditori, delle talpe che vanno assolutamente individuate prima che sia troppo tardi.

C'è tantissima azione, il ritmo è bello dinamico, c'è la giusta dose di dialoghi e di scene movimentate, non mancano i colpi di scena e il lettore è trascinato nella serie di eventi che si susseguono in modo spasmodico, creando tensione e accrescendo l'interesse per il destino e dei singoli personaggi principali (di cui seguiamo le vicende) e per quello di Venezia, che tra queste pagine si tinge di disperazione, angoscia e del sangue di tanti innocenti, vittime della follia di uomini senza pietà.

Consiglio la lettura di questo romanzo ben scritto, attuale per tematiche, con personaggi interessanti, e dal ritmo incalzante, che si divora dalla prima all'ultima pagina.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz