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lunedì 25 febbraio 2013

Recensione: "Tess dei d'Urberville" di Thomas Hardy



Terminato il classico straniero "Tess dei d'Urberville" di Thomas Hardy, letto in occasione della sfida per il 2013 di leggere "un classico al mese", organizzata da Matteo di "Storie dentro storie"!!

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TESS DEI D'URBERVILLE
di Thomas Hardy


Ed. Fabbri
Trad. di G. Aldi Pompili
436 pp
(2 euro al mercatino!!)
1997
Trama

«Ti ubbidirò come la tua schiava infelice, anche se tu mi dicessi di distendermi qui e di morire.»
Le faceva piacere pensare che lui la considerasse una sua proprietà assoluta di cui poter disporre a piacimento.
«Accetto queste condizioni, Angel; tu lo sai meglio di me quale deve essere la mia punizione.»
«Ricordati, signora mia, che una volta ero il tuo padrone! E lo sarò ancora.»


Nelle campagne dell'Inghilterra vittoriana cresce Tess, creatura incantevole e pura.

Ma né la sua bellezza, né l'innocenza la salveranno da un destino di brucianti passioni. 
Per Alec d'Urberville, bello, ricco, potente e nobile: il seduttore al quale la giovane sembra legata da un vincolo più forte di ogni disperazione, più forte di ogni sentimento.
 E per Angel Clare, l'amore di gioventù appena intravisto, a lungo sognato, posseduto, perduto, ritrovato. Degradazione e alti ideali ha messo il destino sulla strada di Tess. 
Ma non sempre è così facile distinguerli...


L'autore.
Thomas Hardy (Upper Bockhampton, 2 giugno 1840 - Dorchester, 11 gennaio 1928) è stato un poeta e scrittore britannico.



I classici rientrano tra i generi letterari che indubbiamente preferisco, per le ambientazioni passate ed affascinanti che la mano sapiente di autori dei secoli scorsi sapevano costruire, trasportandoci in mondi, società, costumi e modi di fare lontani da noi.
"Tess dei d'Urberville" è un romanzo che, inizialmente, ho associato a Pamela di Richardson per il soggetto di partenza apparentemente comune: la protagonista è una casta fanciulla che viene insidiata da un giovanotto corrotto e malintenzionato!
Ma leggendo mi son dovuta - fortunatamente! - ricredere: Tess è un personaggio molto più complesso e meglio definito di Pamela e l'ho apprezzato di più.
La nostra eroina, all'inizio della storia, è una fanciulla di 12 anni, che nonostante sia poco più che una bambina, attrae già gli sguardi maschili per la sua bellezza pura e innocente.
A causa di genitori superficiali, di una madre con poco cervello e di un padre ossessionato dal pensiero di essere il discendente di una nobile famiglia (decaduta) della Contea inglese, i D'Urberville (il loro cognome è stato mutato, nel tempo, in Durbyfield), la ragazzina si ritroverà esposta ai pericoli di un mondo fatto di insidie di cui nessuno l'ha mai informata....
Le verrà infatti ordinato di presentarsi in casa dei D'Urberville, loro lontani parenti, per rivendicare lo stesso cognome, con la speranza, per la piccola Tess, di fare un vantaggioso matrimonio.
Ma la ragazzina dovrà vedersela con i tentativi di seduzione di un presunto "cugino" D'Urberville, Alec, che le metterà gli occhi addosso strappandole, con l'inganno e la malizia, la sua innocenza.
Siamo in un'epoca in cui la virtù è un valore davvero importante per una donna e perderla, non essendo nè fidanzate nè sposate, è praticamente una tragedia.
Disonorata, la piccola Tess sarà costretta a crescere molto in fretta e a dover prendere sul proprio fragile corpo e sulla propria giovanissima vita, fardelli troppo gravosi, che la renderanno triste ed infelice.
Eppure, nonostante non abbia alle spalle un vero e proprio sostegno emotivo-psicologico (oggi diremmo tranquillamente che Alec ha circuito e violentato Tess, che aveva solo 12 anni! Il che non è proprio un'esperienza da poco!!!) - da parte dei familiari, in particolare - Tess mostra una dignità ed una forza di carattere sorprendenti.
Pur rendendosi conto della propria "disgrazia" - e della conseguente stigmatizzazione da parte di una società puritana e chiusa, pronta a far pagare ogni colpa alla sola donna -  ella reagisce con carattere, alzando la fronte nonostante tutto, guardando in faccia coloro che la spiano di sottecchi e maliziosamente, e cercando di restare riservata in modo da non attirare le attenzioni del sesso forte.
Ma uno spiraglio di serenità si apre per la giovane, tempo dopo, quando, lavorando come brava mungitrice presso una fattoria a Talbothays, conosce un fattore, il giovane Angel Clare, sacerdote mancato e, sebbene Tess provi a mantenere un atteggiamento distante e non faccia nulla per provocare o sedurre il giovanotto, questi si innamora di lei, ricambiato da un sentimento puro e disinteressato da parte della bella Tess.
Conversando di argomenti esistenziali e filosofici all'alba e al tramonto. nel corso di piacevoli ed intime passeggiate, timidamente i due imparano a conoscersi, ad apprezzare l'uno la compagnia dell'altra... e non  può non sbocciare un sentimento pulito e vero tra loro due, anime diverse eppure così affini nella loro innocenza e passione.

Angel, a differenza del "cattivo" Alec D'Urberville, non ha mire "concupiscenti" verso la giovinetta, non vuol prenderla in giro, ma l'ama sinceramente e profondamente e desidera sposarla.

Ma Tess non riesce a vivere il sentimento con tranquillità  perchè sa di nascondere "uno scheletro nell'armadio":  il lettore vive insieme a lei il tormento per un amore forte e ricambiato, che però trova un ostacolo insormontabile: quello del passato macchiato e disonorato della povera Tess..!
Un passato che grida nel cuore della ragazza, la quale vorrebbe soffocarlo e far finta di nulla, ma il suo amore puro e sincero le impedisce di ingannare l'innamorato!

Hardy ci dà modo di entrare nella psicologia e nel cuore tanto di Tess quanto di Angel, in modo da  capire i modi di pensare dei due innamorati in rapporto non solo a ciò che essi individualmente pensano, ma anche in rapporto al contesto, alla mentalità di allora.
Emerge tutta la sensibilità e la purezza d'animo di una fanciulla che resta onesta e retta a dispetto di pregiudizi e di una moralità che la addita come "sporca", peccatrice, ignorando la sofferenza e la vergogna di chi sa di essere in una posizione "senza onore" pur essendo moralmente senza colpa!
Quanto pesa il giudizio della gente sulla vita di Tess?
Molto, purtroppo!
E quanto per Angel?
Vorrei poter rispondere: "poco o nulla"; vorrei poter dire che l'amore senza ipocrisie, quello confessato di sera, al chiarore della luna o di una candela, sussurrato da labbra pure, trionfa sui pregiudizi... ma mentirei.
Riuscirà Angel ad amare Tess con costanza e con lo stesso ardore e passione con cui ha imparato ad amarla sin dall'inizio?

La lettura della storia di Tess ed Angel, delle disavventure della nostra eroina che sembra rincorrere una felicità che gioca a sfuggirle proprio quando sembrava essersi posata su di lei, mi ha intenerita, ma anche indignata, soprattutto di fronte alla cecità e all'ostinazione di chi mette davanti i principi morali all'amore, non considerando, volutamente, l'effettiva mancanza di colpa in colei che sembra essere l'unica colpevole...

Lo so, io sono nel 2013 ed è facile giudicare e storcere il naso OGGI davanti ad una mentalità retrograda (anche se mi vien da pensare che non dobbiamo andare chissà quanto in là nel tempo o chissà quanto lontano dal nostro Paese per vedere come viene giudicata e condannata moralmente, ancora adesso, la donna che perde la propria purezza in determinate circostanze...) e passata, in cui un errore poteva pesare tanto e condizionare la vita di una povera derelitta.
Ma il senso di ingiustizia mi resta addosso nonostante queste considerazioni oggettive e resta anche alla povera Tess che, ancora una volta e proprio quando è a un passo dalla felicità più sublime con l'uomo che ama e che l'ama, in un eccesso di sincerità, rischia di mandare all'aria tutto...
Sembra destinata alle delusioni, la coraggiosa ma sensibile Tess; destinata a pagare il prezzo della propria dolce e fresca bellezza, della propria rettitudine.... e a scontrarsi ancora con un mondo e con un passato che si fanno beffe di lei...
Il passato va cancellato, "ucciso", altrimenti ritorna...., ritorna a tormentarci!
E Tess ci prova. Prova come può a resistere al male e a tener vivo l'amore per Angel e, a modo suo, ci riesce.
Con un estremo atto di "coraggio" - dettato dall'esasperazione di chi ha vissuto per troppo tempo vittima della cattiveria gratuita di un uomo corrotto - la nostra Tessy afferma il proprio diritto ad essere unica per il suo uomo, a togliere tra loro il fantasma di un passato pesante, ingombrante, infelice, e va incontro alla propria sorte con la dignità che sempre l'ha contraddistinta, con quella pace di chi sa di avere, finalmente!, accanto il solo amore desiderato, cullata dalla dolcezza e dalla sicurezza che solo un uomo, in tutta la sua vita, ha saputo darle.

Devo dire che il finale di "Tess dei D'Urberville" mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, non mi aspettavo una scelta narrativa quale quella presa dall'Autore, ma non per questa ne sono delusa, anzi!
Tess è e resta un personaggio della letteratura classica che conserva un che di eroico, frutto di una personalità determinata e dolce, fragile e coraggiosa allo stesso tempo, che sembra vittima di un sistema più grande di lei ma che, alla fine, in un modo certo del tutto "singolare", senza alcuna pateticità, riesce, almeno per una volta, a prendere in mano la propria sorte, e lo fa guardandola dritto in faccia, ormai senza paura.  

2 commenti:

  1. Non sono molto d'accordo sul finale. Personalmente sono rimasta delusa, ma non perché sia brutto... anzi, è il tipico finale tragico che lascia spaesati ed eccitati allo stesso tempo, però sarebbe stato magnifico vedere una Tess trionfante!

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    1. lo capisco, avremmo voluto vedere Tess vincitrice sui malvagi, ma a modo suo, anche in questo modo un po' lo è, perchè ha dimostrato di saper opporsi a chi le faceva del male anche se questo poteva significare subirne conseguenze negative; non era più la tess debole e fragile, ma una giovane donna che a un certo punto si è ribellata e l'ha fatto come forse non avremmo mai immaginato da un carattere docile come il suo ;)
      ciao e grazie per il tuo parere

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz