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lunedì 20 maggio 2013

Recensione. ISTRUZIONI PER L’ODIO di Simone Montella



Ecco l'altro libro terminato, ed ecco la mia opinione ^_^

ISTRUZIONI PER L’ODIO - Esperimento comportamentista nei giorni
della fine del governo Berlusconi IV
di Simone Montella



Ed. Il Foglio Letterario
180 pp
15 euro

Sinossi

Raccontare i piccoli orrori della quotidianità, il loro rifiuto, la loro finale accettazione.
Un libro psico-politico in cui un ragazzo cerca di fare a se stesso quello che Berlusconi ha fatto al paese. Un libro di sinistra, ma così di sinistra che può piacere soprattutto a quelli di destra. Succede che Silvio lo perseguita, e un precario qualunque passa dalla laurea con lode alla disoccupazione.
Che fare?
Si tratta della domanda cui i poveracci di tutto il mondo cercano da secoli una risposta.

L'autore.
Simone Montella (Napoli 1983). Autore e performer teatrale. Leefleaf (2010), Tunnel (2010), Manfred (Selezione Ufficiale Premio Scenario 2011). Con l’associazione culturale La Periferia cura la direzione artistica di Schiume Festival (Venezia). Blogger di disordina.it. Tiene laboratori di cinema e teatro nelle scuole. Istruzioni per l’odio è il suo primo romanzo
.

il mio pensiero

Istruzioni per l’odio è un romanzo in cui emerge in modo prepotente il malessere che cova in seno alla nostra società contemporanea, malessere che va a collocarsi principalmente a livello psichico e comportamentale, com’è nel caso del protagonista della nostra storia.
Diviso in quattro parti, il romanzo segue le elucubrazioni mentali e le frenetiche esperienze di un giovane laureato che, come tanti giovani nella sua stessa condizione, fatica a trovare un lavoro decente.
A questo problema si aggiunge il precario equilibrio mentale del protagonista (e voce narrante, che si alterna tra la prima e la seconda persona singolare) che ci fa conoscere i propri pensieri e le proprie paranoie così come gli passano per la testa, e ci parla delle proprie quotidiane e "vivaci" vicissitudini con un linguaggio sicuramente molto informale, colorito (fin troppo…), il che rende senz’altro il tutto piuttosto realistico.
Il riferimento a Berlusconi - presente tanto nella cover quanto nel titolo - non fa necessariamente dello scritto di Montella un “manifesto sinistroide ed anti-berlusconiano”; non credo in fondo che l’Autore volesse semplicemente sottolineare alcune caratteristiche paradossali e discutibili dei vari governi Berlusconi – e della figura stessa del leader politico, che sappiamo ha avuto e ha da risolvere i propri problemi con la giustizia – quanto più  che altro porre l’accento su come serpeggi, in tanti giovani e meno giovani, un malcontento, un’insoddisfazione che molto dipende dal particolare momento che stiamo tuttora vivendo (sintetizzabile nella parola “crisi”, che investe ogni livello, dal piano politico, a quello sociale… ecc) e che molto spesso si ripresenta non solo su scala sociale, ma ancor più individuale, sotto forma di condotte “problematiche”.
Il ragazzo soffre di un disturbo post traumatico da stress, con punte di depressione; una scelta molto interessante, fatta dall’Autore, è stata quella di introdurre le “riflessioni” confusionarie del protagonista, con una diagnosi fatta su di lui dagli operatori dell’Asl di Marghera; inoltre, nel corso della narrazione, compaiono – sotto forma di “note" – le considerazioni professionali della psicologa che ha avuto in cura, in passato, il ragazzo.

È sicuramente un libro che può dare spunti interessanti di riflessione sul nostro presente, sui problemi che ogni giorno balzano sotto i nostri occhi e che coinvolgono la società a livello generale, ma soprattutto le singole persone, che questa società la formano e nella quale, spesso, vivono e si trascinano con insofferenza, sfiducia, desiderio di cambiamento - il quale, anche se tante volte cozza contro il senso di impotenza e delusione per una realtà che sembra peggiorare e mai migliorare, resta forte in ognuno di noi, mai sopito, ineliminabile, per quella bramosia che ci fa continuare a sperare che non tutto è perduto e che vale sempre la pena guardare al domani con positività.
Ammetto che ogni tanto perdevo il “filo del ragionamento” e il linguaggio molto colorito e puntellato da “parolacce” non mi ha aiutato a leggere il libro con la giusta concentrazione (limite mio, lo ammetto), ma ciò non toglie che esso risulti una lettura godibile, scritta con intelligenza, ironia e anche la presenza di termini dialettali (napoletano) risulta simpatica.

Ringrazio l'Autore per avermi dato modo di leggere il suo libro!! Lettura consigliata. 

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz