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sabato 29 novembre 2014

Recensione: "Libertà" di Jonathan Franzen




Ecco un altro di quei romanzi che non ho amato moltissimo, da cui mi aspettavo di più e che mi ha fatto storcere il naso più di una volta durante la lettura....

LIBERTA'
di Jonathan Franzen


Libertà
Ed. Einaudi
Trad. S. Pareschi
626 pp
22 euro
2011

ESTRATTO da leggere

Siamo in presenza di un romanzo americano... che più americano non si può (?); non solo, ma è anche di un borghese che più borghese non si può...

Hum..., ammetto che come incipit non è proprio incoraggiante, ma l'onestà prima di tutto.

Walter e Patty Berglund sono i buoni vicini che tutti vorrebbero: gentili, premurosi, colti, ecologisti, progressisti e benestanti.
Ma questo non basta a rendere felice e senza problemi questa famiglia americana.
Eh sì, perchè qualcosa va storto se, dopo qualche anno, i giornali definiscono Walter  (da sempre amico della natura e dell'ambiente) «arrogante ed eticamente compromesso», mentre la fragile Patty sprofonda nella depressione, avvicinandosi un po' troppo a Richard Katz, amico di infanzia del marito e musicista rock.

E Joey, il figlio sedicenne, è andato a vivere con la sua ragazza, la bella e fin troppo accondiscendente Connie, a casa degli odiati vicini.

Al centro di tutto, l'Autore pone non solo la famiglia, il matrimonio, nella fattispecie il vincolo che lega due persone - e se ne serve per raccontare ciò che lega tutti gli uomini (non mancano considerazioni di tipo politico) -, ma anche la domanda: «Se sono libero di scegliere, allora come devo vivere?»

Siamo negli anni Duemila, Stati Uniti...: la patria della libertà.. O no?
Ma quale libertà? Libertà dagli stereotipi, dalla corruzione, dalla sopraffazione sull'altro, dalle catene che ci tengono prigionieri....?

Franzen vuol regalare un romanzo spietato e divertente, un affresco storico e sociale onesto, senza veli e molto "made in USA"; un ritratto che faccia riflettere il suo lettore su questa benedetta libertà e sulle cose cui siamo disposti a rinunciare per essa, sulle passioni e sulle invidie, sull'apparenza che contraddistingue i rapporti con le persone, sullo spauracchio del conformismo, che tutti vogliono rifiutare ma che in tanti alla fine accettano con un'alzata di spalle...

Per me è difficile parlare di questo romanzone, denso di descrizioni inutili, popolato da personaggi dalla personalità detestabile: mediocri, depressi, arrabbiati, falsi, bigotti..., manipolatori, volgari...
Devo dire che nel suo complesso l'ho trovato grosso modo scontato, a tratti (ampi tratti....) noioso (tipo quando si lascia andare nel discorso ambientalista sull'uccello, quello della copertina...), i personaggi troppo fissati per il sesso, e il finale... boh, da romanzetto d'amore di serie B...

Ehm... non m'è piaciuto e non lo consiglio più di tanto, anche se c'è chi lo giudica un capolavoro. Qualche "particolare", evidentemente, a me è sfuggito.
Fatto sta che il mio portafoglio ce l'ha ancora con me per i soldi spesi, visto che lo comprai alla prima edizione....


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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz