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mercoledì 14 gennaio 2015

Due new entry nella mia libreria: "Ho lasciato entrare la tempesta" - "A nome tuo"



Finalmente sono arrivati i due libri che avevo ordinato su Libraccio durante le festività natalizie ^_-

Che ne pensate?

HO LASCIATO ENTRARE LA TEMPESTA
di Hannah Kent


Ed. Piemme
Narrativa Storica
364 pp
17.50 euro
SETTEMBRE 2014
Trama

Strega, seduttrice, assassina: Agnes Magnusdóttir è accusata di molte cose.
Perché nell'Islanda del primo Ottocento, immersa nella nebbia e nelle superstizioni, lei, con la sua bellezza e la sua intelligenza ribelle e vivace, è una donna diversa dalle altre.
Anche per l'uomo che si è scelta: Natan Ketilson, "più vicino ai diavoli che agli angeli" mormorano nel villaggio, capace di risuscitare i morti con le sue pozioni.
E ora che Natan è morto, ucciso da diciotto coltellate, e Agnes è rimasta l’unica a piangerlo, il villaggio decide che la colpevole dell’efferato omicidio non può che essere lei.
E mentre attende la morte per decapitazione, Agnes racconta la sua versione della storia, facendoci scoprire pian piano la verità. La racconta agli unici amici che il destino le concede nei suoi ultimi giorni: la moglie del suo carceriere, e il giovane e inesperto confessore che si è scelta, Toti.
E anche se la morte sarà la fine inevitabile, per Agnes la vita continua altrove: nei pensieri, nei sogni, nelle letture.
Le cose che nessuno potrà toglierle.

L'autrice.
Hannah Kent è nata a Adelaide nel 1985. Da studentessa ha trascorso alcuni mesi in Islanda nell’ambito di uno scambio culturale promosso dal Rotary Club. È stato lì che ha sentito per la prima volta la storia di Agnes Magnusdottir, l’ultima persona a essere condannata a morte per decapitazione in Islanda, e se n’è innamorata. Il suo esordio, Ho lasciato entrare la tempesta è stato tra i libri più importanti del 2013 nel mondo anglosassone, e ha incantato la critica e i lettori.

A NOME TUO
di Mauro Covacich


A nome tuo
Ed. Einaudi
436 pp
22 euro

«Se te ne andrai scriverò io per te. Ricomincerò a nome tuo. Affronterò di nuovo il mare aperto anche se mi terrorizza e ti regalerò l'esordio che meriti.
Un libro che ha già ficcato le sue piccole radici rosa dentro il mio cervello, e sta crescendo, sta crescendo ogni giorno. Scriverò per te, ti darò una voce, però tu devi sparire»


Sinossi

Si comincia con un viaggio per mare.
C'è una nave militare che risale la costa dall'Albania a Trieste, sulla nave uno scrittore che lungo quell'Adriatico smagliante ripercorre la storia imperfetta e dilaniata di tutte le vite di frontiera.
Nascosta in cabina trova una capricciosa compagna di viaggio, eccitante come una fantasia. Lui si è imbarcato quasi per caso, recalcitrante «ambasciatore di cultura » nei paesi della costa orientale. Lei scappa e ricompare, lo attira e lo intrappola.
Vuole una storia, vuole la sua.
Il tema dell'identità, triestino quant'altri mai, è il vero nucleo di questo libro. Declinato in una storia avvincente - anzi due - si manifesta in tutta la sua complessità.
Da dove veniamo, che lingua parliamo, cosa mostriamo di noi, come ci raccontiamo a noi stessi e agli altri.
Se alla fine quello che ci cattura è un vertiginoso gioco di specchi, è perché lo scrittore è un prestigiatore. Nasconde le mani mentre seguiamo il volo della colomba.
Oppure mostra le mani per dire: guarda, questa è la mia magia.

Non c'è scrittore in Italia oggi che più di Mauro Covacich abbia scelto questa seconda strada. Seguire le tracce del suo percorso letterario significa davvero fare un viaggio dentro la finzione, per osservare la scrittura nel suo farsi e in filigrana la vita che scorre fuori e dentro i margini del foglio.

Con A nome tuo la dimensione del reale e quella della finzione implodono in un romanzo sorprendente, che riagguanta i frammenti di un’identità sparpagliata tra storia presente, storia passata e immaginazione. Forse questa volta il ciclo è davvero chiuso, e Covacich ci invita a guardare la sua opera con una nuova consapevolezza che può sembrare una resa, ma che, invece, è la sintesi dei legami misteriosi che attraversano la letteratura e la vita: «scrivere è mentire, sempre. Ma forse mentire è la mia condizione autentica, la verità dell’invenzione».

L'autore.
Mauro Covacich è nato a Trieste nel 1965. Ha pubblicato diversi libri di narrativa, tra cui: Storia di pazzi e di normali (Theoria 1993, Laterza 2007),Anomalie (Mondadori 1998, 2001), L'amore contro (Mondadori 2001 e Einaudi 2009), A perdifiato (Mondadori 2003, Einaudi 2005), Fiona (Einaudi 2005 e 2011), Trieste sottosopra (Laterza 2006), Prima di sparire (Einaudi 2008 e 2010), A nome tuo (Einaudi 2011) e L'esperimento (Einaudi 2013). È inoltre autore della videoinstallazione L'umiliazione delle stelle (Buziol - Einaudi - Magazzino d'Arte Moderna Roma 2010
).

4 commenti:

  1. Bello Ho lasciato Entrare la Tempesta, anche se è un libro che fa un po' male ;_;

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  2. si? lo leggerò presto, ho letto in giro pareri positivi!

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  3. HO LASCIATO ENTRARE LA TEMPESTA è molto bello.
    Buone letture!!!

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    Risposte
    1. così mi incuriosite troppo peròòòòòòòò
      devo resister, ho da finire altri due libri iniziati, prima :D

      (Angela)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz