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sabato 22 agosto 2015

Recensione film: SCUSATE SE ESISTO! di Riccardo Milani



Ogni tanto, anche nella mia piccola città, organizzano programmi di intrattenimento nel corso dell'estate; ieri c'era, ad es, il cinema all'aperto, e cosa davano?


SCUSATE SE ESISTO!

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regia: Riccardo Milani.

Cast: Paola Cortellesi, Raoul Bova, Lunetta Savino, Ennio Fantastichini, Marco Bocci.

Serena Bruno (Paola Cortellesi) è nata ad Anversa, non in Belgio, ma in Abruzzo, un paesino di poche centinaia di anime, disperso tra le montagne; è una giovane colta ed intelligente, che sin da piccola ha dimostrato una grande attitudine verso il disegno, attitudine che l'ha portata a laurearsi in Architettura, a pieni voti.
Dopo un periodo lavorativo trascorso a Londra, pensa bene di ritornare nel proprio Paese, andando a vivere a Roma, ma trovare lavoro nel suo campo sembra un'impresa davvero difficile.


Serena dovrà scontrarsi con la dura realtà (italiana?), che conserva e manifesta pregiudizi verso le donne in certi ambiti professionali dove si presume che solo l'uomo possa predominare e dimostrare le proprie capacità; ed infatti, il solo fatto che lei sia una donna sembra pregiudicarle la possibilità di ottenere lavori di un certo livello, per cui è costretta ad accontentarsi di lavoretti che non valorizzano le sue conoscenze ed esperienze.
Per sbarcare il lunario, Serena riesce a trovare tre lavoretti, che le permettono però a malapena di pagarsi l'affitto di una mansarda scomodissima. Ma lei è un tipo gioviale e positivo e non si abbatte e cerca di fare tutto con più entusiasmo possibile!

Uno di questi lavori è la cameriera, nel ristorante di un tipo bello come il sole, dallo sguardo penetrante, dalle labbra invitanti, dal fisico pazzesco: Francesco (Raoul Bova).

L'entrata di Francesco nel film fa sorridere, perchè sottolinea in modo enfatico la bellezza da figo di Raoul Bova, che da sempre è considerato un sex-symbol; e dal canto mio io confermo che Raoul è come il vino: col tempo migliora!

Ma l'apparenza inganna... e tutta la sensualità e il potenziale erotico di Francesco, Serena non potrà goderseli, nonostante all'inizio creda che lui - così dolce, carino e premuroso - abbia un interesse per lei.
Eh sì, perchè Francesco è omosessuale, nonostante il suo passato da etero, che l'ha visto sposato e con un figlio, Elton, con cui però non passa molto tempo insieme dopo la separazione.

Tra Serena e Francesco, dopo l'iniziale equivoco, nascerà una bellissima amicizia, fatta di sincera complicità, di sostegno reciproco; lui dovrà trovare la forza e il coraggio di dire al figlio la verità su se stesso, mentre Serena si metterà nei pasticci dopo aver ottenuto un lavoro importante, il cui scopo è riqualificare un complesso residenziale romano, il Corviale, che è stato lasciato nell'incuria più totale, tanto che le persone hanno bisogno di fare segni sulle scale per trovare la propria casa e i giovani e gli anziano non hanno un posticino per rilassarsi o studiare.

Serena si appassiona così tanto al progetto, che per lei vede coinvolte le persone e le loro esigenze, prima ancora che i servizi  da offrire (centri commerciali...) in quanto tali, da essere disposta a fare carte false pur di farselo approvare.
E ancora una volta dovrà fare i conti con i pregiudizi che questo mondo ha verso la donna, i cui ruoli sono per lo più relegati a quello di assistenza e segreteria...

Sia Francesco che Serena per motivi e in ambiti differenti per un po' porteranno avanti delle bugie per nascondere chi sono veramente (un gay che vive la propria omosessualità soltanto in casa propria o nei locali notturni, e non in modo dichiarato; un'architetta costretta a non rivelare la propria identità per non vedersi sbattere la porta in faccia a priori) e questo darà il via a delle gaffes e a delle situazioni davvero molto comiche e divertenti, che strapperanno non semplici sorrisi ma tante risate.

A contribuire ai momenti divertenti ci sono, tra i tanti, un "amico speciale" di Francesco, interpretato da un simpaticissimo (oltre che bello, ma si sa già) Marco Bocci, e una zia di Serena, che parla solo in dialetto abruzzese e che farà ridere per certi modi di fare molto buffi.

Il tema del Corviale è legato alla realtà dei nostri giorni e si rifà a fatti realmente accaduti e in particolare il personaggio di Serena si ispira all'architetto Guendalina Salimei e alla sua idea di realizzare  «il chilometro verde», che dovrebbe tagliare orizzontalmente l’intero edificio di Corviale per ospitare servizi, luoghi di incontro e di scambio,




Una commedia molto simpatica, godibile, che tra una risata e l'altra lancia messaggi importanti, ad es. su come spesso i pregiudizi sociali ci facciano sentire quasi in difetto e in colpa per ciò che siamo e/o sappiamo fare, tanto da spingerci a fingere di essere qualcun altro pur di raggiungere degli obiettivi cui teniamo.

Molto carino, lo consiglio in particolare a chi ama questo genere e ha voglia di guardare qualcosa di leggero e spiritoso ma non privo di significato

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz