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domenica 23 agosto 2015

Recensione film: THIRD PERSON (Paul Haggis)



Altro film visto ultimamente, ma in streaming, interessante ma che mi ha lasciato qualche perplessità non meglio specificata alla fine della visione.
Se l'avete visto, ditemi che ne pensate! ^_-


THIRD PERSON

2013


Regia: Paul Haggis

Cast: Liam Neeson, Adrien Brody, Mila Kunis, Kim Basinger, Olivia Wilde.


Third Person  sviluppa la sua intricata storia seguendo le vicende di personaggi lontani, eppure in qualche modo legati tra loro, e che avvengono in tre città diverse: Parigi, New York e Roma.

Tre luoghi differenti che fanno da teatro alle storie di tre coppie: Michael (Liam Neeson) è uno scrittore, vincitore del premio Pulitzer, che sta lavorando, un po' a fatica, al prossimo romanzo e per trovare la concentrazione cerca rifugio in una camera d’albergo di Parigi.
L'uomo si appena separato dalla moglie Elaine (Kim Basinger) e sta vivendo una relazione burrascosa con la giovane e ambiziosa scrittrice Anna (Oliva Wilde), una donna all'apparenza molto determinata ma che ha le sue fragilità e i suoi segreti che la rendono infelice.
.
Nonostante sia attratta dallo scrittore, cerca allo stesso tempo di non lasciarsi coinvolgere emotivamente e il pensiero che lui possa amarla non sembra renderla felice, ma anzi le crea un certo squilibrio....

La scena salta da Parigi a Roma, dove conosciamo Scott (Adrien Brody), un ambiguo uomo d’affari americano, che ruba gli schizzi dei nuovi modelli di famose case di moda. 
Anche Scott sembra fuggire da qualcosa, famiglia in primis, e solo soletto si mette alla ricerca di un posto in cui mangiare, ma capita in un locale che sa poco di ristorante e il cui proprietario non è il massimo della cortesia e gentilezza (interpretato da Riccardo Scamarcio), anzi è un tipo tamarro e scontroso; ma è proprio lì che Scott incontra la bella zingara Monika (Moran Atias) che, nonostante
l'iniziale ritrosia, gli racconta che un crudele trafficante (cui dà il volto il Freddo di Romanzo criminale, Vinicio Marchioni) gli ha rapito la figlioletta, lei sta cercando di salvarla e per questo se ne va in giro con un bel po' di soldini in una borsa.
La storia sa un po' di bruciato, e anche se Scott si sente in dovere di aiutarla, il dubbio di essere la vittima di una truffa ben architettata si fa sempre più insistente...

E poi c'è la storia di Julia (Mila Kunis), che in passato ha fatto l'attrice di soap opera ma adesso per vivere deve fare lavori umili, come la cameriera, e portare avanti la battaglia legale
per la custodia del figlio di sei anni contro l'ex marito Rick (James Franco), un famoso artista newyorkese. 
Il suo avvocato, Theresa (Maria Bello),  sta curando i suoi interessi e le sta procurando un'ultima possibilità per far cambiare idea al tribunale così che Julia possa riavere il bambino.
Come mai le è stato tolto?
Sembra che Julia abbia messo il figlio in serio pericolo, ma lei continua a dire che non è vero e che mai gli farebbe del male....

I tre filoni narrativi sono questi e si salta da una città all'altra seguendo le vicende suddette, che però ci scorrono davanti un po' frenetiche senza darci il tempo di sentirci particolarmente coinvolti dai personaggi, dai loro dolori e problemi; c'è anche una certa staticità e in più di due ore di film finisci per sperare che accada qualcosa di sconvolgente e importante che rovesci la situazione iniziale delle tre coppie, che dia un senso alle vicende che li coinvolgono... ma questo non sembra accadere davvero.



Il film non è male, potrebbe essere bello e intrigante ma è come se gli mancasse qualcosa; ecco, non chiedetemi cosa perchè sfugge anche a me; è una sensazione di incompiutezza, come se mi trovassi davanti ad un enorme nonsense, ad un enigma che per me però non trova risposta.
Le tre storie di per sè possono essere interessanti ma è come se alla fine del film, il modo in cui esse si risolvono lasciasse insoddisfatti e facesse sorgere la domanda: "Hum... e quindi? Qual è il senso di tutto questo ambaradan, di questo sotto e sopra??".

Mi sono sentita così, come avessi capito tutto e niente contemporaneamente.
C'è sempre la possibilità che non abbia capito una cippa lippa io, eh, quindi se voi avete una chiave interpretativa più chiara della mia, fatevi avanti! ^_^

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz