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martedì 23 agosto 2016

Recensione: "1986" di Giuseppe Ottomano



Due amiconi di vent'anni alla ricerca di belle donne con cui "intrattenersi"; un'eredità improvvisa e decisamente cospicua che stravolge la loro vita; fantasia e realtà che si intrecciano mentre il tempo passa... pur restando loro due apparentemente "sempre gli stessi"!


"1986" 
di Giuseppe Ottomano


Ed. Leucotea
232 pp
16.90 euro
2016
Tommy - detto Orsettoe Andrea sono due giovani milanesi ventenni, simpatici e "caciaroni", che nel 1986, vivono con i propri genitori; son due disoccupati abbastanza felici di esserlo: ogni tanto fanno qualche colloquio ma non è che si impegnino più di tanto per cercare un'occupazione.

Il loro sogno è quello di vivere di rendita e impegnare le giornate cercando di "cuccare", di abbordare ragazze carine e disponibili con cui divertirsi.

E se Tommy Orsetto ha un animo più coscienzioso, è più impacciato, più sensibile e un po' si sente in colpa perchè pesa sulle spalle dei genitori, Andrea è di certo più "menefreghista" e ha meno scrupoli in tal senso.

Un giorno la loro esistenza cambia radicalmente: scoprono di essere gli unici eredi di una grossa fortuna, lasciata loro dal professore di matematica delle superiori, tale prof. Gioia.

Andrea e Tommy non si spiegano il perchè di questo lascito super generoso, ma lo accettano con vero entusiasmo e gratitudine verso il docente defunto.

Consci di essere ricchi sfondati e di non avere più l'obbligo morale di cercarsi un lavoro per vivere - perchè finalmente il sogno di "vivere di rendita" si è realizzato ed è stato insospettabilmente semplice e veloce -, i due non ci pensano due volte a darsi alla bella vita, cercando di mantenere il più stretto riserbo sulla grossa eredità piombata loro addosso all'improvviso ma, allo stesso tempo, ingegnandosi per godersela tutta e subito.

Ed è così che prende avvio il loro viaggio lungo l’Europa per coronare la propria passione: la caccia alle ragazze, possibilmente belle, allegre e... disponibili, ovviamente!
A partire da Nizza, passando per Marbella, Amsterdam e quindi Berlino, seguiamo da vicino le avventure dei nostri due spavaldi amiconi, che ovunque vadano e qualsiasi cosa accada, non smettono di puntare verso la meta ambita: le donne!

E più le cercano con costanza, le inseguono con insistenza, le abbordano con vivacità, iniziando improbabili conversazioni senza nè capo nè coda..., meno riescono ad "andare a segno"!
Gli insuccessi sentimentali sono all'ordine del giorno, eppure Andrea si impegna tantissimo per  dare di sè l'immagine di latin lover sciupafemmine!
Sfodera una parlantina invidiabile (o quasi...), fa il simpaticone, ha la battuta pronta, si finge uomo di mondo esperto e navigato e gioca a far passare Tommy Orsetto come l'amico imbranato che ha bisogno di una spintarella per farsi sotto con le fanciulle.
Ma niente...: lo charme di Andrea, così esuberante e casinista, e il carattere meno "ingombrante" di Tommy sembrano non attirare il gentil sesso.

E tutte queste loro pseudo avventure amorose occupano un intervallo di trent'anni; trent'anni in cui i due amici hanno sempre il volto di due ventenni!
Come mai?

La spiegazione di questo fatto eccezionale non ha a che fare con un inquietante caso di "vendere l'anima al diavolo" in stile Dorian Gray, tranquilli, o con l'aver bevuto un elisir di giovinezza..., ma con un'altra causa che mescola la realtà con la fantasia, col paradossale, su cui non vi dirò chiaramente nulla (anche perchè viene spiegato bene solo alla fine del libro ed io non ho alcuna intenzione di spoilerare ^_^) per non togliervi la curiosità di leggere questo romanzo.

Vi dico solo che, in seguito ad un evento di per sè tragico e drammatico - descritto però con la consueta leggerezza che attraversa tutta la narrazione - i due protagonisti si ritrovano incastrati nel 1986, destinati a restare eternamente giovani, come congelati in un tempo immutabile, in cui il contesto storico di ogni anno si ripete sistematicamente.

Il punto di forza di questo libro è dato senza ombra di dubbio dalla personalità di Andrea e Tommy; quest'ultimo è la voce narrante e si presenta, sin dalle prime righe, come un tipo empatico, sensibile, riflessivo, tranquillo, timido; il suo amico di sempre è il suo esatto contrario - casinista, allegro, ottimista, un nullafacente orgoglioso di esserlo, con la fissa di rimorchiare, esperto in fatto di sport, bugiardo e anche un po' ladruncolo..., insomma un combinaguai matricolato!
Ma forse è proprio la diversità caratteriale a far di loro un'accoppiata vincente e a rendere la loro amicizia inossidabile e, è proprio il caso di dirlo, senza tempo, anzi, che vince i limiti del tempo e dello spazio.

Andrea dà vita a molte situazione comiche e buffe grazie alla sua verve, al suo chiacchierare ai limiti dell'insopportabile (Tommy deve trattenersi dallo strangolarlo, spesso e volentieri), alla sua esuberanza instancabile, che lo spinge ad andare di città in città, di piazza in piazza, di locale in locale pur di raggiungere lo scopo ultimo del loro trentennale girovagare.

Tra ragazze di varie nazionalità, alcune strane altre acidine, tra giovanotti pronti a fare la propria personale rivoluzione per un mondo migliore, tra cambi di scena improvvisi che sembrano frutto di un viaggio nel tempo, il lettore segue i due amici nel loro andirivieni cercando di capire quale sia il mistero che caratterizza questo 1986 che sembra non finire mai pur passando degli anni.

Una cosa è certa: Andrea a Tommy restano sempre gli stessi, così pure la loro mission impossible. E chi li ferma, del resto? Non c'è neanche da provarci perchè sono capaci di scavalcare i muri della Storia e di infischiarsene di qualsivoglia limite spazio-temporale con l'allegria che li caratterizza!

Due "predatori del tempo" simpatici, trascinatori; Tommy ci fa sorridere per il suo carattere più posato e per i vani tentativi di far ragionare l'amico mattacchione, e Andrea è unico nel suo genere, capace di irretire, confondere e far divertire col suo fiume di chiacchiere prive di senso.
Molto spiritose le schermaglie verbali tra i due, che ci regalano momenti spassosi.

Una storia simpatica, originale, scritta con un'ironia e un umorismo che rendono la lettura senz'altro molto piacevole, con due protagonisti ben tratteggiati che sembrano usciti da una commedia all'italiana di qualche anno fa, un ritmo sempre brioso, dovuto anche a questo "accenno distopico" che rende il tutto intrigante e deliziosamente surreale.

Ringrazio l'Autore per la copia omaggio e non mi resta che consigliarvi la lettura di questo libro.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz