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domenica 17 dicembre 2017

Recensione: LA SETTA di Fiorenzo Catanzaro



Un ex investigatore privato con un passato da profiler dell'FBI, in cerca di un po' di pace dopo alcuni recenti eventi che hanno reso la sua vita decisamente tormentata, si ritrova suo malgrado a rivestire di nuovo i panni investigativi per risolvere uno strano caso riguardante una oscura setta religiosa.


LA SETTA
di Fiorenzo Catanzaro


Poro Seguro Editore
Pagine: 240
Giovanni Profeti ha lavorato come profiler dell'FBI fino a poco tempo fa; dopo aver rischiato la vita e aver visto soffrire una persona a lui cara proprio a motivo del suo lavoro, l'uomo ha preso la decisione di chiudere sia con l'agenzia investigativa che con i casi dell'FBI, e si è traferito a Montregnoli, un piccolo paese della campagna fiorentina.
Qui, oltre ad occuparsi del proprio giardino (grazie soprattutto agli aiuti del vicino di casa, Girolamo), ha aperto un caffè letterario (il R&D) e la sua sua vita non potrebbe scorrere più tranquilla di così, lontana dai guai e dai fantasmi da cui è fuggito.

Ma la pace non è fatta per lui e un giorno in paese torna Anna (figlia di Silvano, amico di Girolamo), una ragazza scomparsa inspiegabilmente un anno prima.

Anna versa in condizioni psicofisiche molto negative: oltre ad avere un aspetto trasandato e sporco, non parla e nessuno riesce a stabilire un contatto con lei.
E' evidente che ha subito forti traumi che l'hanno sconvolta al punto da alienarsi dalla realtà, chiudendosi in un guscio di dolore che conosce lei soltanto e che non riesce a condividere con nessuno.
Per questo motivo, su suggerimento di Girolamo (che si rivela man mano un tipo enigmatico, che alterna simpatici intercalari in dialetto siciliano con frasi sibilline, dalle quali si evince che conosce il nostro Giovanni - o meglio, John - più di quanto questi immagini), il padre della ragazza chiederà aiuto proprio al nostro ex investigatore.

Inizialmente restio a lasciarsi travolgere da casi intricati, John non potrà però tenere a bada per molto la propria natura investigativa (supportata da buone conoscenza in ambito criminologico e psicologico) ed infatti inizierà un lavoro con la ragazza che lo porterà nei meandri più oscuri della sua mente, ben sapendo che per farle superare il trauma dovrà farle riaffiorare i ricordi delle esperienze traumatiche subite.
Non sarà facile ma pian piano e con pazienza e dolcezza, Anna comincerà sempre di più a ricordare, a tirar fuori sensazioni e associazioni che faranno emergere particolari misteriosi ed inquietanti, che sembrano collegarsi a storie di riti di purificazione, streghe da eliminare, insomma sembra che Anna sia stata rapita da qualcuno che milita nel mondo delle sette a sfondo satanico e della stregoneria.
Poco dopo essere uscita dall'ospedale, proprio quando la ragazza ha cominciato a sbloccarsi, rischia un'aggressione in casa, sventata grazie al tempestivo intervento e di John e di Girolamo (che tutto è fuorchè un tranquillo vecchietto...); questo fa sì che Profeti decida di mettere Anna al sicuro, portandola da Claudia, un'amica di John con cui ha condiviso un'esperienza difficile che ancora lo fa star male...

Le ricerche di John - che si sta facendo aiutare dal fratello Marco, che lavora in polizia (a Roma) vengono un po' osteggiate dal Commissario Ferri, che vede Profeti come un saccente rompiscatole che, giocando a fare il detective, rischia di deviare il corso delle indagini.
Ma il nostro protagonista non si lascia scoraggiare da nulla e nessuno, neanche da oscuri tentativi di farlo fuori, e cerca di cogliere ogni minimo particolare tratto dai ricordi - prima offuscati poi via via sempre più nitidi - di Anna per capire quali persone sono coinvolte nel suo rapimento, che molto probabilmente non è un fatto isolato: altre ragazze sono state e vengono rapite per fini che paiono ricondursi a strani riti all'interno di sette non meglio identificate, ma che hanno a che fare con la convinzione che esistano le streghe e che vadano eliminate.
Ma è davvero così?
Spesso il male si nasconde proprio là dove non avremmo immaginato di vederlo; niente è mai come sembra e questo Profeti l'ha imparato sul campo fin dai tempi in cui lavorava come profiler, e anche in questo caso si troverà nella condizione di dover andare oltre le apparenze, oltre le associazioni banali e scontate, lavorando parallelamente alla giustizia ufficiale (del resto lui lo sa molto bene: non ci si può fidare di nessuno a questo mondo...) pur di far emergere la verità.

Una verità scomoda, che uomini potenti vogliono che rimanga nascosta e che per questo son disposti a tutto.
Nuovi e gravi pericoli attendono John Profeti, il quale non dovrà proteggere solo se stesso ma anche chi gli è accanto.

"La setta" è un thriller avvincente che, una volta iniziato, ho divorato; con un ritmo che diviene via via sempre più incalzante, una scrittura scorrevole, immediata, diversi colpi di scena presenti nella storia, l'Autore tiene incollato il lettore alle pagine del romanzo, perchè sono tanti gli elementi che lo rendono interessante: i riferimenti alle sette religiose e ai loro riti sinistri e truci; il plagio che ragazzi dalla personalità debole subiscono da chi riesce ad ingannarli, facendo loro credere in cose surreali; il destino di tante povere ragazze che finiscono nelle mani di gente senza scrupoli; una piccola e pacifica realtà di paese sconvolta dalla presenza, almeno nei dintorni, di avvenimenti angoscianti.
La figura del protagonista mi è piaciuta molto perchè Giovanni (John) mostra molta umanità e sensibilità verso le persone che soffrono e proprio queste sue caratteristiche gli impediscono di "farsi i fatti suoi", piuttosto egli si sente in dovere di fare quanto è nelle sue possibilità per aiutare chi, come Anna, ha vissuto esperienze drammatiche.
L'epilogo fa presagire che ci sia un seguito (almeno me lo auguro)!

E' stata una lettura che mi è scivolata tra le mani nel senso che l'ho divorata, curiosa di arrivare alla soluzione del caso.
Non posso che consigliarvela!

2 commenti:

  1. Il tema delle "sette" è attuale e coinvolge molte persone che si lasciano plagiare. La tua bella recensione mi ha incuriosita. Prendo nota :)

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    Risposte
    1. È un thriller che si lascia leggere con interesse :)
      Ciao Aquila ;-)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz