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martedì 13 febbraio 2018

Recensione: L'UOMO DI GESSO di C. J. Tudor



Cinque ragazzini legati da un'amicizia segnata da troppi segreti, che vent'anni dopo verranno a galla a ricordare che la verità spesso si cela dietro cose banali e, per riconoscerla, non bisogna mai dare nulla per scontato.



L'UOMO DI GESSO
di C. J. Tudor


Ed. Rizzoli
trad. S. Ristori
350 pp
20 euro
Gennaio 2018
Il protagonista e narratore di questo romanzo è Eddie Adams, che nel 1986 è un ragazzino di 12 anni, che pensa solo a divertirsi scorrazzando in bici con gli amici, alla ricerca di nuovi giochi e qualche piccolo brivido tra i boschi vicino casa, ad Anderbury.
Ma Eddie è anche un 42enne solo e indolente, che nel 2016 conduce una vita alquanto in solitudine, piatta, incentrata sul proprio lavoro di docente di Inglese e priva di significative relazioni.

Il lettore viene stuzzicato dalle prime pagine da un prologo che lo mette davanti a una scena abbastanza agghiacciante: la testa di una ragazza giace tra le foglie ingiallite di un bosco e qualcuno la prende, la mette nello zaino e se la porta via...

La domanda ci sorge spontanea: è forse il suo assassino a compiere il macabro gesto?

Come anticipato, la nostra storia segue due binari paralleli - che a un certo punto si incroceranno -, il 1986 e il 2016.

Nel 1986 Eddie vive con i suoi cari genitori (suo padre è un giornalista aspirante scrittore, la madre è una dottoressa) ed ha un gruppetto di amici inseparabili, con cui ama divertirsi facendo le cose tipiche dell'età: c'è Gav la Palla, sempre pronto a prendere in giro tutti; Hoppo, colui che cerca sempre di metter pace tra tutti; Mickey, dalla battuta sempre pungente; Nicky, l'unica femminuccia della banda, una ragazzina dalla chioma rossa, ribelle e tutta lentiggini per la quale il nostro Eddie ha una cotta segreta.

Ripensando a quegli anni, che nella vita di ogni uomo dovrebbero essere ricordati come "spensierati", l'Ed adulto si chiede "quando è inziato l'incubo" che si è ritrovato a vivere suo malgrado.
E guardandosi indietro, sebbene sia difficile dire con certezza quale fattore abbia davvero dato il via a tutto, di una cosa però è sicuro: tutto è cominciato quel giorno alla fiera, con il terribile incidente sulla giostra. Il giorno in cui Ed ha incontrato per la prima volta la Ragazza del Valzer e l’Uomo di Gesso
Durante quel pomeriggio al luna park, un terribile incidente sfigura per sempre il volto bellissimo di una ragazza, Elisa (la Ragazza Del Valzer appunto, dal nome della giostra presso la quale si è verificata la tragedia), e il povero e spaventato Eddie si ritrova a soccorrerla grazie al tempestivo intervento di un uomo lì presente: il signor Halloran, il nuovo professore giunto in città.

L'uomo dal viso pallido come quello di un morto; l'uomo sempre solitario, che a guardarlo ti provoca più di un brivido dietro la schiena, per i suoi occhi chiarissimi eppure penetranti e il suo modo di fare un po' strano.

Qualche tempo dopo la drammatica esperienza vissuta insieme, proprio lui, Halloran "l’Uomo di Gesso" (così chiamato per il pallore del suo volto - è albino -), dà a Eddie la singolare idea di utilizzare dei disegni fatti coi gessetti colorati per mandare e ricevere messaggi con il suo gruppo di amici. 
E all’inizio questa piccola e innocente novità è uno spasso per tutti. 

Questo fino a quando non viene rinvenuto il cadavere di una ragazzina, il cui corpo è smembrato, diviso in pezzi (per ritrovarli e ricomporli la polizia dovrà seguire sinistre indicazioni, scritte col gesso, sui tronchi degli alberi nel bosco...)... e senza testa, che non viene ritrovata nonostante le ricerche.
A scoprire le membra della povera vittima sono proprio Ed e i suoi amici, e questo segnerà in un certo senso la loro infanzia, macchiandola con un ricordo difficile da mandar via...

Ma da quel terribile giorno sono passati trentanni, siamo appunto nel 2016; Ed pensava di essersi lasciato il passato alle spalle: del resto, ha allentato i rapporti con i suoi quattro amici della banda (soprattutto Mickey, con cui è sempre è stato difficile andare d'accordo, e Nicky, entrambi trasferitisi altrove), proprio per evitare che certi brutti ricordi riaffiorino nella mente e tornino a popolare i suoi sogni.

Ma non sempre possiamo decidere di tenere fuori il nostro passato, ed infatti un giorno, per posta, riceve una busta: un gessetto e il disegno di un uomo stilizzato. 
Ed capisce che certe storie non finiscono mai, non così "facilmente", per lo meno. 
Il macabro e misterioso gioco, per Ed e i suoi amichetti di un tempo, ricomincia da capo. 
Ed, infatti, scopre che anche Hoppo, Gav e Mickey hanno ricevuto una busta ciascuno col medesimo contenuto; di Nicky non si sa nulla (più tardi sapremo che è stato così pure per lei).

L’Uomo di Gesso è di nuovo tra loro? E' tornato per regolare dei conti rimasti in sospeso e che chiedono di essere chiusi definitivamente?

Intanto, dopo una cena insieme a Ed per chiedergli di collaborare alla stesura di un libro sul raccapricciante ritrovamento della ragazza di 30 anni prima, Mickey viene ritrovato morto nel fiume.
Incidente o omicidio? E nel secondo caso, chi aveva interesse a farlo fuori? Questo folle ha forse in mente di uccidere anche gli altri componenti della ex banda?

Sfogliando le pagine ed entrando nel vivo della narrazione, scopriamo man mano tanti particolari che ci fanno capire quali dinamiche si sono innescate trent'anni prima attorno all'omicidio della ragazza del bosco, il coinvolgimento del prof. Halloran, quest'uomo dall'aspetto inquietante con cui Eddie instaura un rapporto quasi di "amicizia", pur sentendosi sempre inspiegabilmente a disagio in sua presenza. 
Conosciamo dunque alcuni fondamentali episodi avvenuti nel 1986 che hanno turbato molto Eddie, tormentandone i sogni (come la morte  - accidentale? - del fratello di uno dei suoi amici, un ragazzaccio non proprio simpatico e perbene), ma che in generale hanno portato scompiglio e paura nella tranquilla Anderbury; episodi spiacevoli che vedono coinvolte anche le famiglie dei cinque amici, con tutto il carico di tragedia che ne verrà fuori.

Tutto quello che accade nel 1986 e che sconvolge per mesi l'esistenza di Eddie e di chi gli è attorno resta come sospeso per trenta lunghi anni; troppe cose, a ripensarci da adulti, non quadrano, e le risposte trovate anni prima forse sono sbagliate e adesso è arrivato il momento di portare alla luce segreti seppelliti che stanno riemergendo piano piano, di chiarire ciò che era stato insabbiato e di smetterla con le bugie...

Seguiamo Ed in questo viale dei ricordi e, come dice lui stesso, non è proprio un bel viale da ripercorrere: non c'è nulla di romantico e commovente, tutt'altro, si tratta di prendere una strada buia, infestata di cose non dette, di errori commessi per stupidità o paura, ma che hanno provocato conseguenze anche gravi...
E' un percorso in cui ci sono gli omini di gesso, questi disegni semplici e innocui che però qui, collocati nel posto e al momento giusti, assumono sembianze minacciose.
Eddie deve fare i conti con una triste verità, che un giorno gli fece notare Halloran:

"Raccogli ciò che hai seminato. Se fai delle cose cattive, alla fine torneranno a morderti le chiappe".

Ecco, in questo romanzo è così per diversi personaggi, Ed compreso: di volta in volta, scopriamo che c'è sempre qualcuno che ha commesso un'azione sbagliata, qualcuno per cattiveria, qualcun altro per scelleratezza, ma alle loro nefaste conseguenze comunque non si può sfuggire.
Non solo, ma la morte aleggia sempre vicina e presente ed è pronta a coglierti di sorpresa con la sua gelida mano.

E ciascuno di noi, in fondo, è il frutto delle cose fatte, ma anche di quelle che non abbiamo avuto il coraggio di fare:

"La mia vita è stata definita dalle cose che non ho fatto. Le cose che non ho detto. Credo che sia lo stesso per un sacco di persone. Ciò che ci modella non sono sempre i risultati che abbiamo raggiunto, ma le nostre omissioni. Non le bugie; semplicemente le verità che abbiamo taciuto".

Come dicevo, per risolvere i misteri insoluti del 1986, l'Ed di oggi deve avere il coraggio di cercare le risposte alle tante domande rimaste sospese, stando attento ai particolari che spesso sfuggono, e non fermandosi a ciò che sembra vero... ma che a ben guardare non lo è assolutamente.

Devo dire che questo thriller l'ho trovato strepitoso, carico di suspense; durante la lettura, l'Autrice butta lì frasi brevi ed enigmatiche che anticipano ciò che accadrà, stuzzicando la curiosità e al contempo suscitando un vago senso di incertezza.
La scrittura ha un taglio cinematografico, non soltanto grazie a un ritmo serrato, che in certi momenti porta il lettore quasi a trattenere il respiro per la suspense, ma anche perché durante il racconto di certe scene clou, la realtà e la dimensione onirica sembrano mescolarsi: infatti, veniamo trascinati negli incubi del protagonista, guardiamo "i mostri" con i suoi occhi perché la narrazione di ciò che è reale diventa un tutt'uno con quello che è frutto dell'immaginazione turbata di Ed, e questo crea molta tensione.

Ed e i suoi amici, con cui condivide giochi e piccole avventure, ci ricordano i quattro ragazzi del racconto "Il corpo" di Stephen King, accomunati da un'esperienza tanto fantastica quanto drammatica, che li porterà inevitabilmente a crescere e che segnerà l'ingresso nella vita adulta; non solo, ma la presenza ossessiva degli omini di gesso mi ha fatto pensare al personale incubo della mia infanzia, Pennywise, il malvagio pagliaccio di It, foriero di oscuri avvenimenti.

E' un romanzo che si lascia divorare, capitolo dopo capitolo; non riuscivo a interrompere la lettura tanta era la voglia di scoprire ciò che sarebbe accaduto; l'Autrice ha creato una trama intricata e piena di nodi (che vengono al pettine, tranquilli, nulla resta irrisolto), dei personaggi che agiscono destandoci sospetti circa le loro reali intenzioni, un contesto - la tranquilla cittadina, il fitto bosco, un fiume tra le cui fredde acque galleggiano cadaveri... - intrigante e tanti altri particolari che fanno de "L'uomo di gesso" un thriller scritto davvero bene, che coinvolge il lettore dalla prima pagina all'ultima; finale che sa spiazzare il lettore.

Ringrazio la C.E. Rizzoli per la copia omaggio e non mi resta che invitarvi a tuffarvi tra le pagine di questo bellissimo thriller!!

Info sull'Autrice.
C.J. TUDOR è cresciuta a Nottingham, dove vive con la famiglia. Nella vita ha fatto diversi lavori, tra cui la presentatrice per un programma tv in cui intervistava le più grandi celebrità di Hollywood. Ha iniziato a scrivere questo romanzo ispirata da una scatola di gessetti colorati che un amico aveva regalato a sua figlia per il compleanno. Di sera, i disegni sul vialetto avevano un’aria sinistra. I diritti del romanzo sono già stati venduti in 25 paesi ed il libro è stato un caso internazionale all’ultima fiera di Francoforte.



Reading Challenge
obiettivo n.34.
Un libro che contenga esplicite citazioni musicali.

Nel romanzo è citata la frase "Nessuno viene ricordato per le cose che non ha fatto", contenuta in Peggy sang the blues, di Frank Turner.

2 commenti:

  1. Strepitosa recensione! Non posso certo perdermi "L'uomo di gesso", spero di leggerlo al più presto:)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz