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lunedì 8 aprile 2019

Recensione: LE DISAVVENTURE DI MARGARET di Cathleen Schine




Una commedia al femminile dal taglio sofisticato che, in tono leggero, si sofferma su come la lettura di certi libri "particolari" possa influenzare la mente e i comportamenti di una giovane donna colta e un tantino... suggestionabile!


LE DISAVVENTURE DI MARGARET
di Cathleen Schine



Adelphi Ed.
trad. V. Guani, A. Biavasco
310 pp
Margaret Nathan è una giovane trentenne che vive a New York con suo marito Edward, docente universitario.
La donna è un tipetto svampito, dagli atteggiamenti un tantino  superficiali, è molto egocentrica e un po' snob, mal sopporta le varie cene, popolate da personaggi raffinati, appartenenti all'intelligencija newyorchese, alle quali partecipa malvolentieri, ben sapendo di sentirsi costantemente a disagio, non riuscendo a ricordarsi i nome dei tanti interlocutori e non essendo brava ad iniziare o proseguire una conversazione, tanto più quando si ritrova seduta accanto a perfetti sconosciuti.
Fortunatamente a levarla da ogni impaccio ci pensa il maritino, sempre presente, attento, consapevole del carisma che da lui emana, della cultura che sfoggia e che cattura l'attenzione di chiunque lo ascolti.
Beh, del resto la stessa Margaret s'è fatta irretire, al tempo, dal fascino solenne dell'erudito Edward, che quando apre bocca non può fare a meno di citare i suoi letterati preferiti, Walt Whitman in primis (cosa che irrita non poco la moglie).

La bella e frivola Margaret non è certo una sciocchina che ha bisogno del coniuge (più saggio ed esperto in tutto rispetto a lei) per stare in società, anzi: anch'ella è un'intellettuale nota e apprezzata, avendo scritto un saggio storico, anche se, ahilei!, in verità non saprebbe dire con esattezza cosa ha sostenuto in questo libro che l’ha resa quasi famosa! Non c'è nulla nella propria esistenza che non vada: scrive libri che vendono, ha una bella casa, un circolo di amicizie grossomodo simpatico, un marito intelligente e spiritoso che l'ama... eppure..., basta una miccia, apparentemente senza importanza, ad accendere in lei un fuoco che non sapeva neppure esistesse e a mettere in dubbio ogni certezza della sua vita matrimoniale.

La scoperta, in biblioteca, di un manoscritto del Settecento mai pubblicato,è destinato a far vacillare ogni suo equilibrio; sfogliandolo, riconosce che interi passaggi sono tratti da opere di filosofi come Diderot, Kant, Rousseau, Locke..., ma la cosa più eccitante è che quello che sembra essere un'opera filosofica, incentrata sull'importanza di accrescere il proprio sapere attraverso metodi empirici, è in realtà un'opera di ben altro tenore!

Il libro anonimo si intitola "La nipote di Rameau" ed è un'opera di seduzione!
Scritta sotto forma di dialoghi, narra del legame tra un uomo e una giovinetta, un legame che sembra quello tra un maestro e la sua allieva ma che cela tra le righe quella che è semplicemente una tresca amorosa, in cui a guidare tutto è la ricerca del piacere, di tutto ciò che può accendere i sensi, l'eros.

La lettura un po' troppo appassionata di queste pagine voluttuose e sensuali fa scattare un pericoloso campanellino in Margaret, che comincia a vedere suo marito con occhi diversi.
La donna comincia a farsi domande che finora aveva evitato di porsi e che la spingono a riconsiderare il proprio ruolo rispetto al coniuge.
Ad es., si rende conto di aver sempre guardato Edward come "da lontano", con lo stesso sguardo adorante e sciocco delle sue giovanissime studentesse che gli sbavano dietro (a proposito: ma non saranno sue amanti, tutte queste ragazze che accorrono numerose nel suo studio con la scusa di parlare di poesia??), di essere sempre dipesa da lui, dal suo amore, mentre egli è indipendente da lei, sicuro di sè e dei sentimenti della sua cara mogliettina devota.

E se Margaret a un certo punto si stancasse di lui e spiccasse il volo come una farfalla alla ricerca di altri fiori su cui posarsi? In fondo, è suo dovere conoscere il mondo, fare altre esperienze che la rendano consapevole di se stessa, di ciò di cui ha veramente bisogno..!
Non solo il libro, ma anche un viaggio a Praga (per una conferenza) diventa per lei una sorta di spartiacque che la cambierà, facendole maturare la bislacca convinzione che ha il diritto di ricercare il piacere, di ascoltare gli impulsi del proprio corpo giovane e voglioso di sensualità, anche se questo significa diventare un'adultera, tradendo il caro maritino, che dorme sugli allori convinto della fedeltà cieca della consorte.

Attraverso tutta una serie di bizzarre circostanze, Margaret cercherà disperatamente di seguire le orme della languida nipote di Rameau e di farsi un amante: uno sconosciuto incontrato per caso su un aereo e poi rivisto a New York; un affascinante e sexy dentista, l'amica del cuore - così naturalmente provocante... Qualunque corpo ben fatto le suscita pensieri spinti e voglie proibite..., il desiderio di sfogare la propria lussuria diviene una vera ossessione che la spingono ad avere comportamenti davvero sciocchi, che danno vita ad equivoci che fanno sorridere il lettore, anche perchè in fin dei conti la protagonista non riesce a fare di se stessa una fedifraga con molta facilità!
Sedurre qualcuno e farsi portare a letto è più complicato di quanto le sarebbe mai sembrato!

Suo marito non è uno sprovveduto o un cieco e si accorge che sua moglie sta cambiando sotto i suoi occhi, che lo tratta con ostentata indifferenza e scortesia: "Cosa ti ho fatto?" le chiede sconcertato, e lei si guarda bene dall'esporgli le sue colpe..., forse perchè non saprebbe dire con chiarezza quale esse siano.
Sa solo che è arrabbiata e delusa, arrivando a convincersi che se mai lo tradirà, sarà stata colpa di Edward, che non ha vigilato su di lei come avrebbe dovuto!

Cosa sta succedendo nella mente un po' troppo aperta ed "esposta" di Margaret? Non le basta più la sua vita borghese tranquilla e ordinaria?
Cosa finora le ha dato l'illusione di essere felice, di avere un'esistenza stabile? E' stato il matrimonio? L'amore rassicurante di Edward? Potrebbe farne a meno ed essere comunque una donna appagata?

Mai dare per scontato ciò che hai, cara Margaret, perchè potresti rischiare di perderlo.

"L'anima è come un occhio: quando si posa sopra qualcosa su cui splendono la verità e l'essere, l'anima percepisce e comprende e brilla d'intelligenza (...) Quando non si posa sulla verità ma su una sua mera copia, l'anima brancola, incerta fra un'opinione e l'altra, e sembra priva di qualsiasi intelligenza".

Margaret deve far chiarezza dentro di sè, sbattere il naso, come si suol dire, e farsi male, provare concretamente il terrore di veder vacillare quelle certezze che stava disprezzando, per arrivare a comprendere cosa davvero è importante per lei.

In linea generale questo libro l'ho trovato abbastanza piacevole in quanto sostenuto da una penna arguta, divertente, a tratti comica, che critica con leziosità la società borghese benpensante e snob, ma è altresì vero che questa protagonista così "stramba" un po' mi ha fatto simpatia e un po' mi ha irritata con la sua ossessiva ricerca di un sesso che non arriva e che la vede solo fare la stupidina con chiunque respiri.



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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz