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domenica 26 gennaio 2020

Recensione: "LA ROSA DEI VENTI. Le gocce di Lazhull" (Vol.1) di Mirko Hilbrat



Un fantasy ricco di avventura, battaglie e tradimenti, di personaggi dotati di capacità magiche straordinarie, di sacri guardiani uniti da un patto volto a proteggere degli oggetti preziosi dai poteri immensi, di cui un essere malvagio vuol impossessarsi per i suoi fini meschini.


LA ROSA DEI VENTI. LE GOCCE DI LAHZULL
di Marco Hilbrat



550 pp
Rion è un giovanotto dal passato oscuro, sconosciuto a lui per primo. La sua memoria sembra essersi resettata - per un qualche motivo che non riesce a rammentare - ed aver dimenticato informazioni importanti: quali siano le sue origini, da dove venga, chi ha tentato di ucciderlo lasciandogli un'indelebile cicatrice sulla schiena, e soprattutto chi sia la misteriosa figura in nero che incontra nei suoi sogni e che gli parla.

Ora si trova ad Alexandria - capitale del Reame d'Ametista - ed è stato scelto, assieme a due fidati e cari amici, per partecipare ad un torneo speciale, chiamato Cerberus, che si svolge nel suddetto reame ogni tre anni, con l'obiettivo di celebrare l'alleanza dei regni più importanti delle terre del Grimorio: Alexandria, Nazela e Reghanor.

In tale occasione conosce la bellissima e coraggiosa principessa Syria, ma il coinvolgimento nella sfida, che lui immaginava fosse una sorta di "gioco", finirà per travolgerlo in tutti i sensi, facendo sì che tante sue abilità di guerriero comincino ad emergere in modo evidente, tanto da indurlo a chiedersi ancora una volta chi sia stato lui "nell'altra vita" e come mai la voglia di combattere sia così prepotente nella sua mente come in ogni fibra del suo corpo.
Sembra nato per essere un combattente e a questa natura egli vuol dare spazio; il destino lo accontenterà: dopo la fine dell'incredibile torneo verrà  coinvolto, infatti, dal vortice di eventi straordinari e pericolosi che convergeranno in una lotta feroce tra il Bene e il Male.

L'oscura e temibile Legione dell'Ovest si sta minacciosamente muovendo alla continua ricerca delle piccole pietre forgiate con le acque incantate del Lago di Lazhull (le Gocce di Lazhull), che racchiudono un potere che deve essere assolutamente preservato per mantenere la pace e l’equilibrio tra i vari regni; "equilibrio che il Signore dell’Ovest è intenzionato a rovesciare entrandone in possesso" e per raggiungere il proprio scopo non esita a lasciarsi dietro una sanguinosa scia di morte.

"Le Gocce di Lazhull, i loro custodi. Quale potere avrebbero mai potuto nascondere delle pietre così apparentemente effimere, da far scatenare una guerra tanto pericolosa? Quale significato poteva celarsi dietro ad un oggetto tanto piccolo?"


Elenterion, città sotterranea degli elfi, viene ferocemente attaccata, e il suo re muore non senza prima aver lasciato un messaggio importante a un suo suddito fidato, Serin, miracolosamente sopravvissuto alla strage del proprio popolo ad opera dei malvagi eserciti del Signore del'Ovest.

E Kruna, il Regno della Notte Eterna, è il suo prossimo bersaglio, in quanto anche in questo leggendario e spaventoso luogo di tenebre è custodita una delle pietre magiche.

Sarà proprio per evitare che le Legioni dell'Ovest mettano le mani sulle gocce di Lahzull che i regni di Grimorio dovranno coalizzarsi per neutralizzare questa minaccia prima che la situazione peggiori al punto da essere irrecuperabile.

L'importante missione vedrà coinvolti diversi personaggi, divisi in coloro che sono mossi da nobili princìpi e coloro che, al contrario, agiscono in modo meschino e, spinti da un'insaziabile brama di potere, sono pronti a tradire la propria razza e il proprio regno.

Ampio è, quindi, il ventaglio di personaggi che danno il proprio contributo alla storia: ragazze (principesse e non) belle e coraggiose, che non esitano a scendere in campo come paladine determinate e abili; re valorosi, pronti al sacrificio estremo di se stessi per amore della propria gente; giovani guerrieri che mostrano tutto il loro ardore e le loro magiche abilità in battaglia; creature fantastiche - mostri viscidi, mastodontici e crudeli, dalle caratteristiche e dai poteri letali, elfi, draghi esseri alati, ecc -  che possono venire in aiuto o da cui bisogna difendersi, oggetti speciali e preziosi, oggetto di invidia e desiderio da parte di tanti; il Bene che si scontra col Male, in una serie di battaglie dal sapore epico, descritte in modo efficace, vivido, tanto da riuscire a immaginarle bene durante la lettura.

I personaggi, pur essendo tanti, sono molto ben caratterizzati e si dà il giusto spazio ad alcuni di essi, al loro passato tormentato, alla loro personalità, alle motivazioni che li spingono ad agire, alle potenzialità come ai limiti, che neppure la magia spesso riesce a superare.

Devo dire che quando incorro in un fantasy, forse proprio in virtù del fatto che non sono una fan accanita di questa tipologia di romanzi, se esso è scritto bene, lo gradisco il doppio: non solo in quanto ha in sé tutte le caratteristiche per essere definito in generale "un bel libro", ma anche perché mi spinge ad apprezzare il genere.  
E' questo il caso del romanzo di Mirko Hilbrat, corposo ma assolutamente fluido, per lo stile (dettagliato ma mai noioso o ripetitivo; nessun dettaglio è inutile, bensì tutto è funzionale allo sviluppo e alla comprensione della trama), per come è articolata la storia (con le sue "sotto-storie", i flashback, i colpi di scena, i cambi di ambientazione), che ho trovato davvero avvincente, particolareggiata, molto ben strutturata.

Un libro che rientra a buon diritto tra i fantasy classici e che consiglio vivamente, soprattutto a quanti amano la narrativa fantastica: non resterete delusi!

4 commenti:

  1. Non ò molto il mio genere ma la tua recensione è sempre di gran livello.

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    1. In generale, neppure il mio, forse questo, paradossalmente, me l'ha fatto apprezzare ancora di più!
      Grazie, molto gentile :)

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  2. Io invece amo il genere fantasy e questo libro mi attira molto ;O) Grazie, Angela! Lo aggiungo alla mia lista :)

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    1. se il fantasy rientra nei tuoi gusti, penso potrebbe piacerti ;)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz