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mercoledì 14 giugno 2023

# RECENSIONE # OMICIDIO FUORI STAGIONE di Arwin J. Seaman

 

Sull'isola di Liten (Svezia) non accade praticamente mai nulla di eccitante: la vita scorre fin troppo placida e sempre uguale, i bar e i luoghi di ritrovo è più facile che chiudano invece di aprire e i giovani non sanno cosa inventarsi per divertirsi (o almeno così credono gli adulti). 
Fino a quando non viene rinvenuto il cadavere di una ragazzina e, improvvisamente, la vita a Liten viene investita da una ventata di eccitazione mista a preoccupazione, tensione. E pericolo.
Su Liten funziona così: esisti davvero... se muori.



OMICIDIO FUORI STAGIONE
La prima indagine sull'isola di Liten
di Arwin J. Seaman



Piemme Ed.
483 pp
Un corpo nudo viene ritrovato nel lago di Okänd; le gambe e le braccia sono state legate a formare una sorta di stella e su di esso non ci sono tracce visibili di violenza.
A trovarlo è un uomo, un abitante dell’isola, Theo Andersson, che ha notato qualcosa che galleggiava sulle acque e ha dato l'allarme,  chiamando la polizia.

La vittima è una sedicenne di nome Erika Lundström e, quando la notizia del suo ritrovamento fa il giro dell'isola, tutti ne restano  ovviamente sconvolti.

Mai a Liten è successa una tragedia tale! E nessuno avrebbe mai creduto possibile che accadesse.
Ovunque ma non lì, su un'isola così bella e incantevole, dove tutti si conoscono, si vogliono bene, si aiutano, dove i ragazzi crescono come fratelli e sorelle...
Chi ha potuto fare una cosa del genere a una brava e tranquilla ragazza come Erika?
Perché è certo che si tratti di un brutale omicidio!

Owe Dahlberg è il capo della polizia di Liten e non saprebbe da dove partire per avviare un'indagine, così viene supportato da un aiuto esterno che giunge da Malmö, essendo a Liten piuttosto "sforniti" di personale competente, anche perché non c'è mai stato bisogno di chissà quale dispiegamento di forze di polizia.

Oltre alla professionale e seria presenza dell'agente Annelie Lidhal, sul caso lavora Henning Olsson, ispettore della scientifica di Malmö: determinato, pratico, intelligente e arguto, l'uomo sa dosare bene la sua razionalità con quel lato intuitivo che lo aiuta a notare particolari che nessuno nota, a seguire sempre nuove piste e a fare le domande giuste. 
Un elemento, quindi, più che valido e che può dare un forte contributo nella ricerca della verità; a fianco a lui c'è il suo giovanissimo assistente, il poliziotto Kaj, gran chiacchierone, curioso oltre ogni dire e bersaglio inevitabile, ahilui, delle sgridate e del brutto carattere del capo Olsson, che è di poche parole e mal tollera che qualcuno lo riempia di chiacchiere inutili.

Apprendiamo, attraverso flashback, come il giovane ispettore conoscesse già l'isola di Liten, in quanto per diverso tempo ha fatto su e giù da Malmö per frequentare l'allora fidanzata, Annelie.

I due si sono lasciati da un po' ma Henning non ha mai superato del tutto la loro separazione, soprattutto perché ritiene la ragazza responsabile della rottura: i problemi di coppia sono cominciati (o, per meglio dire, si sono palesati in modo chiaro) quando lei, di punto in bianco, ha deciso di lasciare Malmö (dando così un brutto colpo alla loro relazione e uno stop alla promettente carriera della donna) per andare a fare la poliziotta in quel pezzo sperduto e grigio di mondo, Liten, decisione che l'ha resa inspiegabilmente sempre più lontana da lui, il quale a un certo punto s'è stufato e di fare il pendolare e di tenere in vita un rapporto che si stava logorando sempre più sotto gli occhi di entrambi.

Insomma, rivedersi e sapere di dover lavorare spalla a spalla non fa fare i salti di gioia né a Henning né alla stessa Annelie.

Fortunatamente, per il burbero e scontroso ispettore c'è una presenza amica su quella maledetta isola: il medico legale Carola Norgren, con cui ha un sereno e filiale rapporto d'amicizia.

La donna cerca di fare da "ponte" tra l'efficiente ispettore e la comunità di Liten, in quanto la diffidenza è decisamente reciproca: Henning non stima per nulla Owe, lo ritiene un incompetente e un apatico privo della giusta adrenalina per fare quel mestiere (lo stesso vale per il di lui collega, Pälsson); inoltre, sin dai primi momenti, intuisce che l'intera comunità isolana gli è ostile, lo guarda come uno straniero saccente che vuol mettere il naso nelle tranquille esistenze di tutti gli abitanti per cercare l'assassino- nientemeno! che follia!! - nelle loro limpide e innocenti case.
E in effetti questa sensazione è vera: Liten non sopporta né Olsson né tutto quello che egli ha in mente  di mettere in pratica per cercare di gettare luce su ciò che è accaduto alla povera Erika.

Erika.
Non ci si può dimenticare della povera vittima di questa storia, colei che qualcuno - con premeditazione e crudeltà - ha ucciso, legato, buttato in acqua.

Che razza di omicidio è? Rituale, forse (considerando la posizione del corpo)? Erika è morta per mano di un assassino che l'ha scelta "a caso" o volutamente e per una ragione precisa?
C'è il rischio che l'assassino prenda di mira altre persone dell'isola? E con quale criterio, eventualmente?

Per cominciare a cercare risposte illuminanti, Olsson e Annelie sanno di dover scavare nelle vite di tutti, e non solo in quella di Erika e della sua famiglia.
Le persone coinvolte saranno tante e questo è inevitabile perché, come dicevamo, la comunità è quella e i membri si conoscono, hanno rapporti tra loro da sempre - fatta eccezione per un numeroso nucleo famigliare che vive un po' più isolato e per i fatti suoi (gli Andersson) -.

Forse bisogna cercare tra gli amici della giovanissima vittima?

Malin (figlia di Owe), Evelina, Meja, Jari...: i primi nomi spuntano fuori e, assieme ad essi, emerge quella che è la considerazione che gli adolescenti hanno di Liten, della gente e delle loro esistenze.

In particolare, ad offrire una strada da intraprendere per capirci qualcosa è la più "tosta" e intraprendente del gruppo di giovanissimi: Malin, una ragazza dal caratterino ribelle, che ama fare video in cui "sparla" dell'isola, denunciandone la "chiusura" su tutti i fronti, il fatto che la vita lì è un inferno perché non offre alternative, speranze, progetti...: niente.
Ci voleva la morte di Erika perché i riflettori puntassero finalmente su Liten!

Come il resto degli abitanti, anche Malin è ostile alle indagini, in particolare a Henning ed Annelie, che vede come degli stranieri incapaci di capire cosa voglia dire nascere, vivere e morire su quell'isola.

Andando in profondità e, purtroppo, dovendo gestire le conseguenze terribili di altri delitti - che di lì a poco sporcheranno di sangue il meraviglioso paesaggio isolano e innescheranno paura e agitazione tra gli abitanti (genitori in primis) -, l'ispettore (cui è stata formalmente affidata l'indagine) e Annelie dovranno fare i conti con una realtà umana complessa, fatta di adulti diffidenti, restii ad aprirsi e a fidarsi, e di ragazzi che fingono di farsi andar bene quella vita... ma che in realtà sono insofferenti e infelici.
Si tratta di adolescenti insoddisfatti alla ricerca di svago e trasgressione per dare movimento a un'esistenza altrimenti noiosa, piatta, immobile, sempre uguale a se stessa.

Olsson dovrà fare i conti con la realtà secondo cui

"Quella gente non voleva la soluzione del caso, voleva solo riaddormentarsi nella propria apatia e dimenticare."

Liten era tanto amata e difesa dalle persone che ci vivevano ma, a ben guardare, essa sembrava avere un effetto tossico sulla gente! 

O forse è vero il contrario: che era Liten a soffrire perché qualcuno stava cercando di danneggiarne l'immagine, calcandone i difetti e facendola apparire come un posto terribile?

Seguiamo passo passo le indagini, le "chiacchierate" tra la polizia e gli abitanti, le piste seguite, i tentativi di abbozzare ipotesi, di cercare indizi sul territorio, per poi però rendersi conto che la mente dietro gli omicidi è così furba da "preconfezionare" per loro degli indizi... per depistare chi indaga!

Tra piccoli e apparenti successi ed evidenti fallimenti, tra cadaveri, silenzi, lacrime e brutte sorprese, pian piano il quadro comincia a delinearsi e ogni nodo verrà drammaticamente sciolto.

È un giallo/thriller leggero (con una spruzzata di rosa qua e là) che ricorda, ad es., la Läckberg; si legge senza fretta, senza grosse palpitazioni in quanto non ha un ritmo serrato e incalzante, e non si respira suspense né si sta col fiato sospeso (se non verso la fine); pulito e scritto bene, induce il lettore a soffermarsi più sul contesto in cui maturano le morti che su queste.

Mi sono piaciuti: l'ambientazione dell'isola nordica, quale contesto chiuso, protettivo, immobile e (per assurdo, ma non troppo) pericoloso proprio per queste caratteristiche; le tematiche relative al disagio giovanile e alle difficoltà degli adolescenti nel vivere e sopravvivere in un luogo come l'isola, privo di svaghi e divertimenti adatti alla loro età e alle loro normalissime esigenze; il pericolo della trasgressione proprio in virtù di questa infelicità dovuta a un'esistenza isolana noiosa e piatta; l'importanza della comunità nel bene e nel male, il suo voler proteggere ogni membro e, al contempo, anche la reputazione dell'intera isola e, per contro, i pericoli insiti in questo atteggiamento di eccessiva chiusura e di difensiva verso chiunque venga da fuori, polizia compresa; la galleria di personaggi che vivono su Liten, quasi tutti così sempliciotti e genuini da essere i sospettati ideali; lo stile della scrittura molto accurato, preciso, lineare e chiaro. 

Non ho amato molto né il protagonista né la sua ex ed entrambi mi hanno dato i nervi più di una volta.

Lettura piacevole, grazie a una trama ben articolata e particolareggiata che, nel complesso, riesce a reggere il numero di pagine, nonostante un po' di  "lentezza" nel ritmo. 

4 commenti:

  1. L'ambientazione nordica è sicuramente affascinante mi ricorda, come hai ben scritto, i romanzi di Camilla Lackberg. Se non erro ho letto su internet che l'autore è un grande scrittore italiano "sotto copertura". Chi sarà mai? Un italiano che si cimenta in un thriller scandinavo è una bella novità :)

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    1. Sì, infatti, è italiano l'autore!!, Chissà di chi si tratta (⁠・⁠o⁠・⁠)

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  2. L'indizio sull'identità dell'autore è il cognome Sea-Man secondo me... autore/autrice nato/a in una città costiera: Napoli? Saviano? È così lontano dal suo genere che potrebbe essere... sono molto curiosa. Comunque giallo godibile, protagonista non molto simpatico

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    1. Concordo sul tuo giudizio sul libro.
      Circa l'autore, è interessante la tua ipotesi!! ✌️

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz